Storia

 Scritto da il 18 febbraio 2010 alle 12:42
 

Il Calcio Catania S.p.A., più semplicemente Catania, è la maggiore società calcistica della città di catania, capoluogo dell’omonima provincia della sicilia. Milita attualmente in serie A.

Fondata nel 1908 come Associazione Sportiva Pro Patria e assunto il nome attuale nel 1946, la squadra fu promossa per la prima volta in serie A nel 1954. Da allora ha disputato 13 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento l’ottavo posto negli anni 1961, 1964 e 1965.

Disputa le partite interne nello stadio Angelo Massimino di Catania (23.420 posti).

Storia

Dalla Pro Patria alla ACF Catania (1908-1946)

Il Campionato Catanese ed il trionfo

della US Catanese

Nel 1927, Ruggero Albanese, presidente della US Catanese e già giocatore della Pro Patria Catania, ideò ed organizzò un torneo riservato alle squadre della Provincia di Catania. La prima edizione (1927-1928) non fu assegnata. Nel 1928-1929 la US Catanese vinse tutte le partite e si aggiudicò quindi il Campionato Catanese. Questi i risultati della squadra:Girone B:

Catanese 12 punti

Juventus A 8

Savoia 7

Gibel Acireale 6

Etna 5

167 Legione 0

Avanguardia 0

Girone finale:

Catanese – Juventus A 2-0

Catanese – Avieri Augusta 3-0

Catanese – Dopolavoro 2-1

La prima squadra di calcio della provincia Provincia di Catania venne fondata nel 1908 da GaetanoVentimiglia col nome di Associazione Sportiva per l’Educazione Fisica Pro Patria. Nel 1910 la denominazione sociale cambio in Unione Sportiva Catanese. Negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: nel 1920 la Catanese partecipò all’unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Nel 1929 arrivò la prima iscrizione in Seconda Divisione con il nome di Società Sportiva Catania, poi cambiato nel 1936 in Associazione Calcio Catania a seguito di una nuova rifondazione. La S.S. Catania, oltre ad essere la prima società portante il nome della città, fu anche la prima ad indossare i caratteristici colori rosso-azzurri ripresi dal gonfalone cittadino, e per questi motivi può essere considerata la vera antesignana dell’attuale Calcio Catania. Fu inoltre la prima formazione a prendere parte ai campionati nazionali, e per essa venne inaugurato nel 1937 l’attuale stadio Angelo Massimino, recante inizialmente il nome di stadio “Italo Balbo”. La prima partecipazione in Serie B è del 1934-35 e prima della seconda guerra mondiale saranno altre tre le partecipazioni alla cadetteria. Calciatori di rilievo di questo periodo furono i campioni del mondo Amedeo Biavati e Attilio Ferraris IV, ed il bomber Nicolò Nicolosi, autore di ben 59 reti in campionato con la maglia rossazzurra. Con la guerra, nel 1943 l’attività venne sospesa. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta alla società l’affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire si arrivò allo scioglimento. Tuttavia nel neo Catania 1946, oltre al cofondatore Angelo Vasta e agli ex presidenti della S.S. Catania Vespasiano Trigona, Bartolo Ferreri e Ottavio Teghini, ritroveremo non pochi giocatori del precedente sodalizio quali Gianni Mineo, Umberto Marcoccio, Nicolò Nicolosi, Nunzio Scuderi, Ivo Tesi, Armando Perrone, Gaspare Fardella e Carmelo Di Bella, in aggiunta a Giovanni Degni e Ignazio Marcoccio, rispettivamente allenatore e dirigente delle giovanili della S.S. Catania, a testimonianza della continuità storica tra le due società.

La fondazione del Club Calcio Catania

La prima promozione in A

Lo scioglimento dell’A.C. Catania portò ad un brusco salto all’indietro l’intero calcio catanese, essendosi tornati ai provinciali derby cittadini tra la Virtus e la Catanese. Dopo il non esaltante risultato ottenuto nel campionato del 1945-1946 cui erano state iscritte (rispettivamente ottava e penultima) i tifosi catanesi richiedettero a gran voce il ritorno di un’unica compagine che li rappresentasse. Così nel 1946, dalla fusione delle due squadre etnee nacque un’unica società con il nome di Club Calcio Catania, sotto la presidenza di Santi Manganaro-Passanisi. Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la sconfitta nello spareggio finale contro l’Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando le porte della Serie B alla società rossazzurra. Nel campionato 1952-1953 il Catania sfiorò per la prima volta la promozione nella massima serie, ma venne sconfitto per 4-1 dal Legnano nel decisivo spareggio disputato a Firenze. Nel 1953-1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, avendo vinto il campionato grazie anche al contributo di giocatori come Mario Bassetti, Michele Manenti, Enzo Bearzot (futuro commissario tecnico della Nazionale) e del portiere Antonio Seveso.

Nel suo primo campionato di A il Catania, dopo essersi rafforzato con l’arrivo del centrocampista danese Karl Aage Hansen, ottenne un buon 12° posto, ma a causa di un controverso caso d’illecito sportivo venne retrocesso in Serie B. Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all’ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena. Finalmente, nel 1959-60, arriva il tanto atteso ritorno in A dopo aver conseguito il terzo posto. L’allenatore Carmelo Di Bella conduce alla promozione una squadra che ha nel duo di centrocampo Alvaro Biagini-Amilcare Feretti e nella mezzala Adelmo Prenna i suoi maggiori punti di forza.

Gli anni d’oro

Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l’ottavo posto. Nel 1960-1961 il Catania neopromosso chiuse addirittura al secondo posto il girone d’andata e vi rimase fino alla terza giornata di ritorno, quando batté per 4-3 il Milan di Giuseppe Viani; il Catania chiuse il suo campionato all’ottavo posto. La permanenza in Serie A si protrarrà per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si contaddistingue per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0 a Torino l’anno dopo, o quella sull’Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la famosa espressione “Clamoroso al Cibali”. In questi “anni d’oro” diversi giocatori fecero le loro fortune e quelle del Catania, tra cui il portiereVavassori, che fu scaricato dalla Juventus dopo la sconfitta in amichevole della Nazionale a Roma contro l’Inghelterra il 24 maggio del 1961. Da citare pure il mediano Amilcare Ferretti, l’ala Giancarlo Danova, i centrocampisti Horst Szymaniak e Cinesinho e l’attaccante Salvatore Calvanese. In questo periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera negli anni 1960, 1964 (dove perde la finale contro il Genoa) e 1966, e due alla Coppa dell’amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Nel 1965-1966 invece, il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittoria sull’Inter che la stagione precendente aveva vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, arrivò penultimo e tornò in Serie B. La cessione dovuta a problemi finanziari di due giocatori basilari come Giancarlo Danova e Cinesinho aveva irrimediabilmente indebolito la squadra.

