Rassegna Stampa

 Scritto da il 16 ottobre 2011 alle 10:00
Ott 162011
 

Andiamo a visionare le pagine dei più importanti dei vari organi di informazione sportiva sul Web, in risalto il successo del Catania contro l’Inter di Ranieri. In tutte le testate, la vittoria degli etnei sui nerazzurri viene descritta come “una serata magica per i tifosi rossazzurri, il Catania, con grande personalità e caparbietà, riesce nell’impresa di ribaltare il momentaneo svantaggio a favore  dell’Inter, in una splendida vittoria come successe due anni fa, quando alla guida dei nerazzurri c’era Mourinho. Mettiamo in evidenza due dei titoli più significativi in questa rassegna. “La Gazzetta dello Sport”: la squadra di Montella vola rispetto ai Campioni del Mondo, mentre per “La Sicilia”: notte buia per i colori nerazzurri.

LASICILIAWEB

Catania show, l’Inter affonda

Un’altra grande vittoria in rimonta per gli etnei contro i nerazzurri: vantaggio immediato di Cambiasso, Almiron (foto Galtieri) e Lodi su rigore ribaltano il risultato in quattro minuti nella ripresa

15/10/2011

Una sera da sogno. O da incubo. Dipende dai punti di vista. Il Catania c’è, l’Inter no. E’ buia la notte del Massimino per i nerazzurri, che sotto la pioggia battente colano a picco contro gli etnei tornando negli spogliatoi accompagnati dall’irridente coro “Serie B, Serie B” dei tifosi di casa. Ritornello ironico, ma strettamente legato a una classifica preoccupante per gli ospiti, sconfitti per la quarta volta in sei giornate e ora in piena zona retrocessione.

Non basta la cura-Ranieri per un gruppo che resta lontano dalla guarigione. I mali d’inizio stagione sono ancora tutti lì: fragilità psicologica (due gol subiti in sei minuti, reazione confusa e solo d’impeto), problemi di finalizzazione (zero tiri in porta, eccezion fatta per il gol), sbandamenti inconsueti per un collettivo che ha fatto della sua solidità, tattica e caratteriale, la propria arma in più nel recente passato.

Nel naufragio interista, c’è molto del Catania. Come nel marzo del 2010, quando l’Inter targata Mourinho venne battuta per 3-1, gli etnei si regalano un altro colpaccio confermandosi un pessimo cliente per chiunque al Massimino (9 vittorie, 2 pareggi e appena una sconfitta nelle ultime 12 gare interne). La formazione etnea si mostra in piena crescita, lodevole per duttilità e capacità di interpretazione della gara.

Il 3-5-2, utilizzato per la seconda uscita di fila, viene metabolizzato molto bene dagli etnei, capaci di andare in crescendo ribaltando il punteggio in soli sei minuti in avvio di ripresa e mettendo poi in crisi gli avversari con una serie di ripartenze ficcanti. Una promozione a pieni voti per la squadra, tonificata dai progressi evidenti di alcuni elementi (vedi Almiron) e per il tecnico Montella, le cui scelte, anche impopolari (Lopez in panchina per la terza volta di fila), vengono premiate.

All’Inter non basta neppure andare in vantaggio dopo sei minuti per ipotecare un risultato positivo. E’ Cambiasso, lasciato tutto solo in area e già autore di una doppietta decisiva nella scorsa stagione al Massimino, a mandare avanti i nerazzurri con un sinistro al volo su cross dalla destra di Maicon. Brutto guaio per il Catania, costretto a forzare dal 1′ Bellusci e Spolli, entrambi in condizioni approssimative, e rimasto privo nel riscaldamento di Capuano, rimpiazzato da Marchese.

I rossazzurri puntano sul fraseggio stretto di Ricchiuti, Lodi, Almiron e Gomez, ma nel primo tempo, nonostante un paio di accelerazioni interessanti sulla destra di Gomez e del vivace Izco, capitano di giornata, non riescono a impensierire concretamente Castellazzi. La svolta arriva subito dopo l’intervallo.

In quatro minuti, il Catania piazza l’uno-due grazie a due accelerazioni di Bergessio che trovano fuori posizione i centrali interisti. L’argentino propizia il pareggio difendendo un ottimo pallone a centrocampo e involandosi verso la porta avversaria prima di servire Almiron, il cui destro a giro non dà scampo a Castellazzi. Poco dopo, Bergessio si ripete raccogliendo un bell’assist di Ricchiuti e andando giù sull’uscita di Castellazzi: Orsato decreta il rigore, trasformato con freddezza da Lodi.

