Un primo bilancio

 Scritto da il 5 settembre 2012 alle 10:40
Set 052012
 

Direte voi, ma come è possibile fare dopo due sole giornate di campionato, con trentasei che ne mancano, un primo bilancio?

Possibilissimo signori miei perché sono state due giornate parecchio significative non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche dal gioco espresso dalle venti partecipanti.

Direte ancora voi, il calcio è bello perché è vario, verissimo ma chi ha letto il mio articolo «In teoria e in pratica» almeno mi darà atto che ho indovinato il pronostico di tutte dieci partite di serie A.

Avevo indicato: vittoria di misura per il Catania sul Genoa e vittoria facile per il Parma sul Chievo, della Lazio sul Palermo, del Napoli sulla Fiorentina (va bene, meno facile di quel che avevo previsto) e vittoria per la Sampdoria sul Siena e del Torino sul Pescara, pareggio fra Cagliari e Atalanta, X2 per Udinese-Juventus e Bologna-Milan, infine avevo detto che la vittoria dell’Inter non era poi così scontata e di fare attenzione alla Roma. (vedevo la partita sul pari).

Lo so cosa sta pensando qualcuno, anticipo qualche possibile domanda : perché non hai giocato la schedina ?

Risposta l’ho fatto, ma nel mezzo alle partite di serie A c’erano purtroppo anche Treviso-Cuneo e Viareggio-Paganese, due maledettissime partite di Lega Prof.

Ovviamente questo significa qualcosa, non certo che ho la sfera di cristallo, semplicemente che i valori in campo si sono già delineati e chi segue il calcio ha già capito quali sono.

Certo i valori non resteranno questi, potrebbero cambiare, poi ci sarà il mercato di gennaio, ci sarà la forma fisica delle squadre, le motivazioni, le polemiche all’interno dello spogliatoio e tantissime altre cose imprevedibili, ma in questo momento i valori sono questi e i risultati delle prime due giornate non sono frutto del caso.

Godiamoci questa bella vittoria del Catania, più forte dell’anno scorso, quindi potenzialmente in grado di lottare per il settimo posto.

La partita l’abbiamo vista tutti, non occorre che ci ritorni sopra, ma una cosa la devo pur dire: ho sempre affermato che Rolando Maran è un grande lavoratore, anche se come tecnico non mi ha mai convinto.

Ebbene Maran oltre ad essere un grande lavoratore in queste due partite ha dimostrato di essere un allenatore molto furbo e ha dimostrato che per grinta e convinzione, per fortuna, non è Atzori o peggio ancora Giampaolo.

Aveva la squadra fatta e ben collaudata, ha avuto l’intelligenza di non toccare nulla e non stravolgerla.

La squadra è la stessa della passata stagione, le partenze di Catellani, Llama (importante ma spesso infortunato) e di qualcun altro non fanno testo, in più ha una forte alternativa in difesa che si chiama Rolin e  un calciatore come Castro che ha già dimostrato di saperci fare.

Viste le prestazioni delle prime due giornate, gran bel pareggio all’Olimpico, che diventa ancor più importante visto come la Roma ha dominato a San Siro, e splendida vittoria di misura su un gran bel Genoa.

Godiamoci questa bellissima e sofferta vittoria e dopo la sosta, alla ripresa del campionato, tornerà di moda non solo il mio articolo «In teoria e in pratica», ma visto che si va a Firenze a sfidare la squadra dell’ex Montella, anche quello precedente dal titolo «Vendetta, tremenda vendetta», solo sportiva, s’intende.

 

  71 Commenti per “Un primo bilancio”

  1. Ip Address: 212.195.241.127

    Buongiorno a tutti pari.
    Ciao Prof siamo in sintonia al 99% :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    l’uno % riguarda Maran, si è vero che ha avuto l’intelligenza è non la “furbizia” di lasciare invariati gli attori, ma a differenza di Vincenzino a dato carattere e FURIA agli stessi, non tralasciando e li mi ricollego alle dichiarazioni dei giocatori un aspetto tattico per me importantissimo…….MENO FRONZOLI e più tardi se lo ritrovo posto un articolo su Napoli Fiorentina, dove ora che Vincenzino è più seguito da come lo era a Catania, l’osservatore diceva…..troppi fronzoli e tic e tac sterile possesso palla logicamente riferito alla Fiorentina :mrgreen: :mrgreen:

  2. Ip Address: 79.32.104.170

    Una buona serata a tutti gli amici del sito.
    Ciao Vittorio, ho preferito utilizzare il termine “furbizia” al posto di intelligenza perchè è scontato che l’intelligenza la possiede, ltrimenti il mio tono poteva sembrare offensivo nei suoi confronti.
    per quanto riguarda la furia agonista in verità mi ha sorpreso il modo veemente con cui ha affrontato lo svantaggio e la squadra veramente ha meno fronzoli rispetto a quella allenata da Montella, ma da questo punto di vista è troppo presto per affermarlo, bisogna vedere come reagirà in altre occasioni.
    I primi due esami sono superati a pieni voti e non mi dispiace nemmeno quel pizzico di fortuna che ci sta accompagnando, nel finale determinante il nostro portiere, ma determinante anche la traversa che ci ha conservato i due punti in più.

  3. Ip Address: 2.193.123.38

    Buongiorno a tutti.
    Prof, sono d’accordo su quanto hai portato nell’articolo e spero tanto che la furia agonistica trasmessa ai giocatori continui per tutto il campionato, accompagnata peraltro da un po’di fortuna e condita da meno errori in fase difensiva. Ecco allora che potremmo parlare di un campionato stratosferico.
    Che la dea bendata ci aiuti.

  4. Ip Address: 95.238.46.243

    CATANIA – In una nazione di allenatori, se il gioco preferito è il calcio subito a ruota segue il Fantacalcio. Come ogni anno, il celebre gioco promosso da “La Gazzetta dello Sport”, tanto famoso e redditizio da esser tutelato come marchio registrato, mostra numericamente le aspettative degli addetti ai lavori sui giocatori e quindi sulle squadre della serie A. Abbiamo preso le quotazioni d’inizio stagione, pubblicate dal quotidiano, per capire quanto fosse quotato il Catania prima del suo esordio, quanto lo fossero i suoi giocatori e su quali, almeno ai nastri di partenza, si indicava di puntare forte.

    Nella scrittura (numero/numero) si intende come primo numero la quotazione originaria, come secondo quella attualizzata alla seconda giornata.

    Iniziamo dai portieri. Più che ad Andujar (2/4), navigato in serie A e più esperto degli altri colleghi compagni, la Gazzetta dava e dà fiducia ad Alberto Frison (9/9). E’ il giovanotto arrivato dal Vincenza ad esser stimato più d’ogni altro facente le stesse funzioni in organico. Gerarchie, fantacalcistiche, che lo vedrebbero quindi titolare. Terzo portiere, Terracciano (1/1). Tra i portieri più quotati naturalmente Buffon (16/16), Abbiati (14/15) ed il neo interista Handanovic (15/14).

    In difesa, ai piedi dell’Olimpo su cui vivono Basta (nd/17), Maicon (17*ceduto), Silvestre (15/15), Barzagli (15/15) e Chiellini (16/16) ci sono Lichtsteiner (11/15) e Legrottaglie (11/13). I cinque goal messi a segno la scorsa stagione, record realizzativo assoluto, valgono al quasi 36enne centrale rossazzurro un riconoscimento niente male. A seguire, nelle valutazioni e previsioni del giornale rosa, c’è Marchese (9/11), poi Spolli (7/7) e l’accoppiata Alvarez – Capuano (4/4). Chiudono Bellusci e Potenza (3), Augustyn (1). Il nuovo arrivato Rolin, parte bene: 5.

    In mediana il giocatore più prezioso è Francesco Lodi (18/20), le sue punizioni magistrali e le sue prestazioni al di sopra della media valgono il numero 10 che indossa ma, ancor di più, l’equiparazione ad Andrea Pirlo (18/20), un maestro nel ruolo che Lodi ricopre con continuità invece da appena una stagione. Il capocannoniere del Catania vede di fronte a sé pochi colleghi: Hamsik (22/25), Ramirez (21*ceduto), Sneijder (20/21), Diamanti (19/21). In rossazzurro, segue Pitu Barrientos (14/14), la fantasia del numero 28 viene quindi preferita alla concretezza da numero 4 puro di Sergio Bernardo Almiron (9/10). Un “falso” centrocampista” come Gomez viene quotato (12/15) mentre il nuovo arrivato, Lucas Castro, non riscuote fiducia, valutato (4/5), meno di Biagiati (5/6) ed Izco (6). In fondo alla graduatoria troviamo Lanzafame e Ricchiuti (3), Salifu (2/4) e Sciacca (2/2).

    Infine l’attacco, dove vale la pena osservare come due neopromosse su tre siano state accreditate, a campionato ancora non iniziato, di almeno un centravanti più quotato di quanto non appannaggio del Catania, la cui punta di diamante resta Bergessio (17/20). Qualcosa però è cambiata con queste due prime giornate. Ci riferiamo a Torino (Sansone (16/16)e Bianchi, (16/17)) e Sampdoria (Maxi Lopez, 19/20), dietro ma non di molto c’è il Pescara (Jonathas, 15/14). Nel quadro complessivo, il potenziale del Catania veniva equiparato a quello del Siena (Calaiò, 17/15), preferito solo a Pescara, Bologna (Acquafresca, 16/15) e Chievo (Pellissier, 16/17). Le altre: Genoa (Borriello, 13/13), Parma (Amauri, 18/17), Cagliari (Pinilla, 21/20), Juventus (Vucinic, 22/24), Milan (Pato, 23/22, Pazzini nd/20), Fiorentina (Jovetic, 24/28), Atalanta (Denis, 25/25), Lazio (Klose, 25/27), Palermo (Miccoli 26/25, Hernandez 17/17), Roma (Totti 27/28, Osvaldo 23/26), Inter (Milito 31/32, Palacio 23/22), Napoli (Cavani, 33/33), Udinese (Di Natale, 35/33). Un bel salto in avanti per Bergessio, insomma, in queste sole due giornate. In organico, Maran potrà contare secondariamente su Morimoto (11/11), quindi Doukara e Keko (2/2).

    Adesso, basandoci sulle probabili formazioni ipotizzate dallo stesso quotidiano (al 19 Agosto, ndr), comprensive di nuovi innesti, stimiamo il valore degli undici titolari anticipati dal La Gazzetta dello Sport, così da compilare una classifica basata sulla competitività: Pescara 65, Bologna 73, Siena 78, Torino 85, Genoa 89, Sampdoria 90, Catania 101, Chievo 102, Palermo 107, Cagliari 109, Atalanta 113, Lazio 119, Parma 120, Roma e Fiorentina 122, Udinese 125, Milan 130, Napoli 158, Juventus 170, Inter 171.

    Analisi ante/post, seguendo la classifica al netto delle penalizzazioni, verifichiamo se il campionato procede secondo previsioni:

    Pescara e Bologna(OK): effettivamente ultime forze del campionato.
    Palermo (OK): Ha incontrato due formazioni stimate più forti, giustificato lo 0 in classifica.
    (OK) secondo previsioni, (KO/OK) peggio rispetto alle previsioni, (OK/KO) meglio, (KO) all’opposto.

    Udinese (OK): Perde contro la Juventus, come atteso, sorprende poco la sconfitta con la Fiorentina.
    Atalanta (OK): Ci sta la sconfitta con la Lazio ed il pari col Cagliari.
    Cagliari (KO/OK): Inattesa la sconfitta col Genoa, può starci il pari con l’Atalanta.
    Siena: (OK/KO): Supera le previsioni pareggiando contro il Torino.
    Parma (OK): Perde con la Juventus e batte il Chievo.
    Fiorentina (OK): Ci sta sia la vittoria con l’Udinese che la sconfitte contro il Napoli.
    Chievo (OK): Batte il Bologna e perde col Parma.
    Milan (KO/OK): Imprevista la sconfitta con la Fiorentina.
    Inter (KO): Non ci sta la sconfitta con la Roma.
    Genoa (OK/KO): Sorprende di più la vittoria sul Cagliari.
    Torino (KO/OK): Dovrebbe esser superiore al Siena, invece pareggia.
    Catania (OK/KO): Il pari contro la Roma sorprende, valutazioni alla mano.
    Roma (OK/KO): Insospettabile sia il pari col Catania che la vittoria sull’Inter.
    Sampdoria (OK/KO): La vittoria a San Siro sul Milan sorprende.
    Lazio (OK): Batte due squadre giudicate inferiori.
    Napoli (OK): Idem della Lazio.
    Juventus (OK): Conferma in pieno la valutazione della Gazzetta.

    BUONASERATA A TUTTI FRATELLI DELLA COSTA ROSSOAZZURRA CIAO PROF SONO IN SINTONIA CON TE UN CORDIALE SALUTO A CHIAREZZA MONGIBELLO CATANISTA JOE PEPPE58 SIMONE GIORGIO E TUTTU U RESTU DA CUMACCA FORZA CATANIA 😉 😉

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    FantaCatania: Lodi il più quotato (come Pirlo) d’un Catania che sorprende già
    Come cambiano le quotazioni di rossazzurri e la valutazione del Catania in sole due giornate. Dal gioco più amato dai tifosi del calcio, traiamo spunto per analizzare quale fosse la considerazione del Catania prima dell’inizio del campionato e come, se la squadra abbia atteso a quanto previsto da “La Gazzetta dello Sport”.

