IL CATANIA SUI GIORNALI

 Scritto da il 26 settembre 2011 alle 15:21
Set 262011
 

 La Gazzetta Dello Sport

Il pari casalingo con il Bologna non era stato un episodio. La Juventus non va oltre il punticino, frutto di un altro 1-1, neanche a Catania, per colpa di un primo tempo disastroso, rimediato solo in parte dall’ottima reazione della ripresa. E comunque se Conte vuole vedere il bicchiere mezzo pieno può consolarsi guardando la classifica: i bianconeri restano in vetta con l’Udinese, in un campionato che vede le squadre ammucchiate, e le supposte “grandi” fare un passo avanti e un altro indietro, in alternanza. Insomma, le altre contendenti per il vertice, comprese quelle con intelaiature consolidate, stanno peggio. Anche se va tenuto conto di un calendario che finora ha favorito – e non di poco – la Vecchia Signora. Al Massimino finisce 1-1: reti di Bergessio e di Krasic, che nel secondo tempo ha finalmente fatto intravedere qualcuna di quelle fiammate che ne avevano caratterizzato l’avvio della scorsa stagione. Il Catania ha fatto un figurone, specie nei primi 45′: Montella ha messo in campo una squadra organizzata e veloce, penalizzata nella ripresa dalla pioggia, che ha raffreddato il turbo dei suoi piccoletti. La Juve ha dimostrato di non avere il talento per giocare a sprazzi: per vincere deve spingere a tavoletta per 90′, quando lo fa, e la grinta proprio non gli manca, lo ha dimostrato pure stasera, raddrizzando una gara che era partita storta, allora può sempre giocarsela. Tra le note negative il debutto dal 1′ di Elia: non pervenuto. Montella sceglie l’agile Bergessio rispetto al fisicato Maxi Lopez al centro dell’attacco. Vuole mettere in difficoltà Barzagli e Chiellini, enormi, ma non dei fulmini. Gli esterni alti sono il frugolino Gomez e Catellani, poi centrocampo di piedi buoni, accanto al playmaker Lodi c’è l’ex Almiron. Conte cambia modulo: nel ripostiglio il 4-4-2 (camuffato da 4-2-4, ma gli interpreti parlano chiaro), spazio al 4-2-3-1, con maggiore copertura. Fuori una punta, dentro Vidal dietro al centravanti Matri. Il primo tempo è tutto del Catania. Che pressa alto e riparte in contropiede, filando via a tutta velocità sugli esterni, dove Gomez ricorda l’età a Grosso e Catellani costringe Lichtsteiner a quello che sa fare peggio: il difensore puro. I lanci per le fasce sono precisi, specialità della casa di Lodi e Almiron. E la Juve? È quella poco incisiva vista contro il Siena e – con la scusante dell’uomo in meno – contro il Bologna. Tanti, troppi lanci lunghi per Matri, che fa il solitario tra i difensori avversari. Il risultato rispecchia quanto si vede: Gomez si beve Grosso e crossa sul primo palo, Bergessio arriva in anticipo di sinistro sottomisura: 1-0 per i siciliani. Catellani sfiora il raddoppio con una prodezza al volo di sinistro, fuori. La Juve, che delude con gli esterni, e non è una novità – Elia la prima occasione da titolare non se la gioca bene – condensa i pericoli in una conclusione dalla distanza di Marchisio parata in angolo da Andujar. All’intervallo Catania avanti di un gol. Nella ripresa cambia tutto. Il tempo, comincia a piovere forte, e la Juve, che comincia a giocare bene. Il tuono arriva: il destro di Krasic non sarebbe fulminante, ma un erroraccio di Andujar gli spalanca la porta per l’1-1. La Juve però è più rabbiosa, adesso. Finalmente cattiva, convincente quantomeno come atteggiamento. Pepe, subentrato ad Elia, regala dinamismo e persino qualità, anche se Matri resta troppo solo là davanti, con Vidal che gioca a tutto campo, ma dà più quantità e falli tattici che idee. Il Catania non resta a guardare. Prende paura perchè Andujar combina più danni della grandine, tra uscite a vuoto e tiri non trattenuti: a voler essere benevoli si può dare la colpa al pallone bagnato, però riparte sempre in contropiede dimostrando che la difesa della Juve non è ancora registrata al meglio. Bergessio si mangia un gol sottoporta, i contropiede fanno venire i brividi a Buffon. E non è il freddo…La gara è apertissima, al di là del livello tecnico così così. Le occasioni si susseguono, complice il diluvio. Del Piero, subentrato a Matri, regala un rigore in movimento a Vidal che calcia in curva: per chi avesse dubbi, il turbante con cui il cileno chiude la partita non è dovuto ad una reazione scomposta del capitano, ma ad un precedente contrasto. Ma le sue occasioni ce le ha pure il Catania, con Suazo e Gomez: Buffon provvidenziale anche a rimediare un pasticcio di Chiellini. Finisce senza vincitori nè vinti. Il Catania si gode il pari, la Juve la vetta della classifica, grazie alla penalizzazione dell’Atalanta“.

