Conferenza stampa di Bonanno

 Scritto da il 11 dicembre 2015 alle 00:18
Dic 112015
 

Bonanno

L’Avv. Raffaele Abramo dello studio incaricato della vendita della società rossazzurra:  Il Catania è ancora in vendita, disponibile a riaprire il dialogo se ci saranno credenziali inoppugnabili. Il valore della cessione è stato fissato ma il Catania non vuole svelare la quota perché prima vuole avere un interlocutore serio con cui trattare a garanzia di tutti e della città.  Chi prende il Catania, prende anche Torre del Grifo.

Pippo Bonanno:  A proposito dei risultati, il calo c’è stato, ma stiamo facendo un campionato importante, rispondente alle nostre aspettative. Abbiamo un’identità di gioco, abbiamo giocatori importanti. Viene a cadere un po’ d’entusiasmo dopo le ultime due-tre partite, ma contro squadre valide. Bisogna trovare equilibrio tra le due fasi, difesa ed attacco. Io avrei messo cento firme se mi avessero detto a luglio che il Catania sarebbe stato in questa posizione a dicembre. A gennaio se necessario agiremo sul mercato.

La situazione economica, dal 1 luglio è normale. Se dovessimo parlare anche della situazione pregressa posso dire che le difficoltà non mancano, ma la stagione prosegue, Poi sulle presunte scadenze di stipendi, non esiste alcun tipo di problema, entro il 15 dicembre pagheremo settembre e ottobre e saremo in regola così come molte altre squadre di Lega Pro.

Sugli obiettivi stagionali ed eventuali progetti futuri, al di là delle possibili trattative, ribadisco quello detto dall’inizio, il nostro progetto è stabilizzarci nella categoria, raggiungere una salvezza tranquilla ed essere solidi, con un parco giocatori importante, in vista della prossima stagione.

Chiaro che in caso di eventuali trattative e conseguente cambio di rotta nella proprietà chiederò anche io stesso dei chiarimenti.

  8 Commenti per “Conferenza stampa di Bonanno”

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    Ricordo le parole di Pulvirenti quando militavamo in serie A: “il Catania è’ strutturato per la serie A, non è’ possibile pensare al Catania in serie inferiori,sarebbe un danno incalcolabile”. Non so se le parole che allora diceva erano frutto di un suo autonomo ragionamento o se qualcuno, più’ avvezzo in materia economiche espresse e furono da lui metabolizzate, guardando alla realtà importante creata dal nulla a Torre del Grifo. Realtà che non essendo pagata del tutto, richiedeva e richiede, fino ad estinzione totale del mutuo, capitali freschi da versare alle banche con puntualità’ per mantenere un’ opera fiore all’occhiello dello sport italiano realizzata centellinando economie di gestione che vedevano il Catania ergersi a modello del calcio italiano per l’acume di dirigenti che riuscivano a far diventare campioncini sconosciuti giocatori di pallone per poi vederli a squadre importanti guadagnando il necessario per affrontare una nuova stagione approfittando anche del portafoglio derivante da sponsor importanti e dagli introiti dei diritti televisivi ai quali si univano, dopo alcune stagioni, anche quelli di Mediaset, rientrato il calcio Catania nel gotha delle otto squadre premium per la fluidità e piacevolezza del gioco espresso ammirato anche da tifosi di altre fazioni e dagli sportivi in generale. La retrocessione in cadetteria non sarebbe stata per un anno una tragedia, in quanto i fondi paracadute potevano far dormire sonni tranquilli, ma la serie B doveva essere lasciata in non più di una o al massimo due stagioni per evitare un tracollo economico. Così non è’ stato. Malgrado sforzi economici importanti ma mal impiegati, la squadra non è’ riuscita a porsi in maniera importante nei posti alti della cadetteria, anzi ha continuato a navigare nei bassifondi della classifica malgrado l’inserimento in rosa di pedine che quest’anno, in altre squadre, si stanno dimostrando ottimi calciatori, avvalorando quel detto popolare che parla del pesce e della puzza. E quando le cose non girano come dovrebbero e la disperazione è’ alle porte, come quel disperato che, inseguito dai creditori e pressato da Equitalia investe gli ultimi spiccioli nella ruota del lotto, così il nostro vertice penso’ di affidarsi all’ignoto e alla sorte, facendo precipitare quel giocattolo perfetto e delicato messo in mani arcigne e pesanti nell” Inferno dell’abisso. Adesso, in questa categoria di poche risorse lontana dai media che contano, trovare il necessario per quantomeno pagare le rate del mutuo che incombe sul centro sportivo è’ impossibile, a meno di avere un patrimonio personale che ti permette di farlo. Non pagare alla scadenza le rate del prestito concesso dalle banche espone la società ad un lento declino, condito da promesse, dilazioni, preghiere per poi cadere in ciò che tutti noi auspichiamo che non avvenga mai: il fallimento. Come in un supermercato, (tanto per stare in tema) se non si vende non possono essere pagati stipendi e fornitori e la merce comincia a deperire portando la struttura al collasso, così il nostro Catania rischia se non riesce ad essere collocato in altre mani. Torre adesso è come un macigno legato al piede del Calciocatania e da esso indissolubile. Come una bella donna che per amare vuole essere coperta di regali pena l’oblio o, se lo spasimante non si rassegna, il suicidio. Bene ha fatto la società ad affittarlo ad altre squadre, gli introiti sono ossigeno fresco di denaro liquido, si deve portare ad autofinanziarsi con politiche rivolte ai giovani oppure dovrà essere ceduto o quantomeno dato in couso alla FGCI o al CONI a cui i denari non mancano. In alternativa, per il bene del Catania, trovare un compratore interessato, magari realizzando nella vendita meno di quanto si potesse sperare, ma uscire da un inedia snervante in maniera signorile in quanto i costi di gestione e le rate del mutuo da corrispondere non permetterebbero di portare linfa vitale alla squadra.

