Non esiste la controprova

 Scritto da il 29 ottobre 2012 alle 14:06
Ott 292012
 

 

“Siamo alle solite Calimero, tu non sei nero sei solo sporco”.

Campionato 2011-2012, siamo alla 25^ giornata il Milan guida con un punto di vantaggio  sulla Juventus e a Milano nell’anticipo di sabato sera le due squadre si incontrano nel confronto diretto. Il Milan sta dominando e si trova meritatamente in vantaggio grazie ad una rete di Nocerino. Dopo una concitata azione arriva il bellissimo raddoppio di Muntari, il pallone è dentro un metro abbondante e di istinto Buffon lo ricaccia indietro.

Ma che fa l’arbitro? Pazzesco, fa finta di niente e non concede la rete!

La partita cambia volto e nella ripresa la Juventus trova il pareggio con Matri e mantiene per la 26^ volta consecutiva l’imbattibilità.

Nel prosieguo del campionato il Milan si smarrisce e la Juventus vince lo scudetto con quattro punti di vantaggio.

Ma chissà senza quel con gol vergognosamente rubato a Muntari come sarebbe andata a finire… Non esiste la controprova.

 

Campionato 2012-2013 2^ giornata si gioca Udinese-Juventus il quarto uomo Rizzoli (proprio lui) decide che c’è espulsione per il portiere dell’Udinese e calcio di rigore per la Juventus: l’arbitro ubbidisce alla…decisione autoritaria.

La Juventus sblocca la partita dal dischetto con Vidal e con l’Udinese ridotta in dieci poi dilaga.

 

Oggi nona giornata la plenipotenziaria capolista Juventus di scena al Massimino contro una squadra pericolosissima fra le mura amiche.

La Juventus gioca e mantiene la prevalenza territoriale il Catania aspetta.

Al 26’ Marchese scende sulla sinistra e crossa al centro dove Spolli pizzica la sfera di testa, il pallone colpisce il palo, dietro due difensori bianconeri sbuca lesto Bergessio che mette in rete. Esplode il Massimino non bianconero, i calciatori del Catania festeggiano, ma venti secondi dopo l’intera panchina della Juventus entra vergognosamente in campo e cerca di convincere il guardalinee: “Vedi che Sergio Marchionne ha in mano la sorte di tanti operai” “Non possiamo perdere a Catania, dal momento che rischiamo l’eliminazione in Champions League dobbiamo far parlare di noi arrivando a oltre 100 gare d’imbattibilità in Italia.”

“Non state fermi, inventatevi qualcosa, noi siamo la Juventus”.

Scherzo, ma non troppo, tanto per sdrammatizzare.

Dopo quasi un minuto Gervasoni, che è un ottimo arbitro, pertanto in questa circostanza mostra di essere condizionato dallo strapotere della Juventus, su consiglio del quarto uomo Rizzoli (lo stesso di Udine), ascolta le suppliche della panchina bianconera e annulla inspiegabilmente la rete.

La partita si incattivisce, ai giocatori del Catania saltano i nervi e l’arbitro fa scempio di ammonizioni, ma solo per i rossazzurri, guardandosi bene di espellere Asamoah che gliene dice un “carretto” e Pogba.

Mariano Andujar è prodigioso in almeno quattro circostanze e la partita rimane in bilico.

Nella ripresa Bendtner scatta in chiaro fuorigioco e tira, il nostro portiere si oppone, ma nulla può fare sulla ribattuta vincente di Vidal.

Annullare la rete alla Juventus? Ma che, scherziamo? E se per caso l’attaccante bianconero fosse stato tenuto in gioco da qualche difensore rossazzurro chi l’avrebbe poi sentito Agnelli? Sì, quello che considera necessarie le riforme.

 

Il furto è consumato.

 

Ridicolo Marotta quando afferma che la rete del Catania era valida, ma che ai punti la Juventus avrebbe vinto lo stesso, vergognosamente ridicolo e in malafede.

Facciamo partire la gara dal 26’ col Catania in vantaggio per 1-0, vediamo poi come sarebbe andata a finire. Non esiste la controprova.

In sospetta malafede Gervasoni e l’intero gruppo arbitri che per quel che hanno fatto meritano di essere sospesi per almeno cinque gare, ma non avverrà mai.