L’Inter è al tappeto e non riesce a reagire come si deve. Ranieri perde Samuel per infortunio e butta nella mischia Alvarez e Zarate con risultati nulli. Le punte nerazzurre continuano a vagare a vuoto sbattendo sempre contro la difesa etnea mentre il Catania in contropiede sfiora tre volte la rete con Gomez, Delvecchio e soprattutto Catellani, il cui tiro ravvicinato viene respinto da Castellazzi. Finisce 2-1, il Massimino esulta. Ancora una volta.

CATANIA-INTER 2-1
Catania
(3-5-2): Andujar 6, Bellusci 6, Legrottaglie 6.5, Spolli 6.5, Izco 7, Ricchiuti 6.5 (24′ st Delvecchio 6.5), Lodi 6.5, Almiron 7, Marchese 6.5, Gomez 6 (36′ st Catellani 5.5), Bergessio 7 (18′ st Maxi Lopez 6). (30 Campagnolo, 28 Barrientos, 20 Sciacca, 7 Lanzafame). All. Montella 7.5
Inter (4-4-2): Castellazzi 6.5, Maicon 5.5, Lucio 4.5, Samuel 5 (17′ st Cordoba 5.5), Nagatomo 5, Zanetti 5.5, Cambiasso 6, Stankovic 5 (15′ st R. Alvarez 5), Muntari 5, Milito 4.5 (15′ st Zarate 5), Pazzini 4.5. (21 Orlandoni, 42 Jonathan, 8 Thiago Motta, 30 Castaignos). All. Ranieri 5.
Arbitro: Orsato.
Marcatori: 6′ pt Cambiasso, 2′ st Almiron, 6′ st rig Lodi.
Note: pomeriggio piovoso, terreno pesante e scivoloso. Angoli: 6-5 per il Catania. Recupero: 1′ e 4′. Ammoniti: Spolli, Castellazzi, Delvecchio e Bellusci per gioco scorretto, Zarate per simulazione. Spettatori: paganti 10.298, 9.128 abbonati, incasso 368.675 euro.
 LA SICILIA

Una sera da sogno. O da incubo. Dipende dai punti di vista. Il Catania c’è, l’Inter no. E’ buia la notte del Massimino per i nerazzurri, che sotto la pioggia battente colano a picco contro gli etnei tornando negli spogliatoi accompagnati dall’irridente coro “Serie B, Serie B” dei tifosi di casa. Ritornello ironico, ma strettamente legato a una classifica preoccupante per gli ospiti, sconfitti per la quarta volta in sei giornate e ora in piena zona retrocessione. Non basta la cura-Ranieri per un gruppo che resta lontano dalla guarigione. I mali d’inizio stagione sono ancora tutti lì: fragilità psicologica (due gol subiti in sei minuti, reazione confusa e solo d’impeto), problemi di finalizzazione (zero tiri in porta, eccezion fatta per il gol), sbandamenti inconsueti per un collettivo che ha fatto della sua solidità, tattica e caratteriale, la propria arma in più nel recente passato. Nel naufragio interista, c’è molto del Catania. Come nel marzo del 2010, quando l’Inter targata Mourinho venne battuta per 3-1, gli etnei si regalano un altro colpaccio confermandosi un pessimo cliente per chiunque al Massimino (9 vittorie, 2 pareggi e appena una sconfitta nelle ultime 12 gare interne). La formazione etnea si mostra in piena crescita, lodevole per duttilità e capacità di interpretazione della gara. Il 3-5-2, utilizzato per la seconda uscita di fila, viene metabolizzato molto bene dagli etnei, capaci di andare in crescendo ribaltando il punteggio in soli sei minuti in avvio di ripresa e mettendo poi in crisi gli avversari con una serie di ripartenze ficcanti. Una promozione a pieni voti per la squadra, tonificata dai progressi evidenti di alcuni elementi (vedi Almiron) e per il tecnico Montella, le cui scelte, anche impopolari (Lopez in panchina per la terza volta di fila), vengono premiate. All’Inter non basta neppure andare in vantaggio dopo sei minuti per ipotecare un risultato positivo. E’ Cambiasso, lasciato tutto solo in area e già autore di una doppietta decisiva nella scorsa stagione al Massimino, a mandare avanti i nerazzurri con un sinistro al volo su cross dalla destra di Maicon. Brutto guaio per il Catania, costretto a forzare dal 1′ Bellusci e Spolli, entrambi in condizioni approssimative, e rimasto privo nel riscaldamento di Capuano, rimpiazzato da Marchese. I rossazzurri puntano sul fraseggio stretto di Ricchiuti, Lodi e Almiron e Gomez, ma nel primo tempo, nonostante un paio di accelerazioni interessanti sulla destra di Gomez e del vivace Izco, capitano di giornata, non riescono a impensierire concretamente Castellazzi. La svolta arriva subito dopo l’intervallo. In quatro minuti, il Catania piazza l’uno-due grazie a due accelerazioni di Bergessio che trovano fuori posizione i centrali interisti. L’argentino propizia il pareggio difendendo un ottimo pallone a centrocampo e involandosi verso la porta avversaria prima di servire Almiron, il cui destro a giro non dà scampo a Castellazzi. Poco dopo, Bergessio si ripete raccogliendo un bell’assist di Ricchiuti e andando giù sull’uscita di Castellazzi: Orsato decreta il rigore, trasformato con freddezza da Lodi. L’Inter è al tappeto e non riesce a reagire come si deve. Ranieri perde Samuel per infortunio e butta nella mischia Alvarez e Zarate con risultati nulli. Le punte nerazzurre continuano a vagare a vuoto sbattendo sempre contro la difesa etnea mentre il Catania in contropiede sfiora tre volte la rete con Gomez, Delvecchio e soprattutto Catellani, il cui tiro ravvicinato viene respinto da Castellazzi. Finisce 2-1, il Massimino esulta. Ancora una volta“.

