IL CATANIA SUI GIORNALI

 Scritto da il 20 settembre 2011 alle 08:51
Set 202011
 

 La Gazzetta dello Sport

“Quattro punti, zero gol subiti e la rete su rigore del solito Maxi Lopez. I numeri danno ragione al Catania di Vincenzo Montella che vince al Massimino grazie soprattutto alla grinta di Gennaro Delvecchio, che parte dalla panchina e cambia l’inerzia della partita. Il Cesena di Giampaolo incassa la seconda sconfitta consecutiva, resta a quota zero in classifica e preoccupa per la scarsissima incisività davanti. A caccia della prima vittoria stagionale, Montella inserisce qualche variante rispetto allo spento 4-3-3 visto col Siena. In difesa dentro Alvarez per Capuano, mentre a centrocampo la novità è doppia: Sciacca e soprattutto Lodi, che rimpiazza Almiron (vittima di un problema al costato nel riscaldamento) proprio pochissimi minuti prima di scendere in campo. In avanti è Barrientos a vincere il ballottaggio e a completare il tridente con Maxi Lopez e Gomez. Indisponibili Legrottaglie, Izco e Llama. Per il Cesena lo schieramento è identico. L’ex rossazzurro Giampaolo conferma Ravaglia tra i pali, complice il prolungato stop di Antonioli, mentre in difesa lo squalificato Benalouane viene rimpiazzato da Rossi, che la spunta su un Rodriguez non ancora collaudato. Debutto infine per Ghezzal, in campo dopo una fastidiosa tonsillite, di fianco a Mutu-Eder e panchina per l’ex di turno Martinez che si accomoda di fianco ad altre due vecchie conoscenze del Catania: Martinho e Colucci. Poco spettacolo e squadre abbottonate per i primi 45 minuti al Massimino. Il Catania punta tutto sui lanci lunghi per Maxi Lopez che si danna, ma finisce quasi sempre in fuorigioco. Poca collaborazione dal centrocampo per l’argentino, che trova un sostegno nel connazionale Gomez, confusionario talvolta ma sempre generoso sulla fascia sinistra. Non pervenuto, invece, Barrientos, che praticamente non accompagna mai né inventa. Ci vogliono un paio di conclusioni dalla distanza, la prima di Lodi al 7’ e la seconda di Sciacca al 28’, perché Ravaglia si ricordi di essere in campo. Dal fronte Cesena non è che ci sia qualcosa di più propositivo: gli uomini di Giampaolo fanno girare la palla senza mai trovare grandi sbocchi, un po’ per merito della coppia Bellusci-Spolli, sempre attenti, un po’ per la poca vivacità in avanti degli attaccanti. Gli unici tentativi, velleitari per la verità, partono dai piedi di Mutu, che ci prova con un paio di punizioni innocue, e un errore sottoporta di Comotto, che invece di tirare prova ad appoggiarla in mezzo. La scossa arriva nel finale, poco prima di andare negli spogliatoi. E’ il 47’ e il Catania batte il terzo angolo della partita. In area si fa a sportellate, come sempre, e a un certo punto Delvecchio – subentrato a Sciacca, vittima di un piccolo malore – finisce giù. Rigore fischiato da Gervasoni e proteste che scattano da parte del Cesena. Parolo, l’indiziato dell’arbitro, sostiene che è il centrocampista del Catania ad essersi appoggiato, ma l’arbitro è irremovibile. Maxi Lopez va sul dischetto e la mette alla destra di Ravaglia, che intuisce ma non blocca la fiammata dell’argentino. 1-0 e tutti negli spogliatoi. Nella ripresa il Cesena mantiene un atteggiamento molle e neppure il cambio Ghezzal-Bogdani produce gli effetti desiderati da Giampaolo. Il Catania capisce di poter osare e prova quindi a pungere per trovare il gol sicurezza. E’ proprio chi non avrebbe neanche dovuto mettere piede in campo, cioè Gennaro Delvecchio, che semina il panico nella difesa ospite. All’8’ minuto il centrocampista viene murato per tre volte consecutive a due passi dalla porta, mentre al 18’ si rinnova il duello con Parolo che gli impedisce di segnare il 2-0 di testa. In mezzo un altro rigore reclamato da Delvecchio, per un fallo di mano in area del capitano del Cesena. Stavolta, però, Gervasoni non se la sente di fischiare. Per il resto poco, pochissimo Cesena che tenta inutilmente anche la carta dell’ex Martinez“.

