Veni, vidi, vici

 Scritto da il 26 novembre 2012 alle 17:20
Nov 262012
 


Veni, vidi, vici, che significa, come è facilmente intuibile anche da coloro totalmente digiuni di latino, “venni, vidi, vinsi” è la frase, secondo Plutarco, con la quale Giulio Cesare annunciò la straordinaria e rapida vittoria riportata contro l’esercito di Farnace II.

Arrivare, valutare rapidamente la situazione e vincere è qualcosa di veramente straordinario, tanto che difficilmente si riscontra nel calcio italiano.

Pensando al campionato di serie A e riflettendo su alcune situazioni che si sono verificate nel torneo in corso mi è venuta in mente questa frase.

Da sempre sono contrario al cambio frettoloso dell’allenatore, così, tanto per cambiare, poiché nella maggioranza dei casi esaminati il rimedio risulta sempre peggiore del male.

Che bisogno c’è di cambiare guida tecnica dopo soltanto tre risultati negativi consecutivi se la squadra si esprime dignitosamente e i calciatori seguono le indicazioni dell’allenatore?

Il più delle volte la situazione peggiora, ma questo non l’hanno mai compreso Cellino, Zamparini e Preziosi ( il trio delle meraviglie) che continuano a beneficiare la categoria degli allenatori stipendiandone almeno tre per ogni stagione calcistica.

 

A Cellino è andata bene: il Cagliari era ultimo in classifica con soli 2 punti dopo sei giornate e con la coppia Pulga-Lopez ( grazie anche a un’immensa dose di fortuna) ha totalizzato, prima della gara casalinga contro il Napoli 14 punti (4 vittorie 2 pareggi e una sola sconfitta) in sette giornate e si è tirato fuori (momentaneamente) dai guai.

A Zamparini fin adesso è andata benino: con Gasperini il Palermo ha fatto 13 punti in undici giornate, che non è una media da retrocessione ( la proiezione finale dà 43 punti) ottenendo 3 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, ma  dove era scritto che Sannino avrebbe fatto peggio?

A Preziosi è andata in maniera disastrosa: con  De Canio il Genoa aveva ottenuto 9 punti in otto giornate ( proiezione finale di 43 punti) Preziosi l’ha sostituito con Del Neri che è arrivato, ha osservato la situazione, è ha ottenuto cinque sconfitte consecutive, per poi cogliere i primi tre punti della sua gestione a Bergamo contro l’Atalanta.

Ecco che ho pensato alla storica frase, modificandola nel caso di Del Neri in un comico, ma tremendamente reale “Venni, vidi, persi”.

Chi è arrivato, ha osservato con umiltà la situazione e sta facendo in maniera sufficiente, almeno in termini di risultati, è il nuovo tecnico del Catania Rolando Maran, che tutto sommato, momentaneamente, non sta facendo rimpiangere più di quel tanto l’ex Montella, a sua volta al terzo posto con la Fiorentina.

Al Catania si chiedeva un po’ di continuità: per quattro turni (due vittorie e due pareggi) c’è stata, ma è bastata la rovinosa sconfitta nel derby con la squadra mai in partita e sovrastata da subito dalla maggior voglia del Palermo per far tornare i mugugni.

Dopo quattordici giornate di campionato il Catania di Maran ha 19 punti, ancora un punto in più rispetto al Catania di Montella, per adesso bisogna stare calmi e tranquilli, alla fine del campionato si tireranno le somme, in ogni caso per il dopo Montella era difficilissimo trovare un allenatore dal Veni, vidi vici.

 

La scorsa settimana non mi è stato possibile pubblicare l’elenco degli errori arbitrali riconosciuti da tutti, comunque, in maniera sintetica sono stati i seguenti:

1)      Inter – Cagliari: seconda rete di Sau viziata da un vistoso fallo di mani.

2)      Rigore solare negato allo scadere all’ Inter per un nettissimo fallo di Astori su Ranocchia. Il tutto mi dà 2 punti in più all’Inter e 1 punto in meno al Cagliari.

3)      Catania-Chievo: manca un rigore per il Catania per un netto fallo di Dainelli su Castro.

4)      Manca un rigore al Chievo per un fallo in area di Legrottaglie su Pellissier. Un rigore per uno con  gli episodi che sono ininfluenti ai fini del risultato finale.

5)      Cervellotica decisione di Bergonzi che ammonisce Bojan il quale subisce un netto fallo e accenna appena alla protesta. Episodio clamoroso ma ininfluente.

6)      Fiorentina- Atalanta: irregolare la rete di Bonaventura.

7)      Nettissimo rigore negato alla Fiorentina per una trattenuta di Manfredini su Rodriguez.

8)      Udinese-Parma: manca un chiarissimo rigore all’Udinese per un netto fallo di mani di Rosi su tiro di Pasquale. Morale della favola: 2 punti in più per l’Udinese e 1 punto in meno per il Parma.

