A proposito di “salto di qualità”

 Scritto da il 21 novembre 2012 alle 14:41
Nov 212012
 

 

Da qualche anno, forse sette, la certezza di  uscire definitivamente dal  “Limbo” della classifica c’è la costruiamo, con alterne vicende,  partita dopo partita e alla fine siamo riusciti sempre a trovare la giusta soluzione anche di fronte a situazioni poco piacevoli grazie alla signorilità, accompagnata da scelte opportune, della nostra Dirigenza, alle qualità tecniche  ed alle energie profuse in campo dei giocatori componenti l’organico di turno e, non da ultima, alla tifoseria catanese che non ha fatto mancare mai  la propria presenza e il “calore”, a volte anche colorito, di una passione viscerale che possiamo definire solo nostrana.

Diciamo che,  campionato dopo campionato, abbiamo superato la fase di “ambientamento” alla categoria e si è fatto sempre più solido il convincimento del diritto di appartenervi fino ad essere diventati quasi inamovibili. Le certezze maturate, passano attraverso una sana politica economica societaria, la possibilità di mantenere “a livello” i bilanci economici per le plus valenze maturate dalla vendita di alcuni giocatori che oltre ad avere partecipato attivamente al raggiungimento dei risultati tecnici conseguiti, ha contribuito ad impinguato le casse societarie e, non ultimo, ad una sana politica di investimenti che hanno permesso di creare un “ambiente” capace di attrarre, oltre i tifosi anche i suoi familiari.

Qui nasce il dilemma: Ci possiamo o dobbiamo accontentarci del  ripetersi dei risultati in più occasioni conseguiti (permanenza nella massima serie) o possiamo e dobbiamo sperare in qualcosa che va al di là delle abitudini ormai consolidate? Certo che migliorare nella vita non fa mai male anzi senza tale stimolo tutto si appiattisce e la monotonia  la fa da padrona.

Però a questo punto, esaminando i risultati fin qui conseguiti dalla compagine rosso e azzurra e a giudicare dalla  collocazione raggiunta in classifica, ci permettiamo di affermare che stiamo cercando ciò che già è  sotto i nostri occhi. E’ nostro convincimento che il  tanto agognato    “salto di qualità” lo stiamo vivendo proprio adesso. Infatti,dicevamo, i risultati conseguiti a seguito di prestazioni che hanno divertito gli appassionati di calcio catanesi e non; il punto conquistato a Cagliari, con la squadra sarda che ha fatto vedere i sorci verdi all’Inter; i tre punti conquistati contro il Chievo, squadra che in altre occasioni si è dimostrata coriacea e ostica, importantissimi perché frutto di uno scontro di rilevante importanza per i suoi effetti sulla classifica; la bontà degli schemi applicati dall’allenatore; la qualità e la professionalità dei giocatori, oltre che  l’impegno da essi profuso in campo, hanno contribuito a dare tanta insperata visibilità alla squadra del Presidente Pulvirenti, fino al punto di suscitare l’interesse dei media nazionali, non solo per i risultati conseguiti sul campo, ma anche per  i soprusi  subiti da parte degli arbitri in occasione di confronti disputati con le cosiddette “grandi” che,quando li subiscono a loro danno trasformano i gioco del Calcio in autentiche “corride verbali”.

Sta di fatto che il AD del Catania,invitato e presente alla rubrica Mondaynigt dei canali di Sportiitalia, ha avuto il riconoscimento  per la bontà del “Progetto Catania”costruito  a seguito di scelte intelligenti  e fondato su solide basi.

Gasparin, interrogato a 360° sulla  Società Catanese, ha sottolineato come i risultati fin qui conseguiti, (con serena umiltà ha tenuto a ribadire che siamo solo ad un terzo dello svolgimento del campionato) non sono frutto di casualità ma che l’aver mantenuto nell’organico di quest’anno giocatori del livello di Gomez, Almiron, Lodi, Barrientos, Legrottaglie, Spolli e … sono tutti da elencare, oltre che il rientro in positivo tra i ranghi del portiere Andujar e di Alvarez , sono frutto di scelte ben precise.

Ma non si è pensato solo all’organico di “oggi”ma che con l’acquisto di Doukara, Rolin  e Castro si è voluto guardare avanti e pensare a costruire il Catania del futuro.

Tutto ciò premesso, i “pezzi pregiati”tra i giocatori del Catania, che non sono pochi, sono stati all’attenzione del mercato estivo trascorso ed oggi più che mai, stuzzicano l’interesse dei grandi club calcistici italiani.

In che cosa dovrebbe consistere questo salto di qualità ? forse nel raggiungimento di un posto in classifica tale da determinare la partecipazione ad una delle  “Coppe Europee”? Ma guardiamo in faccia la realtà. Siamo in grado di reggere gli impegni economico calcistici a cui la partecipazione a queste manifestazioni ci costringerebbero ? Abbiamo uno stadio di livello? In atto crediamo di no.

Ed allora siamo convinti che il vero salto di qualità  si sta determinando con i “risultati” attuali e siamo felici di viverli giorno per giorno senza inseguire ciò che consideriamo, al momento, non verificabile ma ingestibile.

Diceva il poeta : “goditi il di’ presente” .  In sostanza, siamo convinti che “la botte sta dando il miglior vino possibile” e che se i risultati continueranno ad essere, fino alla fine, gli stessi di oggi, arriveremo allo scopo, però poi…? Ciò che chiedo è il vostro parere.