 Il Resto Del Carlino

“Il Cesena perde ancora e, dopo due giornate di campionato, resta a zero punti in classifica. Al Massimino finisce 1-0 per i rossoblu, grazie al gol siglato su rigore da Maxi Lopez al 47′ del primo tempo. Una sconfitta meritata per gli uomini di Giampaolo, troppo lenti, impacciati e quasi mai pericolosi davanti ad Andujar. E dire che l’undici bianconero era partito meglio rispetto ai padroni di casa. Nei primi 10 minuti il Cesena si fa notare per una punizione centrale di Mutu e un tiro dalla distanza di Comotto che si spegne alto sopra la traversa. I moduli scelti dai due allenatori sono speculari. Giampaolo schiera la squadra con un 4-3-3, con Rossi al posto dello squalificato Benalouane, Guana playmaker di centrocampo fiancheggiato da Parolo e Candreva, e in avanti il trio delle meraviglie composto da Mutu, Ghezzal ed Eder. Col passare dei minuti però il Catania cresce e comincia a tirare il naso fuori dalla propria metà campo, senza tuttavia rendersi mai pericoloso davanti a Ravaglia, impegnato solo da un tiro dalla distanza di Sciacca e da una percussione di Maxi Lopez, fermata da una tempestiva uscita del sostituto di Antonioli. Il Cesena fatica a creare azioni pericolose. Ghezzal sembra un pesce fuor d’acqua, Mutu si limita a qualche sponda per i compagni. L’unico che tenta di dar vivacità alla manovra è Eder con qualche sgaloppata sulla fascia destra. Il primo tempo sembra così scorrere sui binari dello 0-0. Al secondo minuto di recupero ecco però l’episodio che decide il match: su un corner battuto da Gomez, Parolo tocca la palla con il braccio nel tentativo di anticipare Del Vecchio (da poco entrato al posto dell’infortunato Sciacca). Gervasoni assegna il calcio di rigore (almeno dubbio) tra le proteste dei giocatori bianconeri. Sul dischetto si presenta Maxi Lopez. L’argentino calcia forte alla destra, Ravaglia è bravo a intuire la traiettoria ma riesce solo a sfiorare la palla che finisce sotto l’incrocio. Si va al riposo sul risultato di 1-0 per il Catania. Il secondo tempo sembra una fotocopia del primo. I ritmi, causa anche il gran caldo, sono bassi. Il Catania si rende pericoloso solo su calcio d’angolo (alla fine saranno 9 quelli battuti dai padroni di casa contro 1 del Cesena) con il solito Del Vecchio che sulle palle alte sovrasta Parolo. Il Cesena non riesce ad imbastire nessuna azione pericolosa. E a nulla servono i cambi di Giampaolo: entrano Bogdani, Colucci e Martinez per Ghezzal, Guana e un deludente Mutu. La partita scivola via sui binari della noia. L’unica sussulto per i bianconeri arriva al 92′, quando Bogdani (almeno lui) spizza un lancio lungo per Eder, che controlla bene ma spara a lato. Finisce così, con la seconda sconfitta consecutiva per Giampaolo e un passo indietro sul piano del gioco. Per il Cesena un’unica consolazione: quella scesa in campo oggi è una squadra troppo brutta per essere vera“.

