“Sappiamo chi deve andare via e chi deve arrivare”

 Scritto da il 11 maggio 2010 alle 15:41
Mag 112010
 

Riportiamo di seguito l’intervista realizzata in esclusiva con l’Amministratore Delegato del Catania Calcio, Pietro Lo Monaco, nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari”, condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto ed in onda su Radio Tau.

Il Catania ha raggiunto una salvezza insperata, cambiando completamente marcia dopo l’avvicendamento in panchina tra Atzori e Mihajlovic. Come è nata la vostra scelta di puntare sul tecnico serbo?
“Premetto: al Catania abbiamo un nostro modo di essere, siamo infatti una “azienda calcistica” particolare, all’interno della quale è la società a prendere le decisioni di natura tecnica: i nostri allenatori fanno solo gli allenatori e non vengono qua a scegliere i giocatori.
Di conseguenza, noi conoscevamo molto bene il reale valore della squadra: sapevamo che aveva buone potenzialità, era solo precipitata in una crisi di risultati (ma non di gioco, visto che avevamo disputato delle ottime gare), legata anche al ringiovanimento della rosa.
Bisognava dunque cambiare qualcosa; sarei un bugiardo se dicessi che sapevo fin dal primo momento com’era Mihajlovic dal punto di vista delle sue “tecniche di lavoro”: io in realtà ho semplicemente scelto l’uomo di carisma, che poteva dare serenità e tranquillità ai giocatori.
A posteriori posso dire che è andata bene, infatti la squadra -dopo aver raccolto qualche buon risultato- ha inanellato una serie positiva importante ed è arrivata alla salvezza”.

L’anno prossimo Mihajlovic resterà sulla panchina etnea?
“Premetto che Sinisa è un tecnico voglioso, che ha voglia di fare, di affermarsi e vive intensamente la sua professione: questi sono aspetti importanti, che gli potranno aprire delle opportunità importanti per la carriera . La domanda sulla sua permanenza però non si pone: Mihajlovic ha un contratto anche per l’anno prossimo, contratto che sarebbe stato in vigore anche se fossimo andati in B, segno che crediamo in lui. A meno di stravolgimenti dell’ultima ora , sarà il nostro tecnico anche per la stagione a venire”.

Il Catania in questi ultimi anni ha saputo distinguersi per programmazione. Avete già iniziato a lavorare per la stagione prossima?
“Non solo abbiamo iniziato a lavorare, ma -a livello concettuale- posso dire che la squadra è già finita: sappiamo chi deve andare via e chi deve arrivare.
Al momento abbiamo intavolato trattative che però potranno definirsi solo quando avremo ceduto e di conseguenza fatto posto ed incassato così da poter acquistare…”

“Programmazione” sembra essere proprio l’aspetto che più manca al Bologna Calcio.
In una società di Serie A, quando bisogna cominciare a lavorare a questo aspetto?

“Non bisogna smettere mai. Porto il nostro esempio: quando abbiamo rilevato il Catania (sei anni fa, in Serie B), la società aveva qualcosa come 45 miliardi di vecchie lire di debiti ed era privo di giocatori di proprietà”.

“Attualmente non abbiamo più debiti, anzi, da tre anni chiudiamo il bilancio in attivo; inoltre, tra settore giovanile e prestiti, abbiamo qualcosa come 300 giocatori, dei quali tanti stanno facendo carriere importanti in cadetteria: mi vengono in mente Antenucci, attualmente capocannoniere, o Catellani, un giocatore classe ’88 che sta facendo benissimo a Modena: sono entrambi di proprietà del Catania”.

“In generale, noi cerchiamo sempre di programmare ed agire in base alle entrate dell’azienda; nel nostro caso di parla di 28 milioni di euro di ricavi all’anno: con questi finora siamo sempre riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi, ed ora stiamo anche ultimando la realizzazione di un centro sportivo del valore di 40 milioni di euro.
Sono iniziative importanti, non oso immaginare chi ha a disposizione budget rilevanti cosa potrebbe fare sfruttando una seria programmazione”.