 Tutto Sport

Alla Juve non basta Krasic. Contro il Catania di Montella, i bianconeri raccolgono il secondo 1-1 consecutivo dopo il Bologna. Sotto una pioggia battente gli uomini di Conte si sono resi protagonisti di una gara dai due volti: lenta e impacciata nel primo tempo, decisamente più tonica e aggressiva nella ripresa. Alla fine, comunque, il primato in classifica resta di marca bianconera con Juve e Udinese appaiate in vetta a otto punti. Il primo tempo vede in campo una Juve troppo timida che lascia il campo ad un Catania solido e veloce. Pirlo prova a creare ma non sembra in giornata di grazia, come il debuttante Elia, uno dei più spenti dell’undici bianconero. La squadra di Montella passa in vantaggio al 22′ grazie ad una rete di Bergessio, bravo a sfruttare un’amnesia difensiva di Chiellini che si lascia anticipare dall’attaccante argentino sul cross rasoterra di Gomez. Il vantaggio etneo non scuote i ragazzi di Conte che proseguono nella loro manovra farraginosa, ottimamente controllata dall’attenta retroguardia rossoblu. Vidal ci mette tanta corsa e cuore ma la squadra non lo supporta a dovere. Nella ripresa – giocata sotto una pioggia battente – Conte effettua il cambio più logico inserendo Pepe al posto dello spento Elia e la differenza si nota subito. Dopo un brivido iniziale causato da una conclusione sballata di Delvecchio da ottima posizione, Krasic pareggia i conti al 3′ st con un tiro dal limite che infila la porta avversaria con la colpevole collaborazione di Andujar. Due minuti dopo Bergessio si divora il nuovo vantaggio siciliano calciando di destro oltre la traversa a tu per tu con Buffon. La Juve si vede prima con Marchisio, poi con Matri ma in entrambe le circostanze la squadra di Montella riesce a salvarsi. Conte al 27′ st toglie un buon Matri per inserire capitan Del Piero che al 35′ st di testa non inquadra la porta da ottima posizione. Nei dieci minuti finali c’è spazio anche per Quagliarella che entra al posto di Marchisio. Al 43′ st Vidal si ritrova sul destro la palla dei tre punti ma la calcia alta oltre la traversa a pochi metri dalla porta avversaria. L’1-1 finale è tutto sommato giusto e permette alla Juventus di restare in testa alla classifica insieme all’Udinese“.