 La Gazzetta Dello Sport

Per un tempo quello dell’Inter pare il delitto perfetto: un tiro, un gol e tre punti. Al massimo ci sarebbe da preoccuparsi del “come”. Va bene registrare la difesa, ma si può vincere a Catania limitandosi a un tiro e poi retrocedendo con due linee chiusissime davanti alla propria area, rinunciando al gioco offensivo? Poi però arriva il secondo tempo, e in casa nerazzurra non hanno più tempo per preoccuparsi dei modi. Devono allarmarsi per la sostanza: il Catania ribalta la gara in sei minuti, sfruttando due errori della difesa salita pericolosamente a centrocampo. E poi non riesce a reagire, non costruisce una vera occasione da gol nemmeno nel secondo tempo e lameno tre volte è salvata da Castellazzi che evita il 3-1. Altro che ripartenza: l’Inter fa notare una involuzione del gioco e non cambia il registro dei risultati. I punti restano quattro, con la concreta possibilità di ritrovarsi domani in posizione da “retrocessione virtuale”. Concedendo anche le attenuanti generiche degli infortuni e della grande prestazione del Catania, la situazione resta grave. Il gol dell’Inter è un lampo, quando la gara è ancora in stato embrionale: Milito (dopo uno scambio con Stankovic) dal centro apre a destra per Maicon, il brasiliano fa partire uno dei suoi cross (quanto mancano all’Inter, quando non c’è…), sul secondo palo è puntuale l’inserimento di Cambiasso. L’argentino colpisce al volo di sinistro e infila l’1-0. Può sembrare l’inizio di una cavalcata, può sembrare un canovaccio che l’Inter ripeterà a lungo, ma non è così. La squadra di Ranieri per tutto il primo tempo si affaccerà dalle parti di Andujar pochissime volte, e sempre grazie ad azioni di contropiede. Se non altro, chiude bene in difesa. Poi c’è l’intervallo, e subito dopo l’Inter per due volte si fa trovare scoperta, e altissima: nella prima Lucio si fa saltare da Bergessio a centrocampo. la punta porta palla e scarica al limite per Almiron che di prima si inventa un dstro a giro che finisce nell’angolino basso lontano. E’ pareggio, e sono passati due minuti. Ne passano altri quattro e il Catania è avanti: palla persa a centrocampo, Bergessio si infila per vie centrali e va giù sull’uscita di Castellazzi. C’è contatto o no? Nemmeno i replay chiariscono del tutto, Orsato indica il dischetto, Lodi spiazza Castellazzi per il 2-1. Non è solo il risultato che deve allarmare i nerazzurri. Se col Napoli prima degli episodi si erano visto 40′ di buon gioco, a catania la squadra pare al massimo ordinata, e solo per un tempo. Nei primi 45′ si piazza a difesa del vantaggio senza ripartire mai, nella ripresa si scolla come ai tempi di Gasperini. Muntari esalta ogni suo avversario diretto, Stankovic non ha ancora il ritmo partita, Milito non si vede mai, Pazzini al massimo lotta per provare invano a far salire la squadra. Dietro, poi Lucio si fa infilare ancora a centrocampo, in un eccesso di confidenza, e l’infortunio di Samuel è l’ennesima nota negativa di una serata stortissima. Il calendario dà poco tempo, martedì c’è la trasferta di Lilla. A tutto ciò contribuisce un Catania ben piazzato col 3-5-2, forte atleticamente e ispirato da una grandissima gara di Almiron, che domina a centrocampo (con la concreta collaborazione di Lodi). Gomez fa spesso quello che vuole sulla fascia, Bergessio con due lampi spezza la partita, la difesa a tre non soffre mai il doppio centravanti nerazzurri. La squadra di Montella vola a nove punti, più del doppio dei campioni del Mondo: e dire che erano tante le assenze anche sul fronte siciliano“.

