CATANIA-GENOVA 2-1 SULLA STAMPA

 Scritto da il 28 febbraio 2011 alle 11:42
Feb 282011
 

La redazione di ForzaCatania46, mette a disposizione dei tifosi,le maggiori testate giornalistiche ondine.

LA REPUBBLICA.IT 

“Catania a ritmo di tango al Massimino. Gli etnei battono in rimonta 2-1 il Genoa con i gol di Maxi Lopez e Bergessio e si portano, in attesa degli altri match, a +5 dalla zona retrocessione. Gara combattuta e divenuta cattiva nella ripresa con tre espulsioni più l’allontanamento dalla panchina di Ballardini. Inutile il vantaggio iniziale di Floro Flores viziato da una chiara posizione di fuorigioco. A Catania la “Seleccion B” (così soprannominata per i tanti argentini presenti in rosa, allenatore compreso, ndr), inizia a prendere forma. Simeone, dopo quattro sconfitte, un pareggio e una vittoria (in ordine sparso), ritrova i tre punti, ma soprattutto ritrova il Catania. Dimenticando per un attimo l’insipida prima frazione, la gara degli etnei dal 46′ in poi è stata impeccabile. Grinta, corsa e fame di vittoria tutti racchiusi in un tempo. Può iniziare a sorridere il Cholo: gli elefantini iniziano, finalmente, a ragionare alla sua maniera. Oggi al Massimino sono stati conquistati tre punti pesantissimi, sia per il blasone dell’avversario, sia per il carattere mostrato in campo. Di questo passo la salvezza potrebbe essere più vicina. Dopo due grandi successi consecutivi (Sampdoria e Roma) si ferma, invece, la risalita del Genoa verso l’Europa. I rossoblu, attenti e concentrati nel primo tempo, sono letteralmente scomparsi nella ripresa complice l’ottima prestazione degli avversari. Gli uomini di Ballardini dopo aver dominato a centrocampo e soprattutto sulle fasce, nella ripresa non sono stati in grado di resistere all’assalto iniziale dei padroni di casa che hanno poi preso in mano la partita. Inutili i cambi del tecnico, come se bastasse inserire Paloschi per ripetere l’exploit di una settimana prima contro la Roma. Eppure l’ex attaccante di Milan e Parma ci aveva provato a rimettere in parità il match, ma il rigore guadagnato con conseguente espulsione di Augustyn, veniva gettato via da un opaco Veloso. Primo tempo favorevole al Grifone. Dopo aver chiesto invano un penalty per fallo subito da Augustyn (netto), Floro Flores (in fuorigioco) ribatte in rete una respinta corta di Andujar su conclusione dal limite di Kucka. Un minuto dopo Ledesma ha sul piede l’occasione del pari, ma Eduardo d’istinto gli nega la gioia del gol. Poi è un monologo ligure con Andujar vero protagonista. L’estremo etneo prima salva sulla linea su calcio di punizione di Veloso, poi è attentissimo su una conclusione al volo di Rossi che un attimo prima aveva colpito la traversa. Nella ripresa è un altro Genoa, ma soprattutto è un altro Catania. Gli etnei ribaltano subito la situazione prima con Maxi Lopez su azione d’angolo, poi con Bergessio complice una deviazione di Criscito. La partita a quel punto si incattivisce e Giannoccaro è costretto a ricorrere ai cartellini rossi: espulsi in rapida successione Criscito, Floro Flores (già uscito e in panchina) e Ballardini, poi alla mezzora Augustyn, già ammonito, strattona Paloschi in area: rosso e rigore. Dagli undici metri Andujar ipnotizza Veloso. Due minuti più tardi i padroni di casa potrebbero chiudere definitivamente i giochi, ma il palo nega la gioia a Lodi. Poi è festa al Massimino“.

IL SECOLOXIX.IT

Catania-Genoa 2-1

Grifone spreco “in rosso”. Veloso getta il pari

27 febbraio 2011

La gioia di Floro Flores dopo il gol

TUTTI GLI EPISODI CONTESTATI (ESPULSIONI E GOL)

I REPLAY DI SKY, MEDIASET E RAI

Espulsione di Criscito: il fallo era in area, da rigore e ammonizione, no da rosso. Criscito ha riferito che l’arbitro Giannoccaro gli ha detto “va fuori in quanto lei era ultimo Ballardini: ( alla fine, smaltita la rabbia, ha firmato autografi ai bambini) non ha parlato a sky e mediaset e ha mandato il suo vice perché espulso. Espulsione per proteste con il IV uomo durante lil cambio ed espulsione di Floro Flores.

Floro Flores: Espulso per avere protestato con IV uomo; ilbordocampisti di Sky e Mediaste riferiscono che Floro Flores ha detto al IV uomo “vi dovete vergognare” in relazione al rosso a Criscito.

Espulsione di Augustin: regolare, fallo da rifore su Paloschi, ultimo uomo

Gol. Su Floro Flores poteva starci il rigore sullo 0-0. Sul gol dell’1-0 per il Genoa è con la spalla oltre la difesa siciliana (immagini Mediaset), identica situazione per il gol di Lopez. Tocco di Criscito decisivo sul tiro del 2-1

TIFOSI. A Catanaia anche 100 tifosi genoani senza tessera (biglietto vietato), sono rimasti fuori dallo stadio come a Roma e in altre occasioni tifando “via radio” ed esibendo uno striscione con la scritta “no alla tessera del tifoso”

LA PARTITA

Conclusa male, la trasferta rossoblù in Sicilia: espulsi Mimmo Criscito, Floro Flores (autore del gol) e Davide Ballardini. Rigore fallito da Miguel Veloso.E sì che il Genoa aveva incominciato bene, disputando un ottimo primo tempo, con Palacio e Veloso che avevano più volte messo in difficoltà la difesa dei siciliani e il meritato gol di Floro Flores.

All’inizio del secondo tempo, dieci minuti di “sbandamento” hanno permesso al Catania di pareggiare e poi passare in vantaggio. La situazione è precipitata dopo l’espulsione di Criscito, con il cartellino rosso sventolato davanti agli occhi anche di Floro Flores e Ballardini, che si erano lamentati con troppa veemenza con arbitro e quarto uomo. Nel finale, sprecata l’ultima occasione, con un rigore tirato mollemente da Veloso e deviato in corner da Andujar.

PARTITA FINITA

Catania (4-3-1-2): Andujar, Potenza, Silvestre, Augustyn, Alvarez, Ledesma, Carboni, Lodi, Gomez, Bergessio, Lopez.

A disposizione: Kosicky, Marchese, Schelotto, Pesce, Llama, Ricchiuti, Morimoto.

Allenatore: Diego Simeone.

Genoa (4-4-2): Eduardo, Mesto, Dainelli, Kaladze, Criscito, Rossi, Kucka, Veloso, Criscito, Palacio, Floro Flores.

A disposizione: Scarpi, Polenta, Antonelli, Sturaro, Jankovic, Boselli, Paloschi.

Allenatore: Davide Ballardini.

Arbitro: Giannoccaro di Lecce.

GIORNALE DELLA SICILIA ON LINE

Catania-Genoa 2-1, Andujar salva i rossazzurri

Domenica 27 Febbraio 2011 14:15

Vittoria in rimonta per i rossazzurri che sfatano il tabù antipasto e portano a casa tre punti a dir poco fondamentali. Dopo una partita tiratissima contro un Genoa ostico, il Catania riesce a ribaltare il risultato di svantaggio e a siglare la vittoria.

Simeone senza mezzi termini, tre punte fisse e Lodi a centrocampo. Dietro Augustyn sostituisce lo squalificato Spolli mentre Carboni torna in mediana. Genoa più compatto con un 4-4-2 pronto a chiudersi e ripartire. Dopo una partenza all’attacco ma senza grandi occasioni, il Catania va sotto. Andujar respinge male un tiro da fuori e Floro Flores è pronto al tap-in decisivo. Lo scoramento comincia a regnare sovrano e i giocatori avvertono la pressione. Solo un’occasione, peraltro ghiotta, capitata a Pablo Ledesma ma sprecata dall’argentino in piena area. Gli etnei rischiano di capitolare al 36esimo quando Rossi colpisce la traversa di testa e subito dopo impegna Andujar in una deviazione non facile.