LA SICILIA

Piccoli passi. La Juventus non corre, ma va avanti. Quanto basta per conservare primato e imbattibilità. Il secondo pareggio consecutivo impedisce agli uomini di Conte di allungare sulla concorrenza, ma consente loro di continuare a guardare tutti dall’alto verso il basso insieme con l’Udinese. Se i bianconeri non vanno in fuga, il merito è del Catania, protagonista di una gara generosa e di carattere, la più convincente in questa prima parte di campionato. Compattezza, presidio delle corsie laterali, uno occhio di riguardo per le fonti di gioco juventine e ripartenze immediate: così gli etnei riescono a contenere la capolista, che fatica a liberarsi dalla morsa rossazzurra migliorando solo nella ripresa, quando Conte rimpiazza Elia con il più incisivo Pepe, Krasic sale di tono e il gioco sulle fasce, abituale punto di forza, ha qualche sbocco. Montella, premiato nelle sue scelte, prova a sorprendere la Juve schierando una formazione inedita: Almiron si muove da mezzala, Maxi Lopez va in panchina per fare posto a Bergessio, Catellani completa il tridente debuttando dal 1’ in A. Anche Conte cambia proponendo un 4-1-4-1 con Pirlo play basso, Vidal in mezzo accanto a Marchisio e l’esordiente Elia a sinistra. I bianconeri cercano di prendere subito in mano il comando delle operazioni, ma il loro possesso palla è sterile. Senza l’abituale profondità sulle corsie laterali e con Pirlo guardato a vista da Delvecchio, la Juventus non trova il modo di rendersi pericolosa al cospetto di un avversario che tiene le linee vicine e cerca di affondare i colpi in velocità affidandosi agli spunti di Catellani e soprattutto di Gomez, i cui guizzi creano più di un problema a Grosso. E proprio da un’accelerazione di Gomez sulla destra nasce il vantaggio etneo: l’argentino riceve palla da Delvecchio, scappa a Grosso e mette in mezzo un traversone basso sul quale Bergessio anticipa Chiellini, protagonista di un’altra domenica negativa, battendo Buffon. L’immediata replica della formazione di Conte produce un rasoterra di Marchisio smanacciato in angolo da Andujar, ma il Catania, nonostante un cambio forzato in difesa (il mancino Marchese inserito a destra per rimpiazzare l’infortunato Alvarez), guadagna coraggio e cerca ancora la porta ospite con una punizione di Lodi respinta da Buffon e un elegante sinistro al volo di Catellani che si perde sul fondo. Il Catania apre il secondo tempo sfiorando il raddoppio dopo neppure due minuti con Delvecchio, autore di una conclusione imprecisa da posizione favorevole in piena area. Pochi secondi ed ecco il pareggio targato Juve: destro non irresistibile di Krasic dai venti metri, Andujar è incerto e non riesce a opporsi a dovere lasciando che il pallone finisca in rete. I padroni di casa potrebbero tornare subito avanti con Bergessio, che tocca male al volo su punizione di Lodi, poi sono i bianconeri ad aumentare la pressione mancando il bersaglio con Marchisio dopo un duetto con Matri. Le squadre si allungano sul campo appesantito dalla pioggia sempre più intensa, gli spazi a disposizione aumentano. I due allenatori cambiano terminale offensivo buttando nella mischia Suazo e Del Piero e proprio quest’ultimo sfiora il gol con un colpo di testa su cross di Krasic. Conte rispolvera il 4-2-4 inserendo anche Quagliarella per Marchisio, ma è di nuovo il Catania a sfiorare la rete con Suazo, liberato da un errore di Chiellini in disimpegno: Buffon si salva in uscita. Nel finale le occasioni per piazzare il colpo risolutore non mancano, ma sia Vidal (tiro in curva a vanificare un assist di Pepe) che Gomez, Lodi e Catellani non trovano la lucidità per piazzare il colpo da tre punti“.

sicilianews24.it

Catania-Juventus 1-1. Sotto il diluvio non riesce l’impresa

Domenica 25 Settembre 2011 18:38

di Daniele Di Frangia

Un punto ciascuno non fa male a nessuno. Questo è il ritornello che fa seguito al fischio finale di molte gare finite in parità. In realtà oggi il Catania ci ha creduto e sperato fino alla fine di poter portare a compimento una vittoria che mancava ai rossazzurri da ben 47 anni.

Al Massimino arriva una Juve in forma, imbattuta e prima in classifica. Dall’altra parte un Catania in cerca della reazione giusta dopo i tre schiaffi di Marassi. Montella sorprende ancora una volta tutti e disegna un 4-5-1 con Bergessio al posto di Maxi Lopez. Spazio a Catellani sulla destra e Delvecchio in marcatura quasi fissa su Pirlo. Conte risponde con lo stesso modulo ma rispolverando Krasic e regalando il debutto ad Elia. Il primo tempo è del Catania. Gli etnei rispondono con l’attenzione giusta e non soffrono mai i bianconeri. Alla mezzora Gomez scappa sulla destra a Grosso, la mette in mezzo e Bergessio trova l’anticipo secco e batte Buffon. La Vecchia Signora si innervosisce e non procura pericoli degni di nota.