 Corriere dello Sport

La cura Ranieri sembra già finita. Dopo la pesante sconfitta con il Napoli prima della sosta, l’Inter cade anche al Massimino (2-1) subendo una pesante rimonta sotto la pioggia di Catania. Dopo un buon primo tempo, suggellato dal vantaggio di Cambiasso, i nerazzurri sono crollati nella ripresa sotto i colpi di Almiron e Lodi su rigore (ma il merito di entrambe le reti è soprattutto di Bergessio). Ranieri perde così la prima sfida contro Montella, che nello scorso campionato lo aveva sostituito sulla panchina della Roma, mentre l’Inter, alla quarta sconfitta in sei partite, resta nei bassifondi della classifica. Ranieri si affida in attacco alla coppia Pazzini-Milito, con Zarate in panchina, mentre a centrocampo si muovono Zanetti, Cambiasso, Muntari e Stankovic. Le scelte sembrano azzeccate e fortunate, visto che i nerazzurri passano al primo affondo. Al 6′ Maicon spinge sulla destra e lascia partire un cross perfetto per Cambiasso che, appostato sul secondo palo, si coordina e batte Andujar con un bel destro al volo. Il Catania, schierato per necessità con una difesa a tre (Spolli-Legrottaglie-Bellusci), accusa il colpo. Con il passare dei minuti, puntando in mezzo al campo sulla tecnica di Lodi e Ricchiuti a supporto di Gomez e Bergessio, la squadra di Montella prende un po’ di coraggio ma l’Inter è compatta e molto attenta in difesa. Al rientro in campo, però, i rossazzurri hanno tutta un’altra grinta e nel giro di 5′ ribaltano il risultato. Al 2′ Bergessio se ne va in contropiede e serve al limite dell’area Almiron. L’ex juventino calcia d’istinto e con un perfetto destro a giro beffa Julio Cesar. Passano 3′ e ancora l’argentino crea il panico nella difesa interista, anticipa l’uscita di Castellazzi e cade in piena area. Il contatto è molto dubbio, ma Orsato non ha tentennamenti e assegna il rigore che Lodi realizza. Ranieri ha il volto terreo e cambia: dentro Zarate e Alvarez, fuori Milito e Stankovic. Pochi secondi dopo, però, Samuel si tocca il muscolo della coscia e chiede la sostituzione. Al 15′ della ripresa, quindi, il tecnico è costretto a giocarsi l’ultimo cambio inserendo Cordoba. Montella risponde con Maxi Lopez e Delvecchio per Bergessio e Ricchiuti. L’Inter tenta una reazione, ma nel finale è Castellazzi a salvare la propria porta respingendo su Catellani lanciato a rete“.