Gli anni settanta

Il Catania 1976-77.

Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania ottiene nella stagione 1969-1970 il terzo posto e conseguentemente la terza promozione in Serie A. Il nuovo presidente Massimino portò entusiasmo in città, e l’arrivo del bomber Aquilino Bonfanti rinforzò l’attacco. L’atto finale della stagione al termine di una memorabile partita giocata e vinta a Reggio Calabria con la Reggina per 3-1, davanti ad uno stadio pieno quasi esclusivamente di supporters catanesi. L’anno dopo, 1970-1971, la rosa risultò non essere all’altezza da subito e il ritorno in Serie B fu immediato al termine di una stagione sfortunata, culminata con la morte in un incidente stradale del giovane e promettente terzino Luciano Limena.

La stagione successiva, 1971-1972, con l’arrivo degli attaccanti Fulvio Francesconi e Vito D’Amato, la squadra sembrava matura per un immediato ritorno in Serie A, ma ben nove giornate di squalifica del campo per incidenti bloccarono tutti i propositi di immediata rivalsa. Il Catania inizierà allora un lungo periodo di assenza dalla massima serie, e addirittura al termine della stagione 1973-1974 tornerà in Serie C dopo ben 25 anni. L’anno successivo il presidente Angelo Massimino tornò al timone, il campionato venne stravinto e la squadra tornò immediatamente nella serie cadetta. Memorabili rimangono nel cuore dei tifosi rossazzurri le gesta della coppia gol Ciceri-Spagnolo, del regista Guido Biondi e del portiere Zelico Petrovic. Al termine della stagione 1976-1977 ennesimo capitombolo in C al termine di un campionato perso incredibilmente nelle ultime giornate. Il Catania tenta l’anno dopo la risalita, ma viene sconfitto 2-1 dalla Nocerina nello spareggio disputato a Catanzaro. Anche nel 1978-1979 si sfiora la promozione, ma decisiva in negativo risulta la sconfitta in trasferta contro il Pisa 2-1 nella penultima giornata. Gli sforzi del presidentissimo Angelo Massimino vengono finalmente premiati la stagione successiva: i rossazzurri, capitanati da Lorenzo Barlassina, dominano il campionato e tornano in Serie B.

Gli anni ottanta

I 40.000 dell’Olimpico (1983)

Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione 1982-83.

Dopo due interlocutori campionati di serie B, finalmente nella stagione 1982-1983 il Catania ottiene la sua quarta promozione in Serie A al termine di una stagione sofferta. Arrivato terzo in campionato dietro rispettivamente al Milan e alla Lazio, ed appaiato alla Cremonese ed al Como a quota 45 punti, si dovette ricorrere agli spareggi per determinare la terza squadra da promuovere.

Per la prima partita contro il Como le stime parlano di poco meno di 20.000 catanesi allo stadio Olinpico di Roma. Per allora (e anche per oggi) quella fu una delle trasferte più numerose. L’incontro si concluse 1-0, con rete di Angelo Crialesi. La sfida tra i comaschi e i cremonesi si concluse invece senza reti.

Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno 1983, in occasione del secondo spareggio, contro la Cremonese. Se lo ricordano ancora in molti, soprattutto i giocatori, che, come ha ammesso il portiere-capitano Roberto Sorrentino, furono così impressionati dal seguito di pubblico che «ancora quei 40.000 dell’Olimpico me li sogno la notte», in quella che fu una delle trasferte più numerose nella storia del calcio. Oggi le foto e i filmati dimostrano la qualità del colpo d’occhio. Al Catania bastava un pareggio per ottenere la promozione e la partita finì 0-0. Al triplice fischio si scatenò il putiferio sugli spalti, migliaia di bandiere e sciarpe rossazzurre si alzarono al cielo accompagnate da fumogeni. Massimino in quel momento si sentì male per l’intensità della gioia.

Delusione e crollo

Una formazione del Catania durante il campionato 1983-84.

L’impatto con la Serie A sembra essere discreto: il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall’Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria di un giovanissimo Roberto Mancini), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2 a 0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica . Sarà però l’unica vittoria in campionato, infatti arriverranno in seguito solo otto pareggi e diciassette sconfitte (pesantissimi il 5-0 a Firenze ed il 6-0 a Milano contro l’Inter). A causa di quella infausta stagione, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate).

La disfatta del campionato 1983-1984 ebbe ripercussioni negative in tutto l’ambiente. Iniziarono fortissime contestazioni al presidente Angelo Massimino e da quel momento iniziò un inesorabile declino che porterà la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-1988. Dopo alterne vicende, ci vorranno ben 15 anni per tornare nel calcio che conta.

Gli anni novanta

Il “Caso Catania”: declino e risalita

Dopo ben 6 deludenti campionati di Serie C1 ( tra i peggiori della sua storia), nel 1993 il Catania Calcio rischia di scomparire: viene radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie. La battaglia legale che segue stabilisce che la società non è fallita ma deve ripartire (in ritardo) dall’Eccellenza Siciliana. Ripescati il primo anno, vittoriosi il secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo, battuto nel girone di ritorno in trasferta per 2-1 con le reti di Maurizio Pellegrino e Domenico “Mimmo” Crisafulli. Da rimarcare nel 1996 la scomparsa del presidente Angelo Massimino in un tragico incidente stradale. Il Catania riconquista la Serie C1 solo al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro lungo ed estenuante testa a testa sempre contro una compagine peloritana, i rivali del Messina. Quella fu una stagione di riscatto per il Catania che riuscì a realizzare segnature e giocate pregevoli e inusuali per la Serie C, guidato in panchina da Piero Cucchi, e potendo contare su una buona rosa con l’esplosione di giocatori come Umberto Brutto (nominato in quella stagione Calciatore di Serie C dell’anno).

La gestione Gaucci (2000-2004)

Nel 2000 si registra l’avvento dei Gaucci al vertice della società: patron divenne Luciano Gaucci, presidente suo figlio Riccardo.

