Parla Lo Monaco

 Scritto da il 28 giugno 2010 alle 19:05
Giu 282010
 

Parla l’amministratore delegato del Catania.

Uno dei piu’ grandi esperti calcio del nostro paese, l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco, ha ora il difficile compito di costruire una squadra in grado di raggiungere per il quinto anno consecutivo la salvezza dopo essere tornata dopo 23 anni di purgatorio nella massima serie. Lo Monaco, come si legge su ‘Il Giornale’, dopo la disfatta ai Mondiali fa il punto sul calcio italiano: “Abbiamo cultura e radici talmente profonde che esprimiamo comunque un prodotto di valore. In questo momento abbiamo problemi seri, la sconfitta della nazionale è pure del sistema calcio. La situazione è drammatica… Produciamo un prodotto che sta diventando avariato, sfatto. Con ragazzi superpagati, neanche si sa perché prendano tanti soldi. Non è ammissibile che il 75-80% delle risorse vada ai giocatori, generando povertà, nel sistema, non ricchezza. Le casse non si rimpinguano e così tutto tende a morire, tanto più senza la produzione di talenti all’altezza”.

Lo Monaco prova ad ipotizzare una soluzione: “Prendiamo esempio dalla Spagna. Anni fa è stata attraversata da una crisi profondissima, era senza soldi. È partita dalla rifondazione dei vivai. Per cultura e radici, non siamo da meno”. Poi sul problema degli stranieri, visto che nell’ultima stagione il Catania aveva 11 argentini, un polacco, un giapponese, un uruguayano e uno slovacco, dice: “Si compra all’estero perché i giovani italiani costano troppo. Un ragazzino per evitare che emigri viene aggredito da una valanga di agenti e dirigenti, così perde di vista il valore dei compensi, è qui che si formano soggetti non all’altezza, a tutti i livelli serve un tetto agli stipendi”.

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