 Sport Mediaset

“Un discusso rigore realizzato da Maxi Lopez al 46′ per fallo di Parolo permette al Catania di battere 1-0 il Cesena, ottenere la prima vittoria in campionato e volare al quarto posto in classifica, subito a ridosso delle tre capolista Cagliari, Juventus e Udinese. L’undici di Montella gioca meglio il primo tempo e trova il vantaggio. Nella ripresa il Cesena prova a uscire alla ricerca del pareggio, ma non riesce mai a trovare il guizzo decisivo. Con una lunga lista di indisponibili (Legrottaglie, Izco e Llama su tutti), Montella all’ultimo deve fare a meno anche di Almiron, che si ferma per un problema muscolare nel riscaldamento. Dentro allora Lodi, altro piede buono, a far da rifinitore al trio formato da Barrientos, Maxi Lopez e Gomez. Senza lo squalificato Benalouane e con Antonioli e Rennella in infermeria, anche Giampaolo non rinuncia al tridente, composto da Eder, Mutu e Ghezzal. Insomma, moduli speculari e sfida tutto sommato equilibrata, con gli ospiti più vispi nei primi minuti: punizione centrale di Mutu all’11′, Comotto pecca di altruismo al 14′ e, invece di tentare la botta, prova l’assist per il rumeno. Spolli al 15′ si avventura in un’azione personale poi vanificata da Barrientos. E’ il Cesena a voler fare la partita, i padroni di casa restano guardinghi e pronti al contropiede, con Maxi Lopez che al 23′ reclama un rigore per un tocco di mano di Von Bergen giudicato involontario da Gervasoni. Per il resto, manca la precisione nell’ultimo passaggio e di vere occasioni da rete nemmeno a parlarne. Servirebbe un episodio per cambiare la storia del primo tempo. Episodio che capita nel recupero. Delvecchio, subentrato poco prima a Sciacca, messo ko da un malessere, è strattonato in area da Parolo. Gervasoni vede tutto e non ha dubbi nell’indicare il dischetto: Maxi Lopez batte di potenza e infila nonostante Ravaglia tocchi. Assetti immutati in avvio di ripresa, dove non capita nulla se non il labbro sanguinante di Rossi e Mutu che va in gol dopo il fischio per fuorigioco. Ghezzal, prima del cambio, fa in tempo a salvare su Delvecchio, che più in là reclama, così come Lopez, un penalty per un tocco di mano di uno sfortunato Parolo. Il match resta vivo ma si arriva poco al tiro, Mutu è servito poco e male, Lopez è spesso troppo isolato e così il più pericoloso diventa Delvecchio, stoicamente in campo nonostante qualche acciacco. Giampaolo si gioca dopo la mezzora la carta Martinez, l’ex di turno (applauditissimo) che rileva uno sbiadito Mutu, mai al centro della manovra né particolarmente ispirato. Un cambio di cui il Cesena si giova nel tentativo di attuare un forcing finale che però non porta alcun esito. Il Catania intasca i primi tre punti del suo campionato e rende onore a una tradizione che vuole il Cesena al tappeto al ‘Massimino’ da ben ventisei anni; se Montella dunque sorride, per Giampaolo è subito allarme rosso perché la sua squadra non ha ancora dimostrato quell’amalgama e quella cattiveria proprie di una provinciale che punta ad una salvezza serena“.