Nella ripresa scende in campo un altro Catania. Dentro Ricchiuti e Schelotto per Ledesma e Potenza. L’inizio è vertiginoso: al 51esimo batti e ribatti in area e Maxi Lopez insacca il gol del pareggio. Passano 5 minuti e ancora Lopez in azione di sfondamento trova il supporto decisivo di Bergessio che indovina un tiro fulmineo sul primo palo beffando Eduardo. Gara completamente capovolta e rossazzurri ora in vantaggio. Al 68esimo il match si mette ulteriormente in discesa per gli etnei: Criscito fera Lodi a limite dell’area e per lui è rosso. Nel giro di tre minuti Giannoccaro espelle anche Floro Flores e Ballardini, entrambi dalla panchina. Sembra fatta ma alla mezzora ecco il colpo di scena: Augustyn atterra Paloschi in area, per l’arbitro salentino è rigore ed espulsione. Veloso la indirizza ma Andujar intercetta salvando il risultato e riscattandosi dopo l’errore del primo tempo. Il resto è cuore e grinta con gli ultimi dieci minuti a lottare su ogni pallone. Catania adesso a +4 dalla zona calda, passo in avanti importante soprattutto per gli altri risultati delle avversarie.

Daniele Di Frangia

LA SICILIA 

“È un Catania formula 2: Lopez-Bergessio. Il tandem d’attacco rossazzurro funziona. Simeone lancia per la prima volta dal 1′ la coppia argentina e viene ripagato da due gol decisivi contro il Genoa. Ma se nel tabellino a spiccare sono i nomi dei due marcatori, l’uomo che cambia il volto della gara è Ricchiuti, il cui ingresso in campo dà al gioco etneo quella profondità e linearità che nel primo tempo era mancata. L’altro protagonista di giornata è Andujar, recentemente criticato, ma prodigioso nel salvare il risultato su Rossi dopo il vantaggio genoano e sul rigore di Veloso nella ripresa. Così gli etnei si rimettono in marcia dando respiro a una classifica complicatasi pericolosamente e sfatando il tabù degli anticipi domenicali, che sin qui avevano visto gli etnei sempre sconfitti. Ma non è stato per nulla semplice spuntarla in una partita per cuori forti, ricca di emozioni, occasioni da gol, cartellini gialli e rossi. Il Genoa fa decisamente meglio degli avversari per l’intero primo tempo passando in vantaggio alla prima occasione: Andujar respinge corto un tiro di Kucka e Floro Flores, in fuorigioco, ribadisce in rete. Colpo durissimo per gli etnei, subito in chiaro affanno psicologico. La squadra di Simeone fallisce con Ledesma il pari immediato (tocco debole su sponda aerea di Silvestre) e palesa troppi impacci in fase di costruzione della manovra. Ledesma sbaglia molto, Gomez si accede solo a sprazzi e i palloni buoni per il duo Lopez-Bergessio sono rari. I rossoblù approfittano degli affanni altrui per distendersi nella metà campo avversaria con buona continuità andando ad un passo dal raddoppio con Rossi, che prima vede il suo colpo di testa stamparsi sulla traversa e poi viene stoppato da una prodezza di Andujar sul tap-in. I padroni di casa ci provano con un paio di punizioni dal limite di Lodi e un sinistro dal limite dello stesso Lodi, ma Eduardo se la cava senza problemi. In avvio di ripresa, Simeone cerca di dare impulso all’offensiva catanese rimpiazzando Potenza e Ledesma con Schelotto e Ricchiuti e la scossa arriva. I rossazzurri, ispirati dall’ottimo Ricchiuti, ribaltano il risultato nel giro di dieci minuti. Il pari è di Maxi Lopez, lesto a raccogliere un pallone vagante in area dopo un colpo di testa di Silvestre. Il 2-1 lo sigla Bergessio, il cui destro viene corretto da Criscito quanto basta per mettere fuori causa Eduardo. Ballardini aggiunge una punta, Paloschi, ma ben presto deve rivedere i suoi piani perchè Criscito rimane protagonista in negativo commettendo un fallo al limite su Lodi interrompendo quella che Giannoccaro valuta come una chiara occasione da gol: rosso diretto e grandi proteste dalla panchina genoana, dove vengono espulsi anche Floro Flores, nel frattempo sostituito da Jankovic, e il tecnico Ballardini. La superiorità numerica etnea dura poco. Alla mezz’ora Augustyn si fa scappare Paloschi in area: secondo giallo per il polacco e rigore. Dal dischetto, però, Andujar ipnotizza Veloso neutralizzando il tentativo di trasformazione. La partita è più viva che mai, le emozioni si susseguono. Pochi minuti e Lodi sfiora il tris con un pregevole sinistro a giro che s’infrange sul palo alla destra di Eduardo. Neppure i tentativi di Maxi Lopez e Bergessio valgono la terza rete, ma basta il 2-1 per fare esplodere di gioia il Massimino e consegnare alla formazione di Simeone tre punti fondamentali nella lotta per non retrocedere“.

 LA GAZZETTA DELLO SPORT

“Il carattere e la voglia di vincere lanciano il Catania che batte in rimonta il Genoa 2-1. Dopo il gol in probabile off-side di Floro Flores nel primo tempo, nella ripresa succede di tutto. Maxi Lopex pareggia, Bergessio porta in vantaggio i rossoazzurri. Poi, dopo una lunga serie di ammonizioni, a salire in cattedra è l’insufficiente Giannoccaro. Il fischietto prima espelle Criscito per fallo su Lodi lanciato a rete, poi Floro Flores che protesta dalla panchina e Ballardini; infine il rosso da Augustyn, punito per lo stesso fallo di Criscito, con rigore che Veloso si fa parare. Per la squadra siciliana tre punti da sballo in un periodo di magra; per il Genoa un ridimensionamento dopo la grande rimonta con la Roma. Diego Pablo Simeone ha il volto di chi non può più sbagliare. Assediato da infortuni e squalifiche, punta su un Catania offensivo, con Gomez alle spalle di Maxi Lopez e Bergessio. Stessi problemi per Davide Ballardini, anche se il suo Genoa viaggia a mille e gode di una classifica agiata. Il problema, per i catanesi, è psicologico. I rossoazzurri attaccano, corrono, ma si perdono negli ultimi venti metri, dove, tra l’altro, il Genoa fa buona guardia con una manovra difensiva impeccabile. I liguri carburano lentamente e prese le misure fanno valere la loro prestanza fisica, a dir poco devastante se confrontata con quella del Catania. I rossoblù sfoderano possesso palla e profondità. Veloso e Palacio, soprattutto quest’ultimo, fanno la differenza. Palacio fa, è il caso di dirlo, quello che vuole. Da una sua idea nasce anche il gol del vantaggio. Cross dalla destra ribattuto che finisce a Kucka il cui bolide non viene trattenuto da Andujar. Il più lesto a recuperare è Floro Flores che in probabile fuorigioco infila. Difficile digerire l’ingiustizia, ma è anche il caso di sottolineare che il Catania pur spingendo convince poco, per poi subire il micidiale contropiede del Genoa che si avvale di raddoppi illuminanti. E che potrebbe segnare il 2-0. Al 36′, Marco Rossi spreca infatti due volte: prima colpendo la traversa con una potente inzuccata, poi tirando addosso al portiere sulla respinta. Insomma, dopo i primi 45 minuti, il vantaggio è ineccepibile, mentre resta incomprensibile l’atteggiamento del Catania: confuso, senza un’idea ben precisa di gioco. Simeone negli spogliatoi ridisegna la squadra. Inserisce Schelotto per Potenza e Ricchiuti per Ledesma. Formazione più offensiva per ribaltare il risultato. L’effetto è quello desiderato: con un baricentro più alto il Catania parte bene e al 6′ coglie il pareggio. Il gol è frutto di una palla inattiva, una punizione di Lodi che genera un gran mischione davanti a Eduardo; nel batti e ribatti raccoglie Maxi Lopez che segna l’1-1. La rete alimenta entusiasmo e genera il raddoppio, grazie a un tiro di Bergessio deviato da Criscito sul primo palo di Eduardo. Ballardini corre subito ai ripari: dentro Paloschi per Cucka. Ma non è più il Genoa del primo tempo. I rossoblù subiscono il Catania e perdono la testa. Al 22′ Criscito si fa espellere per fallo su Lodi lanciato a rete. Si fa espellere anche Floro Flores che dopo la sostituzione con Jankovic protesta con il quarto uomo; con lui anche Ballardini che gli dà ragione. Senza schemi, confuso e impacciato, il Genoa riesce a mettere insieme i pezzi e al 30′ ritrova la parità numerica con l’espulsione di Augustyn che commette fallo su Paloschi con conseguente rigore. Ma Veloso lo batte senza convinzione; Andujar ringrazia e devia in angolo. Carico e sicuro, il Catania tiene e sfiora anche il 3-1 con Lodi che colpisce il palo e con Maxi Lopez. Ma basta e avanza. Simeone raccoglie la sua seconda vittoria; il Genoa deve ricominciare da capo“.