 EURO SPORT

Questa volta le attenuanti sono ben poche. Perché al Massimino la differenza non l’ha fatta soltanto un rigore tutto sommato discutibile assegnato al Catania. L’Inter ha perso 2-1 nell’anticipo pomeridiano della settima giornata di Serie A soprattutto per colpe proprie. Una prestazione buona soltanto finché la difesa a retto, poi è stato crollo. Per Claudio Ranieri si tratta del secondo ko di fila, per i nerazzurri del quarto in campionato. La crisi, evidentemente, non è ancora finita. Vincenzo Montella conferma il 3-5-2 delle ultime tre uscite e con esso l’esclusione di Maxi Lopez, sostituito da Bergessio in prima linea. Le novità rispetto a Novara sono in difesa, lì dove Legrottaglie viene affiancato dai rientranti Spolli e Bellusci. L’altro grande escluso è Delvecchio, rimpiazzato a sorpresa da Ricchiuti in mediana, mentre nel riscaldamento si infortuna Capuano e al suo posto parte Marchese. Ancora fuori per infortunio Llama, Suazo, Potenza, BIagianti, Alvarez e Ledesma. Claudio Ranieri resta saldo sul 4-4-2 e ritrova Stankovic in mezzo al campo, con Muntari schierato ala sinistra e Nagatomo che rimpiazza Chivu nel ruolo di laterale difensivo mancino. In attacco, poi, partono dal 1′ i due centravanti pesanti: Pazzini e Milito. Zarate va in panchina, lì dove tornano Cordoba e Thiago Motta. Sempre fuori anche Julio Cesar (tra i pali c’è Castellazzi), Sneijder, Ranocchia, Forlan, Poli e Coutinho. Chiamatelo cinismo, chiamatela essenzialità. Il fatto è che l’Inter passa in vantaggio al 6′, dopo aver sofferto sulle prime sfuriate dei padroni di casa e grazie al primo tiro in porta. Azione orchestrata a meraviglia da Stankovic, che allarga su Maicon a destra. Cross sul secondo palo dove Cambiasso è liberissimo e calcia alla perfezione con un diagonale di sinistro, suo quarto gol personale al Catania. E il resto? Poco e niente. Perché la squadra di Ranieri si chiude tutta dietro aspettando gli etnei per poi ripartire, mentre quella di Montella fatica tremendamente a uscire dal proprio guscio. Il pressing di Milito e Pazzini su Lodi toglie ai rossazzurri la principale fonte di gioco, così non resta che il contropiede, attuato soltanto in un paio di occasioni. La chance migliore è al 33′, quando Gomez spreca malamente una ripartenza di Izco. Il primo tempo si chiude con nessun altro tiro in porta da entrambe le parti, tanta lotta e ben poca sostanza. L’avvio di ripresa è di quelli che non ti aspetti. Il Catania torna in campo con un altro piglio e nel giro di quattro minuti ribalta completamente il punteggio. Al 47′ Bergessio, che stava per uscire e lasciare il posto a Maxi Lopez dopo una frazione da spettatore, scatta in contropiede, aggira Lucio e allarga per Almiron che insacca un destro pazzesco che vale il pareggio. Altri 4′ e Bergessio su un lancio di Ricchiuti si conquista di pura astuzia un rigore, con Castellazzi che non può fare altro di impattare sul suo piede in uscita. Dal dischetto va Lodi ed è 2-1. L’Inter non ci capisce più nulla e Ranieri prova a rimediare con un doppio cambio: dentro Alvarez e Zarate, fuori Stankovic e Milito (59′). Ma subito dopo perde per problemi muscolari alla coscia anche Samuel e così al 62′ finisce i cambi con Cordoba al posto del centrale argentino. Montella inizia a gestire il match. Al 65′ mette Maxi Lopez per Bergessio, mentre al 68′ Delvecchio per Ricchiuti. I nerazzurri provano l’assedio, eppure le occasionissime sono per Delvecchio, che al 75′ spaventa ancora Castellazzi con un bel diagonale, e Catellani (entrato al posto di Gomez), che all’83′ fallisce miseramente da un passo il 3-1. Poco male, perché l’Inter non riesce a creare occasioni vere e proprie e il match finisce così. Il Catania vince la seconda partita dell’anno, i nerazzurri perdono la quarta. Ranieri avrà molti spunti di riflessione da qui all’impegno di martedì sera a Lille. Il primo viene dall’attacco, che con la coppia Milito-Pazzini non è riuscito a produrre niente (nemmeno un tiro in porta di uno dei due). Poi sullo stato fisico della squadra, ancora deficitario soprattutto nel finale. Infine sulla tenuta complessiva dell’assetto tattico, che su ritmi blandi è parso compatto. Ma appena il Catania ha accelerato è andato in tilt. Complimenti a Montella, che vince la sfida con il suo predecessore alla Roma nonostante una formazione etnea non eccellente e piena di defezioni. Straordinaria, però, è stata la prova di alcuni singoli (Almiron, Gomez e Izco su tutti, ma anche Legrottaglie e Spolli in difesa). I punti in classifica degli etnei diventano 9, più del doppio dell’Inter. Se non è una sorpresa questa…“.

 SPORT MEDIASET

Seconda sconfitta consecutiva per l’Inter di Ranieri. Dopo lo 0-3 casalingo contro il Napoli, i nerazzurri non riescono a rialzarsi sul campo del Catania. Nonostante il vantaggio iniziale grazie alla rete di Cambiasso al 6′, i siciliani rimontano a inizio ripresa con un bel gol di Almiron e il rigore di Lodi. Con questa vittoria il Catania sale a 9 punti, l’Inter rimane ferma a 4 nelle zone basse della classifica. Scelte obbligate per entrambi gli allenatori che pareggiano nel conto degli infortunati: 7 a 7 con Montella sfortunato nel perdere Capuano durante il riscaldamento. Il Catania ci prova con Lodi e Gomez a supportare Bergessio, l’Inter ha le due torri Milito-Pazzini. Grande preoccupazione per la pioggia che dà tregua alla Sicilia ma grazie ai teloni il campo del Massimino si presenta in condizioni accettabili. Qualsiasi fosse la partita studiata dai 2 allenatori, il gol di Cambiasso cambia subito le carte in tavola. Il Catania prova a far gioco per pareggiare, l’Inter si rintana nel fortino lasciando gli attaccanti soli al loro destino: le azioni da gol scarseggiano, i padroni di casa vincono solo nel possesso palla. Stankovic non si posiziona nella trequarti nerazzurra ma rimane sulla linea di Cambiasso facendo densità e di fatto contrastando l’uomo in più che il Catania ha a centrocampo, comunque ben orchestrato da Almiron. Maicon e Nagatomo partono sulle fasce con scarsa regolarità, mettendo in difficoltà Marchese da un lato e Bellusci dall’altro. Il risultato è che Andujar e Castellazzi subiscono pochi brividi per la scarsa assistenza a Milito e Pazzini da una parte, per l’inconsistenza di Bergessio (nonostante l’incessante assistenza di Gomez) e la latitanza di Lodi dall’altra. Così il primo tempo si chiude come si è aperto, con l’Inter in vantaggio. Nella ripresa la partita che non ti aspetti: smette di piovere e si ribaltano i ruoli. L’Inter rimane con la testa negli spogliatoi, il Catania ne approfitta con una partenza a razzo. Due gol che sono 2 mazzate per i nerazzurri, energia fresca per i siciliani. Ranieri cambia tutto togliendo Milito e Stankovic con Zarate e Alvarez, poi entra anche Cordoba per l’infortunato Samuel. Ma il Catania tiene botta, rallenta il gioco e in contropiede sfiora pure il terzo gol. L’Inter alla lunga si spegne, stanca e disperata. Positivo l’ingresso di Maxi Lopez che tiene in apprensione Lucio mentre Pazzini, non al meglio, non vede mai la porta. Nonostante i minuti finali di apprensione i padroni di casa possono festeggiare, mentre per l’Inter piove sul bagnato. Montella fa un altro passo in avanti conquistando punti che valgono oro, Ranieri se non sistema la difesa (10 gol subiti in 4 trasferte) continuerà a vedere da vicino la zona retrocessione: a Lille sarà già una partita delicatissima“.