Nel 2000-2001 il Catania sfiora la promozione in Serie B. Parte male e alla fine del girone d’andata c’è aria di crisi in città, ma l’allora presidente Gaucci acquista a gennaio il forte centravanti Alessandro Ambrosi, che con 12 marcature nel solo girone di ritorno contribuì a una grande rimonta che fece piazzare il Catania terzo in classifica alla fine del campionato. Vennero così disputati i play-off. Il primo scontro vide i rossazzurri impegnati contro l’Avellino, che al Partenio riuscì ad imporsi per 1-0, ma nella gara di ritorno giocata in uno stadio infuocato il team guidato da Vincenzo Guerini sconfisse i campani 2-0 con reti di Davide Cordone e Alessandro Ambrosi. La finale fu però infausta per il Catania, che giocò contro il Messina un derby che in campionato aveva vinto 4-0 all’andata e 2-0 al ritorno al Celeste di Messina. Nella finale, infatti, pareggiando all’andata 1-1 (rete per il Catania sempre di Ambrosi) e perdendo a Messina per una rete a zero il Catania diede un arrivederci alla promozione in Serie B. Il 17 giugno, proprio in occasione della finale di ritorno, perde la vita il tifoso del Messina Antonino Currò, colpito da un grosso petardo, del quale non è stato possibile capire la provenienza, poiché fonti volevano che a lanciarlo fossero stati tifosi del Catania ma altre, che sembravano più fondate, ritenevano che il petardo fosse scoppiato al ragazzo che tentava di lanciarlo nel settore riservato agli ospiti.

Al secondo anno, il 9 giugno2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete di Michele Fini. La città impazzì di gioia: finiva così dopo ben 15 anni di purgatorio nelle serie minori quello che può considerarsi come uno dei periodi più bui della storia del calcio catanese.

Nel 2002-2003 la squadra del presidente Riccardo Gaucci vive un’annata storta: malgrado abbia a disposizione una rosa molto forte (con l’ex nazionale belga Luis Oliveira), i rossazzurri giocano bene in casa e perdono puntualmente in trasferta (fu soltanto una la vittoria fuori casa quell’anno, realizzata a Cagliari per 1-2). In panchina si susseguono cambi ed esoneri senza soluzione di continuità: saranno in cinque a guidare gli etnei nel corso del campionato, la coppia Maurizio Pellegrino – Francesco Graziani, l’ex “madridista ” John Benjamin Toshack, Edoardo Reja e Vincenzo Guerini. Alla fine della stagione, il Catania retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il secondo Caso Catania).

Nel 2003-2004 la squadra viene messa in piedi in un solo giorno dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c’è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali Gennaro Delvecchio e Jaroslav Sedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un’annata positiva. A tre giornate dal termine, i Gaucci cedono la società ad Antonio Pulvirenti.

L’avvento di Pulvirenti e il ritorno in Serie A (2004-2006)

I primi passi dell’asse Pulvirenti-Lo Monaco

L’imprenditore catanese promette da subito la massima serie in tre anni. Alla prima stagione, nel 2004-2005, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società ed il gruppo. Dall’Acireale arrivano in blocco Maurizio Anastasi, Massimo Lo Monaco, Ciro Polito, Orazio Russo, Andrea Suriano e l’allenatore Maurizio Costantini. Poi vengono presi alcuni giocatori di rilievo per la categoria, su tutti Armando Pantanelli, Marco Ferrante e Davor Vugrinec. Nonostante i grandi nomi la squadra arranca, e dopo la sconfitta casalinga con il Bari, il tecnico Costantini viene sostituito con l’esperto Nedo Sonetti. A gennaio alcuni “senatori” vengono ceduti e la squadra viene rinforzata con alcuni prestiti (Jeda, Matteo Serafini, Cesar) e il centrocampista brasiliano Fernando Menegazzo. Il Catania riesce a scalare diverse posizioni nel girone di ritorno e cerca di salvare la stagione tentando un aggancio alla zona play-off (che sarebbe valsa automaticamente promozione in A a causa dei fallimenti del Perugia e del Torino), ma una brutta sconfitta interna con l’Empoli, alla 38esima giornata per 1-3, spegne ogni illusione rimasta. Il Catania chiude il campionato all’undicesimo posto, in compagnia di Bari ed Albinoleffe.

Il ritorno in A dopo 23 anni

Nell’estate 2005 la svolta: viene ingaggiato il tecnico Pasquale Marino, ritorna Mascara, vengono acquistati Gionatha Spinesi, Umberto Del Core, Roberto De Zerbi, Andrea Sottil, Davide Baiocco e altri giocatori che si inseriscono nel gruppo dei reduci del campionato precedente (tra cui Armando Pantanelli, Paolo Bianco, Cristian Silvestri, Fabio Caserta e Orazio Russo).

L’inizio della stagione però è decisamente altalenante, con buone vittorie (su tutte quella contro l’Atalanta, sconfitta per 4-1) alternate a prestazioni eccellenti. Ma dalla quindicesima giornata il Catania cambia registro, inanellando ben sei vittorie di fila rispettivamente contro Rimini, Cremonese, Verona, Modena, Pescara e Catanzaro, serie interrotta solo dal pareggio in casa dell’AlbinoLeffe. Durante il girone di ritorno il Catania riacciuffa il Mantova e lo supera anche al Massimino per 3 a 0 quando era già primo in Serie B. Così la promozione in A sembra ormai facilmente raggiungile, ma il Torino opera una prodigiosa rimonta e si porta a soli due punti dagli etnei alla trentanovesima giornata. Il Catania però non molla, batte in casa Pescara e Catanzaro (sul neutro di Lecce), rispettivamente per 3-0 e 3-1, ed il 28 maggio 2006 torna dopo un’assenza di 23 anni in Serie A grazie al successo in casa per 2-1 sull’AlbinoLeffe con reti di Gionatha Spinesi ed Umberto Del Core. Quel giorno entrarono 40.000 tifosi etnei allo Stadio

Gli anni in Serie A (2006)

L’anno degli scontri e la salvezza a “porte chiuse”

Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul pallone per il fischio d’inizio di Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.

Dopo la promozione in Serie A, l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco rinforzò la squadra, ingaggiando gli italiani Lorenzo Stovini, Giuseppe Colucci e Giorgio Corona, i sudamericani Mariano Julio Izco e Juan Manuel Vargas, il giapponese Takayuki Morimoto e il ghanese Mark Edusei, ma fu anche costretto a cedere il numero 10 Roberto De Zerbi al Napoli.

La stagione 2006-07 inizia bene escludendo il 7-0 con la Roma: il Catania vince molte partite e riesce a chiudere il girone di andata con 29 punti, al quarto posto. Vista la più che ottima posizione, la società decide di non rinforzare la rosa, comprando solo l’allora semisconosciuto Marco Biagianti dalla Pro Vasto, allora militante in Serie C2. Alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all’esterno dello stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti. A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene punito con l’obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro. Inizia un periodo nero per la squadra che la porta, all’ultima giornata, ad avere totalizzato solo 9 punti in tutto il girone di ritorno. L’ultima giornata, il 27 maggio sul campo neutro di Bologna, il Catania affronta il Chievo in uno scontro diretto e, vincendo per 2-0, condanna i clivensi alla retrocessione in Serie B (le reti sono siglate da Fausto Rossini e Mauro Minelli) e conquista la salvezza, a 42 anni di distanza dall’ultima. Al termine della stagione il tecnico Marino lascia la panchina del Catania per andare ad allenare l’Udinese: prende il suo posto Silvio Baldini.