9)      Molto generoso (ma non del tutto inventato) il rigore concesso alla Roma per una leggera spinta subita in area da Marquinho. La Roma ha vinto 2-0, pertanto ininfluente ai fini del risultato

Il totale degli errori arbitrali gravi sale a 106 così distribuiti:

Errori vistosi a favore dopo la 13^:

Juventus 13; Chievo Verona 11; Atalanta 9; Inter 7; Cagliari e Udinese 6; Bologna, Lazio, Milan, Napoli e Palermo 5; Catania, Parma, Roma, Sampdoria e Siena 4; Fiorentina e Genoa 3; Pescara 2, Torino 1.

Errori vistosi contro dopo la 13^ giornata:

Roma e Sampdoria 10; Catania 8; Palermo 7; Fiorentina, Genoa, Milan e Udinese 6; Atalanta, Chievo, Inter, Napoli, Pescara e Siena 5; Bologna 4; Cagliari, Lazio, Parma e Torino 3. Juventus 1.

Senza gravi errori arbitrali l’ipotetica classifica dopo 13 giornate avrebbe dell’incredibile e per i primi sette posti sarebbe la seguente:

Fiorentina e Juventus 27; Inter, Napoli e Roma 25; Catania e Lazio 22.

Nel contempo sono state disputate 7 partite della 14^ giornata e già si sono registrati alcuni errori arbitrali, il più clamoroso, stavolta, ha danneggiato proprio la Juventus battuta a San Siro da un rigore inesistente!

 

  28 Commenti per “Veni, vidi, vici”

  1. Ip Address: 85.41.235.41

    Buon pomeriggio a tutti….

    Riguardo La partita contro i Meusa, non ci voglio più pensare :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: ci riscatteremo al girone di ritorno….
    come ha detto il ns. Presidente adesso dobbiamo pensare al Milan che visto giocare ieri contro la juve è una squadra tosta da battere.
    noi dobbiamo mettercela tutta per vincere. Spero…….

  2. Ip Address: 95.245.10.26

    Buonasera raga’!!!
    Prof. buon commento!!! 😉 😉 😉
    Ciao joe!!! 😉 😉 😉
    Non leggo piu’ i copia e incolla di Angelo, dove sei?
    joe, meglio voltare pagina. Ieri visto il secondo tempo di Milan-giuve, i milanesi si sono ripresi bene.
    Giocando, il Catania, senza Spolli, Gomez e forse Bergessio sembra quasi una partita “segnata”.
    Spero che i sostituti non li facciano rimpiangere.

    Forza Catania sempre!!!

    Sogni rosso e azzurro a tutti!!!

  3. Ip Address: 87.19.162.58

    Una buona serata a tutti.
    Contro il Milan ci serve almeno un punto, per rimanre davanti ai rossoneri, una sconfitta, stavolta, ci manderebbe inevitabilmente nella parte destra della classifica.

  4. Ip Address: 85.41.235.41

    Ciao Prof,
    Speriamo di no, ma anche il punto non ci basta ci vogliano i 3 punti…..
    faranno loro devono gettare sangue sul campo 😈 😈 😈 e non passeggiare….

  5. Ip Address: 79.49.39.74

    buonasera fratelli dal cuore rosso e azzurro e un mio dovere rispondere a giacomo nerone che si e permesso di postare che la razza catanese e uno sbaglio io ti dico che tu sei uno sbaglio e u pisciaru nzzoccu javi vannia ottima disamina prof un caro saluto a joe e giorgio 😉 😉

  6. Ip Address: 79.49.39.74

    La metafora del ritorno
    La strada del ritorno è lunga, troppo lunga e buia per non pensare. Bisogna restare svegli per tornare a casa “sani e salvi”, ed altro non c’è da fare né si può, fare, appunto che pensare. Lasciando che lo sguardo, più veloce del vento che entra dai finestrini, segua i tabelloni verdi ed catarifrangenti che lo portano, insieme al pens…

  7. Ip Address: 79.49.39.74

    al pensiero, dove se non a casa? A Catania, al Catania. Seguire le indicazioni per non sbagliare, Stare attenti per non dormire.
    (La metafora del ritorno)

    Pensavo fosse caratteristica dei soli brasiliani, almeno così avevo sentito dire. Invece capisco adesso esser patrimonio genetico di parecchi sudamericani, sicuramente degli argentini. Quella nostalgia languida che scioglie il cuore, appanna i pensieri e li condensa in lacrimuccie. E’ accaduto contro la Fiorentina, di Montella. E’ accaduto contro il Palermo, di Lo Monaco. Prestazioni molto simili, sensazioni visive congruenti: piedi in campo, testa altrove, cuore dove? Pare che l’incontro col passato suggestioni anziché caricare. Gli italiani, seppur romantici, lo patiscono meno. Magari, col tempo, con la costruzione d’un nuovo passato.. passerà
    (Saudade rossazzurra)

