Città

 Scritto da il 18 febbraio 2010 alle 12:41
 

La storia di Catania e dei suoi monumenti: tutto quello che di bello c’è da vedere in giro per questa bellissima città, patrimonio dell’umanità per l’ UNESCO, grazie alla bellissima architettura barocca.

La Città di Catania

Catania, la seconda città della Sicilia per numeri di abitanti, ma con un agglomerato urbano tra i primissimi in Italia, si distende sull’omonima piana, tra il mar Ionio e le pendici dell’Etna. La campagna circostante, resa ancora più fertile dalle eruzioni vulcaniche, è coltivata per la maggior parte a giardini di agrumi. Lo strettolegame della città col vulcano è anche visibile negli edifici, molti dei quali costruiti in pietra lavica.Il nome deriva dal siculo Katane, che significa “scorticatoio, grattugia” e fa riferimento allo scabroso e irto territorio lavico su cui sorge Catania.

Il simbolo civico di Catania è l’elefante, che, secondo una antica leggenda, liberò il territorio catanese da tutti gli animali nocivi. La stessa leggenda dei Ciclopi nasce dagli elefanti nani della Sicilia preistorica, perché il foro centrale dei loro crani fu interpretato non come il buco della proboscide, ma come l’orbita dell’unico occhio dei mitici Ciclopi. La principale meraviglia di questa città è il fatto che essa esista ancora. Infatti nessun’ altra città è stata distrutta e ricostruita nove volte, e sempre nello stesso posto di prima. Sotto l’arco settecentesco di Porta Ferdinanda (oggi Porta Garibaldi, in fondo alla via omonima), è scolpita una fenice, il mitico uccello che rinasceva dalle sue ceneri, sotto cui si legge “Melior de cinere surgo“, «Risorgo sempre più bella dalle mie ceneri». Il centro storico di Catania si trova perfettamente riprodotto nel centro storico della città australiana di Adelaide. Ciò è dovuto all’urbanista inglese William Light, che visitò Catania nel 1821, e fu incaricato di redigere il piano regolatore di Adelaide nel 1836.

Il nucleo della città antica è Piazza Duomo, che è particolarmente ricca di monumenti: la Cattedrale, il Seminario dei Chierici e il Municipio. Al centro della piazza è la fontana dell’Elefante, simbolo di Catania, progettata da Gian Battista Vaccarini. Sopra l’elefante è un obelisco egiziano, forse proveniente dal circo romano di Catania. Cattedrale La Cattedrale venne edificata tra il 1078 e il 1093 dal conte Ruggero. Dell’impianto originario oggi rimangono l’abside e il transetto. La cupola e la facciata barocca, che è molto scenografica, furono edificate nel Settecento, mentre il campanile è del secolo successivo. Sul prospetto settentrionale è un portale cinquecentesco. All’interno sono custoditi interessanti dipinti: il Sant’Antonio Abate di Guglielmo Borremans e il Martirio di Sant’Agata di Filippo Paladini. Nel presbiterio vi sono alcuni affreschi secenteschi, tra cui il Martirio di Sant’Agata, di Gian Battista Corradini. Pregevole e di notevole valore è il cinquecentesco coro ligneo con storie di Sant’Agata. A destra del presbiterio è la cappella di Sant’Agata che conserva l’urna d’argento coi resti della Santa. A destra del transetto si trova la cappella della Madonna, che ospita la tomba di Costanza, moglie di Federico III d’Aragona. Il tesoro della Cattedrale possiede numerose opere di grande valore, soprattutto argenti, fra i quali spiccano la corona e il busto dorato e smaltato di Sant’Agata.

Il settecentesco Seminario dei chierici, dell’architetto catanese Alonzo Di Benedetto, in stile barocco fiorito catanese, dall’aspetto massiccio e gradevole, caratterizzato da un fitto bugnato, finestre e portale decorati e balconi con mensole figurate, occupa il lato meridionale della piazza. Alla sua destra si può ammirare l’ottocentesca fontana dell’Amenano, opera dello scultore napoletano Tito Angelini, che fu fatta erigere per celebrare l’avvenuto imbrigliamento delle acque del fiume Amenano, che aveva provocato fino ad allora una enorme quantità di danni ai quartieri centrali della città. Il popolo, a causa del velo d’acqua che cade dai bordi della vasca, su cui sorge la statua del dio, denominò la fontana “dell’acqua a lenzuolo“. Dietro la fontana si apre la piazza Alonzo Di Benedetto, dove si tiene quotidianamente il caratteristico e pittoresco mercato del pesce, “a piscaria”. Sul lato settentrionale della piazza Duomo, si erge il palazzo del Municipio, la cui facciata principale è del Vaccarini. Il più bel palazzo della Catania settecentesca è senza ombra di dubbio il Palazzo Biscari, che meritò una bella descrizione fatta da Goethe nel suo libro “Viaggio in Italia”.

