IL CATANIA SUI GIORNALI

 Scritto da il 27 novembre 2011 alle 09:00
Nov 272011
 

LA GAZETTA dello SPORT

Non basta super-Benassi: una magia del “Pitu” Barrientos regala al Catania la prima vittoria stagionale in trasferta, quando ormai tutto sembrava orientato al pari. E per il Lecce, beffato anche dalle notizie che arrivano in diretta da Novara e lo condannano al penultimo posto, prosegue la maledizione del Via del Mare: sei partite giocate, un pari e cinque sconfitte. Una cosa è certa: per salvarsi Di Francesco ha bisogno di trovare al più presto un finalizzatore: dei nove gol fatti sin qui, nessuno porta la firma di un attaccante. Tira tutt’altra aria a Catania, che dimentica le ultime due sconfitte e vola a quota 17. Il primo tempo è altalenante e si chiude senza gol, a causa per lo più di alcuni grossolani errori sottoporta. Il Lecce parte meglio, tiene la palla e cerca di manovrare. Montella chiede concretezza, lascia l’iniziativa e vuole colpire cercando subito Gomez e Bergessio. Superato il 20′ Olivera accusa qualche problema e lascia spazio a Piatti. A metà tempo, dopo una fase abbastanza confusa, cresce il Catania e sfiora il vantaggio in tre occasioni. Per due volte Delvecchio perde il duello con Benassi (ma la prima chance è un chiaro errore del centrocampista). Ci prova anche Bergessio, ed è ancora pronto il portiere. Dopo aver resistito alla sfuriata dei siciliani, torna a svegliarsi il Lecce, e arrivano le palle-gol anche sull’altro fronte. Strasser devia al volo, Andujar mette in corner; Bertolacci anticipa tutti sul primo palo dopo la discesa di Brivio, e manda a lato di un soffio; Cuadrado serve Piatti in area, che calcia male con il sinistro. Giusto il pari, più calzante sarebbe stato un 2-2. Nella ripresa il Lecce cerca di proseguire il forcing sulla scia del buon finale di primo tempo. Cuadrado spinge molto a destra, ma non trova complici sui cross. E’ chiaro che manca l’ingranaggio finale lì davanti: una bella giocata collettiva al 20′ si chiude con un destro a lato di Obodo. Il Catania è un po’ spento, sembra quasi accontentarsi di un buon pari, ma Montella cerca di rivitalizzarlo con Maxi Lopez, al posto di un poco brillante Bergessio. Mossa giusta. Maxi entra con il piglio giusto, tiene più la palla e dà maggior peso al reparto. Gomez si ritrova il pallone del k.o. alla mezz’ora, ma l’uscita disperata di Benassi è decisiva. Anche Di Francesco prova a dare la scossa: Corvia per Obodo, per provare a vincerla. E invece la perde. Dopo aver sfiorato il gol con Muriel due volte (bravo Andujar), all’ultimo respiro arriva la prodezza che non ti aspetti. Firmata Barrientos, che trova il primo gol in A con un esterno sinistro dai 25 metri su cui, questa volta, Benassi può solo guardare“.

