CAGLIARI – CATANIA 3 – 0

 Scritto da il 24 aprile 2012 alle 23:07
Apr 242012
 

Venti minuti di Ibarbo a Trieste regalano al Cagliari la salvezza e lo spettacolo, ottiene una meritatissima vittoria. La bestia nera del Catania con il gol della vittoria al Massimino. Ne sanno qualcosa i poveri Bellusci e Seymour che lo hanno visto correre come un treno ad alta velocità.

Il Catania, si è presentato al Nereo Rocco con una squadra priva del portiere Carrizo, del difensore Legrottaglie, dei centrocampisti che danno qualità e velocità, Izco e Almiron, e del trequartista che aggiunge fantasia al gioco Barrientos.

Gli etnei cominciano meglio e Bergessio fallisce il vantaggio. Passa invece il Cagliari (21′) con un tiro dal limite di Thiago Ribeiro. Nella ripresa ancora Bergessio, tutto solo davanti al portiere, fallisce il pari, ma al 28′ l’ingresso di Ibarbo si rivela decisivo: fuga sulla sinistra, cross basso per Pinilla ed e’ 2-0 (34′). In pieno recupero ancora Ibarbo va via a destra, e conclude di contro balzo sotto la traversa.

A Cagliari c’era Suazo: i due si somigliano fisicamente e anche nel tipo di gioco e di qualità. Ma l’honduregno si ricorda per il suo passato, Ibarbo, invece, si farà ricordare per il suo futuro.

Abbiamo poco tempo per ragionare sulla batosta di Trieste bisogna recuperare gli infortunati e affrontare il derby con la testa sopra le spalle senza mugugni o ripensamenti…..

Vincere per la maglia e lavare l’onta di Trieste.

Forza Catania…..

 

Le pagelle :

Terracciano : 5  Gravissima indecisione in occasione della rete di Thiago Ribeiro.

Motta : 5,5  Resiste discretamente sulla destra, ma non sempre è sicuro

Bellusci : 5  Ibarbo se lo mangia in occasione del secondo gol

Spolli : 6  Prova a tenere in piedi la diroccata difesa

Marchese : 5  Stranamente impreciso, Pinilla se lo mangia in occasione del 2-0

Seymour : 5  Prova incolore

Lodi : 5,5  Non gira lui,  non gira il Catania gioca troppo arretrato

Biagianti : 5  Poche cose utile, da una di quelle nasce un’ottima occasione per Bergessio (dal 25’st SUAZO  5,5   non lascia il segno.)

Gomez : 5  Abulico, completamente estraneo al gioco dei suoi (Lanzafame 5,5 Non cambia la storia, entra bene in partita,  però emerge il Cagliari.)

Bergessio : 5  Si muove bene, ma davanti al portiere sbaglia troppo per un attaccante.

Llama : 5  Si impegna, ma al momento del dunque non ne azzeccasse uno. (Catellani 5,5 Poco tempo, poco spazio: non si nota.)

All: Montella : 4,5  Catania a Trieste per vedere il vento di bora sul golfo di Trieste

 

  8 Commenti per “CAGLIARI – CATANIA 3 – 0”

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    buongiorno fratelli della costa rossazzurra riepilogo il titolo che aveva scritto il prof con le unghie e con i denti a giocato il cagliari il presidente del cagliari in una sua intervista aveva lanciato un chiaro messaggio vincere contro catania e chievo il primo e stato raccolto adesso vediamo con il chievo il catania a dato lezioni di calcio alle squadre piu blasonate adesso con le squadre di media classifica si perde vediamo chievo lecce e cagliari o sono sazzi oppure gia in ferie non penso che questa sconfitta sia maturata perche mancavano dei giocatori vediamo la prossima scusate il mio sfogo fa male veder perdere la propria squadra in quel modo forza catania sempre 😉 😉

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    Buongiorno fratelli rossazzurri, sono rimasto basito dalla prestazione del nostro Catania e quello che sta succedendo dietro le quinte,e non vorrei che il fatto che non si veda piu in campo il pitu,almiron e izco sia legato alla situazione creatasi con lo monaco, troppostrani sti acciacchi o infortunii…….. Adesso a mio parere il nostro campionato e chiuso,vedremo contro il palermo l’ultimo vero impegno da parte dei ragazzi e poi niente piu……………. Ultima cosa,io lo sempre difeso,ma lo monaco mi ha veramente deluso!!!!!!!!