L’arbitro ha ammonito diversi calciatori del Catania, espulso Marchese e risparmiato quelli della Juventus, fino a quando qualcuno dalla panchina lo ha avvisato che Padoin non gioca mai e così il poverino, entrato in campo da appena trenta secondi,  al primo intervento è stato ammonito: vergognoso !

Allora mi viene da dire: siamo alle solite Calimero: tu non sei bianconero, sei solo sporco!

 

Il torto subito è così palese che l’amarezza prende il sopravvento e passano in secondo piano tutte le altre partite della giornata.

 

Comunque, ritornando alla partita con la Juventus: signor Maran dove sono i nostri schemi d’attacco?

Il Catania ha chiuso la quinta partita su nove disputate senza segnare, continuando così il nostro attacco alla fine del campionato sarà il peggiore di tutta la serie A.

 

Non mi va di fare paragoni, ma, purtroppo si sta avverando quello che temevo in estate.

Maran così non ci siamo proprio.

Lo scorso anno con le stesse identiche avversarie il Catania ha riportato i seguenti risultati:

 

2011- 2012  Roma – Catania 2-2 quest’anno Roma – Catania 2-2

2011- 2012  Catania- Genoa 4-0 quest’anno Catania – Genoa 3-2

2011-2012 Fiorentina-Catania 2-2 quest’anno Fiorentina-Catania 2-0

2011-2012   Catania – Napoli 2-1 quest’anno Catania – Napoli 0-0

2011-2012  Catania- Atalanta 2-0 quest’anno Catania –  Atalanta 2-1

2011-2012 Bologna – Catania 2-0 quest’anno Bologna – Catania 4-0

2011-2012 Catania – Parma 1-1 quest’anno Catania- Parma 2-0

2011-2012 Inter-Catania 2-2 quest’anno Inter-Catania 2-0

2011-2012 Catania – Juventus 1-1 quest’anno Catania – Juventus 0-1

 

Il Catania con l’ingresso di Rolin (bello il suo esordio) e di Castro è più forte dell’anno scorso, eppure nelle stesse nove partite l’anno scorso ha ottenuto 14 punti con 3 vittorie 5 pareggi e una sola sconfitta con 16 reti segnate e 11 subite.

Quest’anno 11 punti con 3 vittorie 2 pareggi e 4 sconfitte con sole 9 reti segnate e ben 14 subite. Un pericoloso passo indietro.

Maran non ci siamo proprio. A questo punto la differenza si chiama Montella.

Il neo chirurgo sta facendo esperienza col paziente Catania, l’importante che lo lasci in vita.

 

Lo squallido furto bianconero ai danni del Catania ha impedito al Napoli, pur privo di Cavani, vittorioso nel posticipo serale contro il Chievo e all’Inter vittoriosa facilmente a Bologna di avvicinarsi alla vetta.

Io tifo solo Catania, ma dopo ciò che è avvenuto al Massimino quest’anno le mie simpatie vanno decisamente per le inseguitrici dei bianconeri.

 

Dall’alta classifica è uscita la Lazio battuta nettamente dalla Fiorentina di Montella.

Anche in questo caso non sono mancate le polemiche per una rete ingiustamente annullata sul risultato di 1-0 al laziale Mauri, ma la Fiorentina ha sbagliato maldestramente un calcio di rigore (perché non ha tirato Jovetic?) ed ha meritato la vittoria, ma con la rete del pareggio come sarebbe andata a finire? Anche in questo caso non esiste la controprova.

Per intanto tutto a vantaggio della Juventus: fuori la Lazio un avversario in meno che può darle fastidio. Quinta con 15 punti la Fiorentina di Montella che ha dimostrato di non essere un allenatore qualunque. Al sesto posto la Roma che dopo mezz’ora da favola si è portata sul 2-0 ma poi ha avuto un calo e ha subito prima una rete in fuorigioco e, dopo un tiro sbagliato di Armero, il 2-2 di Di Natale.

Nella ripresa ha sfiorato una strameritata vittoria, ma a tre minuti dalla fine si è vista fischiare contro un rigore allucinante.

Zeman non ha ancora capito che per il suo bene e per quello delle squadre che allena la deve smettere di attaccare Agnelli e la Juventus.

Così al settimo posto a 12 punti si sono portati il Parma, che ha vinto sorprendentemente a Torino contro una squadra che stenta maledettamente fra le mura amiche e l’Udinese vittoriosa oltre i propri meriti.