 LA SICILIA

E arrivò la sera del Pitu. Dopo una interminabile anticamera fatta di problemi fisici, lunghe soste in infermeria, brevi apparizioni in campo, una cessione in prestito e tanti dubbi, Pablo Barrientos si regala un giorno da protagonista assoluto. E’ lui a dare nuova linfa all’offensiva del Catania con il suo ingresso in campo a un quarto d’ora dalla fine ed è lui a siglare la rete decisiva allo scadere con una magia di sinistro da venti metri che batte Benassi, sino a quel punto insuperabile, consegnando ai rossazzurri tre punti d’oro contro il Lecce e una posizione invidiabile in classifica. Se il Pitu è l’uomo copertina, dietro le quinte della prima vittoria esterna stagionale c’è Vincenzo Montella. Il tecnico campano mostra ancora una volta di avere idee chiare, intuito e coraggio. La voglia di segnare un gol in più degli avversari non è solo teorica, ma dimostrata dalle scelte dell’Aeroplanino, che azzecca tutti i cambi e quando, a 15′ dallo scadere, s’infortuna Izco coglie l’occasione per passare al 4-3-2-1 e puntare su Barrientos. A pochi minuti dalla fine, qualsiasi formazione che non lotti per lo scudetto si sarebbe accontentata del pareggio pensando a rischiare il meno possibile contro un avversario che aveva assoluto bisogno di vincere, tanto da inserire tutte le punte a disposizione. Non il Catania di Montella, andatosi a prendere al 90′ un successo legittimato da un cospicuo numero di palle gol, non sfruttate un po’ per la bravura di Benassi e un po’ per imprecisione. Il pari sarebbe stato stretto agli etnei, che dopo un paio di conclusioni dalla distanza di Bergessio e Gomez, entrambe fuori di poco, hanno una doppia, grande opportunità con Delvecchio, per due volte solo davanti a Benassi e per due volte fermato dall’estremo difensore leccese, che poco dopo dice no pure a Bergessio. Il Lecce è una squadra in palese difficoltà, con una difesa che concede abbastanza e poca qualità. La fiammata prima dell’intervallo, frutto di un calo d’intensità del Catania, porta a una pronta respinta di Andujar su deviazione ravvicinata di Strasser e ai tiri fuori bersaglio di Bertolacci e Piatti. Quando, nella prima parte della ripresa, i rossazzurri sembrano adeguarsi ai ritmi salentini, Montella capisce che bisogna dare la scossa: prima Lopez rileva Bergessio, poi Biagianti va a ad aggiungere dinamismo in mezzo rimpiazzando Delvecchio. Il jolly, l’allenatore catanese, se lo gioca a un quarto d’ora dalla fine scommettendo su Barrientos e cambiando assetto: difesa a quattro con Marchese abbassatosi a sinistra, il Pitu e Gomez in appoggio a Lopez. I leccesi, che non hanno mai vinto in casa in questo campionato, non possono accontentarsi dello zero a zero e, nonostante evidenti difficoltà nel finalizzare il gioco, chiamano Andujar, in serata sì, a un bell’intervento su conclusione dalla breve distanza di Muriel. Ma il Catania non si limita a guardare. Dopo aver assistito all’ennesima prodezza di Benassi a tu per tu con Gomez, è Barrientos a salire in cattedra. Il numero uno giallorosso gli nega la gioia salvando in tuffo su un pregevole destro a giro da posizione defilata, ma nulla può fare allo scadere, quando il Pitu si fa luce ai venti metri scagliando uno splendido esterno sinistro che s’insacca a fil di palo.

 SPORT MEDIASET

Continua la maledizione del ‘Via del Mare’. Il Catania espugna Lecce grazie a una perla di Barrientos al 90′. I siciliani partono forte a sfiorano il gol in tre occasioni (due volte con Delvecchio), ma Benassi è super. La squadra di Di Francesco reagisce sul finale del primo tempo, ma ha l’occasione migliore con Muriel all’82′. Poi sale in cattedra Barrientos, decisivo con un sinistro da fuori. Il Lecce affonda ed esce tra i fischi. Il feeling fra Lecce e il Lecce non è ai massimi storici. I giallorossi, in casa, sono fermi al punticino catturato col Novara. La squadra di Di Francesco, davanti a un pubblico che non straripa, annusa il clima e parte a rilento. Sa di dover vincere, ma fatica ad esprimersi. Buona parte del merito è anche etneo: il Catania è abile a creare superiorità mandando Izco e Marchese in avanscoperta. E sciorina qualità a metà campo, con Lodi e Almiron sugli scudi. Gomez, non pervenuto, lascia la scena a Delvecchio (ex acclamato). Il natio di Barletta, però, spreca sciaguratamente. Due volte. Dopo una buona mezz’ora in apnea e una chiara occasione per Bergessio, il Lecce ci mette la faccia. Cuadrado e Brivio cominciano a macinare, Muriel si accoda. Bertolacci e Piatti si presentano al tiro, senza inquadrare lo specchio. La gara è bella e vibrante, il Catania arretra, ma non perisce. Si gioca a carte scoperte, la paura si disperde. L’intervallo cambia le carte in tavola e induce alla riflessione. Bergessio e Gomez non sono più in grado di tenere alta la squadra di Montella, anche se il ‘Papu’ avrebbe pure la palla del vantaggio: ma Benassi è una valanga. Il Lecce diventa approssimativo. I tiri di Oddo, Obodo e Cuadrado non spaventano. Ci vuole la miccia: dalla panchina sbucano Maxi Lopez, Corvia e Barrientos. La fase di stanca è alle spalle, la gara torna rovente. Andujar si supera su una conclusione a botta sicura di Muriel, mentre il Catania torna a gestire saggiamente le ripartenze, concede poco allo spettacolo e molto al cinismo: Benassi è costretto a sventare un diagonale di Barrientos diretto al secondo palo. E’ la prova generale del gol, che arriva un minuto più tardi: Barrientos sguscia via alla marcatura, sinistro preciso e tre punti in cassaforte. Quasi inattesi, ma fondamentali. Il Catania non subisce gol in trasferta dopo 20 gare filate. Il Lecce, alla sua 500.a gara in A, coglie l’ennesima mela marcia di una stagione da raddrizzare. Con o senza Di Francesco. Perché il problema va posto“.