 GOAL.COM

Il Catania ci ha preso gusto: al ‘Massimino’ non si passa ed anche le big devono inchinarsi alla dura legge dello stadio etneo. I rossazzurri di Montella riescono a rimontare il momentaneo svantaggio firmato da Cambiasso grazie ad un tremendo uno-due ad inizio ripresa firmato Almiron-Lodi. Continua il momento nero dell’Inter, i rossazzurri si lanciano verso la parte destra della classifica. Milito-Pazzini: è questa la coppia scelta da Ranieri per provare ad espugnare il ‘Massimino’ di Catania. Alle spalle dei due agisce Dejan Stankovic, con Muntari, Cambiasso e Zanetti a formare la cerniera di centrocampo. In porta, al posto dell’indisponibile Julio Cesar, c’è Castellazzi. Montella, dal canto suo, conferma il 3-5-2 visto a Novara, con Gomez e Bergessio in avanti e Capuano e Izco sugli esterni. Capuano si ferma nel riscaldamento: in campo va Marchese. Si rivede dal 1’ minuto Ricchiuti, ancora in panchina Maxi Lopez. E’ il Catania a partire meglio: i rossazzurri orchestrano bene la manovra e si avvicinano per la prima volta alla porta nerazzurra con una velleitaria conclusione di Izco, capitano per l’occasione in virtù dell’assenza simultanea di Biagianti e Capuano. Al primo tentativo, però, l’Inter passa: Maicon crossa da destra, Cambiasso – bestia nera del Catania – calcia al volo di sinistro e batte Andujar, cogliendolo in controtempo. La reazione dei padroni di casa è tutta in un destro di Almiron che non inquadra la porta di Castellazzi. L’Inter gestisce il possesso palla, alla squadra di Montella – invece – manca in mezzo al campo qualcuno in grado di recuperare palla ed inevitabilmente gli etnei vanno in sofferenza. L’unico a provarci è Gomez, bravo a far ammattire Nagatomo in più di un’occasione, ma i rossazzurri sembrano spuntati e faticano a pungere. Nell’Inter Milito e Pazzini sono serviti poco e male e la gara ristagna a centrocampo risultando poco divertente. Al 33’ Izco getta alle ortiche un contropiede, perdendo l’attimo giusto per servire Gomez. Non succede più nulla fino al termine della prima, noiosa, frazione di gara. Dopo l’intervallo rientra in campo un Catania trasformato: passa poco più di un minuto e arriva il pareggio! Bergessio si invola in contropiede per vie centrali e libera Almiron sulla sinistra: il destro a girare dell’argentino è da cineteca e il ‘Massimino’ può esplodere di gioia. Mentre il popolo rossazzurro è ancora in delirio, arriva un altro lampo: Castellazzi su Bergessio lanciato a rete senza toccarlo, ma per Orsato è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Lodi che batte il portiere nerazzurro e mette a segno il suo secondo goal consecutivo. L’Inter fatica ad organizzare una reazione e Ranieri corre ai ripari tirando fuori Stankovic ed uno spentissimo Milito, mandando in campo al loro posto Alvarez e Zarate. Ma è sempre il Catania a provarci: Gomez si libera sul sinistro e calcia in porta, Castellazzi devia in corner. Proprio dopo questa azione, Ranieri è costretto a spendere la terza sostituzione, tirando fuori l’infortunato Samuel e mandando in campo Ivan Cordoba. Montella risponde con Lopez e Delvecchio per Bergessio e Ricchiuti, ma di emozioni se ne vedono poche. Zarate si becca un giallo per simulazione prima di provare ad impensierire Andujar con un destro centrale. Al 75’ è Delvecchio avere sui piedi la palla del 3-1, ma Castellazzi si oppone col corpo al destro del centrocampista del Catania. Montella sostituisce uno stremato Gomez con Catellani ed è proprio il numero 32 etneo a divorarsi il goal della tranquillità, facendosi ipnotizzare da Castellazzi dopo essersi presentato a tu per tu col portiere nerazzurro. Non succede più nulla, i rossazzurri non rischiano niente e potrano a casa tre punti meritati“.