La sorpresa della giornata viene da Genova dove il Cagliari del subentrato Pulga ha colto la terza vittoria consecutiva per 1-0. Roba da non crederci il Cagliari ultimo con soli 2 punti tre giornate fa ha raggiunto a quota 11 il Catania al nono posto.

Ancora nella parte destra della classifica il Milan che battendo per 1-0 il Genoa si piazza in compagnia della Sampdoria all’undicesimo posto.

Per i blucerchiati di Ferrara, battuti a domicilio dal Cagliari si tratta di una pericolosa involuzione, sono alla quarta sconfitta consecutiva e hanno fatto solo 2 punti in sei partite.

Dopo la Sampdoria inizia la zona retrocessione, dove deve stare attento a non precipitare il Catania di Maran.

A nove punti il Genoa (che con la guida di Del Neri da quella zona rischia di non uscire più) il Torino (che con la sconfitta interna si è cacciato nei guai) e l’Atalanta (che ha grinta da vendere).

Il Pescara con i suoi 8 punti è al sedicesimo posto e per adesso in salvo perché tiene quattro squadre sotto. Qualcuno a parlato di un eventuale arrivo di Giampaolo al posto del bravo Stroppa. Mi dispiacerebbe per la simpatica squadra abruzzese perché significherebbe ridurre al minimo le possibilità di salvezza.

A 7 punti un terzetto composto dal Chievo Verona, dal Bologna e dal Palermo.

Gli anni passano per tutti e con un Pellissier meno efficiente del solito i clivensi rischiano davvero la retrocessione. Il Bologna è davvero poca cosa, Gilardino e Diamanti a parte, e sarà destinato a lottare fino alla fine.

Il Palermo è al quarto risultato utile consecutivo ( una vittoria sul Chievo e tre pareggi consecutivi), non sarà facile ma alla fine del girone d’andata potrebbe anche essere fuori dalla zona retrocessione.

Chiude il Siena con 3 punti, che senza penalizzazione avrebbe potuto salvarsi e invece deve sperare solo in un miracolo.

Ma nel calcio le preghiere e le suppliche non bastano, a meno che non siano quelle provenienti dalla panchina della Juventus.

 

  14 Commenti per “Non esiste la controprova”

  1. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti….

    Non ho smaltito ancora la rabbia, ieri ho fatto da matti, non ho neanche mangiato :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: é la prima volta nella storia del calcio che vedo un episodio simile, sono senza parole…..
    Ciao Marcello fatti sentire ogni tanto 😉 😉 😉
    a proposito di quella famosa partita di Zico c’ero anche io e ho applaudito ai 2 gol.

    per la partita contro la juve rubata chi ci restituirà i punti persi BASTARDI ARBITRI 😈 😈 😈

  2. Ip Address: 85.41.235.41

    CATANIA, comunicato ufficiale su caso Bergessio: “Scandaloso al Cibali”
    Fonte: calciocatania.it

    Il Catania ha sempre sostenuto l’accettazione dell’errore arbitrale ed intende farlo ancora oggi, pur avendo subito ieri una somma ingiustizia: la trasformazione di un netto 1-0 (gol di Bergessio regolare, gol di Vidal viziato dall’off-side determinante di Bendtner) in un inverosimile 0-1. 0-1 a referto, 1-0… sul campo. Al di là delle certezze palesate da chi sostiene che la Juventus avrebbe vinto comunque (il risultato finale resta sempre ovviamente impossibile da prevedere, almeno per noi…), resta il fatto inevitabile che: l’arbitro può sbagliare. Pertanto, le parole del Designatore della CAN Serie A Stefano Braschi si sposano perfettamente con le nostre idee. Noi, inoltre, non abbiamo avanzato il dubbio che la panchina della Juventus potesse aver interferito nella decisione di non convalidare la rete di Bergessio, noi abbiamo purtroppo constatato questa evidenza, considerando immagini e tempi delle convulse fasi successive all’assegnazione del gol. Impossibile nascondersi: impossibile nascondere questo gravissimo episodio che mina alle fondamenta l’immagine del nostro calcio, proponendo un quadro di confusione in cui basta insinuare un dubbio e fare la voce grossa per rimettere in discussione una decisione (regolarissima) e “costringere” a cambiarla (in una sbagliatissima). Ciò che un direttore di gara non può e non deve fare, per tutelare la sua autorevolezza e credibilità e per il bene del calcio italiano, è lasciare che i calciatori di una squadra, addirittura partendo dalla panchina, giungano a circondare un assistente di gara, sorvegliando e reclamando attenzioni, senza incorrere in sanzioni disciplinari. È questo il senso di un titolo letto sulle pagine di alcuni importanti quotidiani: “Scandaloso al Cibali”. Lo facciamo nostro, ribadendo contestualmente il nostro rispetto per le istituzioni calcistiche.