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    Un caro saluto a tutti i tifosi del sito. Sul fatto che il Catania perdesse a Cagliari non avevo il minimo dubbio, alla stessa identica maniera di come non avevo alcun minimo dubbio sulla vittoria del Catania sul Cagliari alla 35^ dello scorso campionato (con i rossazzurri in inferiorità numerica segnarono Silvestre e Bergessio), si sa è un fattore legato alle motivazioni, in particolare fra Cagliari e Catania che sono squadre isolane. Mi aspettavo la sconfitta e lo avevo fatto capire in modo chiaro nel mio articolo, ciò che mi ha fatto male è il modo in cui è maturata, sconfitta sì, ma non così umiliante.
    Per qunato riguarda le pagelle dissento leggermente su Llama (gli darei mezzo voto in più) e totalmente su Suazo al massimo da 3,5 io personalmente mi sono sentito offeso e mortificato nel vedere, dopo il suo ingresso il Catania in 10 : un fantasma che vestiva la maglia numero 9 del quale ho registrato in mezz’ora di gioco un appoggio laterale da oratorio e una spinta a Conti, tutto questo dopo 34 giornate di attesa: VERGIGNA !!

  4. Ip Address: 82.53.43.17

    Ho avuto modo di leggere i commenti relativi al mio precedente articolo e ho notato con piacere che in chiusura c’è l’intervento di Federico relativo alla questione dei portieri schierati. Tutto chiarito, mi scuso ancora ho interprtato male la sua frase, del resto io stesso nel mio articolo di portieri ne cito cinque.
    A proposito di estremi difensori meno male che contro il Palermo rientrerà Carrizo e quella sarà una partita che né i tifosi, né i giocatori vorranno perdere.

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    Buongiorno raga’!!!
    Nottata agitata raga’, quando il Catania perde in questo moto mi viene una….. incazzatura che non so distinguere se siamo una squadra da media alta classifica o da retrocessione.
    Qui Napoli e dintorni, cielo grigio (come molti di noi) e temperatura un po’ freddina.

    Non penso minimamente che centri LM se non giocato Almiron, Izco e Barrientos.
    Sono le motivazioni che ti esaltano e ti deprimono.
    Certo perdere in quel modo fa male, vero anche che i sostituti dovrebbero almeno giocare uno standard normale.
    Pensiamo alla prossima che e’ meglio!!!

    Buona giornata a tutti!!!

  6. Ip Address: 95.235.94.133

    Buongiorno a tutti.

    ItaSportPress
    CATANIA, L’ADDIO DI LO MONACO HA UN PERCHE’: ECCOLO
    25.04.2012 00:00 di Marco Platania

    “A fine stagione, vado via”. Pietro Lo Monaco è poco incline alle dichiarazioni lapidarie e, dopo aver manifestato a chiare lettere la sua volontà di migrare verso altri lidi, ha corredato il succo del discorso inserendo “tanta polpa”, che lascerà un retrogusto molto amaro al compagno d’avventura, Antonino Pulvirenti, definito “presidente-fenomeno” dal totem di Torre Annunziata. L’ironia, solitamente velata da un sottile sarcasmo, ha lasciato spazio per l’occasione a una punzecchiatura volutamente tagliente: “Il presidente del Catania è un fenomeno. Riesce a guadagnare soldi senza fare niente”. Scivolando nell’insidioso campo dei luoghi comuni, si potrebbe parlare della classica “storia d’amore finita in malo modo”, ma il rapporto ultradecennale di collaborazione fra Lo Monaco e Pulvirenti, merita ben altro trattamento mediatico e approfonditi scavi archeologici per risalire alla fonte del problema.