Il Castello Ursino sorge in piazza Federico di Svevia. Ha pianta quadrata e possenti torri cilindriche. E’ oggi sede del Museo civico e ospita opere di straordinario valore. Lungo la via Garibaldi si incontra la settecentesca Chiesa di Santa Chiara, che conserva delle pregevoli opere, tra cui una tela di Paolo Vasta, raffigurante San Lorenzo, e uno splendido Crocifisso.Tra la via Garibaldi e via Sant’Anna, si può visitare la casa di Giovanni Verga, uno dei più grandi scrittori siciliani. Alla fine di via Garibaldi si trova la Porta Ferdinandea (Fortino), realizzata nel 1768 in onore delle nozze di Ferdinando III con Maria Carolina d’Austria. Tornando indietro, lungo il corso Vittorio Emanuele, parallelo alla via Garibaldi, si incontrano alcuni pregevoli palazzi barocchi (Gravina, Valdisavoia). In questa zona sono ubicati pure alcuni tra i più rappresentativi edifici religiosi della città: la chiesa di San Francesco, che conserva alcuni pregevoli dipinti settecenteschi, e la monumentale e scenografica chiesa di Sant’Agostino.

In piazza Bellini sorge il Teatro Massimo Bellini, che fu inaugurato nel 1880 con la Norma di Vincenzo Bellini. Di fronte alla Chiesa di San Francesco si trova il museo belliniano, sistemato nella casa dove nacque il grande musicista ottocentesco, con testimonianze sulla vita e sull’opera dell’artista. Nelle immediate vicinanze è possibile visitare i resti del foro romano e del teatro romano, definito comunemente “greco”, e l’Odeon, edificio semicircolare utilizzato per gli spettacoli pubblici. Da piazza San Francesco ci si immette in quella che, a ragione, può essere considerata una delle più belle strade del barocco siciliano, la via Crociferi, in cui le chiese si susseguono una dopo l’altra e conferiscono al luogo un atmosfera magica. Nella parte bassa si incontrano il complesso di San Benedetto e l’arco omonimo che cavalca la via. Subito dopo, il palazzo dell’Ospizio di Beneficenza e l’annessa chiesa di Sant’Ignazio, antico collegio gesuitico con un interessante chiostro interno ad archi e colonne. Di fronte la chiesa di San Giuliano, con una bella facciata convessa e misurata e un prezioso Crocifisso del XV secolo sull’altare maggiore.

In piazza Stesicoro sono stati portati alla luce i resti di un anfiteatro romano del II secolo d. C., con struttura in pietra lavica rivestita di marmo.In fondo alla piazza sorge la chiesa Sant’Agata alla Fornace, perché si crede che qui fosse il luogo del martirio della Santa. Sempre in piazza Stesicoro, all’angolo con la via Cappuccini, è la chiesa barocca di Sant’Agata al Carcere, così denominata perché, secondo la tradizione, qui sarebbe stata rinchiusa la Santa. Qui si conservano alcune reliquie della Santa, due lastre di pietra lavica (su cui sarebbero le impronte dei suoi piedi) e il coperchio della cassa che ne aveva conservato il corpo.

Nella parte nord-occidentale della città sorge il grande complesso monastico dei Benedettini, che occupa un’area di 100.000 mq ed è oggi sede della Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Catania. Il convento, il cui ciclo costruttivo durò per ben tre secoli, è uno dei più imponenti edifici religiosi d’Europa. Esso si raccoglie attorno a due chiostri ed è caratterizzato dai notevoli prospetti meridionale ed orientale, in cui risaltano esuberanti decorazioni di gusto ancor secentesco, ma eseguite, invece, nella prima metà del settecento. La chiesa, dedicata a San Nicolo, la cui facciata intensamente plastica è tuttora incompiuta, è la più vasta della Sicilia. Essa conserva al suo interno opere interessanti di artisti settecenteschi, un magnifico coro stupendamente intagliato e un bellissimo organo dorato.Nell’ala settentrionale del convento è la Biblioteca, con un patrimonio librario ricco di numerosi e pregiati volumi.

La Festa di Sant’ Agata

Catania, festa di sant' Agata
Tre giorni di culto, di devozione, di folklore, di tradizioni che non hanno riscontro nel mondo. Soltanto la Settimana Santa di Siviglia in Spagna e la festa del Corpus Domini a Cuzco in Peru’ possono paragonarsi, quanto a popolarita’, ai festeggiamenti agatini, da cinque secoli sempre uguali. Per tre giorni la gente sciama nelle vie e nelle piazze. Devoti o curiosi si contano a centinaia e centinaia di migliaia, anche sino a un milione.

Sono tre giorni di solennita’, ma due in particolare, quando Sant’Agata il 4 e il 5 febbraio nel suo argenteo fercolo “a vara” va tra la sua gente, attraversa i quartieri popolari e quelli alti.

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