 CORRIERE dello SPORT

La sfida tra Montella e Di Francesco la vince l’aeroplanino grazie a un gol di Barrientos a tempo scaduto che fa decollare il Catania: finisce 1-0 contro il Lecce allo stadio Via del Mare. Il club siciliano infatti aggancia la Roma al quinto posto in classifica. Una bella soddisfazione per Montella. Non può certo dire lo stesso Di Francesco, altro ex giallorosso, che dopo la sconfitta con la Roma cade anche in casa e si ritrova penultimo in classifica a più due dal Cesena, impegnato domani in casa contro il Genoa. Il club etneo ha meritato la vittoria, i salentini sono rimasti in partita a lungo grazie a un super Benassi ma hanno subito molto e il pubblico al via del Mare ha dimostrato di non gradire lo spettacolo fischiando a lungo la squadra“.

 EURO SPORT

C’era una data che accomunava questo Lecce – Catania: l’8 maggio 2010. Proprio a quel giorno, infatti, risaliva l’ultima vittoria dei salentini davanti al proprio pubblico così come mancavano i 3 punti per i catanesi lontani dal Massimino. A sfatare la maledizione per il Catania di Montella è il primo gol in A – all’ultimo minuto – dell’argentino Barrientos. Il primo tempo, al di là dello 0-0, è quasi divertente. Il Catania ha maggiore qualità in mezzo al campo e si sa: Lodi e Almiron imbrigliano i giallorossi che appaiono confusi e contratti. Non è un caso dunque che le prime occasioni importanti finiscano sui piedi degli avanti catanesi e nascano dagli inserimenti centrali più che dalle fasce. Le due più clamorose finiscono sui piedi di uno sciupone Delvecchio che, lanciato da Bergessio prima, e da Gomez poi, non trova nulla di meglio da fare che sparare entrambi i palloni sulle mani di un Benassi che alla fine si rivelerà il migliore tra i suoi. La paura sveglia dal suo torpore il Lecce che da lì in poi cambia marcia: al 39’ Bertolacci fulmina con un fantastico sinistro al volo Andujar ma, per la gioia dei pochissimi tifosi catanesi accorsi in Puglia, la palla termina a lato di pochissimo. Piatti poi, subentrato al 23’esimo per l’infortunio del desaparecido Olivera, conclude fuori con un tiraccio da buona posizione. Segnali di risveglio insomma erano arrivati ma, anzichè aggredire il campo, nella ripresa il Lecce entra sul terreno di gioco più moscio, come se l’intervallo avesse spento l’inerzia favorevole. E il Catania? Agli etnei lo 0-0 non sembra andare male, anche se il predominio a centrocampo visto nella prima mezz’ora di gara sembra essere sparito: nè Lodi nè Almiron riescono a imbeccare Gomez e Bergessio che “pascolano” isolati davanti. Montella si accorge della cosa e nel giro di 6 minuti ridisegna i suoi: fuori Bergessio e Izco e dentro Maxi Lopez e Barrientos. La mossa di per se non infiamma la gara – che vive di singoli lampi come quello di Cuadrado al 72’ o quello di Muriel cinque minuti più tardi che sciupa malamente la palla gol che avrebbe cambiato la storia del match – ma infondo risulterà decisiva. E’ infatti un velenosissimo sinistro da fuori all’89’ del centrocampista argentino a violare la roccaforte di Benassi che, dieci minuti prima, aveva salvato per l’ennesima volta proprio su una bella conclusione dello stesso Barrientos. I tre punti finiscono quindi nelle mani del Catania e di uno straripante Montella che, a quota 17 punti, raggiunge la sua ex Roma al provvisorio quinto posto in classifica. Per Di Francesco invece è notte fonda: i fischi del pubblico nei suoi confronti e in quelli della società sono impietosi. Ecco, la società appunto, se a Bertolacci il tecnico avesse una punta da affiancare