    Pensavo alle parole ed ai fatti. La strategia del silenzio, della correttezza ed della signorilità intrapresa dal Catania, e ribadita in risposta a quella del Palermo, è valsa la vittoria fuori da campo, nell’immagine che la società ha dato di sé. La strategia dell’aggressività propugnata dal Palermo è valsa invece la vittoria sul campo, perché al campo si è trasmessa e sul “campo Palermo” ha trovato terreno fertile per dar frutti. Quanto non accaduto al Catania, dove il campo dimostra di non esser ancora pronto e/o dotato di quelle sostanze nutrienti in grado di far germogliare e crescere un seme che dà più frutto ma bisogna di cure che vanno ben oltre le competenze e la prepotenza dello zappatore.
    (Fattore campo)

    Nel silenzio dell’abitacolo non puoi che pensare anche al silenzio, al suo effetto, a quanto è difficile mantenerlo dentro e fuori di sé per mantenere la concentrazione. Qualcosa non è andata come da programma. Mantenere il silenzio è stata la scelta più giusta per non trasformare il derby in una guerra, dentro e fuori dal campo; Romperlo in casa propria e cercar di romperlo in casa degli altri è stata la scelta più giusta per i propri fini, a sprezzo di ogni valore altro al risultato. Il risultato: Il Palermo è sceso in campo ammattito dalla rabbia, per fare la guerra, perfettamente calato nel contesto trovato al Barbera. Il Catania è sceso in campo in pace con sé stesso, perfettamente lucido, sicuramente preparato a quel che sarebbe potuto accadere ma non pronto a giocare in quel contesto mantenendo salda la lucidità che in altri contesti gli ha permesso di ribaltare risultati complicati.
    (Guerra e pace)

    Pensavo che in quel momento, dopo chilometri e chilometri di aspettative e sacrifici, no.. non esisteva sul vocabolario una parola che potesse descrivere il mio stato d’animo. Non ci fosse stato il “contenitore” derby, veder al suo interno una squadra senza “contenuti” non avrebbe fatto lo stesso effetto. Risultati simili si possono incassare, e meritare; prestazioni simili no, fanno male a sé stessi ed agli altri. Non si può giocar così un derby, non si può se hai capito cosa significa per i tifosi, cosa significa la maglia per i tifosi. Ma per capire bisogna amare: non si può giocar così un derby se si ama la propria maglia, se si amano i propri tifosi. Specie se non è il primo che giochi, e se i precedenti, vinti, pareggiati o persi, hai sempre e comunque saputo almeno giocarli, stare in partita, dire la tua. Ed invece non hai detto niente. E se non hai parole tu, e non ho parole io, cosa resta? Il silenzio.
    (Silenzio)

    La strada del ritorno è più lunga se la percorri in pullman, ancora più lunga e buia per non pensare. Ma quando si viaggia con tutti i comfort, e c’è chi guida al posto tuo, restare svegli e per restare svegli pensare non è un obbligo né una scelta: è una conseguenza ed una manifestazione di quello che pensi, di quello che sei, di quello che fai. Visto che per restare svegli, nel silenzio, e lucidi, ovunque, senza più nessuno che urla, a differenza del passato, ci vuole una grande forza d’animo ed una grande consapevolezza di quel che si fa e si è, prima che per sé stessi.. per il proprio popolo.
    Sveglia!

    Commenti tutto il resto e noia

  8. Ip Address: 79.49.39.74

    MILANO – Così il sito internet ufficiale del Milan (acmilan.com):

    “Il Catania è temibile in assoluto e lo è soprattutto in casa, nonostante la sconfitta nel derby con il Palermo che i rossazzurri vorranno riscattare quando prima. I Precedenti. Nella 15′ giornata di serie A, il Milan scende in campo in un giorno insolito, il venerdì, per sfidare il Catania. Anche l’anno scorso, in verità, contro il Genoa, i rossoneri scesero in campo nell’ “anticipo dell’anticipo” per preparare al meglio l’ultima giornata del girone di Champions. I precedenti al “Massimino”, nel massimo campionato, sono 15 con un bilancio favorevole ai rossoneri: due vittorie del Catania contro le sei del Milan. Sette sono invece i pareggi con l’unico 0-0 datato 1971. Sono 13 le reti segnate dai siciliani contro le 23 dei rossoneri. Una sfida, questa, tornata “classica” dal 2006/07 quando i catanesi sono saliti in A al termine di un lungo peregrinare. Nelle ultime sei partite, il Milan non ha mai perso. Curiosa la successione dei risultati”.

  9. Ip Address: 79.49.39.74

    Il ginocchio di Mexes preoccupa (Tuttosport)

    “Detto di Abbiati, il Milan in vista della trasferta di venerdì dovrà valutare le condizioni di Philippe Mexes, uscito nella ripresa per il riacutizzarsi del fastidio al ginocchio sinistro già acciaccato dopo la gara di Bruxelles mercoledì scorso (lo stesso, fra l’altro, operato nell’aprile 2011 per la lesione del legamento crociato anteriore). Considerato che non ci saranno neanche Bonera e Yepes (che sarà squalificato per l’ingenua ammonizione presa al 93’), in Sicilia – dove il Milan atterrerà giovedì all’aeroporto militare di Sigonella, a 30 km da Catania (lo scalo della città è chiuso per lavori) – Allegri dovrà schierare obbligatoriamente la coppia Zapata-Acerbi. In vista della gara, dovrebbero recuperare Antonini (già in gruppo da venerdì) e forse Ambrosini. Da valutare invece Pato, out dopo il match con l’Anderlecht per una contusione alla coscia sinistra, e Abate. Più indietro Muntari.