    😉 😉 😉

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    Secondo appuntamento con la rubrica che dà voce ai tifosi “social” che seguono Mondocatania. Protagonista della mini-intervista è Francesco Amato con cui parliamo di Catania – Genoa ma anche del nuovo allenatore: “Maran è stato bravo a capire che all’inizio avrebbe dovuto toccare poco di quanto fatto da Montella. Giusti gli applaudi a metà tempo, non meritavamo certo di perdere. Il goal più bello? Lodi ma è Legrottaglie il giocatore fondamentale”. 😉 😉 😉

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    CATANIA, Andujar convocato in Nazionale
    05.09.2012 09:31 di Andrea Carlino

    Alla ripresa degli allenamenti del Catania manca il portiere argentino Mariano Andujar. Non per infortunio, ma perché l’estremo difensore rossazzurro è stato convocato dal c.t. Sabella per le partite di qualificazioni (contro Paraguay e Perù) ai Mondiali di Brasile 2014. Dopo l’incerta prova contro la Roma, Andujar si è riscattato contro il Genoa facendo, nel finale, ben 3 interventi decisivi. Adesso si giocherà il posto con Romero (che gioca in Italia nella Sampdoria) ed Ustari. “Tutti i candidati a quel ruolo hanno dimostrato grandi capacità, l’importante è che chiunque difenda i pali della Seleccion garantisca un alto livello di prestazione”. 🙂 🙂 🙂

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    ESCLUSIVA ITASPORTPRESS – CATANIA, Gasparin: “Europa League? Obiettivo primario resta la salvezza. Ecco perchè. L’Udinese non deve temere nulla”
    05.09.2012 11:53 di Redazione ITA Sport Press

    La partenza sprint in campionato del Catania non esalta più di tanto l’amministratore delegato, Sergio Gasparin che mantiene un profilo basso e non modifica l’obiettivo stagionale che dovrà perseguire la squadra di Maran. Il dirigente rossazzurro ne spiega i motivi in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it. “Abbiamo fatto 4 punti, a Roma e in casa col Genoa, che sono importanti per il nostro cammino salvezza. Dobbiamo rimanere concentrati e rivolti sempre al nostro obiettivo primario che è straordinario per le dimensioni della nostra società. Nessuno pensa all’ Europa League in questo momento. Abbiamo detto più volte che questo è il campionato per la parte medio bassa della classifica più difficile degli ultimi 10 anni perché la competitività che c’è quest’anno in serie A non si era mai registrata prima. L’atteggiamento tenuto dal primo giorno di lavoro della nuova stagione dalla società etnea è dovuto anche a questo. Pensiamo prima di ogni cosa a raggiungere quei punti che ci possano dare la permanenza nel massimo campionato che purtroppo non è più il più bello del mondo ma secondo me il più difficile. Momento complicato per l’Udinese mia ex società? Nonostante l’eliminazione dalla Champions e le due sconfitte in campionato ritengo che a Udine ci sia una società, una squadra e un tecnico con competenze straordinarie e con questi valori non hanno nulla da temere visto che hanno molta professionalità in tutti i settori e ne verranno fuori da questo memento difficile”

  9. Ip Address: 212.195.241.127

    Ciao Prof
    Il fatto è che non mi piacciono i furbi :mrgreen: :mrgreen: , mentre Maran già incomincia a piacermi per 2 motivi , GRINTA , E specialmente niente favoritismi :mrgreen: :mrgreen: ora mi aspetto un gioco spettacolare a Firenze….dove bada bene potremmo anche vincere, ma a differenza di quello che dico sempre, li l’allenatore sarà fondamentale, perché “vincenzino” ci conosce bene e per i ns giocatori non sarà una partita come le altre…

  10. Ip Address: 85.41.235.41

    Buonasera a tutti…..
    Ciao Angelo 🙂 🙂 🙂 Mongibello, Prof, Chiarezza, Giorgio, Peppe, Simone e per ultimo l’amico Chiarezza 😉 😉 😉

    Penso che la squadra può fare un bel campionato quest’anno e non sono d’accordo con quelli che dicono che il Catania lotterà per la salvezza…
    Abbiamo una squadra compatta in tutti i reparti, una difesa super collaudata e con l’acquisto di Rolin ci siamo rafforzati bene
    un Centrocampo ottimo e con l’innesto di Castro e la buona forma fisica speriamo di Biagianti siamo al top.
    per l’attacco se ingrana bene Bergessio saranno dolori per tutti. Spero anche nell’exploit di Doukara e Morimoto.
    Mi rammarico solo per la mancata vittoria contro la Roma all’ultimo minuto :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: altrimenti eravamo nei primi posti….

  11. Ip Address: 79.49.90.168

    Buonasera raga’!!!
    Ciao Prof. (buono l’articolo), Chiarezza, Angelo, joe, Mongello e Simone dal Belgio!!! 😉 😉 😉
    Anch’io preferisco non azzardare valutazione sul Nostro Catania ma scrivo che due titolari sicuri in piu’ c’e’ l’abbiamo e cioe’ Rolin e Castro.
    Siamo partiti bene e con due squadre cioe’ Roma e Genoa che non saranno scarse, con un pareggio e una vittoria, niente male.
    Almeno cerchiamo di riempire in nostro “carniere” di punti.
    Quello che vedo nei Nostri giocatori e la “furia agonistica” che hanno nelle giocate.
    Comunque piedi a terra.
    Il piacere di ascoltare e leggere dai Nostri giocatori che la partita “a Firenze” ce la giocheremo (in altri tempi era sempre…….), mi danno delle certezze che qualcosa e’ cambiato !!!

    Sogni di colore rosso e azzurro a tutti!!!

  12. Ip Address: 79.49.90.168

    05-09-2012

    Da tutto……………………..
    Gazzetta.it, in collaborazione con generazioneditalenti.com, illustra le caratteristiche dei giocatori stranieri approdati quest’anno a Catania. Ecco il dettaglio:

    Souleymane Doukara (1991 – Francia):
    Arriva in punta di piedi a Catania, dopo essere stato annunciato dalla stampa locale come un “carneade”. Questo illustre sconosciuto, nato a Meudon, in Francia, il 29 settembre 1991 da genitori senegalesi, arriva direttamente dalla Lega Pro, dove lo scorso anno ha fatto benissimo con la maglia della Vibonese in 2^ Divisione. 13 goal in 37 presenze coi calabresi per “Dudù”, attaccante dotato di un’ottima struttura fisica (193 cm x 86 kg) e una velocità impressionante. Oltre che da prima o seconda punta, può essere impiegato anche come esterno offensivo. Ha firmato un quinquennale con gli etnei, che hanno dimostrato di credere molto in lui.

    Lucas Castro (1989 – Argentina):
    Esterno d’attacco che parte da entrambe le corsie, Lucas Castro è forse uno dei colpi di mercato più stuzzicanti dell’intera estate. Il Catania lo seguiva da tempo, quando Lo Monaco faceva ancora parte della società, ma a luglio ha affondato il colpo strappandolo al Racing di Avellaneda e facendogli firmare un quinquennale dopo aver speso circa due milioni di euro per il cartellino. Nato a La Plata, e cresciuto nel vivaio del Gimnasia, Castro è un esterno che ama partire preferibilmente da sinistra per poi accentrarsi e cercare il tiro. Negli ultimi tempi ha trovato una certa confidenza con il gol, e nella squadra più argentina d’Italia dovrebbe ambientarsi senza troppi problemi. Una curiosità: il suo soprannome è “El Pata”, che significa zampa, perché da bambino veniva preso in giro per i suoi piedi enormi e sproporzionati.

    Jean Mbida (1990 – Camerun):
    Nasce in Camerun ma prestissimo emigra in Francia da parenti, dove poter coltivare al meglio studi e la passione per il calcio. In Italia approda nel 2005 al Vicenza, passa poi all’Inter nella stagione 2008/2009 dove viene messo a disposizione dell’allora tecnico della Primavera Vincenzo Esposito. Terminato il ciclo giovanile gioca in prestito al Como, al Savona, al Montichiari e di nuovo a Vicenza. Nella stagione 2012/2013 rimpolpa le fila del Catania. Terzino sinistro di grande agonismo e spinta, viene impostato in questo ruolo proprio all’Inter dopo aver corso lungo tutta la fascia mancina, dal centrocampo alla trequarti.

    Maks Barišič (1995 – Slovenia):
    Arriva dalla Slovenia l’investimento maggiore, ad oggi, per le giovanili del Catania. Maks “Maki” cresce nel Luka Koper, società di Capodistria, con cui riesce a conquistare anche la vetrina della nazionale slovena: prima l’U16 e oggi l’U17. Il suo nome in patria emerge con prepotenza nella stagione 2009/2010 quando conquista il titolo di capocannoniere della divisione U14 slovena, siglando 36 reti in 30 incontri. Dopo un anno di transizione dove segna soltanto 6 reti nella stagione successiva tra i “Kadeti”, pressapoco i nostri “Allievi”, nella stagione 2011/2012 si segnala ancora una volta come miglior cannoniere di categoria: 28 reti in 30 incontri e titolo in tasca per i giovani del Koper ai danni dei ben piu quotati calciatori del Maribor. Attaccante di razza, 1,87 m è capace di giocare come Prima punta o come seconda punta. Si distingue oltre che per la confidenza con il goal, anche per la capacità di dribbling e capacità di sfruttare gli spazi.

    Alexis Rolin (1989 – Uruguay):
    Il roccioso centrale del Nacional Montevideo sbarca in Italia, e lo fa nell’oasi felice che risponde al nome di Catania. Alexis Rolin è un difensore centrale che vanta un numero indefinito di estimatori sparsi per il mondo. Uno su tutti, Oscar Tabarez, che nel raduno preolimpico lo ha dipinto come un predestinato a diventare il centrale del futuro. Longilineo, mancino di piede, Rolin distribuisce 76 chilogrammi di peso su 186 centimetri di altezza. Insuperabile nel gioco aereo, negli ultimi tempi è migliorato parecchio in fase offensiva prendendosi parecchia confidenza con il gol. Gioca centrale di sinistra a quattro, ma si disimpegna anche come mancino in una retroguardia a tre. Per averlo, il Catania si è svenato, spendendo una cifra che si aggira attorno ai 5 milioni di euro.

    Ousmane Diop (1994 – Senegal):
    Notevole salto per questo giovane senegalese, protagonista nella scorsa stagione in Serie D con la maglia del Teramo. Prelevato in estate dal Martina Franca dopo poche settimane con la formazione pugliese è arrivata l’offerta del Catania. Il club etneo conta sul giocante centrocampista per rinforzare la propria formazione Primavera.

    Sadmir Zekovic (1993 – Svezia):
    Nato in Svezia, origini balcaniche… e presto la mente corre a Zlatan Ibrahimovic. Se poi aggiungiamo che il ragazzo proviene dalle giovanili del Malmo… il gioco è fatto. Zekovic è un attaccante, forte fisicamente e abile tecnicamente. Si trovava in prestito nella serie C svedese, al Limhamn Bunkeflo quando viene invitato al Catania per un provino. In un’amichevole contro la prima squadra catanese riesce ad andare in rete ed in generale la sua prova colpisce i dirigenti etnei: in un primo momento si lavora per un suo trasferimento a Gennaio, ma alla fine le trattative subiscono una forte accelerazione in chiusura della finestra di mercato e il giovane si aggrega già da questa sessione di mercato alla prima squadra, con intenzione di testarlo presto anche in Primavera.

    Erick Calbaceta (1993 – Costa Rica):
    Nonostante la partenza di Lo Monaco, il Catania rimane tra i club che più puntano su giovani talenti dall’estero da lanciare in Italia. Calbaceta proviene dal Costa Rica ed è arrivato al primo giorno di calciomercato a titolo definitivo dall’Orion. E’ un difensore centrale (186 cm) dal passaporto comunitario (lontane origini italiane) punto di forza della nazionale costaricana Under 20 ed in passato ha provato anche per il Genoa.

    Paul Katsetis (1996 – Grecia):
    Colpaccio del Catania che si assicura per i prossimi tre anni un trequartista dal potenziale molto elevato. Katsetis è nato in Australia ma è provvisto anche di passaporto ellenico. 182 cm x 72 Kg messi al servizio di un’ottima tecnica, proviene dall’Aek Atene che precedentemente l’aveva prelevato dal Blacktown City Fc. Su di lui c’erano anche club inglesi.

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    Buongiorno a tutti….
    Affari mancati. E’ sfumato il trasferimento di Keko e Paglialunga dal Catania al Vicenza. Tutto perché il Vicenza ha preso dalla Samp Padalino, Laczko e Semioli. L’inserimento della Samp, che dal Vicenza ha preso Gavazzi, ha fatto sfumare l’affare con il Catania. Restano invece possibilità per Ricchiuti e Augustyn al Grosseto. Con la deroga c’è ancora tempo…

  14. Ip Address: 87.7.152.201

    Buongiorno raga’!!!
    Ciao joe!!! 😉 😉 😉
    Anche se sono giorni di pioggia e stamattina si prevede pioggia a catenella auguro una bella giornata a tutti!!!