  2. Ip Address: 87.7.27.232

    Buongiorno raga!

    Nulla da aggiungere al commento di Catanese a Napoli, mi e’ tutto chiaro.

    Buona giornata a tutti!

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    Purtroppo è tutto molto chiaro,mi associo al commento di Giorgio47. Negli passati si sono commessi moltissimi errori ,non ultimi quello di voler fare il passo più lungo della gamba! Megalomania! Ci si ragionava del Catania in maniera del tutto sbagliata ! Doveva rimanere in serie A per diritto divino o per meriti effettivi? SI è costruito quell impianto di Torre come se quello bastasse per fare un grande Catania! Tutto quello che è avvenuto dopo ,l ostinata megalomania del Presidente, gli errori di scelta dei direttori generali, il continuo cambio degli allenatori,i troppi giocatori stranieri hanno dimostrato chiaramente che ci vuole ben altro per fare grande una squadra! Forse, amici mi viene di pensare che ci voleva un altro Lo Monaco !

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    Non conosco bonanno ma il fatto che sia stato lui a portare lo Monaco che a questo punto i fatti dimostrano che il vero artefice del miracolo Catania sia stato proprio lui, il fatto che sia andato via quando è arrivato chissà perché quel l’individuo misterioso , il fatto che sia ritornato dopo il trattamento subito , mi rende bonanno simpatico..quello che parava assai dicendo tante fesserie e saruffava spati era un’altra…a chi ci pareva ca genti e stupida…se non fosse pe l’amore che abbiamo per la maglia , nessun no lo avrebbe chiesto nsiderato

  5. Ip Address: 79.43.204.237

    Catanese a Napoli, sempre chiaro ed esauriente. Anch’io come Armando e tanti altri sono convinto che l’artefice del nostro recente ciclo in serie A sia soprattutto Lo Monaco. Un abbraccio a tutti

  6. Ip Address: 79.52.18.244

    Buonasera raga’!

    La penso come voi raga. Credo anche che, come scrive Mangusta, Bonanno ha dimostrato di aver le palline quando ando’ via per colpa dell’uomo di Miami.

    Sogni rosso e azzurri a tutti!

  7. Ip Address: 95.235.33.22

    Buongiorno raga!

    Me lo ricordo bene questo giocatore all’epoca un terzino moderno.
    Che riposi in pace.