 GOAL.COM

Il Catania esce da Via del Mare con 3 punti fondamentali nella corsa salvezza, riscattandosi dopo la sconfitta casalinga di 6 giorni fa contro il Chievo. Esce tra i fischi dei propri tifosi il Lecce che nonostante abbia creato importanti occasioni da rete non riesce a graffiare e viene punito da un gol al 90° di Pablo Barrientos, gol peraltro di pregevolissima fattura. La classifica sorride al Catania che vola al 5° posto in attesa dei match di domani e diventa invece preoccupante per i giallorossi superati anche dal Novara che nell’altro anticipo supera il Parma per 2-1. Lecce in campo con il solito 4-4-1-1 con Cuadrado che parte da esterno ma poi è un fantasista aggiunto e Bertolacci nel ruolo di rifinitore. Il Catania scende in campo con il 3-5-2 con Potenza che sostituisce lo squalificato Spolli al centro della difesa (a destra, al suo posto, Montella schiera Mariano Izco). Rossazzurri in formazione tipo eccetto la scelta di Montella di schierare Delvecchio al posto di Adrian Ricchiuti. Dopo i primi 5 minuti giocati timidamente da entrambe le squadre, il Lecce prende coraggio e fa la partita fino a metà del primo tempo costruendo buone occasioni capitate sui piedi di Bertolacci e Muriel. Il Catania prende coraggio poco a poco e costruisce le occasioni migliori del match: per ben due volte Delvecchio solo davanti al portiere non riesce a far gol, poi anche Bergessio si fa ipnotizzare dall’estremo difensore leccese Benassi. Dopo un primo tempo divertente la partita nella ripresa non cambia e le squadre tentano di vincere la partita. Il Lecce costruisce delle ottime palle gol sventate grazie alla bravura del portiere argentino Andujar, bravo in due occasioni a sventare palle pericolosissime all’interno dell’area rossazzurra. Il Catania ci tenta con Barrientos (pochi minuti prima del gol segnato) e anche con Almiron che da fuori tenta la stoccata vincente. Ma è quando sembra che la partita stia per avviarsi verso lo 0-0 è il ‘Pitu’ Pablo Barrientos a risolvere il match: tocco di esterno sinistro dal limite dell’area che si insacca alla destra di un incolpevole Benassi. Nel recupero il Catania fa scorrere i minuti e l’arbitro fischia la fine della partita“.

