
Mugugni e pesanti brontolii hanno accompagnato questa settimana le esternazioni dei tifosi verso la squadra e per il perdurare dell’indisponente
silenzio societario malgrado la presenza in città del presidente che, a quanto pare, non profferendo parola così come gli altri dirigenti, preferisce la posizione del turista a quella di proprietario del Catania fc.
Una società che sembra campare alla giornata, con progetti estemporanei che vengono cestinati come appunti di brutta copia in attesa della bella, quella che non arriva ancora.
Si osservava da più parti che Longo, contro il Barletta, era in realtà un Toscano mascherato, stante il modulo proposto con la difesa a tre e due quinti esterni a centrocampo ma senza due terzini a tutta fascia, bravi a difendere e dai buoni piedi per i cross in area, indispensabili per la difesa a quattro, che poteva fare?
Purtroppo il mercato al risparmio che ha condotto il Catania non gli ha permesso di ottenere il meglio in questi due ruoli, per i quali si avvertono più che mai le assenze di Celli e Casasola, non dimenticando Pieraccini sostituiti dal solo Pagliara, non un fulmine di guerra a quanto si è visto e adesso fermato da un infortunio di non breve durata e da Cabianca, altro difensore centrale adattabile a destra e con Raimo costretto ai box del fuori rosa per esigenze di lista anche se adesso potrebbe essergli data la possibilità di rientrare, da buon soldatino, nei ranghi.
Vero che a sinistra, unitamente a Donnarumma e’ arrivato Masciangelo ma anche lui pare più un laterale di fascia che un terzino di ruolo.
Qui torna in ballo quel concetto di programmazione strategica che deve cominciare a muovere i suoi passi a fine campionato per avere già le idee chiare a stagione conclusa su direttore sportivo, allenatore e alcuni nomi di nuovi elementi per rinforzare il team ed ovviamente conoscenza del budget, indispensabile per iniziare a costruire la rosa della stagione che verrà,
Si e’ fatto questo a Catania? Niente di tutto questo, tutto in ritardo, compreso la mancata presentazione delle garanzie bancarie previste nei termini fissati dalla Lega.
Come se non bastasse, ancora la squadra e’ priva di un vero regista necessario per il gioco di Longo che è costretto ad adattare in quel ruolo di volta in volta un centrocampista tra i convocati che ad ogni partita diminuiscono di numero a causa di infortuni che, come la scorsa stagione, stanno ricominciando a falcidiare i titolari.
Così si e’ risentito quel venticello di esonero dell’allenatore volteggiare nell’aria dopo il pareggio interno con il Barletta come se un nuovo mister potesse, come il mago Silvan, uscire dal suo cappello magico la ricetta dei tre punti a partita.
Si, errori la società ne ha commessi tanti e si spera che non si allunghi questa serie, attribuendo a Longo la causa di tutti i mali.
Faccia una seria riflessione la società sui suoi di errori, cosa di cui sicuramente è conscia come dimostra la ritrosia nell’affrontare le domande dei giornalisti che poi sono le stesse di tutti i tifosi rossazzurri nel mondo.
Il calendario ha indicato per questa domenica la Casertana quale avversaria degli etnei, con i campani attualmente al quarto posto in classifica mentre il Catania arranca all’undicesimo, fuori al momento anche dai play off.
Se il calcio fosse una scienza esatta, e’ la squadra di mister Vinicio Espinal a partire da favorita e per questa delicata sfida, mister Longo optava per Dini e una difesa a tre costituita da Ierardi, Di Gennaro e Perrotta con Quaini e Vallocchia in mediana e Masciangelo con Bruzzaniti sulle fasce ed in avanti, a supporto di Lunetta, Cicerelli e
Cavuoti.
Mister Espinal si schierava con una difesa a tre a protezione del capitano De Lucia costituita da Belli, l’ex Kontek e Favale, esterni Oukhadda e Vezzoni e a centrocampo con Sandri altri due ex etnei, Piovanello e Di Tacchio e in avanti Manconi e Castelli.
Vento contrario nel primo tempo per i rossazzurri che, malgrado questo impedimento, si mostravano più in palla e lucidi degli avversari, dominando le corsie con le falcate di Bruzzaniti e Masciangelo.
Al settimo minuto un intervento in area di Oukhadda sul numero trentadue etneo rivisto al FVS dal direttore di gara su richiesta della panchina dei falchetti, determinava il calcio di rigore che Cicerelli realizzava spiazzando De Lucia.
Sette minuti dopo si sviluppava un’altra azione pericolosa con Lunetta che da grande combattente sia di testa che di piedi nonché con lo stesso busto, smistava il pallone per Vallocchia lesto a servire a sinistra al tredicesimol’accorrente Bruzzaniti il cui tiro veniva deviato da Vezzoni dando più di un’impressione che il pallone avesse già superato la linea di porta ma l’FVS richiesto dai rossazzurri dava esito negativo.