    EMERGENZA (Il Corriere dello Sport)

    “Domani mattina i rossoneri si ritroveranno a Milanello per iniziare a preparare la trasferta di Catania. Venerdì sera inaugureranno il 15° turno affrontando i siciliani reduci dalla batosta nel derby. Allegri dovrà affrontare un’emergenza ancora più complicata: Yepes, ieri uno fra i migliori in campo, è stato ammonito e sarà indisponibile per squalifica. Sono da valutare le condizioni del ginocchio di Mexes che ha abbandonato il terreno di gioco (27’ st) zoppicando vistosamente. Sono da verificare anche quelle della schiena di Abbiati mentre all’orizzonte si profilano per Catania, forse, i recuperi di Ambrosini e Antonini.

  10. Ip Address: 79.49.39.74

    Catania dai 2 volti super al Massimino da salvezza fuori (La Gazzetta dello Sport)

    “Lodi ≪Sbagliato l’approccio con il Palermo, rimane la delusione nostra e dei tifosi, ai quali chiediamo scusa. Riscatto col Milan≫

    facce sono sempre due. Quella di un Catania che in casa travolge chiunque e se perde (l’occasione del k.o. con la Juve è diventato un caso nazionale di cui ancora si discute) lo fa dopo aver segnato un gol regolare, annullato, e dopo aver dettato i tempi di una partita che, alla vigilia sembrava scontata. Poi, la squadra, si reca fuori casa. A volte gioca a grandi livelli, ma non vince. Fino a oggi non ha collezionato che pareggi. Utilissimi per la salvezza,maper non per il grande salto di ambizioni. Menomale che, adesso, il Catania anticiperà a venerdì la prossima giornata. Tornerà in casa, ecco la notizia positiva,macontro il Milan e rischia di non schierare cinque titolari.

    Bergessio, una corsa contro il tempo (La Sicilia)

    “I medici confidano nel recupero, ma il Catania dovrà rimediare ad altre quattro assenze

    “Izco dovrà proseguire gli accertamenti dopo il ko nel derby. Maran dovrà studiare il nuovo assetto nei tre reparti, viste le certe assenze di Spolli e di Gomez, che saranno squalificati

    “INVIATO PALERMO. Chiamala, se vuoi, emergenza. Il Catania non deve piangersi addosso, ma è anche vero che venerdì, contro il Milan potrebbe contare addirittura fino a cinque assenti tra i presunti titolari. Un quadro a tinte fosche, che si scopre all’indomani della dolorosa sconfitta nel derby di Palermo. Ecco, almeno fino a oggi, la situazione della squadra reparto per reparto. DIFESA. Spolli è squalificato, al centro della retroguardia ci sarà posto per Rolin o per Bellusci, che sono i giocatori di ruolo in concorrenza per un posto da titolare. Uno dei due, accanto a Legrottaglie, dovrà fare i conti con il Faraone del Milan e arginare la sua devastante vena realizzativi, una vena che sta tenendo a galla un Milan discontinuo e in perenne crisi di infortuni, vedi il caso Pato. In alternativa, il Catania potrebbe anche schierarsi con il 3-5-2, tenendo conto della carenza di attaccanti e delle difficoltà che potrebbe incontrare a centrocampo. In quel caso dovrebbe rivoluzionare l’assetto difensivo, fidandosi di Bellusci (o Rolin), Legrottaglie, Rolin, collocando a centrocampo Castro (in emerenza pura Alvarez o lo stesso Rolin), Almiron, Lodi, Ricchiuti e Marchese. CENTROCAMPO. Izco e Biagianti fuori uso? Bisognerà verificare l’entità dell’infortunio patito dall’argentino, uscito di scena, a Palermo, alla fine del primo tempo per un malanno fisico. La nostra impressione, ma servirà il conforto dello staffmedico degli etnei o, comunque, una comunicazione ufficiale, è che Izco abbia accusato un malanno muscolare. Insomma, più che uno stiramento, speriamo sia una forte contrattura e basta. Pronte un paio di soluzioni: Salifu, che però potrebbe agire più al centro, soprattutto Ricchiuti, che è un giocatore utilissimo alla manovra del Catania, anche se ha trovato meno spazio di sempre. E’ a scadenza, il Catania aveva trovato l’assetto giusto con Izco (o Biagianti), Lodi e Almiron. Però Ricchiuti potrebbe essere impiegato sulla fascia sinistra, con Almiron a destra e Lodi centrale

    Con il Milan mancheranno Spolli e Gomez squalificati e Biagianti infortunato. In forse Izco e Bergessio (Il Corriere dello Sport)