 La Repubblica.it

Uscire da un periodo difficile non è mai semplice. Non è un caso che a restituire la gioia al Catania sia proprio l’uomo che più di tutti aveva sofferto sin dal suo arrivo alle pendici dell’Etna: i rossazzurri scoprono, con due anni e mezzo di ritardo, tutto il talento del “Pitu” Barrientos. L’ex stella del San Lorenzo si alza dalla panchina e con un mancino incantato condanna il Lecce al 90′: tre punti pesantissimi per i siciliani, a secco in trasferta dallo scorso maggio, che volano in classifica. Era la sfida fra due squadre in ansia: salentini dominati a Roma e fermi a quota 8 punti, ospiti che dopo l’ottimo avvio di stagione sembravano essersi fermati in seguito al doppio ko con Milan e Chievo. Ma il match nel match era rappresentato dall’incontro fra due amici: Eusebio Di Francesco e Vincenzo Montella. Lo vince il secondo, che indovina tutte le mosse a gara in corso, compreso il cambio di modulo nel momento in cui il Lecce, passato dal 4-2-3-1 al 4-2-4, aveva ufficialmente dichiarato l’assalto. Minuto 90, Piatti si fa saltare nettamente da Barrientos che col mancino dai 22 metri batte un Benassi sin lì monumentale. Esplodono i fischi del Via del Mare, equamente distribuiti tra società, giocatori e allenatore. L’incontro, partito lentamente, si accende attorno al 20′, quando Delvecchio manca clamorosamente il vantaggio a tu per tu col portiere, per poi replicare l’errore a ridosso della mezz’ora esaltando i riflessi dell’estremo preferito a Julio Sergio. Al 32′ ci prova anche Bergessio – sempre attento Benassi – prima di una raffica leccese. Strasser in acrobazia si vede dire no da Andujar, poi Bertolacci (bel mancino di controbalzo, a lato) e Piatti vanno a un niente dall’1-0. L’argentino, subentrato a Olivera, spara malamente fuori col sinistro un bell’assist di Cuadrado. La prima frazione si chiude sul destro da fuori area di Muriel: Andujar blocca. Anche il secondo tempo carbura col passare dei minuti. L’occasione più grande è al 28′: Marchese trova il fondo e mette in mezzo da sinistra, Almiron fa da sponda per Gomez il cui destro si spegne sul corpo di Benassi. Nove giri d’orologio più tardi Muriel chiede il dai e vai a Esposito e di sinistro incrocia: colpo troppo lento, Andujar alza la sfera che Marchese mette in corner salvando sulla linea. E’ l’ultimo sussulto del Lecce: il Catania si prende il finale prima con Potenza – anticipato in extremis da Oddo – e poi con Barrientos. L’ex San Lorenzo scalda il piede al 44′: destro a giro, splendida risposta di Benassi. E’ la prova generale della magia da tre punti. Quella che rilancia gli etnei e affossa i giallorossi, superati anche dal Novara.”