  3. Ip Address: 2.10.109.16

    chiarezza
    29 ottobre 2012 alle 14:10
    Ip Address: 2.10.109.16
    Bastardi ed è l’ultima volta che scrivo questo minimo aggettivo nei confronti della SIGNORA

    Ma stamattina alla mia incazzatura si aggiunge lo schifo della Rai non so le altre tv, ieri sera alla Domenica sportiva , hanno parlato solo del gol annullato al Catania , ed il RIGORE? manco po cazzu!!!! ed il GOL DELLE MERDE , mancu po cazzu RAI MERDOSA, da oggi al mio vero Amore il Catania aggiungo anche il Palermo , la Sicilia si riscatti da questi ladri, ma in questo momento sto sentento i primi risultati elettorali in Sicilia, se non è zuppa è pan bagnato!!!

    chiarezza
    29 ottobre 2012 alle 14:12
    Ip Address: 2.10.109.16
    Pulvirenti vuole ripetere la gara
    Marotta: “Sarebbe assurdo”

    Milano, 29 ottobre 2012

    Il presidente del Catania non si dà pace per l’annullamento del gol (regolare) di Bergessio dopo la tardiva decisione di Maggiani, sul cui profilo Facebook c’è anche uno stemma della Juve: “Se la pagina non è sua sporga denuncia”. La smentita dell’AIA: “La pagina non è sua, la Procura Federale indagherà”
    “C’è lo scudetto della Juve sul profilo Facebook di Luca Maggiani. Tutti possono tifare per la squadra che vogliono. Ma dopo quello che è successo ieri, ditemi voi che cosa dobbiamo pensare”. Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti si collega a Facebook (ammesso che il profilo in questione appartenga davvero al guardalinee, ndr) e insiste sulle accuse alla terna arbitrale per il gol non concesso ieri contro la Juve. “L’errore lo accettiamo – dice ai microfoni di Radio Anch’io Sport -, è successo qualcosa di più. La sudditanza psicologica mi sembra evidente”. Poi, poche ore dopo, il mezzo passo indietro: “Se è un falso profilo lo invito a denunciare, in caso contrario a toglierlo”. Con una proposta aggiuntiva: “Rifacciamo la partita, iniziamo da qua, tanto la Juventus è sicura di vincerla – ha aggiunto -. Le scuse mi bastano, ma qui siamo oltre la buona o la cattiva fede. Conosco questo mondo, ma qui gli arbitri avevano fatto bene. Rifacciamo la gara, lo deve chiedere lo stesso Agnelli”.

    Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti dopo la decisione di annullare il gol di Bergessio. Ansa
    SMENTITA DELL’AIA — La notizia secondo cui Maggiani “sia titolare di un profilo personale o di una pagina sul social network Facebook è destituita di ogni fondamento”. È quanto rende noto in un comunicato l’Associazione italiana arbitri (Aia), dopo le accuse rivolte al guardalinee da Antonino Pulvirenti. L’Aia ha anche segnalato l’episodio alla Procura federale “affinché accerti le responsabilità di soggetti eventualmente tesserati”.