Con affetto.

  30 Commenti per “A proposito di “salto di qualità””

  1. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti…..
    Con Questa intelaiatura di squadra e l’impegno di tutti anche della società, si può raggiungere L’Europa League……
    Ma nasce un problema più grosso, dove giochiamo ❓ ❓ ❓ a Udine visto che il ns. campo non è omologato.
    Ci vogliono un sacco di soldi per rinforzare la squadra con altri 5 giocatori validi per una degna sostituzione.

    Penso che è un impegno non alla ns. portata almeno per quest’anno.

    io mi accontento di mantenere il settimo, ottavo posto in campionato cosi prendiamo più soldi per il piazzamento e diritti televisivi.

  2. Ip Address: 85.41.235.41

    Buffone :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    PALERMO, P. Lo Monaco: “Il copione si è ribaltato, noi lottiamo per la salvezza, loro per l’Europa. Catania se non raggiunge l’Uefa è un fallimento. Pulvirenti? Non lo saluterò”
    21.11.2012 14:37 di Valentina Mammino

    Ha risposto alle domande dei giornalisti, a tutte, anche a quelle che avrebbero potuto gettare benzina sul fuoco. Lo ha fatto con la sua solita ironia, Pietro Lo Monaco, che questa mattina si è presentato in sala stampa al “Tenente Onorato” di Boccadifalco, pronto a lanciare la sfida di sabato tra Palermo e Catania. Passato e presente l’uno di fronte all’altro. “[…] Si è ribaltato il copione di sempre – ha detto l’ex ad etneo – col Palermo che lottava per l´Europa e il Catania per la salvezza. Sono cose che succedono naturalmente, bisogna prenderne atto e cercare di andare avanti. […] L´obiettivo del Palermo era la salvezza, mentre per il Catania deve essere l´Europa. Ha il potenziale tecnico, economico e strutturale per ambire a questo traguardo. […] Sono sicuro che le due squadre si affronteranno al massimo della tensione sportiva. Poi è chiaro, l´ho detto e lo continuo a ripetere, che ci sono i valori. Giochiamo contro una corazzata. Il Catania è il Barcellona, sono tutti campioni, sono sicuramente in grado di fare una passeggiata dappertutto. Noi piccoli come siamo ci auguriamo di poterli fronteggiare nel migliore dei modi. […] In campo getteremo sangue, venderemo cara la pelle. Ho letto i toni trionfalistici del vicino della porta accanto, sembra che la partita sia già decisa, che sia inutile pure giocarla considerato che il Real Madrid… il Barcellona viene qui a fare la passeggiata. Vogliamo avere la presunzione di dire che ci rimboccheremo le maniche e cercheremo di fronteggiare il Barcellona. […] Per me il Catania è come un figlio, sarei stupido a negare quello che io stesso ho creato. Posso prendere atto di un processo di evoluzione che è partito dal niente e che oggi annovera il club rossazzurro tra le società migliori d´Italia, sia tecnicamente che economicamente. Ne prendo atto e basta. […] Pulvirenti? No, non lo saluterò, non ho mai fatto polemica e non voglio farlo. Non ho mai detto e non voglio dire il vero motivo per cui sono andato via da Catania. Lui lo conosce perfettamente, è un discorso che si è chiuso. Tutti a Catania hanno dato un apporto per farla diventare la realtà di oggi. […] Quando quella realtà parla di salvezza si prende in giro da sola. Quantomeno danno l´immagine di chi è abituato a fallire. Il Catania può dire a voce alta di poter concorrere per la Uefa. Chi si nasconde fa solo pretattica. […] Se non raggiungono l’obiettivo Europa è un fallimento. Marchese al Palermo? Non penso che la dirigenza attuale del Catania possa mai dare un giocatore all’attuale dirigenza rosanero. In passato abbiamo avuto rapporti cordiali e dei trasferimenti, ma hanno troppe aperture mentali rispetto a noi per pensare di fare con noi delle operazioni. Sono troppo avanti e noi siamo troppo piccoli, non possiamo trattare con loro […] “.

  3. Ip Address: 85.41.235.41

    Si prevede un DERBY infuocato in tutti i sensi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    Comunicato Stampa

    Comunicato Stampa

    La Società Calcio Catania, posta a conoscenza delle dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore Delegato dell’U.S. Città di Palermo rese in questi giorni immediatamente precedenti l’incontro, intende non replicare in quanto da un lato le stesse si commentano da sole e dall’altro la violenza verbale, la volgarità e gli insulti non fanno più parte della nostra società, che ha uno stile improntato al rispetto delle regole, alla correttezza comportamentale ed al riconoscimento del valore della squadra avversaria.

  4. Ip Address: 79.55.46.95

    buonasera fratelli dal cuore rossoazzurro ciao rosario ottimo commento riguardo lomo si e confermato quello che e un povero bulletto di paese Articolo del 21 novembre 2012, A Cura di: Marco Di Mauro
    Un cielo senza nubi, una “rosa” senza spine. Sarà, ma…
    Contro il Chievo era previsto un nubifragio. Il Catania non si è fidato. Il Chievo era previsto esser un avversario facile. Anche in questo caso il Catania non si è fidato. Il risultato di domenica dà ragione alla diffidenza del Catania ed alla cautela che anche nella settimana che accompagna al derby sembra eccessiva, eppure..