La semifinale di Coppa Italia e l’esordio di Zenga

Nell’estate 2007 la società decide di rivoluzionare la rosa. Al posto del portiere Armando Pantanelli viene acquistato l’ex Real Madrid Albano Bizzarri; in difesa, al posto di Gianluca Falsini, viene acquistato l’esperto Christian Terlizzi, mentre in attacco Giorgio Corona viene sostituito dall’uruguagio Jorge Martínez. Ma il vero buco da colmare è a centrocampo, quando la bandiera Fabio Caserta si accasa ai rivali del Palermo, divenendo un traditore per i tifosi. Al suo posto il Catania compra Giacomo Tedesco e Cristian Llama.

Nella stagione 2007-08, il girone d’andata si svolge discretamente bene per i rossazzurri, che chiudono all’undicesimo posto con 22 punti, +6 dalla zona retrocessione; contemporaneamente, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima semifinale di Coppa Italia. Nel mercato di gennaio, il Catania compra altri due difensori, Matías Silvestre e Pablo Sebastián Álvarez. Tuttavia, nel girone di ritorno, la squadra subisce un forte calo di rendimento, con una serie di sconfitte in trasferta e la difficoltà a fare punti anche nelle gare casalinghe. Il 1º aprile, dopo la sconfitta in casa con il Torino, diretta concorrente per la salvezza, Baldini lascia la panchina catanese, d’accordo con la dirigenza; a prendere il suo posto è Walter Zenga. Il nuovo tecnico esordisce nel migliore dei modi con un secco 3-0 contro il Napoli, ma si salva solo all’ultima giornata pareggiando in casa contro la Roma, nel doppio confronto a distanza scudetto-retrocessione Parma-Inter, con lo scudetto vinto da questi ultimi e la retrocessione dei parmigiani.

Il record di punti in Serie A

Nel 2008-2009 viene riconfermato Walter Zenga. La società si fa notare molto nel mercato estivo poiché acquista, sfruttando il buon incasso derivante dalla cessione di Vargas[1], il mediano Ezequiel Carboni dal Red Bull Salzburg, l’interno destro Pablo Ledesma (che con il Boca Juniors ha vinto 1 campionato argentino, 2 Coppe Libertadores, 1 Coppa Sudamericana e 1 Coppa Intercontinentale) e il trequartista rumeno Nicolae Dică, nominato nel 2005-2006 terzo miglior giocatore della Champions League dietro a giocatori del calibro di Kakà e Cristiano Ronaldo. Inoltre il Catania prende in prestito secco l’Under-21 Michele Paolucci, mentre dall’Argentina ritorna dal prestito Cristian Llama.

La nuova stagione inizia molto bene, arrivando addirittura a toccare il primo posto in classifica per qualche ora alla 7° giornata, con 14 punti. I risultati arrivano quasi sempre in casa, al Massimino, e non mancano risultati di prestigio, ad esempio nel derby siciliano contro il Palermo (2-0) e contro la Roma (3-2); rilevante anche la vittoria conquistata contro il Torino alla 12° giornata per 3-2, che rappresenta la centesima vittoria del Catania in Serie A. Fuori casa invece, continuano le difficoltà già intraviste la scorsa stagione, tanto che alla fine del girone d’andata il Catania riesce a collezionare solamente 3 punti in trasferta. Tuttavia grazie ai 22 punti raccolti in casa, il Catania al giro di boa si trova all’undicesimo posto a 25 punti, +10 dalla zona retrocessione. Nel mercato di gennaio si interviene nelle fascie difensive, considerate da tifosi ed opinionisti il punto debole dei rossoazzurri. Così vengono ceduti Sardo e Sabato e arrivano in prestito con diritto di riscatto Ciro Capuano dal Palermo e l’ex Under-21 Alessandro Potenza dal Genoa (in comproprietà).

Nel girone di ritorno, dopo aver inizialmente attraversato il momento peggiore del campionato (2 punti in 6 partite tra gennaio e febbraio ed eliminazione in Coppa Italia ad opera della Juventus), il Catania si allontana definitivamente dalla zona retrocessione con due vittorie consecutive contro Reggina e Palermo, con quest’ultima che, conseguita al Barbera di Palermo con il risultato storico di 0-4, permise al Catania di ritrovare la vittoria in trasferta dopo 33 turni e stabilire il record di gol di scarto realizzati in una partita fuori casa. A questi numeri si aggiunge il capolavoro di Mascara, che con un pallonetto scagliato da centrocampo realizza uno dei gol più belli della stagione 2008-2009 ed entra di diritto nel ristretto novero di calciatori che sono riusciti in questo capolavoro balistico. La salvezza matematica arriva alla 35° giornata con tre turni d’anticipo, nonostante la sconfitta casalinga contro la Fiorentina. La domenica successiva, battendo il Napoli in casa, il Catania festeggia un altro record, quello dei punti conquistati in Serie A da quando la vittoria è premiata con tre punti, superando il precedente record di 41 punti della stagione 2006-2007. A termine di questa gara il tecnico Walter Zenga annuncia l’addio alla società; al suo posto viene ingaggiato Gianluca Atzori.

La stagione è da ricordare anche per la convocazione in Nazionale di Giuseppe Mascara e Marco Biagianti. Il commissario tecnico Marcello Lippi li ha chiamati per l’amichevole contro la Nazionale nordirlandese del 6 giugno 2009. Mascara ha esordito dal primo minuto nel tridente con Rossi e Pazzini ed è uscito alla fine del primo tempo; Biagianti è rimasto in panchina.

Da segnalare inoltre gli esordi dei giovani della primavera Vito Falconieri, Andrea D’Amico e soprattutto di Fabio Sciacca, convocato successivamente dall’Italia Under-20 per i XVI Giochi del Mediterraneo. L’intento da parte della società di investire sul settore giovanile dipende anche dall’avvio dei lavori di costruzione di un Centro Sportivo di prim’ordine.

Il quarto anno in Serie A

La stagione 2009-2010 comincia con tre amichevoli contro Beşiktaş (1-1), Ceahlăul Piatra Neamţ (6-1) e FC Utrecht (0-0).