    COSI’ REPLICO’ MAROTTA — Doppia replica anche da parte di Marotta, che inizialmente aveva ribadito che “se parliamo di un errore arbitrale non posso che condividere: si è verificato, come se ne sono verificati nelle altre partite di ieri, nelle giornate precedenti, nel campionato scorso dove la Juve è stata penalizzata. Ma se si parla di Juve che ha condizionato l’arbitro, allora respingo tutto al mittente. La Juve si comporta seriamente e anche se avesse subito quella rete nessuno può dire che sarebbe finita in quel modo – aggiunge -, smentisco che siano stati i nostri giocatori a invogliare gli arbitri a una riflessione, la bandierina di Maggiani era protesa verso l’alto al momento del gol per indicare il fuorigioco anche se poi la riabbassa”. Poi l’amministratore delegato bianconero replica anche all’idea di rigiocare la gara: “Mi sembra assurdo. Ieri in Manchester-Chelsea ci sono stati errori clamorosi, come quelli accaduti a Catania e non mi pare sia successo niente. O si accettano o il calcio non cambierà mai. Parlare di sudditanza mi sembra esagerato, ieri c’è stato un errore dell’arbitro e basta”. “Non ci ha fatto piacere vincere così – ha concluso Marotta -: sul campo abbiamo dominato e avremmo voluto vincere legittimamente. Ma il calcio è fatto anche di questi errori. È capitato al Catania anche domenica scorsa e mi dispiace, è capitato anche a noi lo scorso anno”.

  4. Ip Address: 85.41.235.41

    SERIE A, gli arbitri della 10.ma giornata. Maggiani fermato, Rizzoli per Palermo-Milan

    L’AIA ha reso noti gli arbitri per la decima giornata di Serie A, in programma fra domani e giovedì. Fermato l’assistente Maggiani dopo gli errori di Catania. Nessuno stop per Rizzoli arbitro addizionale al Massimino che dirigerà Palermo-Milan.Questo l’elenco completo.

    UDINESE – CATANIA
    ROCCHI
    PRETI – MARZALONI
    IV: MARRAZZO
    ADD1: PERUZZO
    ADD2: ABBATTISTA

  5. Ip Address: 79.52.95.119

    Un caro saluto a tutti gli amici tifosi.
    Ciao Joe, ciao Vittorio.
    Ho appena finito di ultimare la classifica relativa agli errori più vistosi che si sono verificati in queste nove giornate di campionato, c’è da saltare in aria.
    Io non invento nulla, mi sono limitato a registrare e conteggiare gli errori più vistosi prendendo in esame “La Domenica Sportiva” “Il Corriere dello Sport” e “La Gazzetta dello Sport” è venuta fuori una classifica stravolta.

  6. Ip Address: 79.51.178.67

    BUONASERA A TUTTI FRATELLI DAL CUORE ROSSO E AZZURRO Catanesi, gente perbene: L’incazzatura passerà ma..

    […] Catania-Juventus si è finalmente mostrata per quel che è, ha mostrato quel che è realmente: in campo e sugli spalti. E’ stato il confronto tra tutto quel che immaginavamo e tutto quel che non avremmo potuto né voluto immaginare fosse.

  7. Ip Address: 79.51.178.67

    CATANIA – Era il confronto con la capolista, certo. Era il confronto con la detentrice dello scudetto, anche. Era il confronto con la squadra imbattuta da 47 giornate, pure. Catania-Juventus era tutto questo, questa domenica. Ma Catania-Juventus come sempre, anche questa domenica è stata un confronto generazionale. Il confronto tra chi, ieri come oggi, ha deciso di scindere la propria passione calcistica dalle proprie radici culturali e lasciar che emigrasse al nord in cerca di facili fortune, e chi, ieri più di oggi, nonostante gli stenti, ha deciso che la propria passione calcistica rimanesse, rimanesse salda alle proprie radici, rimanesse per costruire la propria gloria nella propria terra o almeno la gloria della propria terra: un rapporto inscindibile saldato dall’orgoglio, dalla coerenza, dalla spontaneità di essere, parlare, pensare e tifare catanese ovunque nel mondo.

    Ecco, Catania-Juventus, anche quest’oggi, a prescindere dal risultato sarebbe potuto esser solo l’ennesimo confronto tra chi ha scelto di esser padrone di casa, ma in un solo posto del mondo, e chi ha scelto di esser di casa in tutto il mondo, ma sempre come ospite. Tra chi è orgoglioso della propria squadra per quel che ha vinto e per quel che vince, e chi invece ne è orgoglioso per quel che è, per quel che rappresenta: i propri colori, in cui riconoscere la propria terra, anche se vicissitudini l’hanno portato lontano, dentro la quale trovare la propria immagine, i valori del passato, i sacrifici del presente, la speranza del futuro. Tra chi insomma, vuole una squadra che lo faccia solo godere la domenica e chi una che lo conquisti tanto da farlo innamorare ogni giorno della sua vita.