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    buonpomerigio fratelli della costa rossoazzurra un cordiale saluto a tutti 😉 😉
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    MASCALUCIA (CT) – Con inizio alle ore 15.00 circa, seguiremo in diretta l’amichevole tra Catania e Comprensorio Normanno (alias Paternò) che andrà in scena sul campo tre di Torre del Grifo alla presenza dei tifosi del Catania, ai quali per l’occasione sono state aperte le porte dell’impianto. La sgambata rientra nel calendario di avvicinamento alla sfida di domenica 16 al Franchi contro la Fiorentina di Montella.

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    Catania 4-3-3) Frison, Potenza, Rolin, Spolli, Capuano; Salifu, Ricchiuti, Izco, , Doukara, Morimoto, Castro.

    Paternò 4-4-1-1) Spezie, Pasqualicchio, Scalia, Orefice, Savonarola, La Marca, Zumbo, Barbieri, Mandarana, Mastrolilli. All. Strano.

    Primo tempo
    0′ Calcio d’inizio per il Paternò
    3′ Conclusione di Zumbo, rasoterra, sul fondo.
    9′ Autogol del Paternò, il retropassaggio di Orefice beffa Spezie. Pallonetto che s’infila radente al palo.
    15′ Conclusione diagonale di Morimoto, fuori di poco oltre il palo alla sinistra del portiere.
    20′ Gioco fermo, soccorsi ad un giocatore del Paternò.
    21′ Tiro dalla distanza di Morimoto, di poco a lato. Applausi dei compagni.

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    26′ Ritmi bassi. Tribuna affollata.
    28′ Scivolata poco amichevole di Spolli.
    29′ Conclusione a botta sicura di Morimoto, Spezie si oppone con i piedi.
    30′ Conclusione di Doukara, alta dopo un elaborato dribbling per cercar spazio al limite dell’area.
    32′ Conclusione del Paternò, a lato della porta di Frison.
    39′ Uscita di Frison su Mastrolilli, presa bassa.
    45′ Conclusione al volo di Izco su schema da calcio d’angolo. La coordinazione c’è, la precisione no.
    45′ Fine primo tempo.

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    Secondo tempo
    0′ Riprende l’amichevole. Nessuna sostituzione nel Catania.
    5′ Primi minuti senza sussulti. Evidente l’intenzione di Maran di testare le riserve sui 90′.
    6′ Raddoppio del Catania. Azione insistita di Salifu, tiro, respinta del portiere che ribatte su di un difensore e viene spinta in rete da Castro prima che a tabellino vada il secondo autogol. 😈 😈 😈

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    12′ Rete del Catania. Doukara conferma la sua attitudine al goal. Azione insistita sulla sinistra, l’attaccante protegge palla, entra in area, angola sul palo lungo che il pallone incoccia prima di insaccarsi . 😈 😈

  20. Ip Address: 95.238.46.243

    13′ Nel Catania dentro Lanzafame, fuori Doukara.
    18′ Doppio liscio di Morimoto e poi Castro in area paternese.
    25′ Conclusione al volo di Castro, ribattuta da un difensore.
    29′ Fuori Potenza, dentro Augustyn.
    31′ Dentro Keko e Paglialunga, fuori Ricchiuti e Castro.andiamo avanti 😉 😉

  21. Ip Address: 95.238.46.243

    34′ Serpentina di Keko a sinistra, dribbling su due avversari, steso in area, l’arbitro assegna solo il corner.
    35′ Ottimo spunto di Morimoto che spara sul portiere dopo esser scattato abilmente sul filo del fuorigioco.
    43′ Rete di Lanzafame. L’attaccante si gira in area ed infila la palla sotto la traversa.
    44′ Gran tiro di Keko, sventa il portiere del Paternò togliendo il pallone da sotto la traversa.
    44′ Dentro Bellusci per Morimoto, al centro dell’attacco.
    45′ Fine della partita. 😈 😈 😈 forza cataniaaaaaaaaa

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    Il Catania riserve ne fa quattro al Paternò
    Termina 4-0 l’amichevole col Paternò. Maran dà spazio alle riserve. Gara sonnecchiante per tutto il primo tempo, scosso solo dall’autorete di Savanarola al 9°. Tutte le reti nella ripresa: Castro, Doukara e Lanzafame. Nel finale spazio anche per Keko, Augustyn, Paglialunga oltre all’attaccante che chiude le marcature. 😉 😉 😉

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    MASCALUCIA (CT) – Una settimana di sosta può esser tanto utile quanto pericolosa. Rolando Maran lo sa, per questo ha chiesto ed ottenuto la disputa di un’amichevole infrasettimanale contro un avversario non impegnativo, tecnicamente, ma che che almeno s’impegnasse a fondo, agonisticamente. Opportuna perciò, la scelta di quel che anni fa, veniva considerato a ragione il derby dell’Etna: Catania – Paternò. Due tifoserie geograficamente vicine e storicamente amiche, che nel 2002 festeggiarono insieme la rispettiva promozione (in B il Catania, in C1 il Paternò) per poi intraprender strade diversissime con, come unico anello di congiunzione, quel Pasquale Marino che, dopo aver portato i paternesi in C1 riuscì, anni dopo, nell’impresa di riportare il Catania in A. Intanto, il Paternò precipitava, tra insuccessi sportivi e fallimenti societari, nuovamente nelle serie minori fino a perder nome e blasone più e più volte, come oggi, in cui per i cavilli della FIGC deve esser chiamato “Comprensorio Normanno”.

    Grande affluenza di pubblico. La tribuna è colma per la sua intera capienza. Maran schiera la formazione riserve. In campo tutti i giocatori che hanno iniziato in panchina la gara contro il Genoa. Primo tempo, il caldo fa sentire la sua presenza più di quanto non faccia il Catania. Qualche applauso per Castro e Frison ed un’autorete nei primissimi minuti a determinare il parziale di 1-0. Cross dalla destra, Savanarola devia la traiettoria della sfera quanto basta per renderla imparabile a Spiezie. Formazione confermata alla ripresa, unica novità è Terracciano per Frison. Si comprende da qui l’intenzione del tecnico di abituare anche e seconde linee al clima partita. Non che i ritmi si alzino, probabilmente a scender è la qualità del Paternò che sostituisce i titolari con le riserve anche in previsione dell’impegno settimanale che l’attende, la Vibonese, per il campionato di serie D. Si giustificano anche così le reti del Catania, sempre sornione, ma adesso più ficcante con Castro, che mette a segno il 2-0 ribadendo da pochi passi un pallone destinato all’autorete, e Doukara che segna il 3-0 con un preciso diagonale per poi esser sostituito con Lanzafame. A seguire Augustyn sostituisce Potenza, Keko rileva Castro, Paglialunga prende il posto di Ricchiuti. Proprio Lanzafame al 43° sigla il 4-0 con un diagonale che s’insacca sotto la traversa, da posizione defilata. Ultimo sussulto, un tiro di Keko, molto volenteroso, tolto dall’incrocio dei pali dal portiere. A pochi secondi dalla fine fuori Morimoto dentro Bellusci al centro dell’attacco.

    Termina senza recupero questa allegra sgambata infrasettimanale, utile ad aver comunque indicazioni orientative. Rolin non ha ancora ingranato la marcia giusta per stare al passo con i compagni, Potenza e Spolli viaggiano verso la miglior condizione, Salifu ancora troppo macchinoso in mediana, Morimoto eccessivamente impreciso. Prove positive per Doukara, Capuano e Ricchiuti. Poco sollecitati i portieri. Lanzafame dimostra volontà di scalare le gerarchie e può vantare maggior esperienza e qualità rispetto a Keko, frenato dal voler dimostrare a tutti i costi il valore che ancora il campo ed i tifosi non gli riconoscono.

    😛 😛 😛

  24. Ip Address: 85.41.235.41

    Bravo Angelo per la cronaca 😀 😀 😀
    Speriamo di fare lo stesso a Firenze un poker con una doppietta di bergessio 😉 😉 😉

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    Un caro saluto a tutti gli amici del sito, un grazie ad Angelo per la cronaca che mi ha consentito di vedere una partita che non ho seguito.
    Come dice qualcuno in questo momento c’è poca trippa per gatti quindi mi limito a leggere i vostri graditi commenti.

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    Salve raga’!!!
    Ciao Prof. joe e Angelo!!! 😉 😉 😉

    Un po’ in ritardo, buona giornata a tutti!!!

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    CATANIA – Per esser definiti degli “innovatori”, poi, bisogna esser disposti a correr il rischio di sembrar “bizzarri” prima.. che il successo, nel calcio moderno meritorio più di qualsivoglia coraggio o geniale intuizione, definisca il segno particolare, spesso indelebile, sul proprio patentino. Parliamo (anche) di allenatori, del Catania nel caso particolare, che anno dopo anno, anche a metà anno, negli ultimi sette anni, avvicendandosi con la cadenza più da frazionisti d’una staffetta che da allenatori decisi a compiere un ciclo pieno, ci hanno dato tanti di quegli spunti, di quegli aneddoti, di quelle storie da raccontare, per raccontare il loro modo di allenare, da stuzzicare la volontà dello scrivente..

    In principio era.. Marino
    Pasquale, lo stratega di Marsala, il pioniere del 4-3-3, era ed è un devoto predicatore del possesso palla. Nei ritiri, due, svolti uno tra le Alpi e l’altro in Sila, ai suoi giocatori, in campo, ripeteva come una nenia “non perdiamo il possesso della palla, non perdiamo il possesso della palla, non perdiamo il..”, con cadenza monocorde dalle velleità ipnotiche. Marino, il tecnico tanto geloso del possesso palla almeno quanto delle parole in suo possesso. Capitava, ai cronisti, di profondersi in accurate e talvolta estenuanti disquisizioni tattiche, culminate da un inappropriato punto interrogativo, alle quali, Marino, contrapponeva un laconico “sì”, un lapidario “no”, un vago “forse”, e quando di buonumore un conciliante “certo”. Ma se, tra tutti, su di un solo particolare dovessimo scommettere esser rimasto indelebile nei ricordi dei suoi giocatori, diremmo le estenuanti ripetute estive, zemaniane, sull’anello di atletica che, appositamente, arrivando in pullman, i giocatori rossazzurri affrontavano come l’ostacolo più irto della giornata, una pratica martoriante superata la quale, tutto il resto, qualsiasi cosa fosse, era come una discesa.
    In carica dal: Inizio stagione 2005/2006 – Fine stagione 2006/2007 (dimesso)
    Panchine in A col Catania: 31
    Miglior piazzamento: 13° – 41 punti
    l pupillo: Roberto De Zerbi (in B), Gionatha Spinesi poi

    Girotondismo
    Poi, un giorno, a Catania arrivò Silvio Baldini. Il tecnico, che prima di Spalletti ideò il 4-2-3-1 ma che a Catania, nell’attesa vana del miglior Colucci, da utilizzare come regista nel triangolo offensivo, regredì fino all’elementare 4-4-2 che lo portò all’esonero. Aneddoti? Le sue conferenza stampa iniziavano al loro ufficiale termine. Capitava di intrattenersi insieme a lui quarti, mezzore, ore negli angusti camerini (adattati a sale stampa) di Massannunziata piuttosto che di Trecastagni, parlando del calcio e delle sue metafore, dei colleghi scorbutici ed a volte traditori, d’un sistema che non gli andava giù, delle sue innovazioni tattiche misconosciute, del sua passione per la caccia e di tanto altro. Assolutamente indimenticabili, in sede di ritiro, i “girotondi” ai quali costringeva tutti i suoi giocatori al termine delle sedute d’allenamento: “Il calcio è divertimento, quindi divertiamoci..”, manifesto di fronte al quale tutti i giocatori si mettevano in circolo, e prendendosi per mano cominciavano a “girotondare”per finire chi giù per terra (i più spiritosi e/o convinti), chi velocemente negli spogliatoi a lenire l’imbarazzo. Fu il ritiro degli allenamenti con un occhio bendato (“per stimolare la visione di gioco periferica”, diceva), delle porte mobili trasportate da tutti i giocatori (“perché bisogna esser squadra in tutto quello che si fa”, la teoria), delle lunghe nuotate in piscina (col concreto rischio di annegamento per più d’un giocatore in rosa), dei bagni ghiacciati approntati da un suo collaboratore: tinozze colme di acqua e ghiaccio in cui i giocatori dovevano immergersi fino alla vita immediatamente dopo aver concluso l’allenamento (“servono come strumento di prevenzione ad infortuni muscolari” la spiegazione).
    In carica dal: Inizio stagione 2007/2008 – 31 Marzo 2008 (dimesso)
    Panchine in A: 31
    Miglior piazzamento:
    Il pupillo: Mariano Izco