Durante la sessione estiva di mercato dall’Argentina arrivano il portiere della Nazionale Mariano Andujar, vincitore della Copa Libertadores 2009 con l’Estudiantes de La Plata; Nicolás Spolli, difensore del Newell’s Old Boys, e Pablo Barrientos, fantasista del San Lorenzo di proprietà del FK Mosca. Dal mercato italiano invece arrivano Giuseppe Bellusci dall’Ascoli, difensore di prospettiva; Błażej Augustyn, difensore polacco di proprietà del Legia Varsavia in prestito al Rimini; Gennaro Delvecchio, che dalla Sampdoria ritorna a Catania dopo 5 anni; il centrocampista Federico Moretti e il portiere Andrea Campagnolo, entrambi a parametro zero. Sul fronte cessioni sono da registrare gli addii a Davide Baiocco, Gionatha Spinesi, Cristian Silvestri, Lorenzo Stovini e Albano Bizzarri. Inoltre la società trova l’accordo con il Genoa per il rinnovo della comproprietà di Alessandro Potenza e riscatta interamente il cartellino di Ciro Capuano dal Palermo.

Il 2 agosto 2009 il Catania affronta in casa il Cagliari e la Fiorentina in Dahlia Cup, riuscendo a vincere il primo trofeo organizzato dall’emittente Dahlia TV.

L’ultimo giorno di mercato, il Catania piazza gli ultimi due colpi, acquistando Simone Pesce dall’Ascoli e Giovanni Marchese dal Chievo. Nell’operazione Marchese, rientrerà al Chievo Gennaro Sardo, ceduto nuovamente in prestito con diritto di riscatto.

Il campionato inizia però male, alla 15ª giornata il Catania ha raccolto solo 9 punti (1 vittoria, 6 pareggi, 8 sconfitte), trovandosi all’ultimo posto insieme al Siena; il tecnico Atzori viene così esonerato e al suo posto viene ingaggiato il serbo Siniša Mihajlović. Il 20 dicembre 2009, alla 17ª giornata del girone di andata, avviene il colpo clamoroso: il Catania, benché ultimo in classifica, vince a Torino contro la Juventus per 2-1, grazie ai gol di Martínez al 23° del primo tempo su rigore e Izco al 42° del secondo tempo. Non accadeva da più di 46 anni e cioè dal 7 aprile 1963 che il Catania vincesse in campionato sul terreno della Juventus.

Nella sessione invernale di calciomercato la società, in piena zona retrocessione, acquista l’attaccante argentino Maxi López. Con l’allenatore serbo in panchina il Catania cambia marcia, ottenendo 14 punti in 8 partite e riemergendo per la prima volta stagionale dalla zona retrocessione.

Il Catania in Europa

Il Catania ha all’attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto, nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di andata e ritorno; la vittoria non andava ad una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In quell’occasione il Catania fu l’unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo (2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali). Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell’occasione riuscì ad arrivare fino alla finale, per poi farsi battere 2-0 dal Genoa. L’ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette (0-0).

Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell’Amicizia: la prima alla Coppa dell’Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier, venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell’Amicizia italo-francese 1963, venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.

Inoltre prese parte all’edizione 1970-71 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finali contro gli jugoslavi del NK Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.

Cronistoria

Cronistoria del Calcio Catania

1908: Fondazione dell’Associazione Sportiva Pro Patria.1910: Ridenominazione sociale in Unione Sportiva Catanese.

1920: 4° nella Coppa Federale Siciliana, eliminata dal Messinese.

1924-25: Partecipa al campionato di Seconda Divisione girone A. Ignoto il piazzamento finale.

1927-28: 3° nel girone B del Campionato Catanese, successivamente annullato.

1928-29: 1° nel Campionato Catanese

1929-30: Fondazione della Società Sportiva Catania, 9° in Seconda Divisione Sud girone A, promosso d’ufficio in Prima Divisione per ristrutturazione dei campionati.1930-31: 6° in Prima Divisione Sud girone E.

1931-32: 6° in Prima Divisione girone F.

1932-33: 4° in Prima Divisione girone I.

1933-34: 1° in Prima Divisione girone H, promosso in serie B dopo aver vinto il girone finale D.

1934-35: 4° in Serie B girone A.

1935-36: 8° in Serie B.

1936: Ridenominazione sociale in Associazione Calcio Fascista Catania.

1936-37: 13° in Serie B, retrocesso in Serie C dopo aver perso lo spareggio contro il Venezia.

1937-38: 4° in serie C girone E.

1938-39: 1° in serie C girone H, promosso in Serie B dopo aver vinto il girone finale B.

1939-40: 18° in Serie B, retrocessa in Serie C.

1940-41: 6° in Serie C girone H.

1941-42: 6° in Serie C girone H.

1942-43: 1° in Serie C girone N, escluso dalla fase finale per l’invasione americana della Sicilia.

1943/45: Inattiva causa conflitto in corso.

1946: Fusione tra Virtus e Catanese. Fondazione del Club Calcio Catania che viene ammesso alla Serie C.1946-47: 6° in Serie C Sud girone H.

1947-48: 1° in Serie C Sud girone T.

1948-49: 1° in Serie C Sud girone D, promosso in Serie B.

1949-50: 12° in Serie B.

1950-51: 7° in Serie B.

1951-52: 4° in Serie B.

1952-53: 3° in Serie B dopo aver perso lo spareggio contro il Legnano.

1953-54: 1° in Serie B, promosso in Serie A.

1954-55: 12° in Serie A, retrocesso per illecito sportivo su delibera della Lega Nazionale.

1955-56: 5° in Serie B.

1956-57: 4° in Serie B.

1957-58: 13° in Serie B.

1958-59: 16° in Serie B.

1959-60: 3° in Serie B, promosso in Serie A.

1960-61: 8° in Serie A.

1961-62: 10° in Serie A.

1962-63: 14° in Serie A.

1963-64: 8° in Serie A. Finalista in Coppa delle Alpi.

1964-65: 8° in Serie A.

1965-66: 17° in Serie A, retrocesso in Serie B.

1966-67: 4° in Serie B.1967-68: 10° in Serie B.

1968-69: 15° in Serie B.

1969-70: 3° in Serie B, promosso in Serie A.

1970-71: 16° in Serie A, retrocesso in Serie B.

1971-72: 8° in Serie B.

1972-73: 5° in Serie B.

1973-74: 20° in Serie B, retrocesso in Serie C.

1974-75: 1° in Serie C girone C, promosso in Serie B.

1975-76: 17° in Serie B.

1976-77: 19° in Serie B, retrocesso in Serie C.