    “DOPO IL KO DEL BARBERA Il Catania riparte senza mezza squadra

    “Difficile prevedere il ritorno alla difesa a tre. Perché se è vero che da una parte Marchese garantisce un rendimento elevato, dall’altra non si può chiedere ad Alvarez di battere tutta la fascia contro le sue caratteristiche. E Izco, uno di quelli in grado di fare questo lavoro, dovrebbe essere out. Insomma, il Catania dovrebbe andare in campo di nuovo con il 4-3-3, con la difesa di Palermo riproposta, portiere compreso, per quattro quinti e uno fra Bellusci e Rolin a contendersi l’eredità di Spolli. In mezzo, accanto a Lodi e Almiron, potrebbe andare uno fra Barrientos e Castro, ma la squalifica di Gomez dovrebbe costringere Maran a schierare i due argentini nel tridente. A meno che, con il rientro di Bergessio (non da escludere), non si punti su un esterno come Morimoto o Doukara, cosicché uno fra Barrientos e Castro potrebbe ripiegare nel reparto di mezzo. La novità potrebbe essere l’ex viola Salifu, capace di garantire filtro in una gara di questo genere. Più difficile l’inserimento di Ricchiuti, che non gioca una partita intera da mesi. E contro il Milan ci sarà da correre. Altroché!

    Da Spolli a Gomez,al«Barbera» visto il Catania troppo sotto tono (Il Giornale di Sicilia)

    “Dove sono cominciati i meriti del Palermo e dove sono finiti i demeriti del Catania. Rolando Maranoggi, alla ripresa degliallenamenti, vorra analizzare il perche di una sconfitta pesante al Barbera,primaancoradel prossimo confronto contro il Milan, al Massimino, venerdi sera. Perche se e vero chela squadra diGasperinihadisputatounadelle migliori prestazioni della stagione e altrettanto vero che i rossazzurri hanno, per certi versi, replicato la grigia prestazione di Bologna terminataconunasconfitta ancora piu umiliante. Il gol diMiccoli avrebbe potuto provocare una scossa positiva, come in altre occasioni, e invece ediventato quasiuncolpodak.o. L’intervento fuoritempodi Nicolas Spolli ha influito probabilmente sul resto della prestazione del centrale argentinochehaperso completamente efficacia e lucidita, come ha dimostrato inseguendo vanamente Brienza per mezzaarea di rigore, senza neanche tentaredi contrastarlo, inoccasione del gol del raddoppio. Bravo Ilicic nella botta a colpo sicuro, eccellente Brienza nel portare palla, ma Spolli sembrava il fantasma di se stesso.

  11. Ip Address: 79.49.39.74

    Sia che tu vinca o che tu perda, devi cercare di portare sempre una cosa a casa: la dignità”. Nel corso dei decenni il calcio si è arricchito non solo di gesti tecnici, tattiche e situazioni varie che ne hanno fatto la storia, ma anche di aneddoti e soprattutto di massime che riescono a riassumere l’essenza dei suoi diversi aspetti in pochissime parole, sprigionate per dar voce in maniera moderata e quasi raffinata ad esigenze e situazioni di insoddisfazione che attengono il rettangolo di gioco.

    E non ci prendiamo la briga di scomodare Franz Beckenbauer per il semplice gusto di farlo né tantomeno per provare ad aggiungere chissà quale aura poetica al nostro discorso, ma perché sabato sera il Catania, nella partita più importante dell’anno, nella partita maggiormente sentita dalla piazza, a tratti non ha obbedito a tale detto.

    Un Catania distratto, supponente e svogliato è stato travolto dal “nemico giurato” in termini sportivi, un Palermo con la bava alla bocca che ha azzannato i rossazzurri non appena ha aperto le fauci. Difficile ricondurre tutto alla situazione di classifica, alla vigilia tranquilla per gli etnei e problematica per i rosanero che avevano bisogno dei tre punti, come è difficile anche attribuire i rapporti di forza instauratisi in campo alle dichiarazioni rilasciate in settimana e nell’immediata vigilia dall’ex per eccellenza, Pietro Lo Monaco, in un contesto in cui in ogni caso per l’etica calcistica è quasi tutto permesso.

    La serata da dimenticare nel catino del “Barbera” trae origine prima di tutto da una spinta interiore verso il massimo, in termini di concentrazione, determinazione e propensione al sacrificio, che non c’è mai stata. Il regime di porte chiuse e di silenzio assoluto adottato dalla società a maggior ragione non permette di verificare se il gruppo di Maran si sia preparato adeguatamente in settimana, ma si tratta in ogni caso di valutazioni nel cui merito non vogliamo entrare. Ci atteniamo all’osservazione diretta di quanto visto in campo, e lì piuttosto sorgono i dubbi sullo spirito e sull’atteggiamento tenuto fin dalle ore precedenti la gara.