 Goal.com

“Il massimo con il minimo sforzo: è un rigore di Maxi Lopez a regalare a Vincenzo Montella e al Catania la prima vittoria stagionale contro un Cesena spuntato e parso a tratti rinunciatario. I rossazzurri salgono così a quota 4 in classifica, mentre i romagnoli rimangono fermi a 0. Non senza sorpresa, Vincenzo Montella manda in campo ‘El Pitu’ Barrientos a completare il tridente con Maxi Lopez e Gomez. A centrocampo c’è Sciacca con Biagianti e Lodi, quest’ultimo chiamato a sostituire Almiron, ko nel riscaldamento. A sinistra, in difesa, c’è Alvarez e non Capuano. Giampaolo conferma la formazione annunciata alla vigilia con Rossi al posto dello squalificato Benalouane e Ghezzal con Mutu e Eder. Il Catania prova a fare la partita, ma il Cesena riesce a prendere possesso del centrocampo e non permette ai rossazzurri, per lo meno all’inizio, di gestire il possesso palla. Il primo a provarci è Lodi al 7′, con un sinistro che non centra la porta difesa da Ravaglia. La risposta è firmata da Adrian Mutu, la cui punizione rasoterra non impensierisce Andujar. Al 22′ il ‘Massimino’ si infiamma con Alejandro Gomez che reclama un calcio di rigore per un fallo di mano, ma per Gervasoni è tutto regolare. I rossazzurri provano a far gioco sull’asse Biagianti-Gomez-Lopez, ma l’attaccante argentino è sempre ben controllato da Von Bergen, che se lo perde solo al 26′, quando però il numero 11 è fermato in posizione di fuorigioco. Al 28′ è Sciacca a provarci con un destro centrale, prima di essere costretto a lasciare il campo per via dell’ennesimo infortunio. Al suo posto, Montella manda in campo un fischiatissimo Delvecchio, che va a posizionarsi sull’out destro del centrocampo. Il Catania, forte anche dell’ingresso in campo del centrocampista molto abile nel gioco aereo, prova a rendersi pericoloso su calcio piazzato, ma Spolli – in due occasioni – non riesce a far male. Quando il primo tempo sembra ormai destinato a passare in archivio, Gervasoni concede un calcio di rigore ai padroni di casa per via di una trattenuta ai danni proprio di Delvecchio: il tiro dal dischetto di Maxi Lopez viene deviato da Ravaglia, ma termina comunque la sua corsa in rete per il vantaggio del Catania. La ripresa inizia con gli stessi 22 in campo ed è ancora il Catania ad andare vicino al goal al termine di una mischia furibonda all’interno dell’area del Cesena, ma nè Delvecchio nè Biagianti riescono a trovare lo spazio per la conclusione, respinta dal muro bianconero. Al 56′ Giampaolo si gioca la carta Bogdani, richiamando in panchina uno spento Ghezzal, ma il Catania continua a perforare con facilità il centrocampo romagnolo, calato dopo un ottimo avvio, e Gomez, straordinariamente servito da Lopez, spreca una buona occasione provando a restituire il pallone al compagno e guadagnando soltanto un corner. Al 61′ finisce la partita di Barrientos e Guana, sostituiti da Ricchiuti e Colucci, ma è sempre Delvecchio il protagonista principale del match: il numero 24 rossazzurro sfiora il goal con un colpo di testa su azione d’angolo, terminato fuori di pochissimo. I ritmi della gara calano vistosamente, Giampaolo manda in campo Martinez, applaudito dallo sportivissimo pubblico etneo, mentre Montella risponde con Catellani al posto di Alejandro Gomez. Non succede più nulla fino al 92′, quando Eder con un destro da fuori area non inquadra lo specchio della porta“.

 La Repubblica.it

“Il Catania di Vincenzo Montella porta a casa i primi tre punti della stagione al termine di una gara che non ha regalato particolari emozioni. Partita senza grosse difficoltà per gli etnei, ai quali è bastato il fare il minimo necessario per vincere contro i bianconeri di Giampaolo. Man of the match Maxi Lopez che trasforma un rigore piuttosto dubbio assegnato da Gervasoni al 47′ del primo tempo. Il Cesena si presenta al Massimino con il tridente composto da Mutu, Eder e Ghezzal, e con in porta Ravaglia in sostituzione di Antonioli. Montella risponde con un modulo speculare optando per l’inserimento di Barrientos dal primo minuto insieme a Maxi Lopez e Gomez. Dopo un buon avvio dei padroni di casa, i romagnoli provano a prendere le misure all’avversario. La risposta degli ospiti dura solo pochi minuti, e il Catania continua a fare la partita tenendo palla ma senza risultare pericolosa in fase di finalizzazione. Tante le incursioni di Gomez sull’out sinistro che però non creano grossi problemi alla retroguardia bianconera. Maxi Lopez viene cercato con insistenza dai compagni ma i suggerimenti per l’attaccante argentino sono sempre troppo imprecisi. Al 37′ Montella è costretto a sostituire Sciacca con Delvecchio. Proprio l’ex giocatore della Sampdoria, allo scadere del recupero concesso da Gervasoni, guadagna il calcio di rigore che viene trasformato da Lopez. si va quindi a riposo con il Catania avanti di un gol. Al rientro dagli spogliatoi la musica non cambia. Il Cesena fatica vistosamente a creare gioco con Mutu ed Eder non particolarmente ispirati, mentre gli etnei controllano il match senza difficoltà. I pericoli più grossi nel corso della ripresa arrivano ancora dalle parti di Delvecchio. Al 7′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l’ex doriano si trova per tre volte la palla sui piedi ma le sue conclusioni vengono puntualmente respinte dai difensori romagnoli. I ritmi della partita calano vistosamente e Giampaolo prova a inserire Martinez e Bogdani per dare più peso all’attacco. L’unica azione degna di nota arriva quasi allo scadere: Eder entra in area e prova a servire i compagni al centro, ma dopo una serie di rimpalli la difesa di casa libera la proprio area di rigore scongiurando il pericolo. Per Montella arriva così la prima vittoria alla guida del Catania”.