    Le palle “inattive”
    Erano inattive anche le quattro che fissava a penzolare dalla traversa per allenare la precisione nel concludere a rete. Walter Zenga, quella sua peculiarità, la ripose solo in un’occasione, dopo aver rifilato quattro palle in rete al Palermo, nel derby del Barbera che resterà storico anche per il goal “fuori dal comune” siglato da Mascara. “Perché nessun osservatore esterno lo fraintendesse come gesto di scherno o mancanza di rispetto, per non dare alla squadra riferimenti ironici che potessero distogliere l’attenzione dalla prossima sfida”, persa poi 3-0, in casa, contro il Siena di Giampaolo. Lo stratega delle palle inattive era in realtà Gianni Vio, bancario prestato al calcio ogni venerdì pomeriggio: sue le tecniche di disordine organizzato, del trenino, dei pantaloncini abbassati per distrarre il portiere. Oltre all’encomio derivante dal figurare come unico allenatore rossazzurro capace di mandar in goal Gianvito Plasmati (contro Juventus ed Inter, ndr), l’ex Uomo Ragno sarà ricordato anche per aver introdotto le partitelle col le porticine ai quattro lati del campo, espediente volto a migliorare la reattività ai cambi di gioco tanto in fase offensiva che difensiva, ma soprattutto per il suo carisma, tale e tanto da convincer Lo Monaco ad acquistargli un giocatore su richiesta, tale Nicolae Dica, concessione (disgraziata, ndr) rimasta unica eccezione alla regola “il mercato lo fa la società”, tale e tanto da portarlo allo scontro verbale e quasi fisico con più d’un giornalista, salvo poi rinsavire con una stretta di mano. Un aneddoto? Al ritorno dalla vittoriosa trasferta di Palermo, la squadra fu attesa e festeggiata alla stazione di servizio di Gelso Bianco. Al suo arrivo in pullman, Zenga si sprorse dal predellino per salutare la folla accorsa quando, dalla folla, un tifoso non più giovane gli lanciò la richiesta: “Zenga, ti posso dare un bacio sulla tigna?”, un po’ imbarazzato, il tecnico rispose con un sorriso ed un rapido tentativo di ritirata ma, quando davanti alla sua ritrosia il tifoso incalzò: “Ma su non tu rugnu ora, dopo quattru gol ndo derby, quannu ti l’avissa ddari?”. La storia non ha chiarito se Zenga comprendesse o meno il dialetto catanese, ma ci racconta che tornato sul predellino, dopo quelle parole, concesse il glabro capo all’umido battesimo delle schioccanti labbia del tifoso.
    In carica dal: 1° Aprile 2008 (subentrato) – Fine stagione 2009 (dimesso)
    Panchine in A con il CT: 45
    Miglior piazzamento: 15° – 43 punti
    Totale punti: 51
    Il pupillo: Nicolae Dica prima, Giuseppe Mascara poi

    Il modulo della disgrazia
    Gianluca Atzori verrà ricordato come il tecnico dalle premesse migliori e dai risultati peggiori. Un pre-campionato entusiasmante, impreziosito da prove brillanti come quella offerta ad Utrecht, al quale ha fatto seguito un rovinoso inizio di campionato. Vice di Baldini, e poi anche di Zenga nelle ultime sette partite dopo l’esonero del tecnico toscano (scelta che Baldini non gli ha ancora perdonato, ndr) fu il primo tecnico a cercare un abbinamento tra il coraggio, lo spirito da sempre prerogativa vincente del Catania ed un ordine, un sistema, un’identità di gioco ancora mancante. Esperimento fallito, come nell’esperienza del suo mentore, col balbettante ritorno al 4-4-2.
    In carica dal: Inizio stagione 2009/2010 – 8 Dicembre 2009 (esonerato)
    Panchine in A con il CT: 15 buonasera a tutti fratelli della costa rossoazzurra un cordiale saluto a joe prof giorgio e anche ai non presenti forza catania sempre 😉 😉 😉

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    per i vostri ringraziamenti non ce di che quando posso questo e altro per i fratelli rossoazzurri troppo buoni 😉 😉 😉

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    Stampa: Il Catania scopre Donnarumma bomber

    La rassegna dei quotidiani in edicola: A Como è nato un nuovo bomber, già rossazzurro. Alfredo Donnarumma sta conquistando la tifoseria lariana a suon di goal schierato prima punta. Petkovic, l’allenatore della Lazio, si interroga sulle potenzialità del Catania che intanto, in amichevole, mette in mostra Salifu e Doukara.
    😉 😉 😉

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    Como: Donnarumma il bomber inventato (La Gazzetta dello Sport)

    “Ha sempre giocato da esterno, ora la svolta: 4 gol in due gare di Coppa, 3 al debutto domenica

    “Alfredo Donnarumma, un nome nuovo all’attacco. Nuovo per la sua squadra, il Como, e nuovo per il campionato. Perché il 21enne attaccante di Torre Annunziata (ne compie 22 a novembre), cresciuto nel Catania che l’ha girato in prestito sul Lario, i panni del bomber autentico non li ha mai vestiti. Solo in Primavera. Ma anche lì, come in tutta la sua carriera, il suo ruolo è sempre stato quello dell’attaccante esterno. Uno che di gol ne ha fatti fare più ai compagni. Che media A Como invece, dove la punta centrale designata, Torregrossa, sta ancora lavorando per entrare in forma, il ruolo all’inizio è toccato a lui. Risultato? Unatripletta domenica nella prima giornata contro il San Marino (3-1).Ma non solo: ci sono anche altri quattro gol, due doppiette, segnati nelle partite precedenti, quelle di Coppa Italia contro Monza e Renate. Per uno che bomber non è… «Ricordo una tripletta in Primavera, questa è stata la prima da professionista ». 😆 😆 😆

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    Neopromosse alla riscossa od allo sbaraglio? Chi retrocederà?

    Analizziamo le tre neo-promosse, prossime sfidanti, all’ultimo sangue, nella corsa salvezza versione 2013. Traguardo massimino, comune col traguardo minimo fissato dal Catania e da Catania per il Catania. Delle tre la Sampdoria è quella ad esser partita meglio, a seguire il Torino, un disastro annunciato il Pescara di Stroppa. Chi retrocederà secondo voi?

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    Il Torino dell’eterno Ventura

    In cerca di riscatto. Il Torino versione 2012/13 si presenterà ai nastri di partenza della nuova serie A con enormi cambiamenti rispetto alla squadra che è finalmente riuscita a risorgere dalla ceneri della B lo scorso anno: Complice anche qualche squalifica e qualche mancato riscatto di comproprietà e prestiti rientrati alla base.

    Il mercato ed i punti di forza

    Rivoluzione si aspettava e rivoluzione è stata. La nuova rosa del Torino conta ben 7 facce nuove, a cui, per dovere di cronaca, si dovrebbero aggiungere anche il “mordi e fuggi” Ferronetti e il neo-squalificato Gillet (in attesa degli sconti di fine stagione). In difesa i volti nuovi sono quelli di Rodriguez, centrale proveniente da una disastrosa stagione a Cesena, il giovane Migliorini (ex Chieti) e Pablo Caceres, scommessa sud-americana del presidente Cairo. A centrocampo sono arrivati i veri botti per la squadra granata: Santana (ex Napoli), Gazzi (ex Siena), Brighi (dalla Roma) sono pronti a dare chi sostanza e chi classe ad un reparto che si presenta ben assortito. In avanti il giovane Sansone, autentica sorpresa dello scorso campionato grazie alle reti con la maglia del Sassuolo, proverà a non far rimpiangere Antenucci. Il punto di forza, però, rimane sempre l’eterno Bianchi, bomber capace di finire facilmente in doppia cifra nella classifica marcatori. Cairo è sempre intenzionato a venderlo, stavolta c’è il Malaga, eppur non vi riesce mai. E poi c’è il sempreverde Ventura: più che un tecnico, un re Mida.

    Il mercato prossimo venturo o sperato

    Complice le squalifiche di Parisi, Vives e Gillet il Toro cerca almeno un giocatore per ruolo. In porta si sondano le piste che portano a Benassi, al quasi omonimo Benussi e al palermitano Tzorvas. In difesa il sogno è Marchese ma il Catania difficilmente se ne priverà. Drenthe è più che altro un sogno (ha un altissimo ingaggio), più probabile l’arrivo in prestito dell’interista Juan Jesus. A centrocampo folla di nomi: si contendono Nadarevic e Melazzi al Catania, si cercherà di chiudere per Biondini e Jankovic del Genoa, si fanno i nomi anche di Palombo, Ghezzal, Tissone, Pazienza e Birsa. In avanti il sogno è Vitor Barreto dell’Udinese (che con Ventura fece grandi cose a Bari). Piccolo sondaggio anche per Floccari della Lazio.

    Inizio
    Il pareggio contro il Siena ha permesso ai granata di cancellare la penalizzazione inflitta dalla Disciplinare, attinente al coinvolgimento nello scandalo scommesse. Un primo passo avanti, in casa di una diretta concorrente alla salvezza, è un ottimo inizio per l’undici di Ventura che, probabilmente, solo col tempo riuscirà ad esprimere appieno tutto il proprio potenziale. Preziosa ma ancora poco indicativa la vittoria sul Pescara.

    Il ritorno della Sampdoria, con Ferrara

    Altra grande squadra risalita dal pantano della serie B, la Sampdoria punta dritto ad un piazzamento nella parte sinistra della classifica. Proprio per questo il patron Garrone ha approntato una campagna acquisti faraonica e a “scippare” il tecnico Ferrara niente meno che all’under 21. Certo se non ci fosse stato il gran rifiuto di Benitez, oggi staremo a parlare di una Samp grandi firme…

    La rosa ed i punti di forza

    I cardini della promozione in serie A sono rimasti tutti (a parte Foggia, ma non è detto che non torni): Obiang, Gastaldello, Pozzi ed Eder sono pronti ad aiutare la squadra ad affrontare tutti gli ostacoli della lunga stagione di A. In più, fino ad adesso, si sono aggiunti 5 acquisti pesanti: Maxi Lopez, De Silvestri, Berni, Estigarribia e Corazza. Soprattutto i sud-americani Maxi ed Estigarribia dovrebbero far fare quel salto di qualità che a Genova si aspettano: Maxi con i gol, Estigraribbia con tanti assist. Ad essi vanno aggiunti i ritorni “pesanti” di Palombo e Tissone dai rispettivi prestiti. Il punto di forza della squadra doriana dovrebbe essere l’attacco: Eder, Maxi e Pozzi dovrebbero garantire almeno una ventina di gol totali, oro colato per qualsiasi squadra. In più, occhio ad Obiang: ne sentiremo parlare di questo spagnolo.

    Il mercato prossimo venturo o sperato

    Come il Torino, la Samp è alla ricerca di almeno 4 o 5 elementi utili per impreziosire la sua rosa. In difesa Sardo del Chievo è più che un obiettivo, soprattutto se non rinnoverà il suo contratto con i clivensi. A centrocampo molto dipenderà dalla conferma o meno di Tissone e Palombo: in ogni caso sono partiti già i sondaggi per Maresca, Pazienza, Kasami e Migliaccio. Particolarmente apprezzato, anche da parte dei tifosi, il ritorno a centrocampo di Poli, reduce dall’esperienza poco felice in nerazzurro.

    Inizio
    Un bel botto a San Siro, tre punti che fungono da monito per il Milan e da avvertimento per tutte le altre formazioni. Far punti in casa dei rossoneri, che siano in crisi o meno, non sarà così facile, così quanto conquistato dai doriani già alla prima potrebbe rivelarsi un importante tesoretto in ottica salvezza. Delle tre cadette è senza dubbio quella che più ha convinto per operazioni condotte sul mercato come pure per scelta del tecnico ed esordio in campionato. La penalità (-1) è già stata scontata, e la bella conferma contro il Siena la porta ad esser seconda forza del campionato, prima sul campo.

    La novità Pescara affidata a Stroppa

    Dopo 19 anni torna in serie A il Pescara, ma ci torna senza tutti gli autentici protagonisti della promozione. A cominciare da Zeman: il tecnico boemo ha preferito l’avventura a Roma lasciando la “sua” creatura al tecnico emergente Stroppa. E poi mancano quattro dei protagonisti in campo: Sansovini ha preferito restare in B (è andato allo Spezia), Verratti è stato venduto a peso d’oro agli sceicchi del Psg e Insigne e Immobile non sono più tornati da Napoli e Genova. A Pescara, così, è lentamente scemata la sbornia della festa-promozione: per la salvezza servirà un miracolo.

    La rosa ed i punti di forza

    Il miracolo dovrà passare necessariamente dai tanti volti nuovi: ben 13 sono gli acquisti ufficiali fino ad oggi. Una vera rivoluzione che parte fin dal nuovo numero 1: Matteo Perin, recentemente convocato da Prandelli. In difesa si attende tanto da Cosic, ex Stella Rossa, e Crescenzi, ex Bari, mentre si cerca esperienza dall’ex rossoazzurro Terlizzi. Un altro ex rossoazzurro è stato preso a centrocampo: Peppe Colucci, che farà coppia con Blasi. Esotici gli altri colpi a centrocampo: Bjarnason (dallo Standard Liegi), Quintero (ex Evingado) e Weiss (ex Espanyol). In attacco i volti nuovi sono l’ex Vicenza Abbruscato e l’ex Brescia Jonathas. Nuovi acquisti sono anche Chiaretti, Ragusa e Celik. Il punto di forza della rosa abruzzese dovrebbe essere la difesa: Terlizzi è pressoché una sicurezza come il portiere Perin, Crescenzi e Capuano sono giovani cercati anche dalle grandi di serie A e i vari Romagnoli, Brosco e Balzano proveranno a divenire delle future sorprese.