    Scelte di vita comprensibili, non biasimabili ma tutt’altro che condivisibili reciprocamente. Messe a confronto, comunque spaccato di un mondo che finora aveva giudicato senza domandare, appreso per sentito dire, immaginato senza traccia attinente. Reciprocamente. Catania-Juventus poteva fermarsi a questo, ad un confronto sterile tra il poco che sapevamo ed il tanto che non c’interessava sapere gli uni degli altri. Ed invece stavolta è andato oltre. Questo Catania-Juventus è andato oltre l’immaginazione, oltre il sentito dire, oltre ogni domanda ormai inutile di fronte all’evidenza delle cose: palesatesi davanti ai propri occhi, provate sulla propria pelle, indimenticabili nella propria memoria.

    Catania-Juventus si è finalmente mostrata per quel che è, ha mostrato quel che è realmente: in campo e sugli spalti. E’ stato il confronto tra tutto quel che immaginavamo e tutto quel che non avremmo potuto né voluto immaginare fosse: tra una squadra condannata a vincere per esser fiera di sé, per esser amata dagli altri, ed un’altra amata ed onorata da tutti anche nella sconfitta. Tra una squadra che per vincere deve tirar fuori il meglio di sé, ed una che pur di vincere, vincere sempre, vincere tutto, ha tirato fuori il peggio di sé, il peggio che potessimo immaginare esistesse nel calcio, facendo così perder credibilità al calcio già allora, da colpevole mai rea confessa, ed oggi ancor di più, quando da innocente non accusa né ammette, ma difende il colpevole diventandone complice, se non certo nei fatti, nelle intenzioni ed agli occhi degli spettatori.

    Ed allora, al confronto, che confronto c’è? Che confronto può esserci tra chi è accreditato a vincer, e solo sul campo, una partita che si gioca due volte l’anno, e chi vince ogni mattina la partita che giorno per giorno gioca di fronte allo specchio, quella di accettare i propri difetti senza mascherarsi per sembrar migliore e lavorar poi sui propri pregi per esserlo, davvero, e come tale riconoscersi in quello stesso specchio, la sera, prima d’andar a dormire. Catania-Juventus, questo Catania-Juventus, questo è stato, uno specchio su cui riflettere: uno specchio dove il volto di chi tanto onesto è da vergognarsi persino dei comportamenti altrui , riflette e si confronta col volto smascherato di chi non si vergogna oramai più di niente; uno specchio che riflette sul confronto tra chi vince anche perdendo e chi perde anche vincendo. Uno specchio che dei nostri tempi, l’immagine fedele di quel che che saremmo potuti diventare e quel che (anche) il Catania, grazie al suo esempio, ci ha dato la forza di rimanere:

    Catanesi, fieri di esser rimasti quello che siamo orgogliosi di essere sempre stati: Terroni? Africani? Provinciali? Arretrati? Perdenti (sul campo)? Va bene tutto, se tutto questo ci mantiene gente perbene. Siamo fatti così. Resistiamo così, uniti. L”incazzatura passerà, la nostra onestà resterà.

  8. Ip Address: 79.51.178.67

    CIAO PROF BELLA DISAMINA UN CORDIALE SALUTO A JOE CHIAREZZA GIORGIO PEPPE58 MONGIBELLO LUX CATANISTA E TUTTI GLI ALTRI In sei si sbaglia meglio. Niente scuse senza dimissioni!
    CATANIA – E’ la seconda volta in sette anni di serie A (dal dopo calciopoli) che il Catania finisce sulle prima pagine dei giornali non per una grande impresa in cui è riuscito ma per una grande ingiustizia che le è stata perpetrata da parte di un segnalinee ed un arbitro. In origine fu Farina, che insieme al guardalinee Cariolato determinarono la vitt…

  9. Ip Address: 79.51.178.67

    CATANIA – E’ la seconda volta in sette anni di serie A (dal dopo calciopoli) che il Catania finisce sulle prima pagine dei giornali non per una grande impresa in cui è riuscito ma per una grande ingiustizia che le è stata perpetrata da parte di un segnalinee ed un arbitro. In origine fu Farina, che insieme al guardalinee Cariolato determinarono la vittoria dell’Inter ed il titolo de il “Corriere dello Sport”: “Uno scudetto da ridere” con tanto di foto della moviola in prima pagina.

