Settant’anni e sentirli

 Scritto da il 23 settembre 2016 alle 17:33
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Settant’anni sono passati da quel martedì quando, vincendo ritrosie, gelosie e stimmate di orgoglio a cui si aggiungevano parecchi debiti che le due società preesistenti, la Virtus e la Catanese avevano contratto nel tempo, due intraprendenti appassionati di calcio, Vincenzo Mannino e Giuseppe De Cicco convincevano il presidente dell’ U.S. Catanese Elefante di Santi Manganaro Passanisi e la Virtus Catania di Angelo Vasta a fondersi in una nuova società denominata  Club Calcio Catania dai colori sociali rosso e azzurro e con per l’emblema  una testa di elefante.

Risanati i debiti grazie al generoso apporto del Duca di Misterbianco e acquisita la disponibilità del Comune di Catania per la ristrutturazione  dell’impianto sportivo di Cibali che mostrava evidenti le ferite di una lunga guerra, la nuova società entrava così da debuttante nel calcio italiano ufficialmente il 24 settembre 1946.

Entusiastiche le reazioni cittadine raccolte da volti noti della città come Ruggero Albanese e Lorenti solo per citarne alcuni che accolgono il primo vagito del nuovo Catania che porta nel suo DNA le precedenti esperienze della Associazione di Educazione fisica Pro Patria sorta il 19 giugno del 1908, della U.S. Catanese e dell’Associazione Fascista Calcio Catania, con la cui denominazione militò anche in serie B, anni quelli in cui si giocava a Piazza Esposizione (oggi Piazza Giovanni Verga) prima dell’inaugurazione del nuovo impianto Polisportivo di Cibali da 20.000 posti inaugurato il 28.11.1937 contro il Foggia e bagnato da Pulzone che al minuto 33 del primo tempo insaccava il  gol della vittoria contro la squadra pugliese.

Questa occasione consegnava il nuovo Catania ad  una cittadinanza vogliosa di calcio e già matura a raccogliere nuove sfide. L’iscrizione del nuovo Catania avviene nel girone meridionale della serie C dove vi si rimane sino al 1949 per varcare meritatamente il portone della serie B, quello del calcio che conta per restarvi sino al 1954 anno della prima storica promozione in serie A e per le successive edizioni che videro la splendida cavalcata degli anni 60 seguiti dal purgatorio della B e C degli anni 70  sino alla parentesi della A del 1983 per poi riaffrontare dopo solo una stagione la serie B sino a precipitare nell’inferno dell’eccellenza per rialzarsi passo dopo passo dalle ceneri nel 2006 per intraprendere quella cavalcata che ci ha consentito di superare in permanenza nella massima serie quella dei favolosi anni 60.

Volutamente non elenco nomi importanti di dirigenti, tecnici e giocatori che nel bene e nel male hanno accompagnato la squadra in questo lungo percorso perché lo spazio non lo consente, per paura di scordarne qualcuno, perché la mia valutazione su ogni singolo personaggio che ha vissuto  l’esperienza rossazzurra e che ci ha regalato emozioni, può differire da tifoso a tifoso.

Se mi permettete solo uno per tutti, il nostro compianto Presidentissimo Angelo Massimino, padre padrone della nostra squadra, uomo bonario ma tenace, zeppo di passione per la sua creatura, personaggio che rimane ancorato nei nostri cuori che difficilmente lo dimenticheranno.

Da domani viaggeremo verso gli ottant’anni di questa nostra gloriosa maglia che a dire il vero ci ha regalato più dolori che gioie ma quelle che ci sono state le teniamo custodite dentro di noi come gemme da guardare togliendole dallo scrigno delle nostre menti nei momenti di tristezza per poi tramandarle ai nostri figli con la stessa intensità dei bei momenti vissuti in diretta.

La nostra storia è fatta di questo, i nostri scudetti sono le vittorie contro le superpotenze del calcio o come le cavalcate contro i denigratori del nord rei di aver paragonato dei colleghi a postelegrafonici. Del resto questa è anche storia, come il trionfo degli 11 cavalieri italiani capitanati da Ettore Fieramosca in quel di Barletta simili a quegli undici del 20.02.1966 che reagirono come il medioevale cavaliere Capuano ad Herrera, novello de la Motte e come a distanza di anni su quello stesso campo una Inter ancora forse più forte della precedente dovette soccombere sotto i colpi micidiali dei Lopez, Mascara e Martinez.