 La Repubblica.it

Brutta, stanca e poco cattiva: l’Inter ancora una volta incappa nel Catania – i suoi viaggi in Sicilia non sono stati certo felici – si fa rimontare e resta nei bassifondi della classifica. Il Catania risale dagli spogliatoi dopo il primo tempo con connotati diversi e timbra una vittoria merito di una ripresa da protagonista assoluto. Il primo anticipo della settima inguaia Ranieri, alle prese con un gruppo che, privo di elementi importanti se non indispensabili, si ritrova con il classico pugno di mosche in mano, senza riuscire a monetizzare l’iniziale sbandata dei padroni di casa. Un cross di Maicon dopo soli 6′ infatti, trova Cambiasso liberissimo nella posizione favorita, vicino alla porta sul secondo palo, per la volèe vincente. La reazione del Catania è veemente, ma il pressing asfissiante trova un’Inter umile, guardinga, attenta a chiudere ogni varco. Lo si nota nell’atteggiamento di Pazzini e Milito che cancellano il playmaker Lodi applicandosi come difensori aggiunti. La Beneamata rallenta il ritmo che i siculi cercano di alzare, fa possesso palla, non rischia mai. Ma dopo 45′ di controllo assoluto, chissà cosa succede nella testa ospite. Il match ha infatti nella ripresa una svolta imprevedibile: sconcertante. L’Inter passa da una encomiabile attenzione tattica a una vera follia strategica, facendosi per due volte trovare scoperta nei primi sei minuti. Non c’è eresia maggiore per una squadra più lenta e preoccupata di prendere gol, fuori casa, in contropiede: Almiron firma un gol gioiello dal limite ma dopo che Lucio & C. consentono a Bergessio di correre palla al piede per 30 metri senza alcun ostacolo. E siamo al 47′. Quattro minuti dopo, l’Inter completa il suicidio tattico collettivo: Ancora sbilanciata, ancora Bergessio a filare via prima di cadere nel contrasto con Castellazzi. Orsato non ha dubbi, il portiere sì. Lodi a scanso di equivoci infila il rigore. Cosa è successo? L’unica spiegazione plausibile è che Ranieri ha preteso più volte la difesa alta: quando i suoi difensori lo accontentano, la frittata è fatta. Il Catania ne ha di più e sfrutta gli spazi secondo la sua predisposizione naturale, tutta argentina, palleggio preciso, di prima, sui binari dell’alta velocità. Il match finisce lì. L’Inter non ha forza, energia, brillantezza per reagire, Andujar deve prodursi solo in un paio di uscite, mai in un intervento degno di nota. Se mai è Castellazzi a negare a Catellani la migliore occasione per il tris. Poco ha Ranieri dai rinforzi argentini, Alvarez da trequartista cerca sempre di “abbassarsi”, Zarate ricade nell’antico difetto del fai-da-te. Sotto il diluvio del Cibali, sull’Inter, piove sul bagnato: si ferma infatti Samuel, risentimento muscolare alla coscia. L’unica nota lieta è il rientro di Cordoba. Lui e Zanetti, la vecchia guardia (altro cuore?) sono i migliori dei… peggiori”.