  5. Ip Address: 79.55.46.95

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    Un nubifragio, per tutto il fine settimana questo prevedeva l’allerta meteo sotto il cielo di Catania. Eppure, mattina dopo mattina, alzando gli occhi verso il cielo: poche nubi e tanto azzurro, da qui il dubbio: Ma non è meglio lasciarlo a casa questo ombrello? Forse anche a seconda fosse tascabile od ingombrante c’è chi ha scelto il rischio, c’è chi scelto la prudenza. Il Catania? Da mercoledì aveva coperto il permeabilissimo manto erboso del Massimino con i lunghissimi teloni anti-pioggia. Una scelta chiara.

    Non sottovalutare l’allerta, senza creare allarmismo ma tenendo alte le difese. Come col meteo, così col Chievo. Un avversario che le previsioni davano agevole: reduce da cinque sconfitte consecutive in trasferta, senza un’identità di gioco consolidata, dentro uno stadio, il Massimino, in cui far punti è riuscito a pochi ed in condizioni particolarissime (Napoli e Juventus, entrambe in “superiorità numerica”). Ma il Catania che guarda in alto verso il cielo è lo stesso che guarda alto in classifica, e del Chievo fa bene a non fidarsi.

    Allo stadio, anche se c’è il sole, si va con l’ombrello. E’ una metafora, ma anche un promemoria: Esser “pronti a tutto” significa anche questo. Ed è forse proprio questo che c’è di diverso, è forse proprio questo a trasmettere un segnale forte, chiaro e nuovo: Il Catania ha imparato a vincere davvero con chiunque. Che significa qualcosa di più fondante: Il Catania è finalmente riuscito ad interpretare tra gli applausi il ruolo di protagonista riconosciutogli sul copione ma al quale aveva sempre disatteso dopo confortanti prove generali.

    Così col Chievo, come contro il Palermo. Sì, sul momento delle due squadre e sullo storico della gara tanto ci sarebbe da dire e da domandare, ad esempio: Può qualche parola di rito aver il potere di destabilizzare solidi equilibri, ferma attenzione verso l’obiettivo? Alzando gli occhi vedo un cielo che pare sereno, e dinanzi una “rosa” che pare senza spine. Ma ciò che appare non di certo sarà, e perciò, dovendo scegliere di chi fidarmi, non me ne vogliano i meteorologi né tanto meno il nuovo “giardiniere” del Palermo, ma io mi fido solo del Catania.

    Avanti a “bocche cucite” verso il derby. Non approvo, ma solidarizzo.

    ..

    Commenti tutto il resto e noia ciao prof come vedi o postato anche chi a scritto

  6. Ip Address: 79.55.46.95

    Derby amico
    Palermo e Chievo appaiati in classifica al terzultimo posto. Ed in previsione del derby fu così che Eugenio Corini da capitano del Palermo divenne tifoso del Catania.

    Anagrafe
    Dopo la terza partita consecutiva in A, Doukara, il giovane attaccante arrivato dopo una retrocessione in Serie D. cambierà nome: da Souleymane a Cumyllavaddiri

    Brutti vizi
    A Catania il Chievo non perde il pelo ma il vizio sì..

    Passamontagna
    L’Inter protesta per un calcio di rigore negato sul 2-2 contro il Cagliari. In certi casi ci vuole faccia tosta, in altri è necessario il passamontagna.

    Dribbling
    “Vado via.. anzi no!”. Ma questa “finta” di Barrientos non piace a nessuno.

    Proverbi 2.0
    “Pensa prima di twittare, perché twitt poco pensati portano twanta pena”

    Mal-conteto.. non è mezzo gaudio
    Quando si parlava di “luogo adatto” per manifestare il proprio malcontento.. ecco, non ci riferivamo a twitter.

    Face to facebook
    Tanto scalpore ha destato il tweet d’addio di Barrientos.. e questo perché non avete letto la mail spedita a Maran, il link condiviso coi compagni su facebook, il messaggio inviato su Wazzup al presidente.

    Dipinto di blu
    Dopo aver letto le dichiarazioni di Barrientos c’è chi è diventato più blu del “Puffo”.

    In bilico
    Il tecnico del Palermo in bilico alla vigilia del derby?! Eppure non mi è nuova questa situazione..

    Crisi
    Zamparini conferma Gasperini. Panico nella categoria, continuando così tanti allenatori sono a rischio indigenza..

    Allerta meteo
    Ma contro il Chievo non poteva mica piovere per sempre..

    Allerta meteo
    Nella settimana che avvicina al derby burrasche e gelo a -8 nella Sicilia occidentale.

    Tela e sale
    In previsione dell’allerta meteo stesi i teloni sul manto erboso. In previsione dell’allerta Chievo impiegati anche i mezzi spargisale. Ottimo risultato.

    Bestia nera
    Sequestrati migliaia di oggetti contundenti non convenzionali ai tifosi del Catania nel corso del prefiltraggio: cornetti rossi, peperoncini, ferri di cavallo, coccinelle, buste di sale, amuleti e bambole voodoo.

    Bentornato
    Corini.. è sempre bello rivederti quando sei tu a perdere.

    Congiura
    Di Michele, Pellissier, Paloschi, Sorrentino, Corini.. mamma mia! E chi mancava all’appello? Carraro, Matarrese, l’arbitro Farina, Gervasoni… Scongiuri!

    Orologio
    “E per fortuna che mancano 40 secondi”, il pensiero di tutti i catanesi allo stadio al goal di Andreolli.