Purtroppo abbandonato l’apice di quella parabola e scivolati non sui campi ma sulle aule dei tribunali, sorretti nuovamente da chi si è sbracciato le maniche per ritornare da combattente su quella scrivania mai veramente abbandonata, stiamo affrontando un campionato di lega pro con pesanti palle al piede ereditate dal passato. Il tifoso catanese, quello doc ci è abituato ed è pronto a ricominciare a rivivere nuove emozioni col desiderio di vedere sempre, al di la della categoria, giocatori che con quella gloriosa maglia rossazzurra sputino anche l’anima in campo.

Adesso l’avversario di domenica sarà l’Akragas che non ci regalerà nulla come è giusto che sia ma che siamo costretti a battere per risalire la classifica e cancellare ancora quel -1 che non meritiamo. Grinta volontà e sudore ci dovranno accompagnare nel ricordo del nostro vissuto ma con la certezza di ricalcare ancora scenari sempre più prestigiosi  per l’avvenire.

  7 Commenti per “Settant’anni e sentirli”

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    Buon compleanno Catania! Quanti ricordi ! La Redazione ha ,brillantemente tracciato la storia del nostro amato Catania,sin dalla sua nascita ,dal settembre del 1946,! Alti e bassi! Momenti gloriosi ,altri sofferti ! Mi ha fatto molto piacere il ricordo del presidentissimo,per eccellenza, Angelo Massimino! La storia
    del nostro Catania è legata ,sopratutto alla passione con la quale questo grande Uomo ha combattuto per dare dignità alla sua squadra e sopratutto per la reazione che ha sempre avuto per non subire angherie e soprusi! Dopo questi settant’anni ,tutti i veri tifosi catanesi si augurano che la loro squadra ,a cominciare da domenica,inizino quella risalita verso quei posti più consoni,al lignaggio ed alla storia importante della Società etnea!

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    70 anni di storia. Oggi si festeggia l’anniversario del Calcio Catania, matricola 11.700. Il 24 settembre 1946 presso la sede della delegazione provinciale del CONI, alle ore 21, dieci soci fondarono ufficialmente il Club Calcio Catania. Fu designato come commissario straordinario provvisorio il ragionier Angelo Vasta ed in seguito eletto presidente Santi Manganaro-Passanisi.

    30 le partecipazioni nei campionati di Serie B, 17 in A, 5 in Serie C, 11 in C1, 4 in C2, 2 in Campionati dilettantistici. Impossibile dimenticare i favolosi anni ’60, disputando il Catania per sei stagioni consecutive campionati di massima categoria ottenendo per tre volte l’ottavo posto. Nel 1960-1961, il Catania neopromosso chiuse addirittura al secondo posto il girone d’andata e vi rimase fino alla terza giornata di ritorno, quando batté per 4-3 il Milan di Giuseppe Viani; finì poi il suo campionato all’ottavo posto.

    La permanenza in Serie A si protrasse per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si contraddistinse per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0 a Torino l’anno dopo, o quella sull’Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la famosa espressione «Clamoroso al Cibali».

    In questi anni diversi giocatori si misero in luce, tra cui il portiere Giuseppe Vavassori, che fu scaricato dalla Juventus dopo la sconfitta in amichevole della Nazionale a Roma contro l’Inghilterra il 24 maggio del 1961. Da citare pure il mediano Amilcare Ferretti, l’ala Giancarlo Danova, i centrocampisti Horst Szymaniak e Cinesinho e l’attaccante Salvador Calvanese. In questo periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera, avvenute negli anni 1960, 1964 (dove perse la finale contro il Genoa) e 1966, e due alla Coppa dell’Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Tuttavia, nella stagione 1965-1966 il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittoria sull’Inter che la stagione precedente aveva vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, arrivò penultimo e tornò in Serie B.

    Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania ottiene nella stagione 1969-1970 il terzo posto e conseguentemente la terza promozione in Serie A. Il nuovo presidente Massimino portò entusiasmo in città, e l’arrivo del bomber Aquilino Bonfanti rinforzò l’attacco. L’atto finale della stagione al termine di una memorabile partita giocata e vinta a Reggio Calabria con la Reggina per 3-1, davanti ad uno stadio pieno quasi esclusivamente di supporters catanesi. L’anno dopo, 1970-1971, la rosa risultò fin dall’inizio non essere all’altezza e il ritorno in Serie B fu immediato al termine di una stagione culminata con la morte in un incidente stradale del giovane e promettente terzino Luciano Limena.

    Dopo due interlocutori campionati di serie B, nella stagione 1982-1983 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Arrivato terzo in campionato dietro rispettivamente al Milan e alla Lazio, ed appaiato alla Cremonese ed al Como a quota 45 punti, si dovette ricorrere agli spareggi per determinare la terza squadra da promuovere.

    Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 15.000 catanesi allo stadio Olimpico di Roma. L’incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi. La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti. Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983 in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese, quando allo stadio Olimpico di Roma si recarono circa 40.000 catanesi, in quella che rappresenta una delle più numerose trasferte della storia del calcio. Al Catania bastava un pareggio per ottenere la promozione e la partita finì 0-0.

    Successivamente furono anni bui per i colori rossoazzurri. Dopo sei campionati di Serie C1, nel 1993 il Catania Calcio viene inizialmente radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie, ma la battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita né radiata e deve ripartire (in ritardo) dall’Eccellenza Sicilia. Ripescato il primo anno, vittorioso il secondo nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo. Nel 1996 muore il presidentissimo Angelo Massimino in un incidente stradale. Il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro testa a testa sempre contro una compagine peloritana, il Messina. Il Catania era guidato in panchina da Piero Cucchi.

    Negli anni duemila prosegue la cavalcata verso la Serie A dopo oltre vent’anni di attesa, attraverso la gestione Gaucci e Pulvirenti. L’allenatore entrato nella storia per il ritorno in A è Pasquale Marino, che fece esprimere calcio champagne dopo trascorsi in rossoazzurro da calciatore. Fino ad arrivare al “maledetto” 2 febbraio con la morte dell’ispettore Raciti, preceduti dagli exploit del Catania “argentino” mettendo in vetrina tecnici importanti come Sinisa Mihajlovic, Walter Zenga, Diego Simeone, Vincenzo Montella e Rolando Maran. Anni caratterizzati da successi memorabili come l’1-2 a Torino contro la Juventus (stagione 2010-11), il 3-1 rifilato all’Inter del triplete (nel medesimo campionato). Dalla stagione 2013-2014, invece, doppia retrocessione dalla A alla Lega Pro, gli sviluppi dell’inchiesta “I Treni del Gol” ed il ritorno di Pietro Lo Monaco.

    70 anni di gioie, dolori, emozioni ed un’esplosione di sentimenti a forti tinte rossoazzurre.
    Auguri, Calcio Catania! Con la speranza di tornare nel più breve tempo possibile nel calcio che veramente conta, ripristinando il sorriso ad una tifoseria che ama in tutte le sue essenze i colori sociali del Catania. Nel bene e nel male. Con orgoglio, fierezza, energia ed intensa passione.

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    AUGURI

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    In questa occasione,di festa volevo aggiungere agli amici e mi sembra opportuno farlo oggi ,raccontare una cosa che Filippo sa e che mi rende orgoglioso . Consentimi di dire ,e potete consultare negli archivi del Catania che uno dei presidenti del Catania ,negli anni 47 – 48 fu Lorenzo Fazio ,il re dei panificatori della città ,al quale mi legavano vincili di parentela . Fra l ‘ altro era il mio padrino di Cresima .A Mexxican che ha scritto,tanto bene ,molti fatti della nostra storia ,ricordo che il presidente Fazio fu quello che ,nello spareggio con l ‘ Avellino ,fra l altro perso ,rassicurò i tifosi catanesi ,facendo capire che aveva da giocare una grossa carta ( illecito della squadra irpina ),ed alla radio concluse con un viva S Agata,! Un pezzettino di storia catanese! Non è vero Filippo ?

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    Buongiorno a tutti e auguri al nostro grande amore. Un amore ricco di episodi, di gioie, ansie, dolori, pianti, rimpianti , batticuori. Penso che ciascuno di noi ha dei ricordi che lo hanno legato indissolubilmente alla nostra maglia. Io rammento che il primo impatto col Catania lo ebbi a nove anni quando, portato allo stadio da un mio zio, ricordo un sacco di gente ed io pressato con una gran sete. Dicevo a mio zio di questo disagio e lui mi consigliava di struscisre le labbra fra loro bagnandole con la saliva. Gli spettatori urlavano, cantavano ed io in piedi perché lo stadio era gremito riuscivo solo ad intravedere il campo. All’improvviso un boato e subito dopo mi sentii afferrato per i fianchi da mio zio e quasi scaraventato in aria. La gente entusiasta che si abbracciava e quella gioia immediata mi colpì facendomi d’un tratto sparire la sete. Zio che è successo chiesi : U Catania signau all’Inter fu la risposta. Era il 20.febbrsio del 66. Tornammo a casa felici portando un vassoio di dolci comprati da Menza del viale. Da quel giorno per scaramanzia mio zio mi porto’ con lui. Avevo puttatu futtuna .

  6. Ip Address: 62.18.106.154

    Notte a tutti

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    Campo pesante difficile giocare , comunque il nostro Catania c’è la sta mettendo tutta per vincere il parziale è ancora sullo 0/0

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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