    Il mercato prossimo venturo o sperato

    La grande rivoluzione del Pescara non si è fermata a 13. Altri 2 o 3 acquisti potrebbero arrivare nelle prossime ore di mercato, in particolar modo in attacco. Si cercano infatti i laziali Kozak e Foggia (il secondo è più avvicinabile del primo) e Icardi della Sampdoria, ma non verranno ignorate le possibile piste straniere che portano a Vossen del Genk e Ulloa dell’Almeria. Inoltre qualche puntello potrebbe essere messo anche in difesa e a centrocampo: Modesto del Parma e Giandonato della Juventus sono gli osservati speciali.

    Inizio
    Unica delle tre neopromosse a non partire con una penalizzazione a carico, unica a perdere e pure sonoramente. Due partite, zero punti, tre reti subite ad ogni turno, come il Palermo. L’Inter non ha avuto alcuna remora ad infliggere lo 0-3 davanti ad un pubblico che ha smesso, ben presto, l’aria festante di chi torna in serie A dopo tanti anni dietro le quinte. Idem ha fatto il Torino, facilitato dall’espulsione di Terlizzi. Far punti sarà difficile per il Pescara, contro chiunque.

    Domanda
    Secondo voi chi ha maggiori possibilità di salvarsi, tra le tre? Quali saranno le tre retrocesse questa stagione?a voi la palla 😀 😀 😀

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    ESCLUSIVA ITASPORTPRESS – CATANIA, Ricchiuti resta ( per 80 mila euro) ma andrà via a parametro zero
    07.09.2012 15:59 di Redazione ITA Sport Press

    Adrian Ricchiuti, centrocampista offensivo del Catania alla soglia dei 34 anni, trova poco spazio nella squadra di mister Maran. Dopo alcune stagioni da vero leader della trequarti rossazzurra, essendo divenuto il vero ispiratore di Maxi Lopez, per l’italo-argentino si profilava un addio imminente da Catania visto che il suo contratto scadrà a giugno 2013. Ma non sarà così. Secondo quanto appreso in esclusiva da Itasportpress.it, dopo la rinuncia del Grosseto, anche il Vicenza ha chiuso ogni trattativa col Catania 3 giorni prima della chiusura del mercato dopo la proroga concessa dalla Lega. Il club del presidente Camilli è stato molto vicino a Ricchiuti offrendo un biennale, ma chiedeva al Catania di contribuire alle spese pagando 80 mila euro di ingaggio (dei 240 mila complessivi) per la stagione in corso. Proposta bocciata dalla dirigenza etnea. Il Vicenza invece lo avrebbe voluto nell’affare Gavazzi visto che non era interessato fortemente a Keko e Paglialunga. Anche in questo caso affare sfumato anche perché non è stato raggiunto l’accordo economico per l’acquisto del cartellino dell’ex Rimini. Per Ricchiuti dopo essere stato vicinissimo al Padova lo scorso anno e al Grosseto nell’ultima finestra estiva di calciomercato, il futuro sarà ancora rossazzurro almeno fino a gennaio. Il giocatore da febbraio potrà sottoscrivere accordi con qualsiasi club per la stagione 2013/14 avendo il contratto in scadenza. 🙂 🙂 🙂

  34. Ip Address: 82.55.239.229

    Buonasera raga’!!!
    Ciao Angelo!!!

    Sogni rosso e azzurro a tutti!!!

  35. Ip Address: 95.238.46.243

    Il Calcio Catania S.p.A. ha comunicato di aver raggiunto un’intesa con il calciatore Alejandro Dario Gomez per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2016. l’accordo ritenuto soddisfacente da entrambe le parti e stato ufficializato oggi dall’ministratore delegato sergio gasparin nel corso della prima puntata del programma radiofonico ufficiale momenti rossoazzurri buongiorno a tutti fratelli della costa rossoazzurra ciao giorgio buona spesa 😉 😉 😉

  36. Ip Address: 95.247.11.244

    Buongiorno raga’!!!
    Ciao Angelo!!! 😉 😉 😉

    Buona giornata a tutti!!!

  37. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti…..

    Bravo Gomez per il prolungamento del contratto 😉 😉 😉

    Che italietta ragazzi abbiamo rischiato di perdere con la Bulgaria :mrgreen: :mrgreen:

  38. Ip Address: 212.195.241.127

    Buongiorno a tutti pari

    Ciao Joe
    Certo che se al posto di Buffon le papere le avesse fatte Andujar :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: si ni puteva scappari di notte a notte :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    Questo Gasperin continua a piacermi sempre di più, signorilità e competenza.

    Lux ma unni si 😯 😯 😯

  39. Ip Address: 95.238.46.243

    “Catania ama Catania”. E Gasparin e Maran? Anche!
    Nel corso della manifestazione organizzata dal club Barriera – Battiati intervengono l’addì ed il tecnico rossazzurro. Gasparin: “I tifosi sono i nostri migliori amici, lo hanno dimostrato standoci accanto nel momento del bisogno”. Maran: “Questo è solo l’inizio, sono sicuro che sapremo regalare soddisfazioni ancor maggiori se il pubblico saprà starci accanto”.
    😉 😉 😉

  40. Ip Address: 95.238.46.243

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    CATANIA – Una serata a forti tinte rossazzurre. L’hanno vissuta ieri sera protagonisti e spettatori (chi stava sul palco?) accorsi alla prima di “Catania ama Catania”, manifestazione sportivo-culturale organizzata dal club rossazzurro “Barriera Battiati”(Tribuna B), patrocinata dal Rotary Catania Duomo oltre che dal Comune di Sant’Agata li Battiati, ed andata in scena sul palco di Piazza Viceré allestito, colorato ed illuminato dagli stessi soci-tifosi del club.

    A condurre la scaletta, davanti ad un pubblico caloroso e partecipe, Angelo Scaltriti (resp. comunicazione calcio Catania, Direttore resp. giornale “Il Catania”) e Federica Zuccaro (redettrice e volto noto di Sala Stampa, Antenna Sicilia) accompagnati con frequenza e simpatia dal presidente del club Tino Cannavò attento e prodigo “premiatore”, tra gli altri, dell’addì Sergio Gasparin, del tecnico Rolando Maran nonché delle voci e delle parole di chi, come Niki Pandolfini (voce di Tutto il calcio minuto per minuto, Rai), Umberto Teghini (direttore redazione sportiva Antenna Sicilia), Giovanni Finocchiaro (firma de La Sicilia), (Angelo Patané (voce di Telecolor) e Simona Marletta (voce di Momenti Rossazzurri, radio ufficiale) racconta il Catania ai tifosi vicini e lontani.

    Nella liturgia della premiazione, c’è spazio anche per delle brevi battute, chieste ed immancabilmente concesse tanto dal dirigente che dal tecnico etneo.

    Sergio Gasparin: “Questa manifestazione si presenta bene già col suo titolo “Catania ama Catania”. E’ proprio vero. Vedere tanta gente che ama questi colori deve riempirci di soddisfazione ma anche di responsabilità. La nostra gente riesce sempre a trasmetterci, regalarci emozioni forti. La più grande vissuta finora, certo indimenticabile, sentire gli applausi accompagnare la squadra all’intervallo di Catania – Genoa quando perdevamo, contro una squadra ostica, che si copriva per ripartire, e che nonostante i nostri sforzi e le tante occasioni da noi create, era persino riuscita a chiudere in vantaggio il primo tempo. Gioire quando si vince è facile, sostenere la squadra nel momento del bisogno è segno di maturità. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, ed i nostri tifosi si sono dimostrati gli amici migliori che potevamo sperare di avere. Abbiamo dato seguito ad un nuovo corso nel rapporto con la nostra tifoseria, ugualmente a quanto fatto con la stampa. Sono dell’avviso che per guadagnarsi il rispetto bisogna esser i primi a tributarlo a chi lavora al nostro fianco. E’ questa la semplice regola alla base dei rapporti con gli organi di informazione.

    Rolando Maran: “Aver cominciato bene ci trasmette e trasmette al pubblico grande entusiasmo. Bene, non potevamo immaginare un inizio migliore ma sono convinto che con questo calore che sentiamo attorno a noi e con la consapevolezza dei nostri mezzi, che partita dopo partita si radica sempre di più nella squadra, sapremo regalare soddisfazioni ancor maggiori. Il calore, la passione che ci contornano sono un ottimo viatico, chi è qui da tempo lo sapeva bene, chi come me è arrivato solo quest’anno se n’è accorto subito. Per me, allenare il Catania non poteva che esser un sogno, una grande emozione, e lo è ancor più adesso che percepisco quante emozioni riesca a dare questa squadra al nostro pubblico, adesso so cosa significhi per voi il Catania e quanto l’amiate. Certo, i buoni risultati aiutano a viver meglio la pressione che si sente, sono convinto che quanto di buono fatto finora è solo l’inizio. I complimenti fanno sempre felici, ma il più bello è stato per me vedere i miei giocatori felici al termine della vittoria sul Genoa. E poi, non dimentichiamo i collaboratori validissimi che mi supportano e che, oltre a grandi professionisti sono persone stupende.

    “Catania ama Catania” insomma, ma ama già anche Sergio Gasparin e Rolando Maran che, sentitamente, ringraziano e contraccambiano.

    😆 😆 😆

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    buon pranzo a tutti forza catania 😉 😉 😉

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    ESCLUSIVA ITASPORTPRESS – CATANIA, Lodi: “Trattativa per prolungare fino al 2017. Punizioni? Ho studiato Maradona”
    07.09.2012 23:50 di Andrea Carlino

    Francesco Lodi, centrocampista del Catania, autore del gol decisivo col Genoa vuole rimanere a lungo ai piedi dell’Etna. Lo stesso giocatore spiega il perchè ai microfoni di Itasportpress.it “E’ arrivato oggi il mio agente e abbiamo avviato una trattativa con la società rossazzurra per prolungare il contratto di due anni (contratto attuale fino al 2015, ndr.). Voglio restare qui perchè mi trovo bene e sono grato al Catania che mi ha preso dal Frosinone per farmi giocare nel massimo campionato. La Nazionale? Ci ho sperato ma non so perchè non sono mai stato convocato. Continuerò a far bene a Catania nella speranza che Prandelli mi convochi. Le mie punizioni? Ho studiato Maradona. Mi è rimasta in mente la punizione contro la Juve al San Paolo. Io ero piccolo quando lui incantava la platea ma ho rivisto i suoi goal e il modo di calciare. Io bestia nera di De Canio? Si è successo in passato e anche il mister del Genoa mi ha detto questo nel post partita. Durante l’intervallo domenica scorsa come faccio sempre sono andato nel bagno degli spogliatoi e ho detto tra me e me. La partita la decido io. Così è stato”.

    😀 😀 😀

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    Conclusa la sessione di mercato estiva, il Catania riparte per una nuova stagione. Un avvio sprint per gli rossazzurri che mai avevano segnato 5 reti nelle prime due giornate di campionato. Merito dell’attacco tutto argentino che ha messo a segno per 4 delle prime 5 reti siglate dai rossazzurri. Gomez e Bergessio, assieme a Barrientos sono delle certezze, ma in questa sessione di mercato sono arrivati molti giocatori stranieri (alcuni andranno a rimpolpare le fila della Primavera) che riepiloghiamo in una scheda (con link agli approfondimenti, curati dalla redazione di Itasportpress.it, ai singoli giocatori).