    Una gara decisa in partenza dall’approccio sbagliato e dall’assenza (mentale) di quelli che dovevano essere gli uomini-chiave: non c’è stata nemmeno l’ombra della “garra” e del tempismo di Spolli, Almiron ha corso per metà rispetto ai suoi standard e perdipiù a vuoto, Gomez è stato ingabbiato dalla disposizione difensiva di Gasperini e non è mai riuscito ad attaccare negli spazi e a creare superiorità numerica.

    L’assenza più inquietante riguarda però un giocatore che fino ad una settimana fa ha rivendicato maggiore spazio in campo, arrivando a forme di manifestazione del proprio stato d’animo tanto lampanti quanto poco rispettose. Si tratta di Pablo Barrientos, che dopo la sfuriata di Cagliari e il tweet di “addio” post-Chievo ha distrutto in 90 minuti le proprie pretese. Superficiale, molle, agonisticamente dormiente e totalmente avulso dalla partita, ha costituito l’esempio vivente di come non si onora la maglia che si porta addosso.

    La realtà di Catania può star stretta a qualcuno, ma mai come in questo momento, dopo un derby fragorosamente steccato, ci vogliono applicazione e impegno massimi da parte di tutti. Chi per qualsivoglia motivo non sia in grado di dare garanzie sufficienti in tal senso è giusto che stia fuori, la percezione della propria maggiore forza tecnica va accompagnata dalla giusta sicurezza, ma anche e soprattutto dalla giusta responsabilità: un concetto che Maran ha attenzionato più volte in conferenza stampa e che tornerà sicuramente a ribadire.

    La posizione in classifica è ancora buona, ma bisogna recuperare quella voglia di lottare, quell’umiltà, quello spirito di abnegazione che per questo Catania è lubrificante puro. Nella brevissima settimana che precederà la sfida con il Milan al “Massimino” anche la piazza dovrà dare il suo piccolo contributo, non solo con il sostegno allo stadio ma anche e soprattutto evitando di creare quel clima entusiastico di vittoria anticipata che ha campeggiato per le vie della città prima del derby.

    Alle pendici dell’Etna arriverà un “Diavolo” in netta ascesa nel morale e nel gioco, dove il Catania non è mai stato il Barcellona e commetterebbe un grave errore nel sentirsi tale, ma deve recuperare la consapevolezza (e la responsabilità, non la dimentichiamo neppure noi) del suo valore.e con questo.non voglio piu postare post che scrivono di questa storia angelo

  12. Ip Address: 82.61.7.36

    Purtroppo si e’ avverato quello che temevo 😈 😈 😈 Il Parma ha battuto l’Inter e ci ha fregato il settimo posto….
    Comunque è una bella squadra fa un bel gioco redditizio….

  13. Ip Address: 95.238.6.138

    Buongiorno raga’!!!
    Ciao joe!!! 😉 😉 😉
    Ho visto anch’io Parma-Inter e prima Cagliari-Napoli.
    Bella squadra il Parma invece il Napoli anche se ha giocato bene il Cagliari se non facevano quella cagata meritava il pareggio.

    Buona giornata a tutti!!!

  14. Ip Address: 85.41.235.41

    Buongiorno a tutti….
    Ciao Giorgio

    Beric, il Catania prova a bloccarlo

    Relazioni positive, il Catania ha deciso: vuole provare a bloccare Robert Beric. L’attaccante sloveno del Maribor è stato osservato più volte, ha convinto il Catania. Ora la societá vuole bloccarlo o strappare una corsia preferenziale, anche grazie ai rapporti tra Nicola Salerno e il suo agente Amir Ruznic. Se ci sarà anche l’ok di Gasparin, il Catania proverà a chiudere l’affare già a gennaio. Erede e vice di Bergessio, Beric puó essere il nome giusto.

  15. Ip Address: 87.19.162.58

    Un buon pomeriggio a tutti i tifosi del Catania.
    Se il Catania avesse incontrato il Milan al Massimino quattro partite fa avrebbe probabilmente vinto, adesso non so.
    Mi accontenterei di arrivare subito a quota 20.

  16. Ip Address: 79.49.39.74

    buonasera fratelli dal cuore rosso e azzurro ciao joe prof e giorgio joe quello che temevi tu lo temuto anche io adesso speriamo che si diano una svegliata Come risolvere l’emergenza?
    il Catania scenderà in campo martedì alle 15.00. Nei due giorni successivi, allenamento alle 11.00. Giovedì, la conferenza pre-gara di mister Maran (ore 10.00) ed il classico ritiro, con il raduno fissato per le 19.00. Venerdì alle 10.30, rifinitura.

  17. Ip Address: 79.49.39.74

    CATANIA – In previsione della sfida col Milan tante le assenze alle quali dovrà far fronte Rolando Maran. Analizzandole una alla volta, cerchiamo di chiarire quali potrebbero essere gli eredi e quali le zone del campo più a rischio con uno, od un altro modulo.

    Mariano Izco: Giudicato insostituibile già nel Catania dello scorso anno, all’occorrenza, come accaduto ad inizio campionato (dopo l’infortunio in Coppa Italia) venne sostituito dal rientrante Marco Biagianti. Caratteristiche molto diverse tra i due. Izco è un corridore, dotato di scatto e dribbling. Biagianti è più statico, dotato di minor velocità ma acume tattico e senso della posizione più spiccato, bravo a far correre il pallone piuttosto che inserirsi negli spazi.