Un minuto dopo ci pensava l’ex Kontek a respingere il tiro di Cicerelli sulla linea di porta a De Lucia battuto.
La partita entrava nel vivo costringendo il signor Restaldo della sezione di Ivrea, arbitro oggi dell’incontro, a sfoderare il cartellino giallo nei confronti di Vallocchia e Perrotta per gli etnei e di Vezzoni per i locali.
Al trentesimo ci provava Manconi ma Dini si faceva trovare pronto e reattivo.
Cinque minuti dopo, su punizione, Cicerelli impegnava De Lucia che deviava con i pugni e si ripeteva nel finale ancora da calcio piazzato all’incrocio dei pali ma ancora il portiere campano si superava rifugiandosi in angolo.
Dopo quattro minuti di recupero ed il ritorno negli spogliatoi, la ripresa iniziava con un cambio per parte: fuori Cavuoti per Caligara per i rossazzurri e Vezzoni già ammonito per Henin per i locali.
Al cinquantunesimo Oukhadda riusciva a trovare un buon corridoio per Manconi ma Dini riusciva a respingere e la difesa a spazzare via palla e minaccia.
Sette minuti dopo usciva dal campo uno spento Piovanello sostituito da Girelli che fresco si inseriva a centrocampo con in Catania che sfruttava le ripartenze anche se Lunetta, oramai in riserva avendo dato tutto e preso colpi e calci dagli avversari, non riusciva più ad allarmare la difesa avversaria che cominciava a sbilanciarsi in avanti sostenuta dal pubblico amico permettendo alla squadra di spostare il baricentro.
La pressione esercitata dai campani portava al pareggio da calcio d’angolo con Castelli che indovinava l’incrocio dei pali.
Il raggiunto pareggio galvanizzava i falchetti che con Girelli e subito dopo con Manconi impegnavano severamente Dini al sessantottesimo.
Mister Longo correva ai ripari richiamando in panchina Cicerelli e Lunetta per Insigne e Coda.
La mossa e il pedigree dei due attaccanti obbligavano i rossoblu a proteggere più che attaccare e due difensori si portavano su Coda mentre un Insigne fresco sulla fascia garantiva corsa e movimenti da esterno di razza.
A pochi minuti dalla fine, Longo si decideva al cambio di uno stremato Bruzzaniti per Cabianca ed era il Catania a credere di più alla vittoria che arrivava nell’ultimo dei quattro minuti di recupero da calcio d’angolo pennellato per la testa di Ierardi al secondo gol stagionale.
Grandi abbracci tra gli undici in campo e tra di loro e tutta la panchina e dopo il triplice fischio del direttore di gara ed il solito cerchio a centrocampo con il mister, la squadra guadagnava gli spogliatoi facendo un bel salto di alcune posizioni in classifica.
Una vittoria che fa ben sperare frutto di un primo tempo gagliardo con gli esterni a tutto campo, la difesa ben orchestrata da Di Gennaro e Dini e fa specie pensare che si volevano mettere da parte come i regali non graditi a Natale, magari riciclandoli verso altri lidi com’è accaduto per Casasola, oggi ancora a segno ed ora divenuto giocatore fondamentale nello scacchiere bresciano.
Anche il centrocampo ha vissuto un ottimo primo tempo ed un calo fisiologico ad inizio ripresa quando la pressione dei campani si e’ fatta più decisa agevolata proprio dal calo fisico degli attaccanti ancora non al cento per cento ma che non si sono risparmiati mai.
Adesso vietato sbagliare l’approccio nella partita interna di sabato prossimo: aspettiamo la prima vittoria interna stagionale.
Il meraviglioso pubblico del Massimino la merita ampiamente.

Ottimi questi tre punti a Caserta, unica squadra fino a questa mattina ancora imbattuta.
Raccolti 6 punti in tre partite fuori casa e solo 4 in casa; una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Necessita pertanto migliorare la media punti al Massimino a partire da sabato prossimo con il Crotone.
Come a Picerno modulo ibrido stile Toscano; sprecate anche questa volta tante palle gol mettendo così a rischio il risultato finale ma questa volta Dini
ha fatto due ottimi interventi e Marione dato il colpo finale.
Lunetta ha sempre fatto bene come attaccante centrale, con Lui si va sul sicuro almeno fino a quando si gioca con difesa a 3.
Vallocchia si conferma ancora una volta come migliore acquisto insieme a Russo che auguro che si rimette prima possibile
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Una vittoria su un campo difficile che vale tantissimo , non solo per i tre punti ma per come sono stati conquistati. Diamoci tempo e fiducia al mister . Il campionato del Catania è iniziato a picerno da quando sono rientrati Dini e Digennaro
Finalmente una vittoria giocando un’ottima partita. Dini è insostituibile. Con lui e Di Gennaro la difesa è migliorata tantissimo. Speriamo si continui così e che i giocatori abbiano la voglia di vincere le partite.