Il diluvio la fa da padrone nella ripresa. Conte lascia Elia negli spogliatoi ed inserisce Pepe. È un’altra Juve. Da un lato i rossazzurri calano, dall’altra i bianconeri crescono ed è Krasic a trovare il destro da fuori che entra con la complicità di Andujar. La capolista preme il piede sull’acceleratore e crea qualche occasione ma dall’altra parte l’Elefante non si disunisce e si difende bene con Bellusci e Spolli centrali e Lodi, Delvecchio e Ledesma (entrato per Almiron) davanti la difesa. Montella gioca la carta Suazo al posto di Bergessio uscito con una standing ovation. L’honduregno ha poche palle a disposizione ma i rossazzurri sfiorano l’impresa in contropiede con Catellani che solo davanti a Buffon sbaglia tutto. Finisce 1-1, un punto ciascuno che accontenta tutti o quasi.

 eurosport

“Non siamo ancora una grande squadra. Dobbiamo lavorare”. Antonio Conte lo va ripetendo da settimane nelle sue conferenze stampa e la testimonianza della veridicità delle sue parole è arrivata anche a Catania dove i bianconeri hanno colto il secondo pareggio consecutivo negli ultimi quattro giorni. Alla Juventus dopo il gol del pari di Krasic è mancato il classico colpo del ko, quel guizzo che ti permette di riffa o di raffa di acciuffare i tre punti. La Vecchia Signora ha sofferto tanto specie nel primo tempo il pressing sistematico asfissiante del Catania che ha trovato il vantaggio con Bergessio al 20’. Nella ripresa però grazie all’innesto di Pepe (al posto di un incerto Elia) e alle sgroppate del redivivo Krasic ha segnato il gol del pari. In quel momento la Juve ha avuto il demerito di non piazzare il colpo del ko divorandosi due palle gol clamorose con Vidal e Del Piero: sarebbe stato il gol del 2-1 e soprattutto un segnale forte inviato a Milan e Inter che invece dopo un inizio stentato vedono la Signora distante solamente di 3 e 4 punti“.

 Sport Mediaset

Secondo pari consecutivo per la Juventus, che non riesce a scattare in classifica facendosi bloccare dal Catania sull’1-1. Brutta Juve nel primo tempo, con gli etnei che giocano meglio e meritano il vantaggio. Bergessio al 20′ anticipa Chiellini e batte Buffon. La ripresa è tutta un’altra storia: sotto la pioggia i bianconeri pareggiano al 49′ con Krasic. La gara è in bilico fino all’ultimo, ma a nessuno riesce lo spunto decisivo per i tre punti. L’occasione era ghiotta, quella di dare un primo strappo al campionato e issarsi al primo posto in solitaria. Ma dopo il Bologna, la Juve impatta anche col Catania. Punteggio identico, 1-1, anche se questa volta la squadra non ha dovuto soffrire l’inferiorità numerica. A quota otto la squadra di Conte guarda tutti dall’alto verso il basso in compagnia dell’Udinese, ma con una classifica così corta il rischio ribaltone è dietro l’angolo. I siciliani fanno la loro partita e non rubano nulla: ottimo primo tempo e una ripresa in cui subiscono il ritorno juventino, pur rischiando nel finale di prendersi la posta piena. Non sarebbe stato giusto, visto che Del Piero e Vidal poco prima avevano sprecato le chance per il 2-1. Gara intensa, ma priva di spunti degni di nota per i primi venti minuti: poi Gomez salta Grosso e mette dentro per Bergessio, che anticipa Chiellini e in spaccata porta in vantaggio i suoi. Marchisio pochi secondi dopo potrebbe pareggiare, ma la sua frustata da fuori viene deviata da Andujar. Le ali del tridente predisposto da Montella sono un problema per la difesa della Juve. Catellani alla mezz’ora va vicino al “gol della domenica” con un sinistro al volo dal coefficiente di difficoltà altissimo spedendo a lato di un soffio. L’undici di Conte si fa vedere con Matri, che chiede invano un rigore, e con una botta da fuori sbilenca di Pirlo. A ridosso dell’intervallo Elia cerca Marchisio in area: Andujar esce male rischiando la frittata, ma lo salva Almiron. La ripresa, sotto la pioggia, inizia col botto, quello di Krasic o di Andujar a seconda dei punti di vista. Il serbo scarica dal limite un destro potente, ma centrale: il portiere sbaglia l’intervento e la palla rotola in rete. Bergessio potrebbe subito annullare il pari, ma sulla punizione di Lodi manda alto da zero metri. Sull’1-1 è la Juve che spinge e va vicina al raddoppio con Marchisio. Dall’altra parte Bergessio spaventa Buffon con un cross sbagliato che il portiere toglie dall’incrocio. Le azioni fioccano: i bianconeri rischiano per un contropiede di Gomez, ma poi con un gran tiro di Pepe spaventano Andujar. L’esterno ex Udinese ha un’altra marcia rispetto a Elia: al 69′ mette un gran pallone in mezzo, con Matri che ci arriva in ritardo. L’occasione più ghiotta capita sulla testa di Del Piero, che non riesce a convertire in rete il gran lavoro di Krasic. Suazo poco prima della fine non approfitta di un errore di Chiellini, poi Vidal ciabatta in maniera clamorosa il possibile 2-1. Nel recupero Gomez, Lodi e Catellani vanno a un soffio dalla beffa, ma sarebbe stato troppo“.