    Mancando anche Biagianti, per similitudine si potrebbe immaginare l’esordio dal primo minuto per Salifu. Visto e considerato che l’innesto di Ricchiuti potrebbe sbilanciare in avanti la squadra che dovrà tenere particolarmente in considerazione mediani come Aquilani, Nocerino, Boateng per ridurre al minimo i rifornimenti alle punte.

    Gonzalo Bergessio: Il Catania ha segnato anche senza di lui ma ha anche sofferto, particolarmente, l’assenza di un attaccante che riuscisse ad incidere sia in fase di possesso che in fase di conquista del pallone nella metà campo avversaria. La combinazione di esplosività ed esperienza fa di Bergessio un elemento attualmente insostituibile stante il verbo di gioco predicato da Maran. Sia Doukara che Bergessio, nel tentativo di imitarne le gesta, non sono riusciti nel loro intento. Forse sarebbe più produttivo immaginare, nel 4-3-3, un attacco senza punti di riferimento completato da Castro. Alternativa è il 3-5-2 dove entrambe le prime punte di ruolo potrebbero giovarsi del supporto diretto di un compagno.

    Alejandro Gomez: Per la seconda volta il Catania dovrà fare a meno, e stavolta non più solo dall’inizio, del proprio miglior giocatore (per media voto). Il precedente non è confortante: Bologna. Allora lo sostituì Castro, con esiti negativi. Proprio la sua assenza, combinata a quella di Izco, apriranno la strada al collega argentino che tuttavia dovrebbe trovarsi schierato in un 3-5-2. Maran potrebbe pensare al cambio di modulo per sopperire alla mancanza di due cursori esterni avanzando i due terzini e infoltendo la mediana.

    Nicolas Spolli: Più che opaca la sua prestazione al derby. Maran dovrà soltanto scegliere chi tra Rolin e Bellusci mandare in campo. La scelta dovrebbe ricadere su entrambi in caso di schieramento a tre, o solo sull’italiano in caso di schieramento a quattro.

    Questi gli schieramenti più fedeli all’undici titolare finora schierati. A voi sostituire i punti interrogativi con le scelte da operare:

    Catania 3-5-2) Andujar, Rolin, Legrottaglie, Bellusci; Alvarez, ??, Lodi, Almiron, Barrientos, Marchese; Castro, ??.
    Catania 4-3-3) Andujar, Alvarez, ??, Legrottaglie, Marchese, ??, Lodi, Almiron, Barrientos, Castro, ??.

  18. Ip Address: 2.224.195.250

    Slt. a tutti

    Ciao Joe non penso che un Beric qualunque che arrivi in Gennaio possa essere erede o vice di Gonzalo .
    A noi serve un attaccante sicuro che conosce gia’ il calcio Italiano..
    Beric in prospettiva futura ,ma ci sono attualmente attaccanti italiani o no che conoscono bene il calcio Italiano e che facciano caso al Catania ?
    Spero di sì e che la societa’ stia bene attenta, del resto le dichiarazioni del presidente di qualche tempo fà quando diceva di conoscere bene le lacune in organico mi fanno ben sperare…

    In prospettiva Milan , penso che Rolin o Bellusci non faranno assolutamente rimpiangere l’ultimo Spolli che abbiamo visto…

    Spero che Maran non utilizzi nè Ricchiuti (da quanto tempo non gioca una partita intera?) e nè Capuano che penso sia improponibile oggi in serie A…

    Salifu che fine ha fatto ? Come interpretare il suo mancato utilizzo anche a partita in corsa ?
    Non si allena bene ? Ultimamante si dice cosi’ ….

    Morimoto e Doukara in questo momento mi sembrano quasi due corpi estranei…

    Era meglio trattenere Catellani o Moretti allora …

    Per non parlare di Martinho … che stà giocando in modo strepitoso quì a Verona ed è già diventato beniamino dei tifosi dell’Hellas
    Da indicrezioni si dice addirittura che sara’ riconfermato per l’anno prossimo e che Sogliano stia già concludendo col nostro Catania …
    Dato che Gomez o Barrientos andranno via a fine stagione se non entrambi ,
    speriamo non sia vero e che si riporti Martinho a casa ,anche se non sarè per nulla facile …

    Let’s go liotro Let’s go !!!

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    Amarcord: Aldo Cantarutti e il gol che l’avrebbe reso celebre

    La storia dell’uomo che si vide annullare (ingiustamente) una rete da antologia

    Domenica 12 Febbraio 1984, Catania e Milan si fronteggiano sul prato dello stadio Cibali in una gara combattuta sino alla fine (a segno Carotti per il vantaggio rossonero pareggiato da un gol di Bilardi), quando al 38esimo minuto il Catania attacca con Pedrinho, il quale serve di testa un biondo attaccante numero nove che si fa largo tra le maglie avversarie, controlla ed esegue una rovesciata che s’insacca alle spalle del portiere Piotti…ma torniamo un attimo indietro e cerchiamo di capire di chi stiamo parlando.