 Siciliamedia Web

“Il Catania conquista i primi tre punti stagionali ottenendo il massimo con il minino sforzo, superando il Cesena dell’ex Marco Giampaolo per 1-0 grazie ad un rigore realizzato da Maxi Lopez per fallo guadagnato da Delvecchio. Una gara difficile, giocata su ritmi altalenanti che ha palesato le difficoltà di un Catania non ancora al meglio da un punto di vista tattico. Per la seconda gara interna consecutiva, Montella adotta una mini-rivoluzione nel suo 4-3-3. La sorpresa è l’inserimento di Pablo Barrientos nel tridente offensivo al posto di Lanzafame che va in tribuna. In mediana, c’è Sciacca in cabina di regia. Problemi fisici per Almiron durante il riscaldamento: in campo va Lodi. In difesa spazio a Potenza e Alvarez nel ruolo di terzini. Giampaolo conferma il modulo speculare con Eder, Mutu e Ghezzal in avanti. Ancora titolare al centro della difesa Rossi, al fianco di Von Bergen. Panchina per il neo acquisto Rodriguez, arrivato dal Peñarol. A centrocampo Guana, viene preferito all’ex rossazzurro Colucci. In porta, a causa dell’assenza di Antronioli, confermato Ravaglia. Parte dalla panchina, come nel match contro il Napoli, Jorge Martinez (ovazione di tutti i tifosi al suo ingresso). Nonostante il caldo torrido inusuale per il mese di settembre, la gara parte subito su ritmi elementi. Il primo tentativo è di marca etnea, con Maxi Lopez che tenta il tiro dopo essere stato imbeccato bene da Gomez, ma l’attaccante è pescato in offside. I tre punti in palio valgono oro quanto pesano e i calciatori in campo lo sanno bene. La partita sin dalle prime battute è spigolosa, con l’arbitro Gervasoni che arbitra all’inglese non fischiando parecchi falli a centrocampo. Il Cesena di Giampaolo spinge molto sulle corsie con Eder e Ghezzal, ma la difesa etnea è attenta con un Bellusci in forma strepitosa. I romagnoli fanno del possesso palla il loro punto di forza, mentre il Catania agisce sulle ripartenze contando sulla spinta di Gomez. Il primo quarta d’ora scivola via senza sussulti rimarcando lo stesso spartito della gara di sette giorni prima contro il Siena. Al 18′ Potenza viene ammonito per fallo di mano ai 30 metri e rischia il rosso andando a muso duro contro Gervasoni. Al 22′ esplode il Massimino per un evidente fallo di mano di Von Bergen non ravvisato dal direttore di gara. Al 26′ nuovo fuorigioco fischiato a Lopez innescato dal solito Gomez. Due minuti dopo arriva il primo tiro in porta dei rossazzurri con Sciacca che da fuori area “telefona” a Ravaglia. Le difficoltà palesate dagli etnei si evincono tutte nell’eccessiva distanza fra il centrocampo e l’unico baluardo offensivo rappresentato da Maxi Lopez, tra l’altro poco ispirato. Il Catania prova a sfondare in tutti i modi, ma la geometrie sono disorganizzate e poco convinte. Le uniche due azioni degne di essere annotate nel taccuino sono due colpi di testa di Spolli che non sortiscono effetti. Al 37′ finisce la partita di un claudicante Sciacca, al suo posto entra Delvecchio accolto tiepidamente dai supporters presenti allo stadio. Che il calcio sia un gioco strano non lo scopriamo oggi: proprio Delvecchio in pieno recupero si procura un rigore per fallo di Parolo. Dal dischetto va Maxi Lopez, Ravaglia intuisce la traiettoria, ma non riesce ad evitare che la palla termini rete. Il Catania chiude con il vantaggio minimo i primi quarantacinque minuti, ma le difficoltà degli interpreti sono palesi. La ripresa inizia senza nessun cambio da parte dei due tecnici. Ha dell’incredibile l’avvio di gara del Catania con Delvecchio che per ben tre volte sfiora il raddoppio, con la difesa romagnola che è costretta ad immolarsi per evitare la capitolazione. Il caldo comincia a farla da padrone e i ritmi si abbassano inevitabilmente. Giampaolo prova a dare una scossa ai suoi inserendo Bogdani e Colucci al posto di Ghezzal. Gli risponde Montella inserendo Ricchiuti al posto di uno stanchissimo Barrientos: buona la prova del Pitu. E’ ancora Delvecchio show: prima reclama un fallo di mano in area di rigore, poi dà all’intero Massimino l’illusione ottica del gol, colpendo di testa su azione di corner. I rossazzurri, se è possibile, appaiono più imprecisi e stanchi del primo tempo e si limitano solo a contenere il possesso palla degli ospiti. Al 77′ i fischi e gli applausi del Massimino si mischiano per l’uscita del rumeno Mutu e l’ingresso in campo di Martinez. All’84′ esce Gomez per far spazio a Catellani con la speranza di dare energia e freschezza al reparto. Gli ospiti provano l’assalto finale ma gli etnei reggono bene le sporadiche sortite offensive della squadra di Giampaolo. Minuti finali concitati nonostante il livello di gioco sia al di sotto della massima categoria. Dopo quattro minuti di recupero è game over al Massimino: i primi tre punti arrivano, il bel gioco ancora no“.