Tra le vostre peculiarità, c’è quella di aver puntato molto sul mercato sudamericano. Questa scelta da dove deriva?
“E’ legata al fatto che personalmente vedo il mercato (ed il calcio) argentino come il più “simile” a quello italiano: del resto l’Argentina è una terra costruita dagli italiani e gli Argentini hanno un dna molto simile al nostro, anche nel modo di affrontare l’evento-calcio.
Per quanto riguarda la scelta dei giocatori, questa è una responsabilità esclusivamente mia; proprio pochi giorni fa, ad esempio, sono tornato dal mio consueto viaggio annuale in Sud America: lì si giocano tre partite al giorno ed in questo modo sono riuscito a visionare qualcosa come 350 giocatori. E’ chiaro che su grandi cifre come queste, poi qualcuno si riesca sempre a prendere”.

“Considerate che un giocatore come Izco (che si è rivelato un centrocampista da Serie A) è costato 50mila euro, mentre –ad esempio- in B fioccano valutazioni milionarie: è chiaro che allora bisogna industriarsi lavorando su mercati e giocatori meno conosciuti.
Poi è logico che non è un lavoro immediato: ci si riesce essendo inseriti e conoscendo i mercati: nel mio caso si parla di un lavoro che dura da ormai 15 anni, portato avanti dai tempi in cui lavoravo per Udinese e Brescia”.

A proposito di operazioni future, ce n’è qualcuna vicina alla conclusione per il prossimo anno?
“Posso dire che anche in questo mercato estivo qualche scommessa la faremo: abbiamo già praticamente chiuso per un giovane brasiliano (uno “sconosciuto” che giocava in C in Brasile), poi procederemo con un paio di operazioni in Argentina ed una in Italia”.

Ledesma è seguito dal Bologna, come sosterrebbero alcune voci di mercato?
“No, il Bologna non mi ha mai chiesto Ledesma: forse è un giocatore che non rientra nei loro piani”.

A proposito di Bologna, in fase di mercato lei chi ha come interlocutore, Salvatori o Baraldi?
“Io ho condotto la cessione di Tedesco in rossoblu, interagendo con Salvatori; in genere poi ogni anno di questo periodo ricevo una telefonata dal DS rossoblu: è sempre stato lui il mio interlocutore”.

Parliamo di mercato: Maxi Lopez resterà a Catania?
“Al 99% resterà a Catania. Non dico 100% perché quell’un per cento rappresenta “la proposta indecente”, quella che una piccola società non si può permettere di rifiutare. Al momento posso dire che abbiamo rifiutato già diverse proposte importanti, perché non ritenute congrue: Maxi è giovane (ha 26 anni), ha già accumulato diverse esperienze in club importanti ed evidenzia ulteriori margini di miglioramento. Per questo motivo, chi lo vuole deve pagarlo per quello che vale: vi dico solo che ho rifiutato una proposta di 14 milioni di euro (proveniente da un club Italiano) perché ritengo che il suo prezzo sia superiore”.

Come giudica la radiazione di Moggi “da ogni ruolo del calcio italiano”?
“Personalmente, la radiazione la darei a Calciopoli nella sua totalità: questo processo ha concentrato l’attenzione di tutti gli italiani per troppo tempo, ed anche quest’ultimo “rigurgito” continua a far male al sistema”.

“Io, come battuta, mi sono chiesto se –a furia di penalizzazioni- lo scudetto non sarebbe arrivato a noi: l’ho detto per evidenziare che il troppo parlare e troppo rimescolare intorno a queste situazioni non fa bene”.

“Tornando a Moggi, so che è stato vicino all’ingresso nel Bologna, ma so anche che la gente di Bologna ha risposto chiaramente ad un suo possibile insediamento. L’opinione del popolo è importante: la gente non bisogna usarla, ma rispettarla, per cui se il no è stato dato, quello deve essere”.