    DIFENSORI

    Alexis Rolin (1989 – Uruguay): uno dei due fiori all’occhiello della campagna rafforzamenti del Catania. Per ingaggiarlo il Catania ha dovuto scontrarsi con i migliori club italiani (Inter e Lazio) ed europei (Wolfsburg). Rolin è un difensore centrale, ma può giocare anche da terzino sinistro. Fisicamente ben messo, mancino di piedi, ha nel gioco aereo la sua specialità ed ha un discreto senso del goal. Può giocare sia in una difesa a quattro come in una a tre. Elemento duttile che darà a Maran la possibilità di mettere in campo diversi combinazioni di moduli. SCHEDA

    Jean Mbida (1990 – Camerun): proveniente dal Vicenza, Mbida è un terzino camerunense con molto spinta e grandi dote atletiche. Può giocare anche a centrocampo come ha già fatto nella Primavera dell’Inter. Andato in prestito in Slovenia per maturare e mettere minuti sulle gambe, potrebbe essere un discreto prospetto per il futuro. SCHEDA

    Erick Calbaceta (1993 – Costa Rica): dopo le vicissitudini con il passaporto comunitario, Calbaceta può definirsi a tutti gli effetti un giocatore del Catania. Dopo un provino con il Genoa, il Catania si è aggiudicato le prestazioni di questo centrale difensivo, punto di forza della nazionale costaricana Under 20. Sarà aggregato alla Primavera, ma non è escluso che possa entrare in prima squadra. SCHEDA

    CENTROCAMPISTI

    Ousmane Diop (1994 – Senegal): arrivato in silenzio, il senegalese Diop è un buon centrocampista dotato di discrete qualità tecniche. Lo scorso anno giocava in serie D, poi l’acquisto del Martina Franca ed in seguito il grande salto a Catania. Sarà uno dei punti di forza della formazione Primavera. LINK

    Lucas Castro (1989 – Argentina): un mix tra Barrientos e Gomez. Castro è l’altro giocatore importante acquisito dal Catania nella campagna acquisti estiva. Ottime proprietà fisiche abbinate ad un buonissima tecnica di base e velocità. Già si è fatto vedere con una traversa contro la Roma ed un assist per Bergessio contro il Genoa. E’ un esterno che può giocare su entrambi le fasce, ma ama molto accentrarsi. “El Pata” potrebbe diventare uno dei colpi più importanti del mercato rossazzurro dal ritorno in Serie A. SCHEDA

    Paul Katsetis (1996 – Grecia): Altro colpo arrivato negli ultimi giorni di mercato. I rossazzurri hanno acquistato questo trequartista, dotato di un’ottima tecnica e buone capacità fisiche, dall’Aek Atene. Nato in Australia, ma con passaporto greco, Katsetis sarà aggregato alla Primavera. SCHEDA

    Amidu Salifu (1992 – Ghana): arrivato a Catania in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina (come contropartita per l’addio di Montella passato sulla panchina gigliata), il ghanese è un centrocampista centrale abile nel gioco di copertura ed interdizione ed anche ben disciplinato tatticamente. Ha iniziato la carriera come difensore, ma le sue doti sono esplose giocando nella zona nevralgica del campo. LINK

    ATTACCANTI

    Souleymane Doukara (1991 – Francia): Sembrava dovesse andar via, invece “Dudu” ha impressionato Maran e gli addetti ai lavori. Protagonista del ritiro precampionato a Torre del Grifo, Doukara, che lo scorso anno giocava in Seconda divisione con la Vibonese, è dotato di fisico e di una velocità elevata. Può giocare come centravanti, ma anche come seconda punta o esterno. Un nome da seguire per il futuro. LINK

    Maks Barišič (1995 – Slovenia): uno dei prospetti più interessanti del panorama europeo ed il miglior talento giovane degli ultimi anni della Slovenia. Dopo aver segnato caterve di gol nelle categorie giovanili, Barisic ha firmato per il Catania (e sarà aggregato alla Primavera). Attaccante versatile con grande confidenza con il goal, possiede anche doti fisiche ed atletiche di prim’ordine. SCHEDA

    Sadmir Zekovic (1993 – Svezia): arrivato negli ultimi giorni di mercato assieme a Katsetis, il giocatore svedese ha una storia praticamente identica a quella di Zlatan Ibrahimovic: nato in Svezia, origini balcaniche, proveniente dalle giovanili del Malmo. Grande fisico ed buone capacità tecniche, Zekovic ha ben impressionato i dirigenti rossazzurri che lo vorranno testare in Primavera e potrebbe formare con Barisic un attacco di sicuro valore nel campionato giovanile. SCHEDA

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    Buona domenica a tutti, fratelli dal cuore rossazzurro! 😉

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    giuseppe siciliano che fine ai fatto ❓ ❓

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    DIFENSORI

    CENTROCAMPISTI

    Catania – Palermo 0-0: Tre pali ed un pareggio nel derby
    MASCALUCIA (CT) – Seppur di Primavera, Catania – Palermo sempre derby è. Sugli spalti di Torre del grifo sono perciò tanti i tifosi che accorrono per sostenere i rossazzurri al loro terzo impegno stagionale dopo i pareggi contro Juve Stabia e Bari.
    Fuori quota
    Nel Catania c’è Doukara, ma pur sempre nato nei ’90 è; nel Palermo c…

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    Fuori quota 😉 😉 😉
    Nel Catania c’è Doukara, ma pur sempre nato nei ’90 è; nel Palermo c’è Nicolas Viola, gioiellino portato al Palermo dopo aver brillato con la Reggina, lo scorso anno, nel campionato di serie B: anno di nascita ’89, un vecchietto per la distinta, poi Rojas e Kosnic (’93).

    I nuovi
    Due in campo, altri in tribuna (in attesa delle autorizzazioni federali). Il derby dà lustro anche ai nuovi, giovani acquisti per il Catania del futuro. Barisic (’95), esterno destro sloveno, in maglia numero 7, mostra velocità, tecnica ed ottime prospettive future. Col numero quattro, posto ad argine davanti la difesa, il senegalese Diop (’94), abbina visione di gioco alla fisicità (meno il fisico) indispensabile per interpretare il ruolo.

    La partita
    Il 4-3-3 di Pulvirenti inizia subito a metter pressione sulla difesa rosanero. Nei primi 15′ le occasioni più nitide per i rossazzurri, a seguire un sostanziale equilibrio che degenera nel finale in in azioni sporadiche seppur manovrate, che il Catania soffre rischiando in almeno due occasioni, nitide, di subir la rete beffa dello svantaggio. Prodigioso il portiere Messina. Ripresa con Di Bella al posto di Ambra. Al 5°st fallo a centrocampo di Viola su Addamo, l’arbitro grazia il mediano rosanero della seconda ammonizione. Ripresa con Catania nuovamente propositivo e pericoloso nei primi minuti. Al 61° il Palermo cambia centravanti, fuori Asta dentro Sosa. Se seguono minuti scevri di emozioni, a poco serve anche l’ingresso di Caruso per i rossazzurri.

    Le azioni
    5′ Azione di Barisic sulla destra, palla al centro per Doukara, sulla traiettoria Kosnic devia in porta, Fulignati evita l’autorete restituendo però palla a Doukara che da posizione defilata coglie il palo prima che il guardalinee segnali posizione di fuorigioco impossibile. 9′ Doukara in azione travolgente, mette a sedere Monteleone, entra area, conclude ancora Fulignati si oppone serrando le gambe sulla conclusione centrale. 11′ Conclusione a giro velleitaria di Bollino, facile la presa di Messina; prima conclusione del Palermo. 14′ Punizione battuta in velocità per Aveni che s’infila tra le maglie rosanero, cerca il filtrante per Doukara che, in area, sfiora involontariamente di tacco per Ambra, conclusione dentro l’area piccola, ancora Fulignati prodigioso a chiudere la diagonale bassa sul palo di sinistra. 29′ Doukara per Barisic, l’esterno sloveno si invola sulla destra e scocca di collo pieno un dritto che incoccia il palo, il secondo dei rossazzurri, per la disperazione del giovane esterno, dell’allenatore, dei compagni, del pubblico. 36′ Inserimento in diagonale di Sanseverino, conclusione alta sopra la traversa di Messina. 39′ Spettacolare chiusura in sforbiciata del portiere Messina che si oppone così ad una conclusione ravvicinata maturata sugli sviluppi di un calcio da fermo. 40′ Conclusione a giro di Sanseverino, ancora Messina attento a chiudere lo specchio distendendosi a sinistra. Al 51° da calcio d’angolo conclusione di testa di Aveni sul palo opposto, non abbastanza angolata. Al 52° Aveni porta avanti palla da centrocampo, serve Doukara inseritosi a sinistra, l’attaccante arriva sul pallone quando però Fulignati copre già ogni possibile traiettoria col corpo. Al 55° percussione di Aveni a sinistra, ingresso in area, tiro alto. Al 65° Cross di Barisic per Aveni che manca d’un soffio la correzione in spaccata a rete. Al 75° Sosa manca il tap-in davanti a Messina spedendo oltre la traversa il cross di Bollino. Al 89′ flebile conclusione di Doukara in diagonale. Al 90′+1′ Sosa di testa non riesce a dar potenza da dentro area su cross morbido di Bollino. Al 90′+2′ Terzo palo del Catania, suggerimento di Barisic per Doukara che conclude sul palo del portiere cogliendo il personale secondo legno.

    Conclusione
    Due squadre poco ciniche. Il Catania appare poco incisivo soprattutto sulle palle inattive. Doukara svogliato non riesce a dare la profondità che Pulvirenti si aspetterebbe da un rinforzo proveniente dalla prima squadra. Se i rossazzurri sono più presenti in campo i rosanero si ritagliano le occasioni più pericolose seppur episodiche ma sintomo di un collettivo più cinico e rodato. Il pareggio premia e punisce in egual maniera pregi e difetti delle due compagini. Per gli etnei terzo pareggio consecutivo, inizio col freno a mano tirato nel campionato.

    Il tabellino

    Catania 4-3-3) Messina, Palumbo, Brugaletta, Iorfida, Ambra (dal 46° Di Bella), Addamo, Diop, Garufi, Barisic (dal 90′+3′ Gargiulo), Doukara, Aveni (dal 61° Caruso). All. Pulvirenti (a disp. Costanzo, Mozzicato, Cannone, Bonaventura, D’Ancora, Caruso, Floridia, Canale).

    Palermo 4-4-2) Fulignati, Aquino, Monteleone, Kosnic, Rojas, Cerniglia, Viola, Sanseverino(dal 80° Canzonieri), Bollino, Asta (dal 61° Sosa), Giacomarro. All. Ruisi/Beggi (a disp. Pellitteri, Accardi, Goldaniga, Patti, Petermann, Morello, D’amico, Sosa).

    Arbitro: Sig. Intaglia di Siracusa.

    Ammonito: Viola (PA), Sanseverino (PA), Kosnic (PA).

    Angoli: 6-1 (3-0)

    Recupero: 0′-4′

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    CATANIA – Le prime due giornate di campionato hanno confermato le ambizioni di una squadra il cui potenziale resta altissimo per qualità di calcio prodotto e classifica. Un Grande Catania che non ragiona piu’ da Piccola od una Piccola con Grande ambizione?

    Piccolo quando si dimentica di essere il Catania, versione Montella o Maran che sia, quello che rientra in campo dopo l’intervallo di Roma con l’atteggiamento di chi vuol gestire. Vero, la Roma rivista al Meazza è squadra corazzata e a tratti indomabile ma schiacciarsi nella propria metà campo è un errore di mentalità. Grave. Gli errori tattici di schieramento commessi dall’undici di Maran si sono ripresentati nei minuti finali della partita con i rossoblu. Dopo il vantaggio di Bergessio. E dopo il magistrale disegno di Lodi. Andare in vantaggio e fermarsi, la lista dei difetti da correggere è ancora lunga. Perchè i centrali dal nulla iniziano a lanciare lungo quando sulla linea offensiva restano due “microbi” e un alfiere stremato? Perchè i centrocampisti provano a uscire dalla difesa palla al piede rischiando di perdere in zona “rossa” il pallone? Perchè i reparti da tre diventano due con i centrocampisti schiacciati sui difensori?

    Piccolo, diciamo. Da un lato è sacrosanto sottolineare l’indubbia capacità di reagire e di proporsi offensivamente. La banda di Maran in soli 180 minuti va in vantaggio quattro volte. Dall’altro è preoccupante, per quanto di preoccupante si possa parlare dopo solo due partite, notare che di quattro vantaggi, tre sono stati rimontati, e il quarto è sopravvissuto grazie a due miracoli di Andujar e a un ringraziamento alla traversa.

    Grande. In altri momenti storici, ai gol di Osvaldo e Nico Lopez, il Catania si sarebbe sgretolato sotto la pressione e l’entusiasmo di un Olimpico straripante. Ma questo Catania ha reagito, cercando e rischiando l’impresa. Nè quello stesso Catania avrebbe cambiato il corso di una partita dopo un primo tempo chiuso in svantaggio con sei chiare occasioni e la rete avversaria con un tiro nello specchio. Ma questo Catania, anche qui ha reagito, tirando fuori il carattere e la cattiveria.

    Piccolo, già perchè non bisogna mai dimenticar le origini. Se qualche anno fa il Catania si rendeva famoso per la capacità di far punti in casa ma l’altrettanta incapacità a collezionarne lontano da Fort Massimino, i rossazzurri restano ancora incompiuti perchè ancora celebrati se capaci di “titaniche” imprese come quella che si sarebbe potuta materializzare all’Olimpico alla prima giornata. Incompiuti perchè volare troppo in alto, non rimanendo umili, è un errore da evitare. Per competere nell’Olimpo del calcio, oltre alla solidità e la programmazione societaria, servono investimenti di ben altra portata.

    Grande perchè dopo anni è oggi riconosciuta come piazza dove si lavora bene e dove si può costruire bel gioco, piazza nella quale è facile rilanciarsi o affermarsi senza fare una toccata e fuga. Diventare grandi significa crescere, costruire la certezza di non dover raggiungere il traguardo salvezza attraverso sudore e miracoli ma saperla programmare con obiettivi di breve e medio termine. Crescere appunto, gestendo le difficoltà che sono dietro l’angolo in un calcio impietoso che fagocita e punisce gli errori di investimento.

    Piccolo, perchè per diventare un pò più grande bisogna continuare a lavorare e limare quelle mancanze in fase di gestione del vantaggio. Perchè per questo piccolo grande Catania, il cammino è appena iniziato e la scalata potrà farsi dura o leggera. Piccoli o grandi, il confine è davvero sottile.