    LO MONACO-CATANIA: THE ORIGINAL TRADE MARK

    Quando due uomini, professionisti di elevata caratura intellettuale e dalla spiccata sensibilità, legati da un rapporto fondato sul rispetto e sulla stima, interrompono bruscamente un’amicizia sincera, dev’esserci dietro un mistero gigantesco. Quanto più è losca la motivazione quanto più massiccia è la dose di omertà sciorinata dai protagonisti. Al “No comment” di Pulvirenti fa eco il “Non vi dirò mai il motivo della rottura, per il bene del Catania”, di Lo Monaco. La rabbia, quella che flagella anche i rapporti apparentemente più indissolubili, è donna, ed è risaputo che il “gentil sesso” è spesso la causa dei maggiori mali dell’uomo. Anche il Catania è una signora datata ma affascinante che merita stima e rispetto da parte di tutti, ed è per questo che Lo Monaco preferisce tacere sulla reale causa della rottura, anch’essa donna…E pensare che in quei dieci chilometri di autostrada che separano Acireale da Catania, è nato, cresciuto e fiorito, un amore professionale fatto di programmazione, successo e, soprattutto, di intuizioni. Mente e braccio, motore e carrozzeria di una macchina perfetta che nell’ultimo decennio ha scritto pagine indelebili nell’almanacco del calcio siciliano e nazionale lungo quel breve percorso che conduce dalla cittadina acese al capoluogo etneo. Ma a cosa serve una lucida carrozzeria privata del suo motore? I media locali ma, soprattutto, quelli nazionali, identificano da anni il marchio-Catania con Pietro Lo Monaco. Il cognome del “plenipotenziario con la valigia”, è diventato sinonimo della squadra etnea nel corso degli ultimi sei anni. “Lo Monaco” altro non è che la personificazione del club che ha plasmato, attingendo sì dal portafogli di Pulvirenti, ma prediligendo la via dell’oculatezza e dell’intuito, fratello nobile dell’astuzia. Lo Monaco ha definito “furbo” il presidente Pulvirenti, architettando una formula espressiva che racchiude in sé un falso complimento, facilmente decodificabile se interpretata secondo i dettami del sotto inteso. Se l’intuito è il fratello nobile dell’astuzia, l’intelligenza ne è una lontanissima parente…Lo Monaco non le ha mandate a dire neanche stavolta, con il suo stile inconfondibile certo, ma con stoccate dritte e decise. Il “suo” Catania, dal prossimo 1 luglio, sarà quello di qualcun altro o, meglio, di altri tre: “Per sostituirmi occorreranno almeno tre figure”, ha tuonato Lo Monaco. La modestia, evidentemente, non fa parte del suo dna, ma la sua dichiarazione deve fare riflettere l’ambiente rossazzurro, che non può permettersi di dilapidare il patrimonio finanziario, tecnico e d’immagine, costruito, per buona parte, proprio dall’ad etneo.

    CATANIA E LO MONACO: AMORE INFINITO

    Chi segue il Catania da anni e ha partecipato o subito in silenzio i cori ingiuriosi rivolti a Lo Monaco da una parte del ‘Massimino’, ricorderà come, soltanto l’anno scorso, Pulvirenti difendeva a spada tratta il suo pupillo dagli ingiusti e ingiustificati attacchi : “Se il Catania ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, lo deve a Pietro Lo Monaco. Il Catania è Lo Monaco”. Non solo la stampa nazionale dunque, anche il presidente, giusto pochi foglietti di calendario or sono, idolatrava l’ad rossoazzurro, riconoscendone ampiamente i meriti e anteponendo alla gerarchia dell’organigramma societario quella stabilita dalla meritocrazia e dal lavoro profuso. Il Catania continuerà anche senza Lo Monaco, e viceversa. Ma chi arresterà nella mente dei tifosi rossoazzurri lo sprint dell’amministratore delegato, intento a rincorrere l’attaccante Umberto Del Core dopo il gol all’Albinoleffe che valse la promozione? Nessuno. E viceversa.

  7. Ip Address: 2.156.206.246

    Be se lui amava veramente il Catania non avrebbe mollato tutto in questa maniera!!!!!! Qualcosa di piu grosso di quello che si legge deve essere successo, io per amore non mi stanchero mai di portare nel mio cuore e nel mio sangue i colori rossazzurri ! Ed e’ poco credible la frase “per il bene del catania” cosa che se ci teneva veramente non avresti mai fatto sceneggiate e sparato a zero chi ti ha dato fiducia anche quando non la maritavi………….. Pulvirenti e’ il padrone e un signore !!!!!!!!

  8. Ip Address: 2.193.13.164

    Buongiorno a tutti. Ciao Matteo, IPeppe, Mario, Angelo, Giorgio, Prof, tutti, insomma! :mrgreen:
    Volevo dire che secondo me far giocare Gomez a destra è stato un grande errore!
    È stato un peccato non crederci fino in fondo, perché, anche se forse non lo meritavamo, avremmo potuto farcela a raggiungere un posto per l’Europa.,

    Volevo anche esprimere un parere circa il ‘risparmio’ di certi giocatori come Barrientos e Almiron, che secondo me, Montella quale conoscitore di derby sta risparmiando in vista della partita con il Palermo.

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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