    Trasferta nello spazio
    Un astronauta catanese porterà la maglia rossazzurra nello spazio. A meno che anche per questa trasferta non serva la tessera del tifoso.

    Rampa di lancio
    La maglia rossazzurra nello spazio. Altro che Europa.. fateci “spazio”.

    Libertà
    Pochi tifosi per la sfida col Chievo? C’è Chi-è-vo-luto venire e chi no..

    Tutto incluso
    Per riempire il Barbera nel derby: sconto sul biglietto, prelazione per la Juventus, pop-corn, bibita e Vazquez (il nuovo Pastore) in affitto per partitelle 5vs5.

    Cotto e bruciato
    Corini sentiva odore di impresa al Massimino.. se la sarà scordata nel forno acceso.

    Chi è chi?
    “Non si sa nemmeno chi è il presidente della Roma”, Massimo Cellino, recentemente dimessosi dalla carica di presidente del Cagliari..

    Saggezza
    “Il troppo Stroppia” per questo il Pescara cambia allenatore.

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  7. Ip Address: 79.55.46.95

    COSTA: «Gomez l’uomo in più, spazio a Morimoto se sta bene. Catania favorito, ma…»

    Il giornalista Antonio Costa a Golsicilia.it

    Il conto alla rovescia che conduce al derby con il Palermo scorre e Golsicilia.it tasta il polso generale della piazza rossazzurra nella settimana che precede il match del “Barbera”. Ai nostri microfoni ha parlato in esclusiva il giornalista Antonio Costa, corrispondente di Radio Sportiva da Catania e per Calciomercato.com, nonchè conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania” sull’emittente etnea Sestarete.

  8. Ip Address: 79.55.46.95

    Il conto alla rovescia che conduce al derby con il Palermo scorre e Golsicilia.it tasta il polso generale della piazza rossazzurra nella settimana che precede il match del “Barbera”. Ai nostri microfoni ha parlato in esclusiva il giornalista Antonio Costa, corrispondente di Radio Sportiva da Catania e per Calciomercato.com, nonchè conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania” sull’emittente etnea Sestarete (canale 215 del digitale terrestre).

    Per la prima volta il Catania parte alla vigilia di un derby con maggiori credenziali rispetto al Palermo. Pensi che questo possa galvanizzare i rossazzurri o al contrario rappresenti un rischio?

    «Sicuramente da quest’anno i rossazzurri sono di gran lunga favoriti rispetto al Palermo, anche se già l’anno scorso Vincenzo Montella aveva instillato l’idea che si potesse vincere contro chiunque. In graduatoria c’è un importante distacco tra le due squadre, di otto punti, ma la situazione di classifica e il momento attuale non sempre risultano indicativi ai fini del risultato finale: ad esempio la Lazio di Petkovic, che era reduce da alcuni risultati negativi tra i quali il 4-0 patito qui a Catania, ha nettamente battuto nel derby della Capitale la Roma di Zeman, data da molti per vincente alla vigilia».

    «Altri esempi riguardano proprio le gare del derby siciliano: ricordo ancora lo 0-4 inflitto al “Barbera”, con il gran gol di Mascara da centrocampo in un match dove il Palermo era il favorito, come il 3-1 per i rosanero con la tripletta di Pastore, che pochi si attendevano dopo il momentaneo pareggio di Terlizzi. Insomma, il derby è sempre una gara particolare e il fatto che il Catania, sottolineo e ribadisco, sia favorito non è detto sia un bene per la squadra, che deve mantenere alta la concentrazione soprattutto dal punto di vista dello spogliatoio».

    Sabato sera al “Barbera” ci sarà sicuramente un ambiente molto caldo. Pensi che questo possa agire da stimolo per i rossazzurri nella propria condotta nelle gare fuori casa, in cui sono arrivate buone prestazioni, come con Roma e Udinese, ma non ancora vittorie?

    «In realtà io mi aspetto anche altri fattori determinanti, come innanzitutto dalla parte del Palermo Pietro Lo Monaco, il quale sa come vivere e affrontare un derby, cosiccome il presidente etneo Pulvirenti. Non dico che la partita si giocherà tra loro due, ma sicuramente alla presenza dell’uno e dell’altro sono legati degli elementi chiave».

    «Inoltre credo che il Palermo rischia di crollare se il Catania andrà per primo in vantaggio, in quanto è una squadra psicologicamente più fragile e lo ha dimostrato anche a Bologna, dove è vero che ci sono state le espulsioni ma è anche vero che la squadra di Gasperini ha ceduto dopo il primo gol. Subendo gol per primo il Palermo, davanti al proprio pubblico, sarà costretto a rincorrere e se non farà attenzione rischierà di prendere un’imbarcata».

    Secondo te quali possono essere in campo i giocatori determinanti dall’una e dall’altra parte?

    «Credo che saranno importanti i calci piazzati, tra i rossazzurri Francesco Lodi è in grado di sbloccare il risultato con una singola esecuzione, come capitan Miccoli tra i rosanero. In casa Catania comunque mi sento di citare anche il “Papu” Gomez, che rappresenta sicuramente l’uomo in più dei suoi in questo inizio di campionato, e il portiere Andujar, sperando che continui la crescita sul piano psicologico dove si sta sempre più riprendendo. Non dimentico inoltre Nicola Legrottaglie, leader difensivo dall’alto dei suoi 36 anni, che non ha ancora segnato in questo campionato, lo ha fatto l’anno scorso al “Barbera” e ha già fatto capire che vorrebbe ripetersi questo sabato».