  49. Ip Address: 80.117.17.77

    buonadomenica fratelli della costa rossoazzurra presenti e non forza catania 😉 😉

  50. Ip Address: 95.245.181.136

    Buongiorno raga’!!!
    Ciao Angelo!!! 😉 😉 😉
    Buona domenica a tutti!!! 😀 😀 😀

  51. Ip Address: 79.53.104.226

    Un caro saluto a tutti gli amici del sito.
    Da domani inizia la tappa di avvicinamento verso Firenze, francamente è una partita alla quale tengo troppo.
    In un post Angelo chiede chi retrocedera?
    Personalmente ho giù risposto in maniera esauriente nel mio articolo fra teoria e pratica di fine agosto.
    Ribadisco il Siena se si inscrive in serie B oggi forse può ottenere uno sconto sul costo dell’iscrizione: per me non ha speranze.
    Le altre due usciranno a mio parere dal quartetto Pescara-Cagliari.Atalanta e Bologna con la prima squadra fortemente indiziata.
    A tutti buon pranzo e una buona domenica.

  52. Ip Address: 212.195.241.127

    Buongiorno a tutti pari

    Attesa frenetica già la partita contro la Fiorentina mi sembrava oggi :mrgreen: :mrgreen: aspettiamo altri sette giorni

    Per la b quasi scontati Pescara e Siena tolgo l’Atalanta (ottimo allenatore ed in più la squadra dell’anno scorso) ed il Bologna ( Diamante solo la salva) il Cagliari? forse perché non hanno terreno di gioco, allora? vedo male quest’anno il Chievo , Torino e Samp( tutto dipende da Lopez se ingrana si salva ) e poi la FIORENTINA :mrgreen: :mrgreen:

  53. Ip Address: 212.195.241.127

    Dimenticavo che fino all’ultimo per la salvezza lotterà anche l’Udinese anche se poi si salverà

  54. Ip Address: 79.55.152.135

    Buongiorno raga’!!!
    Primo giorno di scuola per il nipotino!!!

    La valutazioni sul Catania e delle altre squadre penso che e’ ancora presto.
    Contro la Fiorentina sara’ un partita speciale per i Nostri ragazzi!!!
    Forza Cataniaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!

    Buona giornata a tutti!!!

  55. Ip Address: 79.55.152.135

    Salveraga’!!!

    Di seguito i dati relativi al numero di abbonati dei 20 club di Serie A, riepilogato dall´edizione odierna del Corriere dello Sport. Netto il calo registrato dal Palermo, con il 25% in meno di tifosi e dietro a piazze come Genova, Bologna, Bergamo o Udine.

    Inter – 30.772
    Juventus – 27.400
    Roma – 24.200
    Milan – 22.500
    Sampdoria – 19.590
    Udinese – 17.457
    Lazio – 17.000
    Genoa – 16.100
    Fiorentina – 13.885
    Bologna – 12.949
    Napoli – 10.500
    Atalanta – 9.800
    Palermo – 9.286
    Catania – 8.421
    Parma – 8.189
    Torino – 8.100
    Pescara – 7.400
    Siena – 6.869
    Chievo – 4.200
    Cagliari – 3.000

  56. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti…..

    UFFICIALE: Catania, ceduto Lanzafame al Grosseto
    Fonte: calciocatania.it

    Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver ceduto all’U.S. Grosseto Football Club il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Davide Lanzafame. Il trasferimento avviene a titolo temporaneo.

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    Salve raga’!!!
    Ciao Angelo!!! 😉 😉 😉

    CATANIA, Castro: “Ho voglia d’impormi con i rossazzurri. Posso giocare anche in mediana”
    10.09.2012 11:10 di Andrea Carlino

    Lucas Castro è uno degli acquisti più importanti della campagna di rafforzamento estiva del Catania. Il centrocampista, nelle prime partite disputate, si è dimostrato molto abile a giocare in diversi ruoli e lo conferma in un’intervista alla Gazzetta: “Sono capace di giocare a destra e dalla parte opposta. Maran mi sta anche provando a centrocampo e tento di migliorarmi ogni giorno. Posso giocare in coppia con Gomez o con Barrientos. Con quest’ultimo siamo ormai molto amici e lo stimo perché Barrientos è un fuoriclasse. L’impatto con l’Italia? Buono, ho fame di calcio, ho voglia di impormi in questo campionato che diventa ogni giorno più interessante. Conoscevo le grandi squadre, ma seguivo anche il Catania perché ha in gruppo diversi miei connazionali”.

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    UFFICIALE: Catania, ceduto Lanzafame al Grosseto

    Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver ceduto all’U.S. Grosseto Football Club il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Davide Lanzafame. Il trasferimento avviene a titolo temporaneo.

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    Da la Sicilia

    10-09-2012

    L’amministratore delegato del Catania Sergio Gasparin ‘conquistato’ dal presidente Pulvirenti e dal fascino della Sicilia: “Di Pulvirenti mi ha conquistato il progetto, le emozioni che ho avvertito durante quel colloquio, in uno dei suoi alberghi di Taormina. Del presidente apprezzo la coerenza, il rispetto dei ruoli. Dopo l’esperienza a Messina sono tornato per riassaporare il clima particolare di un’isola affascinante”, le parole del dirigente etneo a La Sicilia.

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    Un caro saluto a tutti gli amici del sito.
    Ciao Vittorio, anch’io come te vorrei Montella in difficoltà ma la Fiorentina con quell’organico che si ritrova può ambire al settimo posto (non al terzo come dicono alcuni giornalisti sportivi) Alla fine dell’anno ne riparleremo (lo spero) ma se io ho indicato Siena, Pescara e una squadra fra Atalanta, Bologna e Cagliari avrò qualche motivo (dipende poi se è un motivo valido) anche se fra un mese le cose potrebbero cambiare.

  61. Ip Address: 212.195.241.127

    Ciao Prof

    Ti ricordi il Cesena? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: nella Fiorentina se si infortuna Jovetic 😆 😆 😆 ………….e poi credi a me, non so niente di statistiche e ricorsi storici, ma una cosa la so :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: Montella è scarso forte, certo che a Simeone e Mihajlovic nun ci po allustrari mancu i scarpi :mrgreen: :mrgreen: e le due prime partite lo dimostrano…..FRONZOLI , poi certo c’è quel fuoriclasse di Jovetic ❗ ❗ che gli toglie le castagne dal fuoco, ma non sempre, guarda che sono serio e non scrivo per odio o qualche cosa d’altro, lo dicevo anche l’anno scorso, è scarsuni forti

  62. Ip Address: 79.55.152.135

    Salve raga’!!!
    Ciao joe, Prof. e Chiarezza!!! 😉 😉 😉

    WANDA NARA: “Farò un calendario sexy. Mi manca la granita di Catania. Maxi Lopez, che sorpresa che mi hai fatto…”
    10.09.2012 16:39 di Redazione ITA …………….

    E’ un momento felice in casa Lopez. Maxi continua a segnare in serie A con la maglia della Sampdoria, mentre la bellissima moglie Wanda Nara torna a sfilare sulla passerella a Milano questa settimana. La modella argentina, molto conosciuta e apprezzata in Sudamerica, ha concesso una lunga intervista in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it. “Qui a Genova mi sono subito trovata bene. Come luogo sembra Catania visto che c’è il mare che io amo. Mi piace infatti svegliarmi guardando l’acqua azzurra o passeggiare nel lungomare ligure con la mia famiglia. Milano però è la capitale della moda e per chi come me lavora in questo campo è molto bello e mi sono trovata anche bene. Quando sono arrivata a Catania mi ha chiamato Simona Ventura per un lavoro a “Quelli che il calcio” ma ero incinta e non sono potuta andare, a Milano ho avuto diverse proposte ma aspettavo il terzo figlio ed ho dovuto rinunciare. Adesso io sono più libera per poter tornare sulle passerelle come facevo in Argentina dove sfilavo per un noto brand di abbigliamento. Catania per noi è stata una bellissima avventura. Abbiamo trovato persone fantastiche che si sono messe sempre a nostra disposizione e ci sono state sempre vicine. Mi manca la granita con la panna e il pesce ma manca soprattutto a Costantino che è di sangue catanese essendo nato ai piedi dell’Etna. Il mio sogno è di continuare ciò che facevo in Argentina nell’ambito della moda. In Sudamerica manco da sei anni ma mi continuano ad arrivare offerte di lavoro dal mio Paese. Fare un calendario sexy ? Certo mi piacerebbe farlo anche con foto senza veli come fa spesso Belen Rodriguez. Per noi sudamericane è normale fare questo genere di scatti, qui in Italia è un po’ diverso perché devi essere sempre con fisico perfetto. Al “Ballando sotto le stelle” italiano si preferiscono donne molto magre ma da noi in Argentina conta anche altro e in particolar modo saper fare molto movimento. Le auto la mia passione? Sono innamorata della auto sportive. Amo la Lamborghini, la Porsche e la Ferrari. Con Maxi ne avevamo vista una in un film e alla fine ho detto che mi sarebbe piaciuta guidarla. Nel giorno del mio compleanno ho trovato sotto casa un bolide con fiocco e fiori: era la Ferrari che sognavo. E’ stata una bella sorpresa di mio marito che amo tanto. In questo momento mi trovo a Montecarlo sulla strada che è anche il circuito di F1, sport che seguo. Tifo Alonso e sono sicura che vincerà il Mondiale piloti battendo Vettel. Vedo rosso tutta la vita…”

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    CATANIA – Alla vigilia dell’esordio ufficiale in Coppa Italia, come preannunciato, l’occasione per svelare i nuovi main e co-sponsor, al pubblico. Lunghe settimane di attesa, piacevoli sorprese anticipate, la pesante eredità dello storico partner “SP energia Siciliana”. Via il telo, dopo qualche indiscrezione, spunta fuori un marchio più che un “brand”, un consorzio più che un’azienda, e porta subito dietro di sé la classica scia di discussioni tra i tifosi. Resistendo alla stagnante tentazione di sfoderare il “catanese che si lamenta sempre”, diciamo che fortunatamente non manca loro il gusto del dibattito. Parliamone allora, confidando che ad una seconda analisi, più approfondita e a freddo, potrà venire in mente qualche spunto che di getto si è nascosto chissà dietro cosa.

    Si è parlato di concretezza degli sponsor, di inversione di posizione. Si è perfino disquisito di accostamenti cromatici. È già evidente come si sia persa di vista la palla, basterebbe questo a chiudere il discorso, ma non è importante trovare una ragione o un torto, il punto non è affermare il primato di una posizione, di apprezzamento o disappunto, sull’altra, ma andare a capire le ragioni, almeno alcune, di una delle idee. Forse qualcuno ha scambiato “L’Orgoglio Terrone” per un paravento con cui ripararsi da ancestrali pregiudizi culturali, o poco più. L’orgoglio non è una re-azione invece, è una condizione, uno stato in essere di per sé. L’orgoglio c’è, o non c’è, non lo tiri fuori come un piumone solo quando hai freddo in autunno, non lo riposi con la bella stagione, l’orgoglio non riposa, l’orgoglio osa.

    E il Catania ha orgoglio da vendere, il Catania ha orgoglio da spendere. Da spendere in scelte, sorprendenti e innovative, che stavolta significa apporre un logo che come pochi altri è simbolo di Sicilia. Non conta il valore, conta la valenza. E non è speciale ma sa di noi. Sa di noi, punto. Lo sponsor non può aggiungere prestigio, non può farti sembrare “migliore” la tua maglia. È un coinquilino che tolleri perché ti paga l’affitto, non un’ospite d’onore. Di certo dovremmo preferire una maglia senza “intrusi”, ma se c’è un simbolo che è quantomeno di casa sul nostro rossazzurro è quello che gli abbiamo appena incastonato. Un’impronta digitale di una terra come di una filosofia societaria, un prolungamento di ciò che si vuole quei colori significhino. Chi ci avrebbe visto meglio una delle società di scommesse che tanto bene hanno fatto al calcio o il logo di un fast food si accomodi, ma forse dovrebbe rivedere il suo concetto di territorio, di maglia e di ciò che questi “rappresentano”.

    Quando puoi indossare i segni di ciò che sei dovresti sfoggiarli con orgoglio come un tatuaggio, volerli gridare al mondo.

    Quando puoi fare di una maglia la tua pelle vuol dire che un comportamento si è fatto il tuo destino, una filosofia la tua religione.

    Quando porti nel cuore il nome della tua terra, quando metti in circolo ciò ce sei, allora non è più una stampa quella ma uno squarcio nel petto.