Lei ha mai sperimentato in prima persona la presenza della “cupola moggiana”?
“Posso dire che quando si assiste ad una partita che va in un certo modo, il primo commento che viene da fare è sempre poco simpatico: quando si perde, la colpa è sempre di qualcun altro, magari del “sistema”.”

“In ogni caso, quello che poi è venuto fuori dalle intercettazioni, è che tutti tenevano determinati rapporti e questo non dovrebbe succedere: gli arbitri dovrebbero essere un’organizzazione a parte (specifico: con “organizzazione a parte” non intendo una casta: dovrebbero essere un’organizzazione che si confronta, perché solo attraverso il confronto si può migliorare)”.

“Non è infatti ammissibile che un dirigente abbia rapporti di un certo tipo con gli arbitri: io, ad esempio, sono Consigliere di Lega da anni, ma non conosco nemmeno chi sia il designatore, e non mi permetto di intrattenere certi rapporti”.

In chiusura: la conclusione di questo campionato e l’avvio del prossimo porteranno le novità legate all’introduzione della “Tessera del tifoso”. Sono state introdotte modifiche al provvedimento?
“Sì, le modifiche che avevamo chiesto in molti sono passate.
In ogni caso, dall’inizio del prossimo campionato la tessera diventerà obbligatoria (doveva esserlo da Gennaio scorso, poi abbiamo ottenuto una proroga): dovremo necessariamente applicarla, perché non sarà possibile fare abbonamenti a chi non avrà la tessera”.

  10 Commenti per ““Sappiamo chi deve andare via e chi deve arrivare””

  1. Ip Address: 151.33.41.63

    Buonasera popolo rossazzurro.

    un saluto alla new star …

    amico Palermitano, non troverai in questo sito nessuno che si incazzera’ per il tuo post : qui dentro scrivono Catanesi doc ai quali interessa solo la rivalita’ sportiva con voi “cugini Palermitani”, nient’altro che questo.
    Credimi alle volte penso ai bei derby di una volta dove lo scontro fra noi era solo verbale e qualche scaramuccia o qualche scazzottatura era il massimo che potesse succedere.
    L’unica cosa che ti voglio dire e’ questa, mi avrebbe fatto un’enorme piacere se voi foste andati in champions perche’ alla fine siamo tutti figli della stessa terra.
    Ti rispondero’ solo con una sana battuta:
    Per il momento accontentati di essere davanti a noi in classifica per il futuro poi vedremo …
    Abbiamo un Catanese alla nostra guida, tu da chi sei rappresentato?
    Fino a quando dura G O D I T E L A !

    NOI FIGLI DEL VULCANO DELL’ERUZIONE C’E’ NE’ STRAFOTTIAMO.

    A SOSTEGNO DI UNA FEDE.

    UN SOLO GRIDO : “FORZA CATANIA !”

  2. Ip Address: 85.41.235.41

    ciao Catanista,

    aquilone l’anno prossimo vi spezzeremo le ali….

  3. Ip Address: 79.3.91.203

    BUONA SERA A TUTTI

    Per ucn l’A’aquilone:
    Primo: hai detto bene sei solo un aquilone, quando Zamparini finirà di soffiare, inesorabilmente, implacabilmente, scenderete giù in picchiata e vi ritroverete a giocare con il Favara.