 SICILIAMEDIA WEB

Come lo scorso anno, sotto un diluvio torrenziale il Catania va sotto contro l’Inter e riesce a ribaltare il punteggio. Un successo strameritato per gli uomini di Montella, mai arrendevoli e sempre padroni del campo. Nonostante la squadra etnea riesca a gestire magistralmente il possesso per tutta la prima frazione di gioco, non riesce a trovare gli spazi giusti per rendersi pericoloso dalle parti di Castellazzi. Ma il calcio non ha leggi ben definite e in appena quattro minuti della ripresa, i rossazzurri trovano un pazzesco uno-due che affonda i meneghini. Prima Almiron supera con un pallonetto Castellazzi su abile servizio di Bergessio, poi è lo stesso “Lavandina” a procurarsi il rigore calciatore con potenza da Lodi per il definitivo 2-1. Un successo che vale oro quanto pesa per la band dell’Aeroplanino, che sale a quota nove punti e distanzia i campioni del mondo di ben cinque lunghezze. Montella fa la conta degli assenti, dovendo fare a meno di Llama, Biagianti, Alvarez, Potenza, Suazo, Ledesma, nonché di Capuano che si ferma durante la fase di riscaldamento. Non se la passa meglio Ranieri, in panchina dopo l’annullamento della squalifica. I nerazzurri sono privi di Viviano, Poli, Forlan, Coutinho, Julio Cesar, Chivu, Sneijder, ma anche degli squalificati Obi e Ranocchia. Il tecnico etneo si affida al 3-5-2 provato a Novara, con Andujar fra i pali; Bellusci, Legrottaglie e Spolli nel tridente difensivo; Izco, Almiron, Lodi, Ricchiuti e Marchese nella folta linea mediana; Gomez e Bergessio nella batteria d’attacco. Ancora panchina per Maxi Lopez. Ranieri conferma il 4-4-2 con Castellazzi in porta; difesa con Maicon e Nagatomo esterni, Lucio e Samuel centrali; in mediana agiscono Zanetti, Cambiasso, Stankovic e Muntari; tandem offensivo affidato a Milito e Pazzini. Parte dalla panchina Zarate. Nonostante la pioggia fittissima, il Massimino è gremito in ogni suo ordine di posto. I teloni posizionati già ieri notte, hanno permesso al manto erboso di resistere dopo il diluvio torrenziale. Dopo un buon avvio dei locali, al primo affondo sono gli ospiti a passare: è il 6′ quando Maicon crossa al centro per Cambiasso che, lasciato libero da Izco, calcia al volo facendo secco Andujar. Non basta la pioggia a fermare i rossazzurri, che provano a macinare gioco senza trovare spazi sufficienti. Al 13′ ci prova dalla distanza Almiron, ma la conclusione è alta e non mette paura a Castellazzi. Neanche a dirlo, è Gomez il più pericoloso, con dribbling ubriacanti che mettono in ambasce la difesa nerazzurra, specialmente il diretto rivale Nagatomo. L’Inter gioca in modo attendista e sfrutta molto le fasce: al 27′ è decisivo l’intervento in spaccata di Legrottaglie sul cross tagliente di Milito a centro area. Occasionissima al 33′ per gli etnei, con Izco che apre per Gomez al limite dell’area, ma la palla rimbalza male ed il tiro del “Papu” s’impenna. Paura per Montella quando Spolli accusa giramenti di testa dopo uno scontro con Muntari, ma il problema fortunatamente rientra. Dopo un minuto di recupero, finisce il primo tempo. Tanto possesso per i rossazzurri ma poca velocità e movimento senza palla. Inter che si limita ad amministrare il vantaggio puntando sulle veloci ripartenza di Nagatomo e Maicon sulle fasce. Inizia la ripresa, ed è un altro spartito: pochi secondi dall’avvio e il Massimino può scattare in piedi per la felicità: è il 47′ quando Bergessio resiste alla carica di Lucio e serve Almiron che scavalca con un tocco di prima l’estremo difensore Castellazzi. Primo gol in maglia rossazzurra per l’ex Bari e pareggio meritato per gli etnei. In appena quattro minuti la partita cambia totalmente: lancio lungo per Bergessio, la palla rallenta sul terreno umido e Castellazzi è costretto a stendere “El Lavandina” che guadagna con un pizzico di furbizia il rigore. Dal dischetto, Lodi tira forte e centrale e il Catania ribalta il punteggio. Ranieri si accorge delle difficoltà della sua squadra e decide per un doppio cambio: dentro Alvarez e Zarate per Stankovic e Milito. Pochi istanti dopo, l’Inter si gioca anche l’ultima sostituzione per una fitta accusata da Samuel. In difesa torna Cordoba. Al 65′ Montella concede finalmente spazio a Maxi Lopez, rimasto in panchina nelle ultime due gare. L’andamento della gara sembra sovvertito rispetto al primo tempo, con i rossazzurri sempre attenti e l’Inter troppo lenta nelle ripartenze. I minuti scivolano via, ma il Catania non butta mai la sfera a caccia della terza marcatura. Montella prova a dare maggior contenimento inserendo Catellani al posto dello strepitoso Gomez. Proprio il “Golden Boy” di Reggio Emilia ha il pallone per chiudere il match, come in occasione della gara contro la Juventus, ma il numero 32 si fa ipnotizzare da Castellazzi. Dopo quattro minuti di recupero, il Catania può festeggiare il secondo successo consecutivo contro i nerazzurri. Un successo che dona maggior valore ai pareggi ottenuti contro la “Vecchia Signora” e a Novara. Inizia bene il “ciclo terribile” dei rossazzurri, che adesso dovranno vedersela a Firenze e a Roma, rispettivamente contro Fiorentina e Lazio. Stasera i “campioni del mondo” hanno la casacca rossazzurra“.

Giuseppe Siciliano.

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