 CORRIERE dello SPORT

“È un Catania formula 2: Maxi Lopez-Bergessio. Il tandem d’attacco rossazzurro funziona. Simeone lancia per la prima volta dal 1′ la coppia argentina e viene ripagato da due gol decisivi contro il Genoa. Così gli etnei si rimettono in marcia dando respiro a una classifica complicatasi pericolosamente e sfatando il tabù degli anticipi domenicali, che sin qui avevano visto gli etnei sempre sconfitti. Ma non è stato per nulla semplice spuntarla in una partita per cuori forti, ricca di emozioni, occasioni da gol, cartellini gialli e rossi. Il Genoa fa decisamente meglio degli avversari per l’intero primo tempo passando in vantaggio alla prima occasione: Andujar respinge corto un tiro di Kucka e Floro Flores, in posizione sospetta, ribadisce in rete. Colpo durissimo per gli etnei, subito in chiaro affanno psicologico. La squadra di Simeone fallisce con Ledesma il pari immediato (tocco debole su sponda aerea di Silvestre) e palesa troppi impacci in fase di costruzione della manovra. Ledesma sbaglia molto, Gomez si accede solo a sprazzi e i palloni buoni per il duo Lopez-Bergessio sono rari. I rossoblù approfittano degli affanni altrui per distendersi nella metà campo avversaria con buona continuità andando ad un passo dal raddoppio con Rossi, che prima vede il suo colpo di testa stamparsi sulla traversa e poi viene stoppato da una prodezza di Andujar sul tap-in. I padroni di casa ci provano con un paio di punizioni dal limite di Lodi e un sinistro dal limite dello stesso Lodi, ma Eduardo se la cava senza problemi. In avvio di ripresa, Simeone cerca di dare impulso all’offensiva catanese rimpiazzando Potenza e Ledesma con Schelotto e Ricchiuti e la scossa arriva. I rossazzurri, ispirati dall’ottimo Ricchiuti (fondamentale il suo ingresso in campo), ribaltano il risultato nel giro di dieci minuti. Il pari è di Maxi Lopez, lesto a raccogliere un pallone vagante in area dopo un colpo di testa di Silvestre. Il 2-1 lo sigla Bergessio, il cui destro viene corretto da Criscito quanto basta per mettere fuori causa Eduardo. Ballardini aggiunge una punta, Paloschi, ma ben presto deve rivedere i suoi piani perchè Criscito rimane protagonista in negativo commettendo un fallo al limite su Lodi interrompendo quella che Giannoccaro valuta come una chiara occasione da gol: rosso diretto e grandi proteste dalla panchina genoana, dove vengono espulsi anche Floro Flores, nel frattempo sostituito da Jankovic, e il tecnico Ballardini. La superiorità numerica etnea dura poco. Alla mezz’ora Augustyn si fa scappare Paloschi in area: secondo giallo per il polacco e rigore. Dal dischetto, però, Andujar ipnotizza Veloso neutralizzando il tentativo di trasformazione. La partita è più viva che mai, le emozioni si susseguono. Pochi minuti e Lodi sfiora il tris con un pregevole sinistro a giro che s’infrange sul palo alla destra di Eduardo. Neppure i tentativi di Maxi Lopez e Bergessio valgono la terza rete, ma basta il 2-1 per fare esplodere di gioia il Massimino e consegnare alla formazione di Simeone tre punti fondamentali nella lotta per non retrocedere“.

EURO SPORT 

“Bella partita sotto un sole altrettanto bello quella che va in scena al Massimino per la sfida tra Catania e Genoa. Il Catania si impone sul proprio campo, ma non senza faticare e in una partita in cui il vero protagonista è l’arbitro Giannoccaro, responsabile di alcune decisioni discutibili. finisce 2-1 per i rossazzurri con un espulso in campo per parte (il Genoa ne ha però anche 2 dalla panchina). Il primo tempo, nella prima parte, è praticamente un soliloquio genoano. Il Catania fatica a trovare il ritmo e si fa schiacciare nella propria metà campo. Già al 16′ c’è un episodio dubbio, con Floro Flores che cade nell’area catanese dopo un contatto sospetto (che poteva essere tranquillamente rigore) con Augustyn. L’arbitro fischia invece il fallo in attacco, ma il Genoa non demorde e 3′ dopo trova il gol: in realtà il gol è viziato dalla posizione irregolare di Floro Flores, che comunque è prontissimo a sfuttare il tap in sulla parata corta di Andujar. E’ 1-0 e il Genoa fa di tutto per legittimare il risultato, ma spreca una doppia occasione ghiottissima con capitan Rossi al 36′: prima tenta il tiro, prende la traversa, si avventa di nuovo sul pallone e si fa parare il secondo tiro da Andujar. Il primo tempo si chiude con i grifoni in vantaggio e, dal loro ritmo di gioco, tutto fa presagire una vittoria rossoblù. Invece non è così, perché il Catania torna in campo con un’altra grinta e l’inserimento di rRicchiuti su Ledesma, in particolare, dà nuova linfa vitale alla manovra rossazzurra. E subito la squadra di Simeone si riporta in parità: al 51′ Lodi batte una punizione da sinistra, la palla finisce davanti alla porta in mischia e dopo una serie di rimpalli Maxi Lopez, da distanza ravvicinata, la butta dentro. Non contento, il gruppo di casa continua a spingere e 4′ arriva il gol del vantaggio: Bergessio è protagonista di una bella azione sulla sinistra, finta il tiro e passa a Maxi Lopez, liberandosi dalla marcatura, Lopez gliela ridà e parte il tiro, che viene deviato da un tuffo di Criscito. La nuova traiettoria fulmina Eduardo per il 2-1. La partita si innervosisce e al 67′ il Genoa resta indieci per l’espulsione di Criscito, colpevole secondo l’arbitro di un fallo su chiara occasione da gol. L’episodio fa discutere, ma Ballardini decide comunque di operare il cambio che aveva in mente: toglie Floro Flores e mette dentro Jankovic; a questo punto l’attaccante campano si scatena e inveisce contro il quarto uomo per l’espulsione del compagno, mentre Ballardini interviene a sua volta. L’esito è scontato: arriva Giannoccaro e caccia giocatore e allenatore. Nonostante ciò il Genoa, seppur teso, prova a reagire e al 75′ ilò nuovo entrato Paloschi guadagna un calcio di rigore per un fallo di Augustyn. Il contatto in effetti c’è, ma tante volte rigori del genere non sono stati concessi… In ogni caso l’arbitro la valuta come chiara occasione da gol e quindi anche il difensore rossazzurro saluta il campo con un cartellino rosso in tabellino. Ristabilita la parità numerica, Veloso si presenta sul dischetto, ma Andujar si supera e para il rigore. Non è finita, perché ii Catania sfiora un minuto dopo il 3-1 con un palo colpito in pieno da Lodi.La gara non si spegne ed entrambe le formazioni tengono alto il ritmo, soprattutto il Catania con Maxi Lopez, ma al triplice fischio festeggia la squadra di casa“.