 LA SICILIA

“Presente. La seconda chiamata è quella buona. A sette giorni di distanza dall’opaco pareggio interno con il Siena, il Catania torna al Massimino e non fallisce l’appuntamento con la vittoria. E’ di Maxi Lopez il rigore che decide la sfida con il Cesena consegnando tre punti pesanti agli uomini guidati da Montella. Passi avanti non solo sul piano del risultato per i rossazzurri, che si mostrano più tonici dell’esibizione d’esordio confermando solidità in difesa, dove spicca ancora Bellusci, e maggiore dinamismo a centrocampo, complice la crescita di Biagianti. E dire che Montella si era ritrovato a cambiare formazione pochi istanti prima del via a causa di un risentimento muscolare accusato da Almiron nel riscaldamento. Poco male: dentro Lodi, autore di una prova ordinata, e Ledesma chiamato in panchina. Partita piena di novità per gli etnei. In campo Barrientos, al debutto da titolare in A, e a metà del primo tempo anche Delvecchio, buttato nella mischia al posto dell’acciaccato Sciacca e apparso da subito assai determinato. Serve un po’ di tempo al Catania per trovare la porta avversaria e sbloccare la gara. In una giornata molto calda, l’episodio decisivo giunge allo scadere del primo tempo con un rigore decretato da Giannoccaro per una trattenuta di Parolo su Delvecchio e trasformato con qualche rischio da Maxi Lopez (Ravaglia tocca il pallone ma non riesce a impedire che finisca in rete). I padroni di casa legittimano nella ripresa il vantaggio sfiorando il raddoppio per tre volte in pochi istanti con Delvecchio (doppia conclusione ribattuta dalla difesa e mancato aggancio di nell’area piccola) e riprovandoci con un’inzuccata ancora di Delvecchio che sfiora il palo alla sinistra di Ravaglia. E il Cesena? Poco, troppo poco per sperare nel risultato positivo. La formazione di Giampaolo non conclude una sola volta nello specchio della porta di Andujar conquistando il primo angolo dopo 75 minuti di gioco. I problemi dei romagnoli emergono soprattutto nella ripresa, quando c’è da organizzare una reazione che non arriva. Mutu gira a vuoto in un tridente senza incisività, le idee a centrocampo sono appannate, i cambi non risolutivi. Il Catania protegge senza problemi il gol e ringrazia“.

 

 

  Un Commento per “IL CATANIA SUI GIORNALI”

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    io devo dire x il resto del carlino che non siamo rossoblu ma bensi rossoazzurri orgogliosi di esserlo forza catania sempre 😈 😈

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