    A cinque anni di distanza, rieccoli. L’arbitro stavolta è Gervasoni, l’assistente è Maggiani, il risultato diverso, ancor più difficile da accettare, ancor meno difendibile non solo nella sua gravità ma anche nella dinamica che segue, sconnessa dal regolamento del gioco del calcio, da ogni logica, e che logicamente porta ad una sequela di errori tragicomici, più gravi del passato (qui sta la tragicità) e per di più (qui sta la comicità) commessi non più da quattro ma dai sei arbitri.

    Tre volte Gervasoni dovrebbe chiedere scusa al Catania ha affermato il presidente Pulvirenti: La prima, per il goal assegnato al Catania e poi ritrattato in seguito alle proteste della Juventus. La seconda, per aver espulso lui per proteste dalla panchina e non i giocatori della Juventus usciti fuori dall’area tecnica per protestare contro Maggiani. La terza, per aver convalidato senza dubbio alcuno la rete della Juventus, viziata dal fuorigioco di Bendtener.

    Scuse che non arriveranno mai. Pulvirenti, dovrebbe perciò accontentarsi del massimo che la classe arbitrale è riuscita ad esprimere, le parole del designatore Braschi colui il quale ha mandato Maggiani, Gervasoni & co. a Catania: “Capisco lo sfogo di Pulvirenti, è stato un errore e nulla di più, siamo noi i primi ad essere dispiaciuti”. Bastano? No che non bastano, non si può credere siano i primi ad esser dispiaciuti, e come conseguenza non si può credere a tutto il resto.

    Scuse arrivate comunque in ritardo ed in numero inferiore ai torti subiti, tre: Oltre al soqquadro di Catania-Juventus, c’è un goal negato a Bergessio per fuorigioco inesistente fischiato dal secondo assistente in Catania-Parma, un rigore solare ignorato dal giudice d’area, dal primo assistente e non visto dall’arbitro di Inter-Catania. Bastano? Per il Catania aver perso quattro punti almeno contro Juventus ed Inter, punti che valgono doppio, sono anche troppi.

    Per cui non basta andar in televisione ad addossare ai propri sottoposti responsabilità generiche per scaricarsi delle proprie davanti all’opinione pubblica. Ed è miope riconoscere l’impreparazione dell’alunno solo dopo il compito in classe almeno quanto è pusillanime non riconoscer parte della colpa a chi avrebbe dovuto prepararlo a quel compito, prepararlo a dovere spiegandogli cosa fare, quando fare, come fare per non fare né far fare brutta figura.

    Ed invece, l’impressione in queste nove giornate di sperimentazione, è che dei sei arbitri in campo nessuno sappia quale dove inizino e dove finiscano le proprie mansioni e quelle del vicino. Il giudice d’area non vede o vede male sui contatti da rigore ma mette bocca sul fuorigioco mentre l’assistente a ciò preposto perde d’occhio la linea per guardare quel che guarda il collega d’area mentre l’arbitro fa da paciere, al posto del quarto uomo, che gli suggerisce come arbitrare.

    Allora o gli arbitri italiani sono davvero scarsi, ed i loro responsabili lo sono ancor più nel credere di poterli spacciare per fenomenali o gli arbitri italiani sono fenomenali, ma i loro responsabili sono talmente scarsi da metterli in condizioni tali da farli sembrare davvero scarsi. Due sono le possibili versioni, che portano entrambe alle medesime conclusioni:

    Nicchi (Presidente AIA) e Braschi (designatore che oggi manda Gervasoni a far l’assistente d’area a Cagliari, ndr), andate pure in TV, ma per esser credibili e ridar credibilità al calcio, le vostre TRE scuse al Catania presentatele insieme alle vostre dimissioni… e sono due, con quella di Maggiani tre

  10. Ip Address: 79.52.95.119

    Ciao Angelo, fra non molto avrai modo di leggere delle belle statistiche inserite nel mio nuovo articolo.
    La classifica senza errori, parlo di quelli gravi e riconosciuti anche dagli avversari con tanto di scuse, sarebbe completamente diversa.
    Le scuse di Braschi sono intrise di ipocrisia, l’errore umano è ammesso quello che non si può ammettere è il comportamento dei sei arbitri.
    Sarebbe più onesto dire siamo sudditi della Juventus e di tutte le squadri potenti, ovvero di Inter e Milan dal momento che Berlusconi è caduto in disgrazia, poi aggiungere se Zeman continua a parlare continueremo ad arbitre la Roma in modo da obbligarvi a licenziarlo perchè il calcio lo comandiamo noi e non vogliamo persone che continano a romperci le scatole.
    Agnelli vuole le riforme, dopo Catania-Juventus detta da lui la cosa diventa comica in un certo senso è come se un ladro invocasse pene più certe.