 SPORTAL.TV

“Partita al cardiopalma al Massimino dove Catania e Genoa si affrontano nell’anticipo delle 12,30. Finisce 2-1 per i padroni di casa che rimontano un gol di svantaggio e battono il Grifone per 2-1. Il Catania sembrava essere entrato in campo con il piglio giusto, ma il buon momento è durato appena un quarto d’ora. Poi, fino alla fine del primo tempo, c’è stato solo il Genoa che si è visto negare un rigore al 16′ per poi rifarsi dopo appena tre minuti con Floro Flores che (in posizione di leggero fuorigioco) ha insaccato in porta un tiro non trattenuto da Andujar. Rossoblu vicinissimi al doppio vantaggio con Rossi che ha sprecato una doppia occasione al 35′: il capitano del Grifone ha colpito la traversa di testa e poi sulla respinta ha centrato da posizione ravvicinatissima il corpo del portiere degli etnei. Nella ripresa la squadra di Simeone sembra un’altra: solida e grintosa ha iniziato ad attaccare e, al 51′, ha trovato il pareggio con Maxi Lopez. Punizione di Lodi, tuffo di Silvestre, il rimpallo favorisce il numero 11 rossazzurro che ne approfitta ed insacca il pallone. E da questo momento la partita è capovolta: al 55′ i padroni di casa trovano addirittura il gol del vantaggio. Triangolo in area tra Maxi Lopez e Bergessio. Quest’ultimo calcia e trova il gol grazie ad una decisiva deviazione di Criscito che rende imparabile il tiro per Eduardo. Poi il tracollo del Genoa: al 65′ rosso diretto per Crisicito che stende al limite dell’area con un intervento falloso Lodi, ultimo uomo. Da lì la decisione di Ballardini di mettere dentro Jankovic e di tirare fuori Floro Flores ma quest’ultimo, mentre si va a sedere in panchina, rivolge espressioni ingiuriose al quarto uomo: rosso anche per l’ex Udinese e per l’allenatore dei liguri che si intromette nella discussione. A un quarto d’ora dal termine il Genoa ha la possibilità di riprendere la partita: fallo in area di Augustyn su Paloschi, argentino espulso e rigore. Va dal dischetto Veloso, ma Andujar non perdona e para. Da qui c’è sempre più solo il Catania in campo che, tra gli applausi del pubblico, amministra il vantaggio e trova tre punti importantissimi per allontanarsi dalla zona calda. Il Genoa, dopo i due exploit nel derby e con la Roma, si deve fermare e pensare già alla trasferta di San Siro con l’Inter“.

SPORT MEDIASET 

“Anticipo emozionante tra Catania e Genoa: il match “di pranzo” della 27.a giornata viene vinto dai siciliani per 2-1 con rimonta costruita nella ripresa. Nella prima frazione, poco Catania e molto Genoa, in vantaggio al 19′ con Floro Flores. Poi, metamorfosi rossazzurra: nel giro di 6 minuti (dal 51′ al 57′) arrivano i gol di Maxi Lopez e Bergessio. Gli ospiti falliscono al 76′ con Veloso il rigore del 2-2. Quattro espulsi tra campo e panchina. Il Genoa torna a terra, il Catania grida “terra” perché comincia a intravvedere, seppure ancora molto sfumata, la costa della salvezza. Al vecchio caro “Cibali”, finisce 2-1 per i padroni di casa, capaci di ribaltare risultato e contestazione montante nei confronti della società. E dire che i primi 45 minuti del match hanno raccontato un’altra storia, hanno mostrato un Catania affatto somigliante al suo allenatore. Il marchio di fabbrica di Simeone – la grinta – pare non bastare a scuotere le teste di giocatori in chiara difficoltà psicologica, impacciati, timorosi di prendere l’iniziativa. Il Genoa, invece è in ottime condizioni di gambe e testa, ha giocatori sicuramente di buon livello tecnico, ma non è che sia la versione italiana del Barcellona: bene, i requisiti del Grifone sono più che sufficienti per dominare in lungo e in largo gli smarriti avversari. Il Catania sarebbe teoricamente imperniato su un 4-3-3 molto offensivo, con Gomez a fianco degli arieti Bergessio-Maxi Lopez e Lodi alle loro spalle: ma il ritmo blando (solo Gomez scatta e punta l’uomo) e i tanti, troppi errori di palleggio rendono totalmente inefficace qualsiasi scelta tattica. Eduardo ha notizie del pallone solo in occasione di qualche sinistro dalla distanza di Lodi e sull’unica, grandissima occasione catanese del primo tempo, nata non casualmente da calcio da fermo e sprecata dall’incertissimo Silvestre a due passi dalla porta. Ben altro il prodotto del Grifone, che legittima il gol segnato da Floro Flores in netto fuorigioco al 19′ con un calcio ordinato, manovre d’attacco ben congegnate che appoggiano su un Palacio molto brillante e sul continuo contributo di chi arriva da dietro. Uno di essi, Marco Rossi, colpisce la traversa al 36′ e manca sulla ribattuta il più facile dei gol: e nel bilancio devono entrare anche un paio di parate di Andujar su Veloso e Palacio e un probabile rigore, proprio un minuto prima della controversa rete del vantaggio, su Floro Flores. Simeone tenta di sbloccare la sua squadra presentando fin dal primo minuto della ripresa un Catania ancora più offensivo: fuori Potenza e il moviolistico Ledesma, Schelotto va a fare il terzino e Ricchiuti si piazza insieme a Gomez e Bergessio alle spalle di Maxi Lopez. La buona sorte dà una mano al “Cholo”, in quanto sulla prima punizione da posizione invitante, Maxi risolve la puntuale mischia in area toccando – anch’egli in probabile offside – alle spalle di Edoardo l’assist con “colpo dello scorpione” (involontario) di Silvestre. L’1-1, per il Catania, è come una secchiata d’acqua gelata in faccia: prima lo choc, poi il risveglio. I gauchos del Cibali cominciano a correre e a giocare sotto la sapiente guida di Ricchiuti, il Genoa, colto totalmente di sorpresa, è spiazzato e pure rognato, visto che subito dopo il pari, un tiro di Bergessio impatta sulla suola di Criscito e si infila nell’angolino. Nel giro di 11 minuti, l’inerzia agonistica e psicologica del match è totalmente ribaltata. Il Catania sembra Cenerentola toccata dalla fatina. Dal 20′, la partita diventa un frullato di emozioni forti: volano quattro cartellini rossi (Criscito, Augustyn, Ballardini e Floro Flores dalla panchina), pali (Lodi, magnifico sinistro a giro), un rigore negato (al Catania, in occasione dell’espulsione di Criscito) e uno concesso – con rosso – per una lieve trattenuta di Augustyn sul neo-entrato Paloschi e sparato dal presuntuoso Veloso in bocca ad Andujar. Come si può notare da questa sintetica lista degli eventi, anche Giannoccaro ci mette del suo, sbagliando quasi tutto il possibile: Floro Flores, uscendo dal campo, lo accusa di avere ricevuto il presidente catanese Pulvirenti (presente a bordo campo) nell’intervallo. Una coda velenosa che promette di non esaurirsi con la fine della partita: per ora, il Catania respira e, finalmente, sorride“.