    Copia e incolla da Tutto il Catania

    Oggi ricorre il 45° anniversario della morte di Luciano Limena,

    Catania, 11 dicembre 1970 ore 23,15 circa; un ragazzo a bordo della sua Alfa Giulia Sprint GT
    Junior targata Torino, procede in direzione Acicastello. Quel giovanotto si chiama Luciano Limena,

    ha 22 anni e gioca nel Catania. E’ solo in auto, ha appena trascorso la serata insieme ad un amico
    col quale ha seguito uno spettacolo televisivo prima di riaccompagnarlo a casa, nei pressi del
    cinema Lo Po.
    I suoi compagni sono in ritiro a Montecatini, lui non è stato convocato a causa di una forte
    distorsione alla caviglia, accusata nel corso della partita col Varese, che lo tiene bloccato in sede in
    via cautelare, nonostante abbia quasi esaurito tutte le cure e il rientro in squadra è breve a venire.
    Ma il destino beffardo vuole che Luciano rimanga a Catania per andare incontro alla sua ultima
    tragica serata.
    Sulla curva che volge a sinistra dopo il ristorante “La Scogliera”, Luciano (probabilmente per la
    forte velocità con cui procede) ha perso il controllo della sua vettura.
    Una sbandata sulla destra, uno stridore di freni, un urto violento contro dei massi, uno schianto.
    La vettura è fracassata, Luciano è soccorso da due agenti della stradale e trasportato al “Garibaldi”.
    Ogni sforzo di rianimarlo è vano. Giunge in ospedale
    in stato di arresto cardiaco, con una vasta apertura posteriore
    della volta cranica, e la colonna vertebrale fratturata. Al
    medico di servizio non resta altro che verbalizzare il decesso
    e il censimento di tutto quello che il ragazzo aveva addosso,
    gli oggetti personali e 940 lire esatte.
    Nato a Este, in provincia di Padova il 7 gennaio del 1948,
    avrebbe compiuto 23 anni a poco meno di un mese.
    Era giunto a Catania nell’estate del 1968, dal Torino,
    col quale ha vinto il campionato italiano primavera 1967.
    L’anno seguente appunto, quello della cavalcata trionfale verso la A, è titolare inamovibile;
    sempre presente, salta solo la gara col Foggia, in più segna un gol a Bergamo, che consente ai
    rossazzurri di incamerare 2 punti fondamentali verso la promozione. Il Catania soddisfatto del
    suo forte difensore, ne conclude l’ingaggio a titolo definitivo, versando una trentina di milioni
    nelle casse della società granata.
    Soprannominato “Cicci” (per via di qualche chiletto di troppo) da compagni e tifosi, di lui rimane il
    rimpianto per una carriera brillante che gli si prospettava davanti, stroncata dal crudele destino.

  8. Ip Address: 95.235.33.22

    Salve raga!

    CATANIA, Pitino: “Uscire presto dalla zona playout. Mercato? Se ci sarà l’occasione agiremo”
    11 dicembre 2015, 12:16
    TMW

    direttore sportivo del Catania, Marcello Pitino, ai microfoni di TMW, fa il punto sulla situazione della società rossazzurra: “Non ci aspettavamo una partenza così esaltante, ma non ci aspettavamo neanche questo momento un po’ di difficoltà. Poteva essere messo in preventivo, sia per una questione fisiologica, sia per i problemi derivanti dai tanti infortuni che hanno condizionato il rendimento della squadra. Ovviamente per l’allenatore sarebbe stato molto diverso poter utilizzare tutti i calciatori a disposizione: avrebbe potuto evitare alcune scelte forzate. Noi nel complesso riteniamo di avere un organico competitivo, però poi siamo stati anche costretti a prendere determinate decisioni perché alcuni giocatori per ragioni fisiche non potevano rendere al meglio. Il nostro primo obiettivo era quello di allontanarci dall’ultimo posto, ora dobbiamo uscire dalla zona playout, quello che verrà è tutto guadagnato. Il primo obiettivo è stato raggiunto, adesso dobbiamo andare fuori dai playout, ragioniamo un passo per volta e se poi ci sarà l’opportunità di fare di più ben venga”.

    Mercato? “In questo momento noi riteniamo di avere un organico già importante, qualora ci fosse la possibilità di poterlo migliorare non ci tireremmo indietro, come detto prima tutto quello che faremo lo faremo per rafforzare l’organico in vista del prossimo anno, non perdendo di vista gli obiettivi di questa stagione”.

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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