    Domenica scorsa Bergessio si è fermato ancora una volta e la sua presenza sabato è in fortissimo dubbio. Probabile a questo punto che venga gettato nella mischia ancora una volta Doukara. Sulla base di quello che hai visto nelle ultime tre partite da lui giocate, ti senti di dargli fiducia?

    «Doukara è un giocatore che mi piace moltissimo, come però mi piace moltissimo anche Takayuki Morimoto, che al momento non c’è psicologicamente e la condizione mentale in un giocatore fa tanto. Il giapponese comunque sa cosa vuol dire segnare in un derby, avendolo già fatto, quindi ha più esperienza in queste partite rispetto al franco-senegalese e se sta bene può avere la sua settimana. Bergessio credo che non ce la farà dal 1’, potrebbe comunque recuperare per partire dalla panchina e magari entrare nell’ultimo quarto d’ora dove potrebbe essere decisivo».

    Ogni anno il Catania parte con l’obiettivo della salvezza, ma al contempo alzando sempre l’asticella. Adesso è sesto in classifica, ma posto che alcune squadre sottostanti, come il Milan, risaliranno e i rossazzurri saranno risucchiati verso il basso, pensi che possa essere migliorato il risultato della scorsa stagione?

    «Assolutamente sì, credo che gli etnei supereranno tranquillamente quota 50 punti. Tuttavia, non dovrà mai mancare la costanza nel rendimento e soprattutto a livello di spogliatoio: Barrientos deve capire che le scelte di Maran, quando non lo vedono titolare, sono personali ma vengono fatte nell’interesse della squadra e per ottenere il massimo dai singoli, come nel caso di Almiron dopo la panchina di Cagliari. Comunque non è detto che il Catania non possa dire la sua per l’Europa League e che sarà risucchiato, di stagione in stagione il club etneo cresce e ad oggi questo Catania è il migliore di tutti».

    Ti chiedo le ultime due cose. All’inizio molti hanno bollato Maran come uno che faceva copia-incolla del gioco di Montella, ma il tecnico trentino ha dimostrato più volte di saper infondere nella squadra la giusta pazienza e il giusto tatto in situazioni tatticamente delicate, in cui il Catania di Montella l’anno scorso si inceppava. Cosa ne pensi? Poi, temi che la vicenda che ha riguardato Barrientos domenica scorsa, con il “tweet” di sfogo dopo i 15 minuti col Chievo, possa destabilizzare l’ambiente alla vigilia di una gara così importante?

    «Ad essere sincero, sono rimasto meravigliato da Maran sotto l’aspetto tattico, ha mostrato una capacità di lettura della partita efficace e questo più volte è risultato importante. Quanto a Barrientos, credo che la società sia intervenuta nel modo più opportuno, come si conviene comunque fare a fronte di chi lamenti mancanze di rispetto o non si senta tenuto in considerazione. Credo che l’intervento nella fattispecie sia consistito nell’indurre il giocatore a rimandare poco dopo l’altro “tweet” in cui è tornato indietro sui propri passi».

    «Al momento si cercherà di trattenere fino a giugno il “Pitu”, che ambisce a palcoscenici non importanti ma importantissimi. Intanto, però, può essere decisivo già in questo derby, a patto che si tranquillizzi e scenda in campo con la giusta mentalità».

  9. Ip Address: 92.139.84.46

    Buona sera a tutti pari
    Grande risposta della società al Dott? Lo Monaco,
    Io aggiungo solo che l’anno scorso avevamo la stessa squadra e lui parlava di salvezza, allora?

    Se a Palermo gioca Morimoto farà un partitone e gol accetto scommessine :mrgreen: :mrgreen:
    Anzi vi dico come segna, lancio lungo di Lodi e lui in contropiede partendo quasi da centrocampo si ritrova con due soli difensori e scappa e fa gol :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  10. Ip Address: 95.234.192.176

    Buonasera raga’!!!
    Questo scontro verbale pardon di comunicati stampa fra noi e gli “Hello Kitty” mi preoccupa un po’!!!
    L’ex A.D. puo’ dire che ci sia anche una parte del suo impegno nel Catania di oggi, un merito glielo riconosciamo.
    Pero’ il serio professionista e’ anche quello che non sputa nel piatto che ha mangiato.
    Comunque si comporta da villano e ci metto pure “st….o”!!!

    Sogni rosso e azzurro a tutti!!!

    Forza Catania sempreeeeeeeeeeee!!!

  11. Ip Address: 88.66.13.36

    lomonaco del tibet a parlato ha detto un cafolo di cavolate
    ma il nostro grande presidente gli ha risposto da gran signore ” solo volgarità ”
    vuoi vedere che dopo che li abbiamo strapazzati sabato sera
    zamparini lo caccia via da palermo cu na scappa azzicata ndo c..u:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgree

  12. Ip Address: 95.234.192.176

    Salve raga’!!!