    Quando la passione per la tua squadra diventa la passione per la tua terra e quindi la passione per te stesso… puoi fare a meno della fama e vivere una fede.

    buona sera fratelli della costa rossoazzurra un cordiale saluto a giorgio e tutti forza catania sempre 😉 😉 😉

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    ESCLUSIVA ITASPORTPRESS- Di Julio, ex Catania: “Quest’anno si può puntare all’Europa, Lodi è l’uomo in più”
    10.09.2012 09:57 di Antonino Bulla

    Dino Di Julio, ex centrocampista del Catania, protagonista nella stagione 98/99 della promozione dalla Serie C2 alla C1, è rimasto molto legato alle vicende che riguardano la formazione rossazzurra. Di Julio che è un attento tifoso del Catania, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it del momento e delle ambizioni della formazione etnea. “Dopo la bellissima esperienza vissuta a Catania sono diventato un grande tifoso rossazzurro – ha affermato Di Julio – Dopo che indossi la maglia del Catania e giochi e vinci per un pubblico fantastico, ti senti totalmente parte di questa squadra e di questa città. Seguo ancora oggi molto volentieri le partite dei rossazzurri e nel mio piccolo sono orgoglioso di aver riportato il Catania in una categoria importante. Il Catania attuale è una bella realtà del calcio italiano. Sia come squadra che come società ha fatto progressi importanti. La dirigenza soprattutto sta lavorando molto bene programmando e cercando di migliorare l’organico e la struttura anno dopo anno. Con una società così spero che il Catania riesca presto a coronare il sogno di entrare in Europa League. Già quest’anno credo che si possa puntare all’Europa. La squadra è ben consolidata e gioca a memoria. Questo è un vantaggio nei confronti delle avversarie. Ha fatto bene la dirigenza a prendere un allenatore come Maran che schiera lo stesso modulo dell’ex Montella. I risultati si sono già visti in queste prime due giornate. In questa stagione il Catania darà fastidio a molte squadre e non mi riferisco a quelle di medio-bassa classifica ma alle big del nostro campionato. Chi può trascinare il Catania in Europa? Lodi è un ottimo giocatore, è lui l’uomo in più di questa squadra”.

    😈 😈 😈 😈

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    Una buona serata a tutti gli amici del sito.
    Osservaco i dati relativi agli abbomamenti pubblicati da Giorgio, certo che il Cagliari con la questione stadio è messo proprio male e alla fine potrebbe subirne le inevitabili conseguenze.

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    ciao prof mi permetto abonamenti :mrgreen: :mrgreen:

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    anche il commissario a commesso un errore abbonamenti :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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    Salve raga’!!!
    Ciao Angelo e Prof.!!! 😀 😀 😀
    Sogni rosso e azzurro a tutti!!!

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    Da La Sicilia.
    lunedì 10 settembre 2012
    GASPARIN INEDITO
    Giovanni Finocchiaro

    TORRE DEL GRIFO. Tredici ore al giorno di lavoro, quattro o cinque giorni l’anno di ferie, lo sfizio di essere tornato ad abitare a Taormina, nella stessa casa che aveva scelto, quand’era alle dipendenze di un Messina che non era messo bene economicamente. Il mondo di Sergio Gasparin si muove attorno alle emozioni che un manager cerca ttimo per attimo. E, per l’amministratore delegato del Catania, l’emozione può nascere dal una stretta di mano allo steward che, alle 19 di una partita in notturna, è in servizio e cerca di assicurare ordine ed efficienza all’ingresso dei tornelli. O a un giocatore che allunga il contratto e che rinuncia a una montagna di quattrini in più per restare a Catania.
    Gasparin privato è un elegante signore che sceglie gli amici (si parla di una vecchia conoscenza di Genova e, neanche a farlo apposta, costui telefono per un veloce saluto a chi muove le fila del club rossazzurro) e il lavoro che più regala vibrazioni positive. Ci sono piccoli particolari che lo rendono diverso da molti colleghi: il garbo, la risolutezza, la fiducia che concede a dipendenti e interlocutrori. Anche un passato da top manager, per lui, che cede alla tentazione di entrare nel mondo del calcio.
    ‘Oggi potrei anche non lavorare e godermi la vita, ma – racconta a metà del nostro colloquio – quando un particolare mi appassiona, scelgo di farmi scegliere. Se il progetto non va più, posso anche lasciare senza rimpianto alcuno’.
    Lei va fiero delle sue origini.
    ‘Sono cresciuto in una famiglia povera, i genitori non mi hanno lasciato ricchezze, ma valori che sono più importanti, che mi accompagnano nella mia vita. Credo che mi abbiano lasciato una base, sulla quale ho costruito un percoso di vita’.
    Non tutti sanno che lei ha anche vinto uno scudetto da allentatore.
    ‘Si, una rappresentativa giovanile veneta’.
    E quel record stabilito nell’87?
    ‘Guidavo il Thiene, in Eccellenza: 17 vittorie di fila, il campionato vinto senza subire sconfitte, ma nel girone di ritorno pareggiammo appena quattro partite’.
    Non solo, ha vinto due campionati.
    ‘A Bassano ho conquistato l’Interregionale, con il Giorgione la C2’.
    Ha anche giocato a calcio.
    ‘Ma ero scarso’
    Lo dice lei.
    Lo dicono le immagini. Le racconto: agivo da difensore esterno di destra o da mediano. Della squadra allievi di Schio ero il capitano, avevo 14 anni. In finale provinciale perdemmo 2-1 e, finalmente, ci ripresero con un super 8. Un mese dopo la cena di chiusura stagionale, uno dei genitori mi fece rivedere la partita. Per la prima volta mi… esaminavo. Chiamai l’allenatore e glielo dissi: gioco male, smetto’.
    A Schio ha allenato i giovani, a 26 anni la prima squadra. Ma la priorità era ilsuo lavoro.
    ‘Nelle aziende De Pretto Escher cominciai come operaio, poi diventai responsabile della produzione, direttore del personale, vice direttore generale, con 880 dipendenti da gestire, tre stabilimenti e 12 filiali in Italia. Parallelamente avevo vinto il corso di Terza Categoria, ho studiato con Lippi, Anastasi, Savoldi, a Coverciano, per il corso di seconda’.
    A 37 anni las volta.
    ‘Il presidente dell’azienda mi chiese di pranzare e mi disse che comprava il Vicenza in C, ultimo in classifica, reduce da una dolorosa vicenda scommesse. Risposi che economicamente ra una buona idea. Mi rivelò che aveva già concluso l’affare, ma che avrebbe firmato a patto che a gestire il calcio fossi io’.
    Accettò.
    ‘Dissi che non se ne parlava nemmeno. E quel rifiuto diventò un ‘si’ dopo che a New York comunicai ai proprietari che me ne andavo, nonostante la prospettiva concreta di assumere la direzione generale dell’azienda’.

    lunedì 10 settembre 2012
    MARAN PRIVATO
    Giovanni Finocchiaro

    TORRE DEL GRIFO. Un fine settimana di lavoro intenso, anche se è mancato l’appuntamento con la partita. Rolando Maran racconta, in esclusiva, alcuni aspetti inediti della sua vita, della sua carriera. E lo fa con una semplicità che colpisce. La gavetta diventa la chiave di volta per superare le difficoltà al primo anno in A.
    Del resto, Maran, quando lei da giocatore vincenva i campionati di C2 e C1 con il Chievo, tutto il mondo filmanva i vostri allenamenti e le partite.
    ‘Quel gruppo fondava i successi sul lavoro. Da giocatore e, poi, da allenatore, avevo avuto a che fare coi dilettanti: il passaggio al Chievo è diventato lavoro vero’.
    Sul lavoro ha fondato il suo ciclo.
    ‘Credere sempre il qualcosa mi ha permesso di crescere. A Verona abbiamo lavorato in tre categorie diverse con lo zoccolo duro: D’Angelo, Franchi, Curti erano alla base’.
    Perchè ha deciso di allenare?
    ‘Dovevo provare, nel mio percorso da calciatore i miei compagni e i tecnici mi dicevano sempre di provare. Ho ascoltato Malesani, Busatta, Baldini’.
    Nessun allenatore l’è servito come modello.
    ‘Ho sempre cercato di cambiare qualcosa, mai mi sono fermato. Ogni anno di esperienza è servito per crescere, per imparare’.
    Quant’è distante la serie B dalla A?
    ‘Due categorie molto distanti, non soltanto per il tasso tecnico. La serie A è un mondo più al centro delle attenzioni’.
    Al centro delle attenzioni, adesso, c’è anche òei. specie dopo il successo sul Genoa.
    ‘Quella sera sarà una delle cose che mai dimenticherò. Proprio vero: Catania ti regala un calore particolare. Ti coinvolgono l’interesse, la voglia di vincere dei tifosi, il sentimento che c’è intorno a questa società, al gruppo. Un ambiente davvero conivolgente, che ti poirta a fare sempre qualcosa in più’.
    Lei, ed è un record, è il primo allenatore trentino che lavora in A.
    ‘Ed è un peccato: nella mia terra c’è materiale di ottima fattura, ci sono ragazzi che meritano di emergere. Ma il Trentino pè anche una terra chiusa, sul piano calcistico. Ho avuto la fortuna di andare via a 22 anni’.

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    Buongiorno raga’!!!
    Complimenti per la Miss Italia siciliana.
    Bionda e bella la Giusy di Mazara del Vallo e con il suo sorriso vi auguro buona giornata a tutti!!!

  71. Ip Address: 79.49.90.186

    Salve raga’.
    Da la Gazzeta dello Sport.
    Articolo parzialmente ridotto.

    INCHIESTA: ecco tutti gli ingaggi della Serie A.

    11.09.2012 07:51 di Andrea Carlino

    Tutti gli ingaggi dei giocatori delle venti squadre di Serie A. Rispetto allo scorso anno (1100 miliardi) c’è stata una decisa sforbiciata: adesso i capitali spesi per gli ingaggi sono 1.039 (con i bonus, 866,3 lo stipendio base) sempre più alta rispetto a due stagioni fa, ma comunque in calo. La strada maestra è intrapresa dalle due milanesi che hanno tagliato di 100 milioni il monte ingaggio (60 il Milan, 40 l’Inter). Impennata per la Juventus che sfonda il tetto dei 110 milioni. La Roma si attesta sui 95, mentre la Lazio (con ben 34 giocatori) è vicina ai 70 milioni. Capitolo siciliane: il Catania per 29 giocatori spende 18 milioni di euro con Andujar capofila (600 mila euro), mentre il Palermo 23,4 (su 27 giocatori) con Miccoli il più pagato (1,2)

    Ecco la classifica riguardante le 20 squadre di A
    NB i numeri si riferiscono al monte ingaggi lordo 2012-2013

    Milan 120 (Pato, 4 milioni)
    Juventus 115 (Buffon, 6)
    Inter 110 (Sneijder, 6)
    Roma 95 (De Rossi, 6)
    Lazio 66,2 (Klose, 2.1)
    Napoli 53,2 (Cavani 4.5)
    Fiorentina 38,8 (Jovetic 2.5)
    Sampdoria 29,8 (Palombo 1.5)
    Genoa 28,9 (Borriello 1.4)
    Bologna 28,4 (Gilardino 1.3)
    Atalanta 23,7 (Denis 1)
    Palermo 23,4 (Miccoli 1,2)
    Torino 22 (Bianchi 1,3)
    Udinese 21,2 (Di Natale 1,3)
    Parma 21,2 (Amauri 1)
    Siena 18,9 (D’Agostino 0.8)
    Catania 18 (Andujar 0.6)
    Cagliari 15,9 (Conti, 0.75)
    Chievo 15,9 (Pellissier 0.8)
    Pescara 10.8 (Celik 0.4)
    TOP TEN
    Buffon (Juventus) 6
    Sneijder (Inter) 6
    De Rossi (Roma) 6
    Totti (Roma) 5
    Cavani (Napoli) 4,5
    Milito (Inter) 4,5
    Cambiasso (Inter) 4
    Mexes (Milan) 4
    Pato (Milan) 4
    Robinho (Milan) 4
    TOP 11 degli stipendi
    Buffon, 6
    Zanetti, 2.7
    Mexes, 4
    Chiellini, 3
    Cambiasso, 4
    Pirlo, 3.5
    De Rossi, 6
    Sneijder, 6
    Totti, 5
    Cavani, 4.5
    Milito, 4.5
    TECNICI
    Conte (Juventus) 3, 2015
    Mazzarri (Napoli) 2,5 2013
    Allegri (Milan) 2,4 2014
    Zeman (Roma) 1,4 2014
    Stramaccioni (Inter) 1,1 2015
    Montella (Fiorentina) 1 2014
    Pioli (Bologna) 0,9 2014
    Donadoni (Parma) 0,9 2013
    Guidolin (Udinese) 0,8 2015
    Sannino (Palermo) 0,8 2014
    Ventura (Torino) 0,8 2014
    Colantuono (Atalanta) 0,7 2014
    Ferrara (Sampdoria) 0,65 2014
    Petkovic (Lazio) 0,6 2014
    Ficcadenti (Cagliari) 0,5 2013
    De Canio (Genoa) 0,45 2013
    Di Carlo (Chievo) 0,4 2013
    Maran (Catania) 0,35 2014
    Cosmi (Siena) 0,34 2013
    Stroppa (Pescara) 0,3 2013
    CATANIA (in grassetto i neoacquisti) 18 milioni / 29 giocatori
    Andujar 0,6
    Almiron 0,5
    Barrientos 0,5
    Bergessio 0,5
    Spolli 0,5
    Rolin 0,45
    Biagianti 0,4
    Gomez 0,4
    Lodi 0,4
    Potenza 0,4
    Legrottaglie 0,38
    Bellusci 0,35
    Alvarez 0,3
    Capuano 0,3
    Paglialunga 0,3
    Izco 0,3
    Ricchiuti 0,3
    Salifu 0,3
    Castro 0,24
    Frison 0,2
    Marchese 0,2
    Morimoto 0,2
    Keko 0,2
    Moretti 0,2
    Sciacca 0,15
    Augustyn 0,12
    Doukara 0,1

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