    Il ‘Diavolo’ trafigge la Juve, cade l ‘Inter, respirano Genoa, Palermo e Samp
    Il resoconto della 14 ^ giornata

    Nella 14 ^ giornata di serie A, il Milan riapre il campionato battendo per 1-0 la Juventus, che ottiene la sua seconda sconfitta in campionato e riaccende le speranze del Napoli che vince a Cagliari; non ne approfitta l’Inter fermata a Parma; nella zona salvezza tirano un sospiro di sollievo Palermo, Genoa e Samp; ritorna ultimo il Pescara sconfitto dalla Roma, la “Viola” rimonta per ben due volte il Torino.

    Trapani, ci risiamo!
    Altro 2-2 nonostante il bel gioco

    Serie A

    Juventus32
    Napoli30
    Fiorentina28
    Inter28
    Roma23
    Lazio23
    Parma20
    Catania19
    Milan18
    Atalanta18
    Udinese16
    Sampdoria16
    Cagliari16
    Torino15
    Palermo14
    Genoa12
    ChievoVerona12
    Bologna11
    Siena11
    Pescara11

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    Ciao Angelo, io non sto attraversando un periodo di massima lucidità mentale, tuttavia ti chiedo: ma Aquilani non è con la Fiorentina?
    Con molta simpatia ti abbraccio.

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    ciao prof aquilani e un giocatore che appartiene al milan e stato ceduto in prestito ma non e stato riscattato ricambio il tuo abbraccio 😉 😉

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    dimenticavo adesso gioca col liverpool

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    mi correggo a giocato col liverpool 😉 😉 😉 ora e con la fiorentina

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    Domenica 12 Febbraio 1984, Catania e Milan si fronteggiano sul prato dello stadio Cibali in una gara combattuta sino alla fine (a segno Carotti per il vantaggio rossonero pareggiato da un gol di Bilardi), quando al 38esimo minuto il Catania attacca con Pedrinho, il quale serve di testa un biondo attaccante numero nove che si fa largo tra le maglie avversarie, controlla ed esegue una rovesciata che s’insacca alle spalle del portiere Piotti…ma torniamo un attimo indietro e cerchiamo di capire di chi stiamo parlando.

    Il protagonista della storia che vogliamo raccontare oggi si chiama Aldo Cantarutti, nato a Manzano (piccolo paesino tra le alture friulane), cinquantaquattro anni fa. Formatosi nelle giovanili del Torino assieme a Beppe Dossena (che qualche anno dopo alzerà al cielo di Madrid una Coppa del Mondo) con la cui maglia assaggia, per la prima volta, l’ebbrezza di una partita di Serie A (contro il Catanzaro nel 1977).

    Dopo questa fugace apparizione, i granata lo spediscono a Monza, in serie B. Qui l’allenatore Alfredo Magni gli ritaglia un ruolo da ala sinistra ma sin da subito si capisce che per questo ragazzone alto e dal fisico da corazziere (187 cm x 82 kg) non è la parte che reciterà nel corso della sua carriera sportiva. Nonostante questo errore di “sceneggiatura”, Aldo riesce a sfiorare una storica promozione in serie A con i brianzoli, che sono beffati ai titoli di coda da Avellino e Catanzaro, per soli due punti.

    In estate il Torino (che detiene ancora il suo cartellino) lo presta alla Lazio, dove fa la riserva al bomber Bruno Giordano, giocando pochissimo (appena nove partite di campionato e un gol segnato all’Inter). A fine stagione si svincola e Romeo Anconetani gli offre la maglia da centravanti del suo Pisa. Cantarutti accetta l’ingaggio del vulcanico presidente e (impiegato come attaccante boa) alla sua prima stagione in Toscana realizza sei gol in ventiquattro partite, score che migliorerà l’anno seguente, quando sarà tra i migliori realizzatori della cadetteria con ben dodici centri all’attivo.

  25. Ip Address: 95.238.6.138

    Buonasera raga’!!!

    Sogni rosso e azzurro a tutti!!!

  26. Ip Address: 79.49.39.74

    ciao giorgione sogni rossoazzurri anche a te 😉 😉

  27. Ip Address: 82.55.66.152

    Val, guarda che Beric per me è da affiancare come prima punta a Bergessio …..

    ha giocato in Champions League ed Europa League. quindi non li manca l’esperienza è un giovane promettente.
    comunque per me basta che la ns. società si dia da fare per gennaio, sono d’accordo con te, era meglio tenere un Catellani e cedere un Morimoto……

  28. Ip Address: 2.224.195.250

    ah.. complimenti ai rosella hello kitty

    dopo un derby giocato contro una squadra che non ha giocato …

    insultati dalla tifoseria veronese fino a domicilio

    si sono fatti infinocchiare da una squadra di b in 10 …

    tutto cio’ riaccende nuovamente la rabbia …

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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