 SICILIAMEDIA WEB

Serve una magia di Pablo Barrientos all’ultimo minuto per superare un incredibile Massimiliano Benassi, vero protagonista del match con strepitosi interventi sulle bocche da fuoco etnee. Non è da meno il dirimpettaio Andujar, che si esalta su alcune conclusioni ravvicinate di Bertolacci e Muriel. Ne viene fuori una gara veloce nel primo tempo, e più oculata nella ripresa. Solo nel quarto d’ora finale le due squadre si giocano il tutto per tutto, ma la mossa tattica di Montella, che fa entrare il “Pitu” al posto dell’infortunato Izco, si rivela decisiva. Il Catania festeggia il primo successo “a domicilio” e da stasera si ritrova nuovamente nella colonna di sinistra della classifica. Di Francesco per sfatare il “tabù” del Via del Mare, deve fare a meno di Giacomazzi, Carrozzieri, Mesbah, Diamoutene e Di Michele, e si affida al consueto 4-4-1-1, con Benassi fra i pali; Oddo, Tomovic, Esposito, Brivio a formare il quartetto difensivo; agiscono in mediana Cuadrado, Strasser, Obodo, Olivera; il talento Bertolacci prende posto nella trequarti per rifornire l’unica punta Muriel. I rossazzurri sono chiamati a riscattarsi dopo lo scivolone interno con il Chievo, che ha fatto seguito alla sconfitta di Milano contro i rossoneri. Montella non cambia e ripropone il modulo 3-5-2, rinunciando solo a Spolli squalificato, Alvarez influenzato, nonché a Llama e Suazo. In porta va Andujar, difeso da Bellusci, Legrottaglie e Potenza; centrocampo a cinque con Izco, Almiron, Lodi, Delvecchio e Marchese. Tandem d’attacco formato da Gomez e Bergessio. Dopo il minuto di raccoglimento per le vittime dell’alluvione di Messina, la gara ha inizio davanti ad uno sparuto pubblico presente nell’impianto salentino. I padroni di casa si rendono subito pericolosi e per poco Bertolacci, non mette subito in discesa la gara dei giallorossi, non riuscendo a sfruttare un delizioso invito in area di Muriel. Risponde il Catania con Gomez, che sfiora il palo della porta difesa da Benassi, oggi preferito a Julio Sergio. I rossazzurri sfruttano molto la corsia di destra, grazie alla presenza del rientrante Izco, e proprio su un suo invito, Bergessio va vicino alla rete del vantaggio con un tiro velenoso da fuori area che si spegne di poco al lato. Il Lecce si affida ai lanci lunghi per Bertolacci e Muriel, ma la difesa etnea, che in fase di non possesso passa a cinque, riesce a contenerli senza particolare patemi. Al 18′ il Catania si divora il gol dell’1-0: dai e vai fra Bergessio e Delvecchio, con l’argentino che mette a tu per tu quest’ultimo con Benassi. Il centrocampista pugliese, però, cincischia troppo e permette all’estremo difensore salentino di chiudere lo specchio della porta. Di Francesco deve ricorrere alla prima sostituzione facendo entrare Piatti al posto del claudicante Olivera. Al 29′ ancora grande occasione per i rossazzurri: Bergessio verticalizza, Gomez finta il tocco e la sfera termina a Delvecchio che di prima mette in porta, ma è strepitoso ancora una volta Benassi. E’ ancora il numero 81 giallorosso il protagonista della serata: è il 31′ quando Bergessio calcia a botta sicura dal centro dell’area di rigore, ma è provvidenziale l’intervento del portiere giallorosso in corner. Sul capovolgimento di fronte anche Andujar si mette in mostra con una bella risposta plastica sulla deviazione sotto misura di Strasser. Il Lecce prova a sfruttare il momento positivo del match ed al 39′ sul cross di Brivio, con un gran sinistro di controbalzo per poco Bertolacci non fa centro. Il Catania subisce il risveglio del Lecce, e Piatti e Muriel hanno due colossali occasioni per trovare il vantaggio: fuori la prima conclusione, puntale la risposta di Andujar sulla seconda. La prima frazione di gioco si chiude con il risultato ad occhiali. La ripresa parte con i rossazzurri decisamente privi d’iniziativa rispetto al primo tempo, e l’atteggiamento consente ai locali di guadagnare metri. Con Gomez poco ispirato, Bergessio viene facilmente raddoppiato dai difensori giallorossi, impendendo al “Lavandina” di poter pungere pericolosamente. Montella prova a dare maggiore qualità alla linea mediana, inserendo Biagianti al posto di Delvecchio che non è riuscito a capitalizzare due occasioni d’oro, ma esce fra gli applausi del suo ex pubblico. Le due squadre, temendo di concedere il fianco all’avversario, sono più contratte e questo va a discapito del bel gioco. La prima vera conclusione nella ripresa arriva solo al 63′ con un tiro da fuori area di Obodo che sorprende Andujar ma termina di pochissimo al lato. Montella cambia registro e decide di inserire Maxi Lopez al posto di Bergessio. Ci si attendeva la sostituzione di Gomez, apparso scarico, ma evidentemente il tecnico campano preferisce non sbilanciarsi con due punte d’area di rigore. Non sortiscono effetti due punizioni calciate dal limite dell’area da Lodi ed Almiron, mentre i minuti scorrono veloci senza particolari sussulti. E’ Benassi a meritare la palma di migliore in campo, quando su un cross di Marchese che trova Gomez solissimo in area di rigore, riesce a dire di no al piccolo attaccante etneo. Tegola per Montella che perde Izco per una botta presa da un avversario, al suo posto subentra Barrientos. La gara improvvisamente s’infiamma nei minuti finali e le squadre provano a centrare il jolly poco prima della fine delle ostilità. Andujar continua la sua sfida a distanza con il collega, e fa due veri e propri miracoli in pochi istanti su Muriel.
Risponde dall’altra parte Benassi, che si esalta sul tiro a giro di Barrientos, ma quando tutto sempre far presagire il più classico degli 0-0, arriva la magia del “Pitu” che un tiro di collo esterno finalmente riesce a bucare la porta e a rompere l’equilibrio. Primo gol “assegnato” al talentuoso argentino, dopo quello fantasma di Firenze. Il Lecce prova a metterci il cuore più che la testa nei cinque minuti di recupero, ma il risultato non cambia più. Il Catania riscatta la sconfitta contro il Chievo ed ottiene in un sol colpo il primo successo stagionale in trasferta e la prima gara conclusa senza subir reti lontano dal Massimino. Gli etnei volano a quota 17 e tornano a respirare aria d’alta quota. Adesso ci sarà da affrontare il Cagliari nel “Lunch match” di domenica prossima, intervallata dalla gara di Coppa Italia contro il Novara (oggi vincente contro il Parma per 2-1), dove non saranno più permessi errori di distrazione“.

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