    Leggetevi questa intervista !!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: 👿 👿 👿

    • Corriere della Sera >

    • Sport >

    • Ecco la verità di Stellini: «Scommesse,accordi: vi racconto com’è andata»
    casi di Bari e Siena
    Ecco la verità di Stellini: «Scommesse,
    accordi: vi racconto com’è andata»
    «Conte non l’ho inguaiato io. Tutti si trovano in queste situazioni, fermiamo i campionati per omessa denuncia»

    Il suo difensore più affidabile a Bari, quindi suo collaboratore a Siena e alla Juve. Ora Cristian Stellini è per tutti l’uomo che ha inguaiato Antonio Conte. E da quando il Tnas ha pubblicato le motivazioni dei 4 mesi di squalifica al tecnico bianconero, lo è ancora di più: è la confessione pro-patteggiamento di Stellini a dare forza alle parole del pentito Carobbio.
    Stellini, è stato lei a togliere Conte dalla panchina.
    «Ma non è vero: anche lui stava patteggiando, poi il suo accordo è saltato e sono rimasto io. Che, in tutto, ho preso due anni e sei mesi: troppi. Con i legali della Juventus avevamo concordato di non collaborare e chiuderla entrambi con il patteggiamento. Invece alla fine ho patteggiato solo io, e con ammissione di colpa».
    Quale?
    «L’aver discusso di AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio 2011 (1-0). Tutto nasce nella partita di andata: stiamo vincendo 2-1 e alla fine scoppia una lite. Poi mi pento e dico a Carobbio, che aveva amici nell’AlbinoLeffe, di andare a chiedere scusa e di dire che, alla fine del campionato, non ci saremmo fatti del male. Era una mossa strategica. Prima della partita di ritorno Carobbio mi dice di aver preso accordi con quelli dell’AlbinoLeffe. Io pensavo a un pareggio, però, non volevo perdere».
    E Conte?
    «Conte voleva arrivare primo, davanti all’Atalanta che l’aveva esonerato. Spronò la squadra come sempre. Poi se ti basta un punto per essere promosso, è chiaro che l’allenatore dica che l’importante è non perdere».
    Passiamo all’inchiesta di Bari, dove lei è indagato. Cosa è successo in Bari-Treviso dell’11 maggio 2008?
    «Alcuni giocatori del Treviso ci hanno chiesto di perdere. Io, Gazzi e Masiello eravamo contrari. Masiello ha sentito alcune voci prima della partita precedente e si è fatto squalificare apposta per non giocare col Treviso».
    E lei cosa fece?
    «Sono andato a parlare col capitano Gillet, che mi ha rassicurato: “Noi giochiamo per vincere”. Ma poi un altro compagno mi ha detto di farmi gli affari miei. E così ho fatto. In campo, dopo cinque minuti, commetto un errore madornale e mi viene l’ansia: penso possano credere che faccio parte della combine. Faccio una scenata nello spogliatoio, ma comunque perdiamo».
    Poi, fino alla partita con la Salernitana dell’anno successivo, non succede più nulla?
    «No. L’anno dopo Ganci, un ex del Bari, è alla Salernitana. Noi siamo già promossi, loro si devono salvare. Le tifoserie sono gemellate e sappiamo che vincere a Salerno significa far scoppiare un casino. C’era già una mezza idea di non infierire. Poi però Ganci ci chiama. Io, che non avrei giocato quella partita per problemi familiari, mi ricordo le liti dell’anno prima e vado a parlarci, assieme a qualche compagno. È stato un grave errore. Ci siamo detti che non ci saremmo fatti del male, ma era una cosa sportiva, i soldi non ci interessavano».
    Ma i soldi li avete presi alla fine.
    «Abbiamo cominciato a parlarne nello spogliatoio, io non volevo nascessero liti. Per questo ho proposto la riunione in palestra: lì ho fatto un discorso di cui mi pento: “Decidiamo assieme. Se la vogliamo fare facciamola, se qualcuno non vuole, lasciamo perdere”».
    Nessuno si ribellò?
    «No. Ma se non avessi fatto l’appello all’unità forse qualche giovane che era contrario come Ranocchia e Gazzi avrebbe trovato il coraggio di parlare. Gazzi se n’è andato a metà riunione».
    Tutti gli altri hanno preso soldi?
    «Non so, non c’ero nei giorni della distribuzione dei soldi, i miei li ho trovati nello spogliatoio. Li ho dati un po’ in beneficienza, un po’ al fattorino Iacovelli e un po’ li ho messi nel fondo per il premio promozione per lo staff. A Gazzi e Barreto è stato dato un computer. Ma non gli è stato detto che era per la partita. A Barreto hanno detto che era perché era capocannoniere, con Gazzi si sarà trovato un altro motivo».
    E Ranocchia?
    «Ripeto: non c’ero. Ma penso abbia detto di dare a Iacovelli i suoi soldi».
    È vero che avete baciato la scatola con i soldi?
    «Mai visto una scatola nello spogliatoio».
    Possibile che un allenatore così attento ai dettagli come Conte non si sia accorto di niente, neanche a Bari?
    «È possibile, non può sapere cosa si dice nello spogliatoio. E poi quell’anno a Bari non c’era neanche un grande rapporto tra lui e la squadra. Lui era sempre molto critico».
    Lei è rimasto amico di Conte?
    «Io e Conte non siamo amici, avevamo un ottimo rapporto professionale. È un super-allenatore ed è l’unico per il quale farei il collaboratore. Spero sia ancora possibile».
    Non crede sia grave non denunciare una combine?
    «Le rispondo con un episodio. Gioco nel Bari e incontriamo il Modena. Noi vinciamo e loro rischiano di retrocedere. Nell’intervallo uno di loro mi chiede: “Cosa vi importa?, dateci una mano”. Mi giro e vedo l’ispettore federale. Gli dico: ”Ha sentito?”. E lui: “Poverini, stanno retrocedendo”».
    Morale?
    «I giocatori sono la parte debole del sistema. A Bari i tifosi arrivavano fino alle porte degli spogliatoi: chi ce li faceva venire? C’è una marea di gente che vuole scommettere e ti chiede informazioni. Io con questi non ho mai avuto a che fare».
    I giocatori, però, hanno delle responsabilità.
    «Certo, l’ho detto a Damiano Tommasi. Fermiamo il campionato per sei mesi, che è la punizione per omessa denuncia. Perché non c’è un giocatore che non si sia trovato nella mia situazione».
    Andrea Arzilli
    Arianna Ravelli 21 novembre 2012 | 11:03© RIPRODUZIONE RISERVATA