 GOAL.COM

“Dopo la rimonta portata a termine contro il Lecce, il Catania si ripete contro il Genoa, riuscendo a portare a casa tre punti preziosissimi, specialmente dopo essere andato al riposo in svantaggio. Di Maxi Lopez e Bergessio i goal che sono valsi ai rossazzurri tre preziosissimi punti, “stop” per i rossoblù dopo le due vittorie consecutive. Simeone vara un Catania a tre punte con Bergessio e Gomez sugli esterni e Lopez punta centrale. Nel Genoa Ballardini conferma Floro Flores e Palacio, con Paloschi in panchina e Veloso al posto dell’infortunato Milanetto. Assenti per squalifica Spolli da una part e Rafinha dall’altra. Dopo dieci minuti di noia assoluta, è Gomez a far suonare la sveglia al ‘Massimino’ con uno spunto individuale concluso con un destro che termina alto. Il Catania parte meglio ed è Lodi a provarci con la sua specialità: il calcio di punizione. Stavolta, però, il sinistro del numero 10 rossazzurro non inquadra la porta. Al 19°, però, al primo tentativo, il Genoa passa in vantaggio: Kucka calcia da fuori area, Andujar respinge in maniera goffa e Floro Flores è il più lesto a spingere in rete il pallone da due passi. La reazione degli etnei arriva immediatamente: Augustyn riesce a fare da torre sugli sviluppi di un calcio di punizione, Ledesma calcia da due passi ma trova un Eduardo reattivo e bravissimo a bloccare la conclusione dell’argentino. I padroni di casa si affidano ai calci piazzati e agli estemporanei spunti di Alejandro Gomez, mentre il Genoa riesce a non farsi schiacciare nonostante il vantaggio ed anzi sfiora il goal prima con un calcio di punizione di Veloso da posizione defilata sul quale Andujar ci mette i pugni e poi con Marco Rossi: il capitano rossoblù colpisce la traversa su un traversone di Moretti e, dopo la respinta del legno, si fionda sul pallone e calcia a botta sicura trovando una strepitosa risposta di Andujar che si fa perdonare l’errore in occasione del goal. Poco prima della doppia occasione capitata ai ‘Grifoni’, era stato Lodi a provarci con un gran sinistro respinto coi pugni da Eduardo. Il Catania si ripresenta in campo con due novità: ci sono infatti Schelotto e Ricchiuti al posto di Ledesma e Potenza e la musica cambia subito: Maxi Lopez si dimostra il solito rapace d’area di rigore e, in seguito ad una mischia, è il più lesto a depositare il pallone alle spalle di Eduardo per il goal dell’1-1. La spinta rabbiosa della squadra di Simeone non si placa e appena quattro minuti dopo, Bergessio fa suo un pallone al limite dell’area di rigore e con un destro deviato batte ancora una volta il portiere portoghese per il sorpasso che fa impazzire il ‘Massimino’. Ballardini manda in campo Paloschi al posto di Kucka, ma è sempre Rossi l’uomo più pericoloso tra i ‘Grifoni’: il suo destro però non inquadra la porta. Gli etnei, sospinti da un pubblico in delirio, continuano a spingere e dopo aver sfiorato il goal con Maxi Lopez, feriscono mortalmente il Genoa: Gomez si rende protagonista di una splendida iniziativa personale e, dopo aver ignorato Bergessio, manda letteralmente in porta Lodi, il quale viene steso da Criscito al limite dell’area. Giannoccaro opta per il rosso all’indirizzo del numero 4 rossoblù. Floro Flores, sostituito ancor prima che venga calciata la punizione, perde la testa, insulta il guardalinee e si fa cacciare subito dopo aver lasciato il posto a Jankovic. Contemporaneamente, anche Ballardini se la prende con il direttore di gara e viene mandato fuori. Schelotto continua a spingere sulla corsia di destra, mandando in confusione Moretti e offrendo palloni pericolosi ai compagni, ma al 76’ la partita cambia nuovamente: Augustyn stende Paloschi e per Giannoccaro è rigore ed espulsione. Dal dischetto, però, Veloso si fa ipnotizzare da Andujar e il risultato resta sul 2-1. Sessanta secondi dopo il Catania ha l’occasione per stendere definitivamente i rossoblù: il palo, però, nega un eurogoal a Lodi. Simeone manda in campo Marchese ed il Catania difende con le unghia e con i denti tre punti preziosissimi, provando a chiudere i conti prima con Lopez e poi con Bergessio, le conclusioni dei quali, però, non hanno fortuna. Il tiro della disperazione effettuato da Jankovic al 93’ fa scendere i titoli di coda sulla sfida che decreta il successo del Catania“.

  21 Commenti per “CATANIA-GENOVA 2-1 SULLA STAMPA”

  1. Ip Address: 82.51.41.108

    “Pulvirenti come Moggi, Gara Condizionata”
    Genova Press.Com

    “Cucinato all’ora di pranzo il Grifone con le classiche armi delle partite che si giocano al sud. Tante persone sul terreno di giuoco e dentro lo spogliatoio a condizionare l’operato del direttore di gara. Nell’intervallo con il Genoa in vantaggio per uno a zero, testimoni oculari raccontano il Presidente del Catania, Pulvirenti, inferocito per il gol assegnato al Genoa in sospetto fuorigiuoco, ha aspettato l’arbitro attaccandolo lui e il suo collaboratore con parole pesanti e di impeto si è chiuso dentro lo spogliatoio dell’arbitro Giannoccaro di Lecce, continuando a strillare. Episodio alla “Moggiopoli” che ha condizionato i secondi 45 minuti della Partita: più il Genoa , che la terna arbitrale , che ha continuato a sbagliare da ambo le parti. Gli etnei sono partiti con i “gomiti in resta”(come diceva Gianni Brera) considerata la differenza tecnica tattica nei confronti del Genoa, i nove argentini in campo hanno trasformato la gara in una partita da Sud America , cercando di trarre vantaggio da ogni contatto, esagerando tanto da costringere l’arbitro a fare peggio che nel primo tempo. Le colpe dell’arbitro: alcune sono tecniche, ma tante sul piano comportamentale. Gli errori, ripeto, ci sono stati da ambo le parti, ma lo sbaglio più grosso della quaterna arbitrale non è successa sul terreno di giuoco, ma dentro lo spogliatoio.

    Fossi io della società calcio Catania,denuncerei questo organo d’informazione. 👿 👿 👿

  2. Ip Address: 85.41.235.41

    ma sono pazzi, si attaccano a qualsiasi cosa ma quale condizionare mica siamo diventati la rometta!!!!!
    se fosse cosi non saremo qui a lottare per la salvezza….
    non accettano la sconfitta ahahahahah abbiamo giocato meglio è abbiamo vinto questa è la verità…..

  3. Ip Address: 95.235.33.38

    Che ci importa joe!!!
    I tre punti sono nostriiiiiiiiiiiiiiiii!!!!
    Forza Cataniaaaaaaaaa!!!!

  4. Ip Address: 88.66.52.70

    sono solo canzonette e maldicenze motivati da che cosa? ……….
    non certo da una analisi della partita obiettiva e senza pregiudizi …..
    mi chiedo se tali cosidetti giornalisti nel scrivere tali fandonie arrossiscano di essi stessi e del loro essere menzoghero ……azzardo una ipotesi propabilmente no

  5. Ip Address: 85.41.235.41

    Quale ipotesi ?????

    non quella che è stato il Genoa a mettere pressione all’arbitro 😯 😯 😯

  6. Ip Address: 212.195.241.127

    ciao Lux e Joe
    Io invece ci faccio caso a queste piccole minkiate, chi ce lo porta Pulvirenti nel camerino dell’arbitro, non sa che è vietato? picchi a scuncicari u cani ca rommi?
    Una multa o un’altro arbitro più spacchiusu e poi…… per la partita i ieri o già postato e ………………per i giocatori idem ❓ ❓ ❓ ❓ ❓ ❓

  7. Ip Address: 85.41.235.41

    Chiarezza, l’arbitro ha chiamato qualcuno, perchè la sua doccia non funzionava, ecco perchè Pulvirenti ha dovuto andare nel camerino 😯 😯 😯

  8. Ip Address: 90.12.226.131

    Minkia avemu u presidenti idraulicu 😛 😛 😛 😛 😛 😐 😐 😐 😐 😐

  9. Ip Address: 85.41.235.41

    Si Chiarezza fa anche l’idraulico!!!!!