 Goal.Com

Si è concluso con un pareggio, tutto sommato giusto, il match del ‘Massimino’ tra Catania e Juventus. Gli etnei, in vantaggio con Bergessio al 20’ del primo tempo, sono stati raggiunti da un goal di Krasic, complice un’ingenuità di Andujar. Conte abbandona il suo consueto 4-2-4, lasciando fuori l’annunciato titolare Quagliarella e affidando a Matri il ruolo di unica punta, sostenuto da Krasic ed Elia. Il centrocampo è arricchito dalla presenza in campo dal primo minuto di Vidal, a sinistra Grosso è preferito a De Ceglie. Montella, invece, lascia in panchina Maxi Lopez, affidando a Bergessio il ruolo di punta centrale e lanciando Catellani sulla corsia di sinistra, centrocampo di qualità con Almiron e Lodi. La Juventus inizia meglio, approfittando dell’imprecisione dei centrocampisti etnei e provando a pungere in contropiede, ma il primo tiro – seppur molto velleitario – è del Catania, con Alvarez che sugli sviluppi di un’azione d’angolo ciabatta dal limite. Il gioco della Juve fatica a decollare sulle fasce, i bianconeri non hanno spazi ed è la squadra di Montella a pungere con un contropiede avviato da Catellani che porta al tiro Bergessio, ma il destro a giro dell’attaccante non inquadra la porta di Buffon. Al 21’, però, il Catania passa: Gomez mette in mezzo un cross basso da destra sul quale si avventa come un falco Bergessio che, con un gesto da attaccante di razza, batte Buffon e porta in vantaggio i padroni di casa. La reazione della Juve arriva immediatamente con un destro di Marchisio, deviato in corner da Andujar. La Juve soffre la velocità degli avanti rossazzurri, Chiellini deve spendere un cartellino giallo per fermare Gomez, mentre Lodi ci prova con una punizione da posizione defilata respinta coi pugni da Buffon. Al 29’ tegola per il Catania: Alvarez, praticamente impeccabile fin lì in marcatura su Elia, si fa male e lascia il campo a Marchese. Alla mezzora, però, è Catellani a sfiorare il goal della domenica calciando di sinistro al volo su un lancio di Almiron: il suo tiro tiene il ‘Massimino’ con il fiato sospeso, ma la palla termina a lato. Pirlo non trova complicità dai compagni e allora prova a fare tutto da solo con un tiro al 37’ che però non spaventa Andujar. Il tiro del centrocampista bresciano è l’ultima emozione di un primo tempo, chiuso con il Catania meritatamente in vantaggio. Conte lascia negli spogliatoi Elia, mandando in campo dall’inizio Simone Pepe, ma è ancora il Catania ad andare vicinissimo al goal: Bergessio lavora bene un pallone in area di rigore bianconera, ma Gennaro Delvecchio si divora il goal del 2-0 calciando malissimo da buona posizione. Come un fulmine a ciel sereno arriva però il goal della Juve: Krasic prova un destro da fuori area, Andujar la combina grossa e i bianconeri trovano il pareggio. Il Catania non si demoralizz,a prova ad insistere e sfiora nuovamente il goal: su una punizione tagliata di Lodi è Bergessio a fallire il facile tap-in calciando alto di piatto destro. La partita si accende e al 63’ Buffon torna a vivere gli incubi dello storico eurogoal subìto da Shevchenko in un Milan-Juventus: sul tiro-cross di Bergessio, però, stavolta il portiere della Nazionale è reattivo e riesce a togliere il pallone dall’incrocio dei pali. Il Catania, sospinto da un ‘Massimino’ caldissimo, continua ad insistere: Gomez, devastante in contropiede, orchestra con Bergessio e Delvecchio una splendida ripartenza, sprecata però all’ultimo passaggio. Le squadre si allungano, Krasic e Gomez hanno ampi spazi e avviano contropiedi a ripetizione, mentre Montella sostituisce l’ex Almiron con Ledesma. Conte manda in campo anche Alessandro Del Piero che all’80’ ha una buona occasione, ma spedisce alto di testa da buona posizione. Tra gli applausi del ‘Massimino’, Bergessio lascia il posto a David Suazo, mentre Conte si gioca anche la carta Quagliarella, mandato in campo al posto di Marchisio. L’attaccante honduregno prova ad approfittare di un errore di Chiellini, ma trova sulla sua strada la puntuale uscita di Gigi Buffon. E’ Vidal, però, a divorarsi il ghiottissimo pallone per portare in vantaggio ai bianconeri, calciando alto da favorevolissima posizione. Le emozioni continuano fino al 95’: prima Lodi non riesce a calciare, complice la perfetta uscita bassa di Buffon, poi Grosso ci prova dal limite senza però inquadrare la porta, ma è Catellani a divorarsi il goal-vittoria, sprecando in malo modo un contropiede. Alla fine è 1-1 e, probabilmente, è giusto così“.