    Bye bye!!!

  13. Ip Address: 95.245.11.36

    Buongiorno raga’!!!
    Passavo per caso di qui, busso e non c’e’ un’anima viva!!!
    MIca vi siete incazzati per l’ex A.D.?

    Calma e sangue freddo!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    Spero che chi ci ha provocati prenda una bella legnata dai Nostri ragazzi!!! 😈 😈 😈

    Forza Catania sempreeeeeeeeeeeeeeeee!!!

    Buona giornata a tutti!!!

  14. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti….
    Al caro amico Prof.
    Faccio I miei più sentiti Condoglianze per la perdita del tuo caro Papà.
    Coraggio la vita continua……

  15. Ip Address: 212.195.241.127

    Ciao Prof
    Mi dispiace per tuo padre, anche se via Pc ti porgo le mie più sentite condoglianze.
    Vittorio

  16. Ip Address: 95.245.11.36

    Salve raga’!!!
    La perdita di una persona cara e’ sempre traumatica, condoglianze Prof.

  17. Ip Address: 31.27.229.78

    Per il Prof.
    Perdere il Padre significa smarrire una delle fondamendali coordinate della vita.Condoglianze, estensibili a tutti i familiari. Con sincero affetto, Rosario Faro

  18. Ip Address: 95.246.42.59

    Leggo in questo momento che un grave lutto ha colpito un nostro “amico”.
    Prof. sono molto dispiaciuto per la morte del tuo papà. Vedrai che dall’alto oltre che continuare ad amarti ti proteggerà. Sentite condoglianze.

    Pippo Mammano.

  19. Ip Address: 95.246.42.59

    Rosario, gran bel commento. Condivido tutto quello che hai scritto.
    Il mio pensiero è quello che purtroppo in tanti di noi consapevoli, che se anche abbiamo una squadra che può lottare per un posto in Europa, sanno benissimo che ci manca una cosa fondamentale: lo stadio. 😥 Quindi, continuiamo a sperare che dopo aver ottenuto i punti necessari per la salvezza, cerchiamo di arrivare il più in alto possibile.

    Saluti a tutta la carusanza.

  20. Ip Address: 79.49.39.74

    buonasera fratelli dal cuore rosso e azzurro leggo adesso il lutto che a colpito il caro amico prof sentite condoglianze a te e famiglia un cordiale saluto a tutti angelo sangiorgio

  21. Ip Address: 79.49.39.74

    GSP: “Aver vissuto nel calcio serve, ma non basta per esser un buon dirigente”
    Presentato quest’oggi il master in management sportivo supportato dal Calcio Catania. A margine della conferenza di presentazione, il direttore Gasparin: “Un vissuto calcistico non è più sufficiente per le figure manageriali del calcio moderno. La spartizione dei diritti TV in Lega scontenta tutti ma tiene uniti. Sono favorevole alle squadre B. La diminuzione del numero di partecipanti alla serie A è complicata da percorrere. La vorrebbero i grandi club perché..”

  22. Ip Address: 79.49.39.74

    CATANIA – Nella sede di Palazzo Fortuna è stato presentato quest’oggi il Master in Management Sportivo, che vede il supporto organizzativo e strutturale del Calcio Catania unitamente al partenariato con numerosi club di serie A e B oltre a società di gestione e comunicazione.

    A margine della conferenza, l’amministratore delegato del Calcio Catania, si è soffermato a parlare con i giornalisti della natura e degli scopi del Master. Un’opinione fondate sulla carriera che racconta le origini dell’attuale dirigente etneo: da operaio a direttore del personale in un’industria fino allo sbocco nel mondo del calcio in cui, al proprio vissuto sportivo ha integrato le conoscenze manageriali apprese nel corso della sua parabola ascendente.

    Nella nuova dimensione assunta dai club di serie A basta aver un vissuto nel mondo sportivo per esser all’altezza dei compiti richiesti ad un manager?
    “E’ chiaro se nella propria carriera si è fatto solo calcio mancano dei puntelli dal punto di vista culturale e della preparazione globale. Cosiccome, avendo compiuto solo un percorso di studi, dovendo esser poi impiegato in aree che hanno necessità di un sostrato sportivo avrebbe delle difficoltà. Ma ci sono tanti ambiti in cui una figura specializzata sulla managerialità sportiva è assolutamente importante ed utile per far crescere le nostre società.

    Quanto è importante la strategia di comunicazione?
    “La comunicazione è fondamentale per una società. Da quando abbiamo modernizzato il sito, i biglietto da visita della società, abbiamo registrato il triplo dei contatti giornalieri. Dimostrazione che quando le cose son fatte bene, con precisione, cura ed affidabilità trovano il riscontro nella considerazione della gente.