1977-78: 2° in Serie C girone C dopo aver perso lo spareggio contro la Nocerina.

1978-79: 3° in Serie C1 girone B.

1979-80: 1° in Serie C1 girone B, promosso in Serie B.

1980-81: 13° in Serie B.

1981-82: 9° in Serie B.

1982-83: 3° in Serie B dopo aver vinto gli spareggi contro il Como e la Cremonese, promosso in Serie A.

1983-84: 16° in Serie A, retrocesso in Serie B.

1984-85: 14° in Serie B.

1985-86: 13° in Serie B.

1986-87: 19° in Serie B, retrocesso in Serie C.

1987-88: 15° in Serie C1 girone B dopo aver vinto lo spareggio con la Nocerina.

1988-89: 10° in Serie C1 girone B.

1989-1990: 6° in Serie C1 girone B.

1990-1991: 11° in Serie C1 girone B.

1991-92: 6° in Serie C1 girone B.

1992-93: 8° in Serie C1 girone B, radiato per inadempienze con la Covisoc e con la Lega Professionisti.

1993: Riammesso in Eccellenza dopo una controversa battaglia legale che giudica inammissibile la radiazione.

1993-94: 3° nell’Eccellenza siciliana girone A, ripescato in C.N.D..

1994-95: 1° nel C.N.D. girone I, promosso in Serie C2.

1995-96: 8° in Serie C2 girone C.

1996-97: 4° in Serie C2 girone C, eliminato ai play-off dalla Turris.

1997-98: 10° in Serie C2 girone C.

1998-99: 1° in Serie C2 girone C, promosso in Serie C1.

1999-00: 7° in Serie C1 girone B.

2000-01: 3° in Serie C1 girone B, perde la finale dei pla-yoff contro il Messina.

2001-02: 3° in Serie C1 girone B, promosso in Serie B dopo i play-yoff.

2002-03: 17° in Serie B. Ripescato su ordinanza del TAR di Catania.

2003-04: 9° in Serie B.

2004-05: 13° in Serie B.

2005-06: 2° in Serie B, promosso in Serie A.

2006-07: 13° in Serie A.

2007-08: 17° in Serie A. Semifinalista in Coppa Italia.

2008-09: 15° in Serie A.

Colori e simboli

I colori della squadra sono “il rosso fuoco dell’Etna e l’azzurro del cielo”, così come recitava lo statuto fondativo del Calcio Catania. Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla Società Sportiva Catania fondata nel 1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino. La maglia è abitualmente a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso maglie di diverso tipo. Come ad esempio quella rossa a tinta unita, usata negli anni quaranta e cinquanta, e quelle azzurra a tinta unita con bordi rossi, nei settanta e gli ottanta, queste ultime intervallate da una maglia azzurro scuro con banda trasversale rossa usata nei campionati 1959-1960 e 1960-1961 e da una bianca usata nel 1964-1965. Negli ultimi anni l’attuale società del presidente Pulvirenti ha ripreso, da accompagnare al rosso, l’originale tonalità dell’azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.

Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del Giardino Bellini, ed in seguito nel campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella. Ma dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della costruzione del nuovo Cibali, il Catania giocò nell’impianto situato in piazza Esposizione, un campo semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell’attuale piazza Giovanni Verga. Su un totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza della fama di catino quasi inespugnabile. Nel 1937 il Catania poté finalmente giocare in uno stadio adeguato, con un capienza di oltre 20.000 spettatori, chiamato Cibali a causa della sua collocazione nel quartiere omonimo. Negli anni sessanta, quelli d’oro del Catania, il Cibali poteva ospitare addirittura 40.000 persone, ma nel corso degli anni, alcune modifiche per modernizzare l’impianto, come il rifacimento della Curva Sud, fecero sì che la capienza massima si riducesse progressivamente, fino ai 23.420 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio è stato ribattezzato Angelo Massimino in nome del presidente più importante del Calcio Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale. Nel 2003 l’architetto Angelo Spampinato ha presentato il progetto di un nuovo stadio chiamato Stadio dei Palici, con 33.765 posti a sedere, ma né il comune né la società hanno voluto finanziarne la costruzione. Tuttavia il progetto non è stato mai accantonato, e ancora oggi rimane in attesa di un finanziatore.

Organigramma societario

Area direttiva

Presidente: Antonino Pulvirenti

Presidente onorario: Ignazio Marcoccio

Vice Presidente: Angelo Vitaliti

Amministratore delegato: Pietro Lo Monaco

Amministratore:

Direttore Generale:

Area organizzativa

Segretario generale: Claudio Cammarata

Team manager: Maurizio Patti

Area comunicazione

Responsabile area comunicazione: Giuseppe Franchina

Ufficio Stampa: Ramona Morelli

Area marketing

Ufficio marketing: Maurizio Ciancio

Area tecnica

Direttore sportivo: Giuseppe Bonanno

Allenatore: Siniša Mihajlović

Allenatore in seconda: Dario Marcolin

Preparatore atletico: Alberto Bartali

Preparatore dei portieri: Marco Onorati

Area sanitaria

Responsabile sanitario:

Medici sociali: Alfio Scudero, Francesco Riso

Fisioterapista: Salvatore Runza

Massaggiatori: Salvatore Libra, Carmelo Cotroneo

Rosa 2009-2010

Per approfondire, vedi la voce Calcio Catania 2009-2010.

N. Ruolo Giocatore

1 P Tomáš Košický

2 D Alessandro Potenza

3 D Nicolás Spolli

4 C Gennaro Delvecchio

5 C Ezequiel Carboni

6 D Matías Silvestre

7 A Giuseppe Mascara (capitano)

8 C Pablo Ledesma

9 A Gianvito Plasmati

10 C Pablo Barrientos

11 A Maxi López

12 D Giovanni Marchese

13 C Mariano Julio Izco

14 D Giuseppe Bellusci

15 A Takayuki Morimoto

16 C Cristian Llama

17 C Federico Moretti

18 D Błażej Augustyn

19 C Adrián Ricchiuti

21 P Mariano Andújar

22 D Pablo Sebastián Álvarez

23 D Christian Terlizzi

24 A Orazio Russo

25 A Jorge Martínez

26 C Fabio Sciacca

27 C Marco Biagianti

30 P Andrea Campagnolo

33 D Ciro Capuano

 

Record

I record del Calcio Catania – Squadra

I record del Calcio Catania – Squadra

Più punti in campionato di Serie A – 43 punti (2008-09)

Più punti in campionato di Serie B – 78 punti (2005-06)

Vittoria con più goal di scarto in Serie A e vittoria casalinga con più goal di scarto in Serie A – 5 – 0 (contro la Udinese il 3 ottobre 1954)