  11. Ip Address: 85.41.235.41

    Buonasera a tutti….

    Secondo me a Udine si gioca con il 3-5-2
    centrali: Spolli – Rolin – Bellusci

    Catania nuovamente in campo, a Torre del Grifo, in mattinata: defaticamento per i giocatori impegnati contro la Juventus; “torello”, partita a 4 porte e sfida in famiglia per gli altri. Giuseppe Bellusci si è allenato con i compagni: il difensore è regolarmente a disposizione in vista del prossimo impegno. Martedì alle 10.00, rifinitura. Alle 11.45, in sala stampa, la conferenza pre-gara di mister Maran.

  12. Ip Address: 79.51.178.67

    Dopo Catania-Juventus, nulla sarà più come prima
    Catania-Juventus è, nella vita di qualsiasi tifoso di pallone, uno di quegli eventi che hanno un prima ed un dopo. Uno di quegli eventi dopo i quali, nulla è più come prima e mai più potrà tornare ad esserlo. Non è successo nulla di nuovo, nulla di diverso da quanto successo altre volte, su altri campi, a scapito di altri avversari ed a favore come sempre d’una grande, che si chiami Juventus od altro.

  13. Ip Address: 79.51.178.67

    Ma stavolta è successo a noi, sotto i nostri occhi, sulla nostra pelle, dritto in faccia, e non lo si può nasconder o sminuire al giudizio della nostra mente che non può più credere, è costretta a capire. E’ stato uno schiaffo, che ha ucciso i nostri sogni aprendoci gli occhi sulla realtà. E’ stato come sentir morire, dentro di sé, qualcosa che la parte migliore di noi, sta ancora soffrendo.

    Hanno ucciso il calcio, ieri? No, ci hanno mostrato che è morto da tempo. Ci hanno irriso perché ce ne saremmo dovuti accorgere prima. Ci hanno spiegato che protestare è inutile perché tanto, loro sono imbattibili. Hanno chiarito che ad ucciderlo sono stati loro, rubando molto più che una partita: i sogni ed i sorrisi, e tirando fuori il peggio di noi: il rancore.

    Il calcio è morto così, anche a Catania.

    E’ morto nella bocca di un innocente che esprime pensieri in parole da connivente.

    E’ morto in chi legittima un reato con la legge del più forte.

    E’ morto sui giornali che benedicono il Catania solo quando gli permette di maledire quegli altri.

    E’ morto sulla pagina facebook (vera o presunta) di un assistente che sbandiera il vessillo della Juventus.

    E’ morto soffocato tra il culo e la poltrona di un responsabile che ammette le responsabilità dei suoi designati ma non ha abbastanza senso di responsabilità per pagarne lui per primo le conseguenze.

    E’ morto insieme all’assioma “1-0 e palla al centro” che finora credevamo indistruttibile.

    E’ morto nelle rivendicazioni di chi preferisce un aiuto umano per sbagliare piuttosto che uno bionico per non sbagliare.

    E’ morto ascoltando le proteste di chi ha voce e non le grida d’aiuto di chi ha ragione.

    E’ morto calpestato dalla panchina che non vede, non sente, non parla ma decide.

    E’ morto se davvero “non si può fare un cazzo.. una minchia per cambiarlo”.

    Perché nessuno di noi, da Catania-Juventus in poi, potrà mai più esser disposto a metter in gioco i propri sentimenti più puri e limpidi dentro uno sport così sporco. Ed uno sport, svuotato di questi sentimenti, è come un corpo senz’anima. Per questo, se non cambierà, se dopo Catania-Juventus ci impediranno ancora di cambiarlo, il calcio per me sarà, lungo un prato verde, in attesa della definitiva sentenza, solo un uomo morto che cammina.

    Commenti QUESTO E QUANTO RESTA DEL CALCIO IN ITALIA

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    Buonanotte a tutti.
    Angelo condivido in pieno la tua analisi e aggiungo da tempo cercano di ammazzare anche chi si batte ancora per non farlo morire.

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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