 La Repubblica.it

La Juve conferma la positiva tradizione a Catania (dove non perde da 47 anni), strappando un prezioso pari che la lascia in testa alla classifica insieme all’Udinese. Un altro 1-1, dopo quello con il Bologna che, al di là della non esaltante esibizione, conferma un aspetto importante: la squadra ha carattere, aspetto fondamentale in un campionato che, per ora, non pare avere padroni. Un risultato che va addirittura un po’ stretto ad un ottimo Catania che è riuscito a riscattare con gli interessi l’opaca prova di Genova. Montella è riuscito per tutta la partita a mettere in difficoltà i bianconeri con un bel pressing e continue ripartenze. E non è un caso che, anche dopo l’1-1, le occasioni migliori per portare a casa l’intera posta le abbiano avute proprio gli etnei. La scelta di Conte di giocarsi le proprie carte varando un inedito 4-2-3-1 non è stata di certo premiata. Per un tempo la squadra bianconera è stata in palese difficoltà. Gli esterni, Krasic e Elia, preferito in extremis a Pepe, sono rimasti forse fin troppo larghi e i lanci, spesso imprecisi, dei centrocampisti (Pirlo e Marchisio) non sono mai serviti ad innescarli. Il Catania ha, così, avuto buon gioco e, alla prima vera occasione, ha sbloccato il risultato con un bel tocco in scivolata di Bergessio su cross dalla destra di Gomez. Il gol ha ulteriormente acuito le incertezze dei bianconeri che non hanno trovato il modo per imbastire una replica prima della fine del tempo. La svolta è arrivata dopo l’intervallo: Conte ha deciso di inserire Pepe varando un più offensivo 4-3-3 e il risultato è stato l’immediato 1-1, realizzato da Krasic con una forte botta da fuori che ha sorpreso un incerto Andujar, incapace di bloccare un pallone tutt’altro che irresistibile. Sulle ali dell’entusiasmo i bianconeri hanno insistito, appoggiandosi soprattutto alle iniziative dell’ispirato Pepe e del rinato Kasic ma il Catania non ha tremato, anche grazie all’impeccabile prova dei centrali, Bellusci e Spolli, invalicabili per i vari Matri, Marchisio e Vidal. Chiusi tutti i varchi, il Catania ha provato anche a riprendersi il maltolto ma non ha avuto fortuna. Prima Bergessio, poi Suazo, infine Lodi e Catellani non hanno trovato lo spunto vincente per chiudere alcuni preziosi contropiede. Ma poco importa. Montella ha avuto, comunque, le risposte che cercava”.