    LODI, A Firenze con la stessa determinazione
    28.02.2011 11:35 di Redazione FV Fonte: itasportpress

    Francesco Lodi, centrocampista del Catania è ormai diventato a pieno titolo un beniamino dei tifosi rossazzurri. I suoi gol al Lecce venuti entrambi su calcio di punizione non saranno dimanticati facilmente dal popolo catanese. Lodi ai microfoni di Itasportpress parla del feeling che si è instaurato con i tifosi etnei. “Fa piacere che in breve tempo sono diventato un beniamino dei tifosi- chiosa l’ex calciatore del Frosinone-. Sentire la fiducia della gente è una spinta molto forte che ricevo per continuare a fare bene con questa maglia a cominciare da domenica prossima. A Firenze sarà una gara difficile per noi perchè affronteremo una grande squadra allenato da un bravo allenatore. Comunque non abbiamo paura del confronto perchè tutte le gare vanno giocate. Al Franchi metteremo la stessa determinazione e voglia dei secondi tempi contro Lecce e Genoa”.

  10. Ip Address: 85.41.235.41

    Vi dico che mi piace sto ragazzo 😆 😆

  11. Ip Address: 90.12.226.131

    Carusi stasera Mascara dal 1 minuto nella partita scudetto? 🙁 🙁 🙁 come poteva restare………….

  12. Ip Address: 85.41.235.41

    Ma la partita si gioca alle ore 18:00 o 20:00 ??????

  13. Ip Address: 90.12.226.131

    20.45

  14. Ip Address: 95.235.33.38

    Salve raga’!!!
    joe!!!
    Canonico e’, inizia la partita Milan-Napoli alle 20:45.
    Spero che il nipotino vada a letto e in streaming mi vedo la partita, solo che di questi tempi ci trovi, nei siti, lo stemma dello sceriffo americano.

    Che il Nostro Presidente faccia anche l’idraulico nello spogliatoio dell’arbitro questa e’ una bella battuta!!! Hihihihihihi!!! 😆 😆 😆

    Forza Catania!!! 😈 😈 😈

  15. Ip Address: 85.41.235.41

    Giorgio, a quell’ora sarò nel mio salotto a godermi la partita 😆 😆

    Catania quindicesimo, +4 sulla ‘zona calda’ – Terlizzi in gruppo

    La settima vittoria in campionato, seconda interna consecutiva in rimonta, ha permesso al Catania di risalire la corrente in classifica fino al quindicesimo posto, scavalcando il tandem Parma-Lecce ed incrementando il vantaggio sulla “zona calda”, adesso lontana 4 punti. Gol e sorrisi per Bergessio, che festeggia la prima rete in Serie A, e per Maxi Lopez, giunto a quota 20 con la maglia dell’Elefante: 11 nello scorso campionato, 7 in quello attuale, 2 in Coppa Italia. Ottava nella classifica del rendimento tra le mura amiche e rilanciata nel carattere e nel morale, la squadra allenata da Diego Simeone deve adesso impegnarsi per sfatare il “tabù” in trasferta. Lunedì mattina, a Torre del Grifo, allenamenti differenziati per due gruppi di lavoro. In apertura, sessione riservata ai calciatori non schierati contro il Genoa: percorso iniziale in palestra, quindi lavoro intermittente e partitella conclusiva. Terlizzi si è allenato con i compagni. Successivamente, seduta essenzialmente defaticante per i giocatori impiegati ieri. Martedì riposo, mercoledì doppia seduta.

  16. Ip Address: 95.235.33.38

    Il Fatto Quotidiano

    aggiornato alle 17:50 di Lunedì 28 Febbraio 2011

    28 febbraio 2011

    Che affare per Mediaset il crac di Dahlia Tv

    Dopo che Telecom ha staccato la spina, i diritti per le partite del gruppo italo-svedese si compreranno a prezzo di saldo. Intanto, i 150 giornalisti che fornivano i contenuti alla società ora sono in cassa integrazione
    Prometteva passioni, ora è un monoscopio. La televisione Dahlia ha chiuso le trasmissioni venerdì pomeriggio con un messaggio di poche righe per i 600 mila abbonati. Non sospesi: falliti. Il mercato di chi guarda le partite di calcio, ormai spalmate sette giorni su sette, è dominato da Sky sul satellite e da Mediaset sul digitale terrestre, ex coinquilino proprio di Dhalia che per 30 milioni di euro per due anni ha comprato i diritti per la serie B e otto squadre di serie A.

    Dahlia fu creata da Telecom Italia Media per provare a sfondare sul digitale e duellare con i canali a pagamento di Mediaset Premium, nel 2008 fu ceduta al gruppo scandivano Airplus Tv di proprietà di una famiglia svedese, i Wallenberg: ambiziosi imprenditori con progetti un po’ ovunque e successi da nessuna parte. Airplus pagava 24 milioni di euro per l’affitto delle frequenze di Telecom Italia Media Broadcasting, un canone così pesante che la società Dahlia Italia presto accoglie direttamente Telecom nel capitale (con il dieci per cento) e quindi nel consiglio di amministrazione. In minoranza c’è la società di produzione Made, l’azienda di Filippo Chiusano che forniva a Dahlia i contenuti per il palinsesto calcistico, diviso quasi equamente con le pellicole e i rulli porno: programmi, commenti, dirette.

    A gennaio i Wallenberg hanno chiesto aiuto a Telecom, a loro dire, spesi 90 milioni di euro, Airplus era fuori gioco. Le assemblee e i piani di rilancio hanno soltanto prolungato l’agonia, finita con l’estrema unzione di Telecom: “Non siamo disposti a fare sacrifici”. Con Dhalia ormai spenta, i 150 giornalisti di Made sono in cassa integrazione i 30 dipendenti degli svedesi venerdì hanno chiuso a doppia mandata l’ufficio al centro di Roma. I lavoratori di Made sperano che il vento giri al contrario, che la manciata di servizi che restano da fare diventino presto una moltitudine: Dhalia era il cliente più grande, non il solo. Ma chi dirigeva la società ha sigillato gli scatoloni, e via.

    Tutto ritorna al mittente: i diritti alla Lega Calcio che martedì ha convocato una riunione sul tema, le frequenze a Telecom Italia Media Brodcasting. Sarà interessante conoscere la strategia di Piero Vigorelli, l’amministratore delegato che dovrà riempire un vuoto e soprattutto recuperare 24 milioni di euro. Di Vigorelli, ai tempi di Mamma Rai, scrisse Dario Di Vico sul Corriere della Sera: “Nelle ore immediatamente successive alla vittoria di Silvio Berlusconi nelle elezioni del marzo ’94: girò nei corridoi di Saxa Rubra avvolto nella bandiera di Forza Italia”. E dunque di mezzo c’è sempre Mediaset che vedeva in Dahlia un avversario morbido, quasi comodo, come quelli scelti per le partite amichevoli.

    La lotta lunga e logorante è con Sky, che sul satellite offre l’intero pacchetto di serie A, B e Champions League, acquistati a prezzi ben più alti del Biscione. Adesso Mediaset può assorbire con i saldi il secondo campionato italiano al completo, anche perché la Lega di serie B deve garantire i ricavi previsti alle 22 società, a dir poco in affanno senza il contributo televisivo.