    DUE: PERSONALMENTE I COLORI ROSA E NERO MI RICORDANO SOLO… IL COLORE DEI LATTONZOLI,e siccome sei un povero ignorante e non sai cosa sia un lattonzolo, vatti a fare una ricerca ma ti avverto che ci resterai un po male

    tre: Noi non stiamo lottando per la salvezza in quanto lo siamo già da settimane, piuttosto TU TI MANGERAI LE OSSA CON IL SALE PERCHè SE NON ARRIVATE ALLA CHAMPION E’ PERCHE’ AVETE PERSO CON NOI. QUELLI CHE TU CHIAMI PICCOLI PICCOLI SON STATI ARTEFICI DEL VOSTRO DESTINO
    CIAO UCN CAMBIA ARIA PERCHE’ QUI TROVERAI UN PANE TROPPO DURO PER I TUOI DENTINI DA LATTE

    AMO CATANIA E IL CATANIA

  4. Ip Address: 85.41.235.41

    ciao Catanista….
    bravo il ns. presidente bravo Nino….

    Catania, Pulvirenti: “Nessuno smantellamento dell’organico”
    Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti fa un bilancio positivo della stagione dopo il pareggio maturato a Bologna ma aspetta l’ultima giornata di campionato per tentare di far registrare il record di punti in Serie A. “Se consideriamo il disastroso girone d’andata oggi è un miracolo se ci ritroviamo in questa posizione di classifica – ha spiegato Pulvirenti -. E domenica contro il Genoa c’è la ghiotta opportunità di stabilire un nuovo primato raggiungendo quota 45 punti in caso di vittoria. Stavolta, a differenza degli altri anni, abbiamo disputato una buonissima seconda parte di campionato dove il Catania ha dimostrato di potersela giocare alla pari con chiunque. Intendiamo ripartire proprio da qui, con la consapevolezza che l’anno prossimo la squadra sarà più forte nonostante qualcuno andrà via. I partenti saranno rimpiazzati a dovere e, globalmente, rafforzeremo l’organico rendendolo superiore a quello di quest’anno. I tifosi possono stare tranquilli: non smantelleremo nulla”.

  5. Ip Address: 85.41.235.41

    caro aquilone….

    i polpetti ti piacciono, per adesso conta per noi solo il derby….

    ————————-FORZA CATANIA BELLA————————-

  6. Ip Address: 151.33.41.63

    Ciao joe , Ciao Beppe …

    MI FANU MORIRI STI PALEMMITANI …

    ahahahahahahahahahaha

  7. Ip Address: 85.41.235.41

    bravo Beppe, ma dove vanno senza zampalesta che fra poco lascia tutti nella ca+++++++ca
    ahahahahahahah

  8. Ip Address: 77.204.220.160

    Bene premettendo che dopo il Catania, ma molto dopo sono simpatizzante della sampdoria solo per Cassano, auguro ai palermitani di seguire a perdere a Catania….

    Ma veniamo a Lo Monaco come sempre indecifrabile come un monaco del Tibet, dice e non dice niente, ma una frase lo estrapolata dal suo Lo Monachese , una frase che mi fa pensare che Mihajlovic se ne vada……..

    ” “Premetto: al Catania abbiamo un nostro modo di essere, siamo infatti una “azienda calcistica” particolare, all’interno della quale è la società a prendere le decisioni di natura tecnica: i nostri allenatori fanno solo gli allenatori e non vengono qua a scegliere i giocatori”

    PERCHE’ LO MONACO DICE QUESTO ? pensate che ad uomo di temperamento come Sinisa, che qulche giorno addietro aveva affermato

    ” A fine campionato ci confronderemo con la società, per decidere i programmi di chi resta è chi parte per il futuro”

    Allora cosa dobbiamo pensare?

  9. Ip Address: 87.1.43.133

    Buongiorno alla tifoseria rossazzurra tutta!

    Un caro abraccio ai componenti della New Star.

    Catanista, come al solito hai dato lezione di vita all’amico palermitano.

    Si dà il fatto che non sono tutti uguali, perchè mi hanno raccontato che a Palermo, in un circolo, guardavano in tv la partita Rubentus-Catania e ai gol dei rossazzurri di sono levati boati di esultanza.

    io personalmente se il Palermo dovesse andare in Champions sarei veramente contento.

  10. Ip Address: 151.33.42.69

    Ciao Pippo

    cambia pagina …

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