 Siciliamedia web

Sotto la pioggia torrenziale del Massimino, il Catania di Vincenzo Montella ottiene un pareggio contro la Juventus che sta stretto agli uomini in maglia rossazzurra. Dopo essere passati in vantaggio con un gol di Bergessio, in campo al posto di Maxi Lopez come unica punta, vengono raggiunti nella ripresa da Krasic che sfrutta l’ennesimo infortunio di Andujar con un tiro dalla distanza senza pretese. Un vero peccato per gli etnei, che potevano chiudere la giornata con sette punti in carniere. Resta comunque un pareggio che fa morale per il proseguio del campionato. Montella deve fare a meno di Potenza e Biagianti, con quest’ultimo che difficilmente tornerà disponibile per il “Lunch match” di Novara. Il tecnica etneo conferma il consueto 4-3-3, con Andujar fra i pali; difesa a quattro con Capuano ed Alvarez esterni, Spolli e Bellusci centrali; mediana affidata ad Almiron, Delvecchio e Lodi; tridente offensivo composto da Catellani, Gomez e, per la prima volta, Bergessio come terminale. Partono dalla panchina Maxi Lopez e Suazo. Conte rinuncia allo spregiudicato 4-2-4 per affidarsi ad un più equilibrato 4-1-4-1, con Buffon fra i pali; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini e Grosso in difesa; Pirlo nella posizione di metodista; Matri unica punta, davanti ad un quartetto di mediani formato da Krasic, Marchisio, Vidal ed Elia. Come era prevedibile, il Massimino è gremito in ogni suo ordine di posti, considerando la presenza di un club avversario che, soprattutto in Sicilia, ha diversi simpatizzanti. Dopo il minuto di raccoglimento per la morte dei tre militari morti tragicamente in Afghanistan, la gara ha inizio. I bianconeri di Conte partono subito forte e sfruttano un’indecisione di Lodi per provare a fare male dalle parti di Andujar, ma la difesa è attenta e ferma l’avanzata ospite. L’inizio della Juventus è tambureggiante, e si affida soprattutto sulle palle recuperate a centrocampo da Marchisio e Vidal. Il Catania trova difficoltà ad imbastire l’azione, non sfruttando a dovere gli esterni, specie sull’out di sinistra dove Catellani è considerato poco dai compagni. La prima conclusione dalle parti di Buffon arriva al 13′ sugli sviluppi di un traversone in area di Alvarez, con Almiron che di testa non riesce ad inquadrare la porta avversaria benchè ostacolato da Barzagli e Chiellini. Al 15′ Mazzoleni ammonisce Marchisio reo di aver ostacolato fallosamente Catellani mentre cercava di far risalire la squadra. Non convincono dopo i primi venti minuti le prestazioni di Lodi e Almiron, visibilmente poco aggressivi sull’avversario. Nel momento più guardingo dei rossazzurri, il Catania va in vantaggio: prima Bergessio fa le prove del gol calciando di poco a lato, poi al 21′, su perfetto assist di Gomez, in spaccata devia la sfera quanto basta per mettere fuori causa Buffon. Il Massimino è una vera bolgia. Sulle ali dell’entusiasmo, il Catania prova a mettere in ghiaccio la vittoria su punizione con Lodi al 24′, ma stavolta l’estremo difensore bianconero riesce ad opporsi. Tegola in casa etnea al 28′: dopo un intervento su Elia, s’infortuna Alvarez al ginocchio destro. Al suo posto entra Marchese. Sfortunato l’argentino, sinora impeccabile sull’out di competenza. Alla mezzora ci prova con un sinistro al volo Catellani, servito splendidamente da Almiron, ma la sfera si spegne di poco al lato. Dopo un inizio in sordina, il Catania diventa padrone del campo, sfruttando le difficoltà sugli esterni di Krasic ed Elia, apparsi tutt’altro che irresistibili. Al 37′ è provvidenziale l’intervento in area di rigore di Spolli su Matri, lanciato a rete dopo l’ennesimo pallone perso in mediana da Almiron. A tre minuti dalla fine del primo tempo, brivido per la difesa etnea, con Bellusci che spizzica un pallone che s’impenna pericolosamente con Andujar fuori causa, ma la sfera termina in corner. Finisce la prima frazione di gioco con i rossazzurri meritatamente in vantaggio per quanto offerto in campo. Juventus macchinosa e poco concreta negli ultimi venti metri. Ad inizio ripresa, Conte prova a dare maggiore spinta inserendo subito Pepe al posto di un evanescente Elia. Dopo appena due minuti è la squadra di Montella a sfiorare il raddoppio con Delvecchio che, dall’area di rigore, svirgola la sfera calciando fuori dopo un indecisione della difesa bianconera. Sul capovolgimento di fronte, la Juventus trova il pareggio: da fuori area Krasic al 49′ fa partire un tiraccio senza pretese, Andujar è impreparato e la palla, dopo una “saponetta” dell’estremo difensore etneo, termina in rete. Il Catania non ci sta, e con Bergessio ha la più ghiotta delle occasioni per tornare in vantaggio, ma l’attaccante argentino sottomisura non riesce a tenere la sfera bassa. Giove Pluvio, finora clemente, inizia a far sentire la sua voce con pioggia e tuoni, ma i ritmi del match restano sempre alti. Al 55′ mischia in area etnea con Matri che viene pescato dall’assistente di linea in fuorigioco. Ancora brividi per i tifosi etnei al 62′ quando Pepe non calibra bene le distanze e da buona posizione favorevole calcia alto. Break rossazzurro con Bergessio che da posizione impossibile costringe Buffon a togliere le ragnatele da sotto il sette. Un minuto dopo ha dell’incredibile quanto sciupato dal Catania, con la palla che danza pericolosamente sulla linea di porta senza trovare il tap in vincente di nessuno. Rispondono gli uomini di Conte con un destro violento di Pepe che sorprende ancora Andujar ma stavolta riesce a rifugiarsi in angolo. Al 68′ azione personale di Krasic, ma si intestardisce nel dribbling e giunto in area calcia debolmente fra le braccia di Andujar. La Juve prova la sforzo finale nel tentativo di ribaltare il punteggio. Ne risente la squadra etnea che si stringe troppo dietro la linea del pallone. Conte si gioca il tutto per tutto, e mette dentro anche Del Piero al posto di Matri. Sotto la pioggia torrenziale del Massimino, Montella si gioca per il quarto d’ora finale la carta Suazo al posto di un settepolmoni Bergessio. Ottima la prova de “El Lavandina”, standing ovation del Massimino per lui. Minuti finali concitatissimi con entrambe le squadre che provano a vincere il match. Da una parte Suazo, Gomez, Lodi e Catellani, e dall’altra Vidal provano la deviazione vincente, ma il risultato non cambia più dopo i cinque minuti di recupero“.