    Più complicato per le otto squadre di serie A oscurate: non mancano le proteste dei tifosi, ma Sky andrebbe in guerra con la Lega se dovesse venderla con lo sconto a Mediaset. Una seconda e più classica ipotesi prevede che Telecom conservi i multiplex liberati da Dahlia per ritentare l’avventura nel calcio. L’amministratore delegato di Telecom Italia Media, Giovanni Stella, sin dai primi sintomi del crac imminente ha cercato di risolvere il problema senza creare allarme: “Saremo in grado di rimpiazzarli trovando altri clienti”. Ma per il terzo polo televisivo il campo da calcio sembra troppo stretto.

    da Il Fatto Quotidiano del 27 febbraio 2011

    Mi dispiace dei ragazzi fregati e quelli che perdono il lavoro ma ormai non ci sono piu’ regole in questo paese!!! 😥 😥 😥

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    Buona sera a tutti,mi pare un pò prestino nel proiettarci già alla trasferta di Firenze,oggi con calma mi sono soffermato sulla partita di ieri e qualche perplessità mi tiene “pensieroso”.Si regalano troppi primi tempi agli avversari o dei vantaggi iniziali che si dovrebbero evitare,perchè non sempre le ciambelle riescono col buco e mi riferisco alla rimonta con il Lecce e a quella di ieri con il Genova,per non andare troppo lontano,anche all’ultima trasferta di Napoli,dove per 75″ il Catania ha “rinunciato” a giocare.Mi chiedo e vi chiedo,come mai Simeone non è ancora riuscito a dare una certa fisionomia a questa squadra? come mai corregge quasi sempre in corsa l’atteggiamento tattico della squadra?senza volere colpevolizzare o dare sentenze verso il tecnico del Catania(anche se ieri a fine primo tempo l’ho data e non mi pento),ho l’impressione che programma la partita in un modo per poi accorgersi che era meglio fare diversamente,ieri ho visto una squadra che non ha un gioco lineare,oppure che si vedano certi sincronismi fra i reparti e tra giocatori,l’impressione che ho avuto , è stata,soprattutto nel secondo tempo,che la squadra andava per inerzia grazie alle qualità tecniche dei singoli più che di un gioco corale di squadra.Poi magari mi sto sbagliando,ma penso che Simeone non abbia ancora al 100% il quadro della situazione in mano.spero che man mano migliori questa condizione.Comunque felicissimo per la vittoria. 😆 😆 😆

  18. Ip Address: 188.11.53.118

    Il Punto sul Catania – Un carattere decisamente “Maxi…”
    Partita dai due volti, primo tempo da film horror, ripresa da grande squadra. Arrivano 3 punti di vitale importanza. Domenica trasferta a Firenze, ci aspetta Sinisa Mihajlovic.
    28/feb/2011 17.32.00

    “Altri 10 anni di vita in meno, ma cosa te ne fai di 10 anni di vita se non vedi il Catania”. Recita cosi, nella sua fantastica radiocronaca, Angelo Scaltriti, voce ufficiale del club rossazzurro. Il match contro il Genoa è stato un altro spettacolo al cardiopalma, con gli etnei ancora in svantaggio tra le mura amiche e nuovamente costretti ad inseguire e ribaltare il risultato. La ruota della fortuna ha girato perfettamente (vedi doppia occasione di Rossi), il Catania becca il “100”, che signori miei, ancora una volta vale 3 punti e un +4 sulla zona pericolosa. Ma chi ha girato questa benedetta ruota? Si chiama Gonzalo Rubèn Bergessio, maglia numero 9, all’esordio al Massimino subito importante . La rete decisiva è la sua, ma il goal sottotraccia è ancora una volta di Pietro Lo Monaco, che lo ha portato alle pendici dell’Etna nella finestra del mercato di riparazione di Gennaio. “Direttore facci un goal”.. Dopo Lodi, ecco Bergessio, che insieme a Schelotto rendono il mercato di riparazione etneo tra i migliori della serie A. Sul piatto mettiamo i fatti, i maccheroni, difficile trovare, dati alla mano, una squadra che abbia tratto maggiore vantaggio (in termini di uomini decisivi) del Catania dai colpi effettuati a Gennaio. Come sempre il protagonista è lui, Pietro Lo Monaco.

    COSA VA – Il carattere è solo la ciliegina sulla torta, questa squadra ha le palle, inutile nascondersi. Le aveva anche con mister Giampaolo, questo lo sappiamo, ma probabilmente erano ancora in naftalina. Il tempo degli esperimenti è finito, in questo momento il modulo e la predisposizione tattica che rende merito all’undici rossazzurro è assolutamente quello del secondo tempo. Schelotto proprietario della corsia destra, che sia alta o bassa poco importa. La difesa a 3 regge il confronto al di là dei singoli, ma Silvestre e Spolli devono essere le fondamenta. Ricchiuti “deve” giocare, starà al mister constatare se è in grado di fare i soliti 55 minuti, o anche qualcosa in più, ma il cambio di passo garantito dal piccolo fantasista di Lanus appare assolutamente imprescindibile per questa squadra. Tanti altri i fattori positivi da estrapolare, il ritorno al goal di Maxi Lòpez, il settimo in campionato; il rientro da protagonista del pubblico etneo, magari meno quantità (rispetto agli anni scorsi) ma più qualità, come dimostrato ampiamente dai cori e dal tifo durato per l’intera partita. Discorso a parte per i cori “a prescindere” contro Lo Monaco, abbastanza inopportuni ma come qualcuno afferma veri e propri talismani portafortuna per la squadra rossazzurra.

    COSA NON VA – Potremmo semplicemente dire che non andava Giannoccaro, ma sarebbe fin troppo facile. Decisioni ai limiti dell’assurdo per il direttore di gara della sezione di Lecce, sviste decisamente “fantozziane”, anzi, per meglio dire alla “Geometra Filini”, divertente personaggio cinematografico interpretato dal grande Gigi Reder. Il primo tempo dei rossazzurri, cosi come successo a Napoli, è assolutamente da abolire, perché a nostro avviso e di molti, la squadra etnea non è neanche scesa in campo. Uno scenario ai limiti del drammatico, ma soprattutto dell’orrore, visto che il Genoa, dopo la rete di Floro Flores ha sprecato almeno altre 3 o 4 palle gol nitide, neutralizzate da Andjuar, dalla traversa, e dalla scarsa mira dei “punteros” liguri. Soffermandoci nella pura disamina tattica c’è molto da evidenziare: emblematica la situazione a centrocampo, il solo Lodi, cercava di creare gioco in linea mediana, ma evidentemente mal supportato, finiva per essere il classico predicatore nel deserto. Le fasce erano assolutamente inesistenti, Potenza e Alvarez erano intenti solo a contenere Rossi e Criscito (non proprio Cristiano Ronaldo e Maicon), e il “Papu” Gomez tendeva troppo ad accentrarsi tra le linee, vista la netta mancanza di un regista nelle vie centrali. Ruolo che per l’occasione era costretto a svolgere Bergessio, perdendo molto sia in fase di lucidità che in fase di conclusione, lasciando isolato Maxi Lòpez.

    TOP & FLOP – Ladies and gentleman, the winner is: Adrian Ricchiuti. Il folletto di Lanus è stato l’arma in più di mister Simeone, equilibri e gerarchie tattiche sostanzialmente stravolti dall’ingresso del numero 19 etneo. Imprendibile tra le linee, decisivo con i suoi inserimenti senza palla, insomma un cambio di passo repentino e determinante. Con lui sugli scudi ovviamente l’Arqueroe Mariano Andjuar, decisivo in diverse circostanze, tra le quali il rigore parato a Miguel Veloso. Buonissime anche le prestazioni di Silvestre, Schelotto, Bergessio e Maxi Lòpez. Da rivedere Augustyn, Potenza e Ledesma, discorso che soprattutto per quest’ultimo, è ormai purtroppo divenuto un commento unanime all’ordine del giorno. Pablo Ledesma non si discute, è ovvio, ma quando non si è in piena forma sarebbe sostanzialmente meglio lasciar spazio a chi può fornire un maggior apporto dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

    CONSIGLI PER IL MISTER – Tempo degli esperimenti finito, si prega di proseguire con il 3-4-1-2, un modulo che racchiude lo spirito battagliero e le caratteristiche tecnico-tattiche di questi ragazzi. Lasciando stare le pure e irriverenti chiacchiere da bar, da parte dei pseudo-allenatori metà Zeman metà Sacchi (in fondo si sa, a Catania siamo tutti allenatori), la strada che il coach argentino deve assolutamente seguire è senza ombra di dubbio questa, con un rifinitore pronto a lanciare in rete le due punte, e due esterni in grado di ricoprire l’intera fascia.