    Il fine di questo Master in Management sportivo?
    “Preparare le professionalità che vanno a trovare un posto in svariate branchie del nostro mondo, anche sportivo. Un ragazzo che ha partecipato al master adesso è un nostro collaboratore nel settore amministrativo, ad esempio. In questo periodo di crisi la formazione professionale che dà il master è un importante attestato oltre che ragione di orgoglio per la nostra società esser affiacati da partner di assoluto prestigio.

    Ed il Gasparin manager sportivo, come nasce?
    “Nel mio percorso di vita ho sempre specificato quanto importanti sia stato l’aver incontrato grandi maestri. Sono nella mia parabola discendente all’interno della managerialità calcistica. Adesso cerco di fare lo stesso con le persone che lavorano con me. La mia più grande soddisfazione è riuscire a creare i manager del domani.

    Cosa accade in Lega con la spartizione dei diritti TV?
    “In Lega Calcio c’è stato un confronto molto ampio. La soluzione arrivata scontenta tutti e per questo va bene. Le medio piccole ritengono avrebbero dovuto prendere di più, le grandi pensano di aver preso di meno. E’ un compromesso che permette a tutti di rimanere allo stesso tavolo.

    La Lega Pro si sta riformando, la serie A come potrebbe riformarsi per migliorare?
    “In Lega Pro diminuire le squadre professionistiche è la strada giusta per limitare i disagi di tanti club. L’obiettivo di ridurre a 60 squadre in tre gironi. Ridurre serie A e serie B è molto difficile. La vorrebbero i grandi club per diminuire il numero di partite all’anno ed affrontar meglio gli impegni europei. L’unica soluzione possibile sarebbe diminuire le promozioni dalla serie B, ma è un percorso complicato.

    Che ne pensa della formazioni riserve da impegnare nei campionati professionistici?
    “Squadre B? E’ una possibilità già battuta in Spagna. Potrebbe andar bene escludendo la possibilità di promozione delle squadre riserve. Sarebbe un’innovazione coraggiosa e sensata da battere che farebbe bene a tanti giovani che escono dalla Primavera.

    Fedato sta rivelandosi una scoperta azzeccata..
    “Fedato? E’ un’altra operazione effettuata in sordina. Esce dal Venezia dopo il suo fallimento. E’ andato a giocare in Eccellenza venendo nominato miglior giovane della categoria. L’abbiamo preso in quel momento e girato al Bari in compartecipazione gratuita com’è giusto fare con un club che vuol scommettere su un ragazzo che anni prima, per ragioni a lui non ascrivibili si era visto negare la possibilità di un grande palcoscenico. Aver una compartecipazione che non è costata nulla è in linea con il tracciato finora percorso da questo club. Oggi Fedato sta emergendo come uno dei giovani più interessanti.

    Ed anche Doukara..
    “Doukara è stata un’operazione simile. Abbiamo battuto le altre squadre nell’accaparrarcelo dopo la retrocessione della Vibonese. Altro intervento senza impegno economico. Oggi ha collezionato già tre presenze ed ha avuto modo di mostrare la sua personalità e la sua umiltà oltre ad una prospettiva importante.

  23. Ip Address: 87.19.162.58

    Sto rientrando adesso a casa, e domani ci saranno i funerali.
    Vi ringrazio tutti di cuore, stasera ho scoperto di avere tanti amici (sinceri) in più.
    GRAZIE.

  24. Ip Address: 95.235.33.14

    Buongiorno raga’!!!
    Grazie Prof.!!!
    Ti siamo vicini.

    Buona giornata a tutti!!!

  25. Ip Address: 2.158.98.79

    Sentite condoglianze Prof.

  26. Ip Address: 212.195.241.127

    Buongiorno a tutti pari

    Anche domani sarà un esame, anzi io dico che con il Catania deve essere un esame fino alla fine del campionato, ora mi voglio sbilanciare e incominciando a conoscere Maran, e considerando che se manca Bergessio e vuole tentare di vincere, dico che anche lui farà la mia formazione per domani. 😯 😯

    ——————-Andujar
    —–Rolin—-Legrottaglie—-Spolli
    Gomez–Izco—Lodi–Almiron–Marchese
    ———–Barrientos
    ————————Morimoto o Doukara——– (io preferisco Morimoto)

  27. Ip Address: 212.195.241.127

    Cambiate le posizioni di Izco e Gomez :mrgreen:

  28. Ip Address: 85.41.235.41

    Buon pomeriggio a tutti…..
    Chiarezza, quoto la tua formazione, il Mister dovrebbe giocare fuori casa con il 3-5-2 ma da quello che leggo da altri siti schiererà il 4-3-3 😉 😉 😉
    ma a prescindere del modulo di gioco, devono essere i giocatori a credere nella vittoria perchè sarà una gara durissima, i Meusa sono all’ultima spiaggia e si impegneranno alla morte…..

    ————————————————–FORZACATANIASEMPRE——————————

  29. Ip Address: 79.2.34.141

    Buonasera a tutti.

    Un abbraccio, Tino.

  30. Ip Address: 79.2.34.141

    Ciao Chiarezza. Condivido la tua formazione e …… anch’io preferisco Morimoto a Doukara.

    Scusate ma ……… sssssssssssssshhhhhhh: “il silenzio è d’obbligo”! :mrgreen:

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