 

  5 Commenti per “IL CATANIA SUI GIORNALI”

  1. Ip Address: 79.33.41.212

    ANDUJAR DEVE ANDARE A PAPERISSIMA X PRENDERE UNA MEDAGLIA :mrgreen: :mrgreen:

  2. Ip Address: 95.238.106.239

    Angelo hai assolutamente ragione!!!!Andujar è meglio se sta in panchina non para manco quelle facili figuriamoci….. ❗

  3. Ip Address: 79.2.35.77

    Buona sera a tutti i tifosi catanisti ovunque nel mondo! :mrgreen:

    Gente, sono fiducioso! Maxi gioca male? In panca! Andujar fa papere mostruose? In panca pure lui! Così impara a stare sempre concentrato, oppure “sul pezzo”, come si dice!

    Speriamo che Montella riesca a far impegnare sta gente!

    Rosso come il fuoco, azzurro come il mare, l’amore per il Catania non si può spiegare!!

  4. Ip Address: 95.239.100.132

    il Catania festeggia 65 anni della storia del Catania il 26 settembre 1946, tanti auguri di buon compleanno, ho saputo ke forse Legrottaglie torna a giocare al pallone kn l’Inter!

  5. Ip Address: 78.15.4.18

    I VOSTRI COMMENTI

    Buongiorno a tutti.
    Solo per segnalarvi che ieri sera mi sono permesso di rispondere sul sito Sport Mediaset ad una affermazione, a mio parere, azzardata, per non dire assolutamente di parte, del sig. Federico Acqè nell’articolo da esso pubblicato intitolato: SERIE A, BERGESSIO FRENA LA JUVE.

    “Nel recupero Gomez, Lodi e Catellani vanno a un soffio dalla beffa, ma sarebbe stato troppo”

    cellosoft – 26/09/11
    Buonasera sig. Aquè,
    scrivo anch’io sul web e mi sforzo, nonostante l’innata passione per il mio Catania, di rimanere obiettivo e spesso ciò mi consente di elogiare l’avversario incondizionatamente quando questi se lo merita.
    Mi sforzo non poco per interpretare il Suo passaggio “Nel recupero Gomez, Lodi e Catellani vanno a un soffio dalla beffa, ma sarebbe stato troppo”.
    Lei omette le occasioni di Bergessio e Suazo ma lucidamente ritengo che 5 gol a favore del Catania siano tropppi.

    FORZA CATANIA SEMPRE!!SQUADRA E CITTA’!!

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