    IL FUTURO – Il futuro in questo caso è molto vicino al passato prossimo rossazzurro, perché andiamo a trovare il nostro ex “salvatore della patria” Sinisa Mihajlovic, oggi allenatore della Fiorentina. I viola non stanno certo compiendo sfracelli, ma il Catania di contro non ha ancora mai centrato l’obiettivo annuale della vittoria in trasferta, un macigno che rischia di pesare eccessivamente nella direzione finale degli etnei. Ripartire dalla grinta del secondo tempo può davvero voler significare portare 3 punti da Firenze, difficile, senza dubbio, ma non impossibile. Vogliamo chiudere con dei puri e sinceri complimenti per il tifo rossazzurro, che in occasione della gara contro il Genoa ha esposto in Curva Nord uno striscione che si leggeva cosi : “Piccola Yara riposa in pace”. Tante, troppe volte, negli anni passati il tifo catanese è stato additato come un tifo violento, ignorante e menefreghista, ma a tutti quei “giudici improvvisati” volevamo semplicemente sottolineare che il vero tifo di Catania è questo, quello che ricorda e si emoziona per un evento tragico, quello che applaude la sofferenza e sa semplicemente capire che il calcio è solo un gioco fatto di passione e sacrificio. La vita va ben oltre, e il Massimino ancora una volta lo ha perfettamente capito.

    Angelo Giordano

  19. Ip Address: 79.8.68.81

    Che pena fa Mascara!!!!!
    qui eri una bandiera a Napoli sei diventato un brocco!!!!!
    non è più quel giocatore di una volta…..
    tutti i giocatori che vanno via da Catania diventano confusi senza idee senza gioco, svolazza sembra una foglia secca in balia del vento 😈 😈

  20. Ip Address: 88.66.27.192

    dai Joe non essere troppo severo nel giudizio su Mascara non lo vedi ca si sta arrichiannu tuttu paru di stari a Napuli :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  21. Ip Address: 93.46.17.147

    buonasera a tutti, scusate il ritardo, sono stato poco al pc.. :mrgreen:

    Leggete cosa scrive Criscitiello del Catania e ditemi cosa ne pensate.. please 👿 :mrgreen:

    “Povero” Delneri, vittima degli errori di Marotta. Milan, una statua per Galliani. Paradosso Catania e fenomeno Udinese
    Nato ad Avellino il 30-09-1983, lavora a Milano presso la redazione di Sportitalia. Giornalista e conduttore televisivo. Direttore di TuttoMercatoWeb ed editorialista per “Libero”. Collabora con “Radio Rai”.
    28.02.2011 00.00 di Michele Criscitiello articolo letto 28494 volte

    C.V.D. sta per “Come volevasi dimostrare”. Lo scorso anno si pensava che la Juventus avesse toccato il fondo, ma chi aveva preso le misure non aveva fatto i conti con Giuseppe Marotta: il geometra di un progetto senza senso, al quale hanno consegnato le chiavi del cantiere concedendo tutto. Ed eccoci arrivati alla colpa principale del Presidente Andrea Agnelli, che non risiede nell’aver scelto il Direttore Generale, errore ereditato dalla gestione Blanc-Elkann, ma nell’aver avallato la costruzione di una squadra inopportuna, a prescindere dalle due stelline luccicanti sul petto. A Giuseppe Marotta, da quando è arrivato alla Juventus, è stato consentito tutto, infruttuosamente. Ha ingaggiato alcuni calciatori per fare numero, altri li ha portati a Torino con dei macigni rappresentati dai diritti di riscatto che influiranno anche sul prossimo esercizio e ha avuto la possibilità di scegliersi anche l’allenatore: il fidato Luigi Delneri. Chiariamo un altro punto: le colpe del tecnico sono oggettive. Sbagliata la preparazione, approssimativa la gestione dello spogliatoio e giocatori fuori ruolo ad ogni incontro. Ma che colpa ne ha Delneri se si è ritrovato ad allenare la Juventus a 60 anni? Cosa avrebbe dovuto fare, dire “no, grazie”? I limiti sono quelli di sempre, semplicemente Delneri non è allenatore da Juve. Ed allora le responsabilità sono di colui che lo ha portato a Torino ed adesso lo scarica per scongiurare la possibilità che rischi di saltare la scrivania insieme a tutta la panchina. Perché a quella scrivania, Marotta si è legato. Ha cercato sponsor forti all’interno del club, dimenticando che i risultati sono l’unico giudice. Avremmo salvato Marotta, sotto il profilo umano, se avesse difeso Delneri fino alla morte. “Se va via lui, allora lascio anche io”. Parole di questo tenore ci saremmo aspettati di leggere il giorno dopo l’umiliazione subita con il Bologna, invece abbiamo letto frasi come: “E’ sotto esame”, “Vediamo come va con il Milan…”. Cosa c’è da vedere? Meglio alzarsi quando si è capita la trama, inutile aspettare il finale. Prima parlavano di scudetto, poi di quarto posto, sabato si proclamavano 12 vittorie in 12 giornate. I tifosi della Juventus hanno per troppi anni mangiato caviale e bevuto champagne, per accontentarsi adesso del panino stantio di tre giorni fa.
    Sabato a Torino ci sarà il Milan, che però oggi pensa alla grande sfida con il Napoli. Parlavamo di Direttori e responsabili di società: impossibile non rimarcare l’importanza in via Turati di Adriano Galliani. Uno che quando ha puntato su un allenatore lo ha difeso a spada tratta (vedi Leonardo con Berlusconi un anno fa). Uno che ha saputo fare il mercato anche senza 100 mila euro e che ha vinto in Champions League, quando i sondaggi di inizio stagione parlavano di quarto posto come obiettivo massimo.
    Galliani è un modello da seguire per tutto il calcio italiano, anche quando gli davano del pazzo, perché tifava Inter, pur di non perdere quel quarto club in Champions League. Lunga vita a Galliani nel Milan, ma, se un giorno la Lega Calcio dovesse avere bisogno di un Dirigente di alto profilo, saprebbe dove andare a citofonare.
    Il Catania sta risalendo la classifica; seconda vittoria interna, dopo una buona gara disputata a Napoli, l’impronta di Simeone su una squadra di carattere. Avevamo chiesto tempo per ricostruire dalle macerie di Giampaolo: l’attacco sta rispondendo, la difesa poco alla volta, migliora con un gol a partita negli ultimi 180 minuti. Il paradosso è come a Catania, alcuni Ultras, possano mettere in discussione l’operato di Pietro Lo Monaco. Le contestazioni mirate per ottenere scopi personali non hanno bisogno neanche di essere citate, ma quel che emerge dal lavoro di Lo Monaco è chiaro a tutti. Un mare di plusvalenze, una cittadella dello sport che in ottica futura vuol dire garanzia di sopravvivenza del club e risultati sportivi che da altre parti, con molti più soldi, si sognano.
    Il modello Catania si ispira un po’ a quello dell’Udinese, il top in questo momento. Non ne parliamo oggi, dopo 7 gol a Palermo, lo facciamo da un po’ di settimane, da quando Guidolin ha consegnato al calcio italiano una squadra che diverte e dà spettacolo. Bellissimo vedere Sanchez segnare a raffica, con la sua ingenuità da sudamericano che continuava ad umiliare Sirigu, fin quando Guidolin non lo ha “obbligato” a sedersi in panchina. La famiglia Pozzo non vende a gennaio (vedi Inler e Sanchez), progetta per il futuro e dimostra una lungimiranza rara per i canoni italiani.
    Il segreto di questa città potrebbe essere quello di vivere il calcio 90 minuti alla settimana; se Di Natale (napoletano atipico) ha deciso di passare la sua vita in Friuli sarà anche perché lì si può permettere una passeggiata in bicicletta senza essere travolto da domande e pacche sulla spalla. W Udine, con la speranza che il nostro sistema non faccia mai passare la voglia di investire nel calcio a gente come Giampaolo Pozzo.

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