Vittoria in trasferta con più goal di scarto in Serie A – 0 – 4 (contro il Palermo l’1 marzo 2009)

Sconfitta con più goal di scarto in Serie A e sconfitta in trasferta con più goal di scarto in Serie A – 0 – 7 (contro la Roma il 19 novembre 2006)

Sconfitta casalinga con più goal di scarto in Serie A – 1- 5 (contro la Juventus il 25 novembre 1962 e contro la Sampdoria il 23 febbraio 1964)

Più gol fatti in Serie A – 46 (1964-65 e 2006-07)

Meno gol subiti in Serie A – 39 (1970-71)

Meno gol fatti in Serie A – 14 (1983-84)

Più gol subiti in Serie A – 68 (2006-07)

I record del Calcio Catania – Giocatori

Più gol in campionato – 50, Giuseppe Mascara (2003-2004) e dal (2005-oggi)

Più gol in Serie A – 29, Adelmo Prenna (1960-1964)

Più gol in una stagione – 23, Gionatha Spinesi (2005-2006)

Più presenze in campionato – 281, Damiano Morra (1975-1984)

Più presenze in Serie A – 150, Giuseppe Vavassori (1961-1966)

 Giocatori celebri

Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Calcio Catania.

Giocatori tesserati convocati in Nazionale

Giuseppe Mascara e Marco Biagianti in Nazionale A;

Bruno Petroni, Ennio Mastalli ed Aldo Cantarutti in Nazionale B;

Pietro Baisi, Mario Fara, Guido Biondi e Renzo Fantazzi in Nazionale Olimpica;

Fabio Gatti, Michele Paolucci, Marco Onorati e Giuseppe Bellusci in Nazionale Under 21;

Luigi Della Rocca, Graziano Pellè e Fabio Sciacca in Nazionale Under-20;

Simone Iannelli in Nazionale Under-19.

Giocatori tesserati convocati in Nazionali estere

Mariano Andújar e Pablo Ledesma nella Nazionale argentina;

Horst Szymaniak nella Nazionale tedesca;

Takayuki Morimoto nelle Nazionali giapponesi Under-23 e A;

Jehad Muntasser nella Nazionale libica;

Ilčo Naumoski nella Nazionale macedone;

Jamal Alioui nella Nazionale marocchina;

Juan Manuel Vargas nella Nazionale peruviana;

Błażej Augustyn nella Nazionale Under-21 polacca;

Nicolae Dică nella Nazionale rumena;

Jorge Martínez nella Nazionale uruguagia;

Tomáš Košický nella Nazionale Under-21 slovacca.

Allenatori e dirigenti celebri

Per approfondire, vedi le voci Categoria:Allenatori del Calcio Catania e Categoria:Dirigenti del Calcio Catania.

I presidenti del Calcio Catania

I presidenti del Calcio Catania

1946-1948 – Santi Passanisi Manganaro

1948-1951 – Lorenzo Fazio

1951-1954 – Arturo Michisanti

1954-1956 – Giuseppe Rizzo

1956-1959 – Agatino Pesce e Michele Giuffrida

1959-1969 – Ignazio Marcoccio

1969-1973 – Angelo Massimino

1973-1974 – Salvatore Coco

1974-1987 – Angelo Massimino

1987-1991 – Angelo Attaguile

1991-1992 – Salvatore Massimino

1992-1996 – Angelo Massimino

1996-2000 – Grazia Codiglione

2000-2004 – Riccardo Gaucci

2004-oggi – Antonino Pulvirenti

L’allenatore più importante della storia etnea è Carmelo Di Bella, che ha allenato il Catania per 11 stagioni, conquistando una promozione in Serie A nella stagione 1959-1960 e mantenendo la categoria per 5 campionati. Egli è strettamente legato a Ignazio Marcoccio, commissario straordinario che, con la collaborazione di Michele Giuffrida e Silvestro Stazzone, condusse il Catania in quello che fu il suo periodo d’oro. Tra gli altri allenatori del passato meritano una menzione speciale anche Guido Mazzetti ed Egizio Rubino, più volte al timone della squadra rossazzurra. Gli allenatori di maggior rilievo degli ultimi anni sono invece Pasquale Marino e Walter Zenga: il primo per aver riportato la squadra in serie A offrendo un bel gioco, il secondo per aver ottenuto una difficile salvezza nella stagione 2007-2008, continuando la sua opera con un buon campionato nella stagione 2008-2009.

Tra i massimi dirigenti Angelo Massimino (il Presidentissimo), è stato il presidente più amato ed odiato. Ha diretto i rossazzurri per 22 stagioni, ottenendo 6 promozioni (due in Serie A) e vincendo la sua battaglia contro il tentativo di radiazione della società. Ha dedicato la sua vita al Catania morendo in un incidente d’auto, nell’ennesimo viaggio a Palermo per perorare la causa della sua amata squadra. In sua memoria lo Stadio Cibali è stato ribattezzato Stadio Angelo Massimino, ed ogni anno ha luogo uno speciale trofeo che porta il suo nome. Gli attuali dirigenti degli etnei, il presidente Antonino Pulvirenti e l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, riportano in Serie A il Catania dopo 23 anni e conseguono tre salvezze consecutive, impresa riuscita solo a Ignazio Marcoccio.

Allenatori

1929-30 – Giorgio Armari.

1930-31 – Antal Mally.

1931-32 – Walter Joackim, Nicola Papa.

1932-33 – Lajos Czeizler.

1933-34 – Geza Kertesz.

1934-35 – Geza Kertesz.

1935-36 – Geza Kertesz.

1936-37 – Piero Colombati.

1937-38 – Giovanni Degni.

1938-39 – Giovanni Degni

1939-40 – István Mészáros, György Orth.

1940-41 – Ernst Guszik.

1941-42 – Geza Kertesz.

1942-43 – Berardo Frisoni.

1946-47 – Lorenzo Bergia, Cesare Goffi.

1947-48 – Achille Piccini, Nicolò Nicolosi.

1948-49 – Giovanni Degni, József Bánás.

1949-50 – Mario Magnozzi, Stanislao Klein.

1950-51 – Lajos Politzer (Direttore Tecnico) e Nereo Marini.

1951-52 – Nereo Marini, Rodolfo Brondi, Fioravante Baldi.

1952-53 – Giulio Cappelli (Direttore Tecnico), Fioravante Baldi.

1953-54 – Piero Andreoli.

1954-55 – Piero Andreoli.

1955-56 – Piero Andreoli, Gipo Poggi

1956-57 – Gipo Poggi.

1957-58 – Gipo Poggi, Riccardo Carapellese, Nicolò Nicolosi, Francesco Capocasale.

1958-59 – Felice Borel, Blagoje Marianovic, Carmelo Di Bella.

1959-60 – Carmelo Di Bella.

1960-61 – Carmelo Di Bella.

1961-62 – Carmelo Di Bella.

1962-63 – Carmelo Di Bella.

1963-64 – Carmelo Di Bella.

1964-65 – Carmelo Di Bella.

1965-66 – Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi.

1966-67 – Dino Ballacci.

1967-68 – Dino Ballacci, Luigi Valsecchi.

1968-69 – Egizio Rubino.

1969-70 – Egizio Rubino.

1970-71 – Egizio Rubino.

1971-72 – Antonio Calvanese, Luigi Valsecchi, Carmelo Di Bella.

1972-73 – Carmelo Di Bella.

1973-74 – Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi, Guido Mazzetti, Adelmo Prenna.

1974-75 – Gennaro Rambone, Egizio Rubino.

1975-76 – Egizio Rubino, Guido Mazzetti.

1976-77 – Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi.

1977-78 – Carlo Matteucci, Guido Mazzetti.

1978-79 – Adelmo Capelli.

1979-80 – Gennaro Rambone, Lino De Petrillo.

1980-81 – Lino De Petrillo, Guido Mazzetti.

1981-82 – Giorgio Michelotti, Salvatore Bianchetti, Guido Mazzetti.

1982-83 – Gianni Di Marzio.

1983-84 – Gianni Di Marzio, Giovan Battista Fabbri.

1984-85 – Antonio Renna.

1985-86 – Gennaro Rambone, Salvo Bianchetti, Antonio Colomban.

1986-87 – Gennaro Rambone, Bruno Pace.

1987-88 – Osvaldo Jaconi, Pietro Santin, Bruno Pace.

1988-89 – Bruno Pace, Carmelo Russo.

1989-90 – Carmelo Russo, Angelo Benedicto Sormani.

1990-91 – Angelo Benedicto Sormani.

1991-92 – Giuseppe Caramanno, Franco Vannini.

1992-93 – Salvatore Bianchetti.

1993-94 – Franco Indelicato, Lorenzo Barlassina.

1994-95 – Pier Giuseppe Mosti, Angelo Busetta.

1995-96 – Lamberto Leonardi, Aldo Cerantola, Mario Russo.

1996-97 – Angelo Busetta, Giovanni Mei.

1997-98 – Giovanni Mei, Franco Gagliardi.

1998-99 – Piero Cucchi.

1999-00 – Gianni Simonelli.

2000-01 – Ivo Iaconi, Vincenzo Guerini.

2001-02 – Aldo Ammazzalorso, Pietro Vierchowod, Francesco Graziani e Maurizio Pellegrino.

2002-03 – Osvaldo Jaconi, Maurizio Pellegrino, John Benjamin Toshack, Edoardo Reja, Vincenzo Guerini.

2003-04 – Gabriele Matricciani, Stefano Colantuono.

2004-05 – Maurizio Costantini, Nedo Sonetti.

2005-06 – Pasquale Marino.

2006-07 – Pasquale Marino.

2007-08 – Silvio Baldini, Walter Zenga.

2008-09 – Walter Zenga.

2009-10 – Gianluca Atzori, Siniša Mihajlović

2010-11-Marco  Giampaolo, Diego Simeone

2011-12- Vincenzo Montella

2012-13- Rolando Maran

Campionati disputati

Campionati nazionali

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

A 13 1954-1955 2009-2010

B 33 1934-1935 2005-2006

C 29 1930-1931 2001-2002

D 2 1929-1930 1994-1995

In 77 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall’esordio nel Direttorio Meridionale (D), compresi 4 tornei di Serie C2. Non sono ricomprese nel conteggio né la stagione post-fallimentare disputata a livello regionale né il periodo bellico fra il 1943 e il 1946.

Campionati regionali

1 campionato di Eccellenza della Sicilia (annata 1993-1994)

Palmarès

Competizioni minori

Nazionali

Campionati di Serie B: 1

1953-54

Campionato di Serie C1: 1

1979-80

Campionato di Serie C2: 1

1998-99

Tifosi

Il tifo organizzato catanese nasce nel 1979 attorno al gruppo organizzato della Falange d’Assalto Rossazzurra, che si posizionò nella Curva Nord, seguito dalla formazione di altri gruppi quali Onda d’Urto e Giovani Rossoazzurri (alla fine degli anni ottanta), posizionatisi nella Sud.

Negli anni ottanta rimane memorabile la trasferta organizzata per lo spareggio contro la Cremonese per la Serie A disputato nel giugno del 1983, dove 40.000 catanesi si recarono allo Stadio Olimpico di Roma.

Nel 1991 alcuni ultras si spostarono dalla Nord alla Sud e fondarono il gruppo Primo Amore, poi ribattezzato Irriducibili, col quale si diede una sterzata alla tifoseria che da allora sarà sempre presente in qualunque trasferta di qualsiasi categoria.

Altro momento importante fu quello della retrocessione a tavolino in Eccellenza nel 1993 per inadempienze finanziarie. Nel 1994, infatti, il presidente Franco Proto cercò di approfittarne trasferendo il titolo della Leonzio da Lentini a Catania, dando vita all’Atletico Catania. Tuttavia i supporters rossazzurri, nonostante il Catania militasse ben due categorie più in basso, rifiutarono la presenza di una seconda squadra rendendo vano il progetto del presidente Franco Proto, che naufragò nel giro di pochi anni.

Alla fine degli anni novanta le nuove leve del tifo catanese cresciute negli anni del CND e della Serie C2 diedero vita al gruppo A Sostegno di una fede. In quegli anni la Curva Nord dello stadio catanese divenne una delle più calde e colorate d’Italia, contribuendo alle ritrovate fortune della squadra rossazzurra. Con questo nuovo gruppo fu notevole la sterzata politica in senso nazionalistico.

Non sono mancati nel tempo incidenti con tifoserie avversarie, spesso dovuti alla presenza assidua di tifosi catanesi in tutte le trasferte, con i quali i vari gruppi ultras delle squadre di casa cercavano di “confrontarsi”.

Vi sono stati episodi tragici come la morte del tifoso messinese Antonino Currò, e soprattutto della sera degli Scontri di Catania, datata 2 febbraio 2007, in cui perse la vita l’ispettore Filippo Raciti dopo scontri tra ultras e forze dell’ordine. Dopo questo tragico evento le misure di sicurezza dello stadio sono state radicalmente cambiate, e il Massimino può ormai ritenersi uno degli stadi più sicuri d’Italia.

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