Altra occasione perduta

 Scritto da il 15 Febbraio 2026 alle 10:05  Aggiungi commenti
Feb 152026
 

La sconfitta con il Sorrento e il pareggio casalingo contro il Giugliano, rappresentano due passi falsi che, complice il differimento della partita con il Trapani, e alla luce delle tre vittorie del Benevento, hanno consegnato la testa della classifica in solitaria ai sanniti con un considerevole vantaggio sulle inseguitrici.

Mugugni e malumori hanno preso il sopravvento sui commenti positivi precedentemente espressi sul tecnico e sulla squadra in quanto, col sereno delle vittorie, lo schema tattico della squadra, impostato dalla prima giornata, se prima provocava qualche dissenso isolato perché si sa che alla fine e’ il risultato a far vedere il bello o il cattivo tempo, adesso la perdita di punti importanti scatenano giudizi meno lusinghieri.

Indispensabile già da stasera, per placare gli animi e far tornare il buonumore, raccogliere nove punti in tre partite, iniziando questo pomeriggio dalla trasferta breve che attendeva i ragazzi di Toscano a Siracusa, squadra questa impelagata al momento nella zona play out e con problematiche amministrative da risolvere pena l’esclusione dal campionato che oggi doveva fare a meno di Limonetti squalificato e di Cancellieri e Valenti per guai fisici.

Alcuni ex presenti in campo che sicuramente volevano fare bella figura come lo stesso Farroni tra i pali e Frisenna a centrocampo oggi accanto a Candiano, difesa a quattro con Zanini, Marafini, Capomaggio e Iob mente il trio d’attacco vedeva sulle corsie Di Paolo, ceduto al Cagliari per trecento mila euro in questo ultimo mercato ma per volontà delle due società rimasto in Sicilia per il girone di ritorno con  Contini e Riccardi e Arditi al centro dell’attacco.

Il Siracusa, così come il Trapani, si e’ visto costretto a riformare la rosa di inizio stagione privandosi di dieci pedine con contratti importanti ad esempio Parigini, per indirizzarsi su otto nuovi arrivi per lo piu’ giovani che sono subito entrati nei meccanismi tattici di mister Turati.

Tra i convocati etnei assente a sorpresa Di Noia e Corbari squalificato ma con Di Tacchio in panchina forse ancora non al meglio ed al suo posto, fra i titolari accanto a Quaini Toscano impiegava Jimenez fuori ruolo: quanto sarebbe stato utile un centrocampista, magari di regia, ma no: “Siamo apposto così”, si sentiva dal direttore sportivo alcuni giorni prima del 2 febbraio.

In difesa a protezione di Dini il trio dell’ultima partita Pieraccini, Allegretto e Celli, esterni gli inossidabili anche se calati rispetto alle prime partite Donnarumma e Casasola con  Bruzzaniti e D’Ausilio in appoggio alla punta Caturano.

Il passo falso del Benevento che in casa non e’ riuscito a battere il Latina e quello della Salernitana fermata sul pareggio a Cava dei Tirreni, apriva uno spiraglio di luce sul prosieguo del campionato rossazzurro ma al De Simone si doveva vincere e oggi lo stadio, precluso ai tifosi etnei, era strapieno per questo evento che rappresenta, per gli aretusei, il derby per eccellenza.

Si partiva subito a spron battuto da entrambe le parti con il gioco che non decollava per la buona predisposizione tattica del Siracusa che la metteva sul palleggio frenando le velleità etnee, tanto che sino al trentesimo i due portieri restavano inutili spettatori ma finalmente al trentacinquesimo D’Ausilio forse il più in forma in questo momento, partiva palla al piede passando la sfera a Bruzzaniti il cui cross, raccolto di testa da Casasola, veniva indirizzato in porta costringendo Farroni ad una super respinta che trovava D’Ausilio in piena area pronto a tirare un bolide verso la porta portando in vantaggio i rossazzurri.  Il Siracusa accusava il colpo e cinque minuti dopo altra veloce ripartenza con Bruzzaniti che passava a Pieraccini libero in area avversaria che bruciava in uscita Farroni portando sul due a zero gli ospiti.

Purtroppo l’arbitro annullava il gol per fuorigioco e richiamato dal quarto uomo al video, confermava la sua iniziale decisione.

Quattro i minuti di recupero nei quali si assisteva ad un tiro di Bruzzaniti alle stelle su punizione calibrata di Jimenez e ad un cartellino  giallo nei confronti di Riccardi e poi tutti negli spogliatoi a recuperare le forze.

La ripartenza trovava in campo gli stessi elementi della prima frazione e dopo appena tre minuti un black out della linea a tre etnea, consentiva al gioiellino di casa Di Palo di beffare Dini riportando in pareggio l’incontro tra festeggiamenti in campo e da parte dei tremila e seicento spettatori di casa.

Il Catania si rimboccava le maniche e cercava, con i soliti limiti di formazione e di scarsezza di idee a riportarsi sotto e al cinquantaduesimo il piedino sfatato di Jimenez mandava il pallone in curva.

Più preciso quattro minuti dopo il tiro di Arditi, un ragazzo di diciannove anni preso dal direttore Laneri nell’ultimo mercato, trovava Dini alla parata.

Al cinquantanovesimo Allegretto di testa chiamava l’ex Farroni ad una difficile parata e due minuti dopo ancora Casasola ci provava ma la palla usciva a fil di palo e due minuti dopo primo cambio per il Catania con Rolfini per un impalpabile Caturano e per il Siracusa entrava in campo Puzone per Contini.

Malgrado la giovane età dei ragazzi di Turati, otto su undici titolari in campo nati nel nuovo secolo, erano i giocatori ospiti ad innervosirsi non riuscendo a trovare la via del gol ed ecco arrivare il cartellino giallo per Jimenez al sessantacinquesimo e tre minuti dopo , per cercare di portare foraggio al centrocampo, mister Toscano toglieva dal campo un attaccante per un centrocampista di rottura, Di Tacchio, al rientro dopo il lungo infortunio.

Tuttavia era ancora il Siracusa, ordinato, determinato e spronato dai suoi sostenitori a gestire il centrocampo e al minuto settantatré, su di un tiro verso la porta stoppato a terra da un giocatore etneo, la panchina aretusea mandava ll signor Sacchi al monitor ma il fallo da rigore lamentato risultava inesistente.

Rispondeva il Catania al settantottesimo con una bruciante ripartenza di D’Ausilio che veniva bloccato fallosamente al limite dell’area da Marafini che guadagnava il giallo e l’fvs richiesto dal Catania per valutare se il fallo fosse avvenuto in area non dava gli esiti sperati e la punizione dal limite calciata da D’Ausilio veniva deviata in angolo dalla folta barriera e l’occasione sfumava.

Giro di cambi dalle panchine con Simonetta per Riccardi e Forte per Jimenez e si arrivava così ai sette minuti di recupero nei quali il Catania cercava la vittoria più con la forza delle gambe che con la testa e al novantunesimo Farroni su tiro da pochi passi di D’Ausilio riusciva a salvarsi d’istinto respingendo col fianco in angolo.

A causa di un altro rigore richiesto da Turati non concesso, l’arbitro mostrava il cartellino rosso all’allenatore e il recupero si protraeva per altri tre minuti durante i quali si ergeva Ferroni ancora a protagonista parando su Rolfini e la partita si chiudeva tra la gioia della gente di Siracusa la cui squadra in casa e’ riuscita a fermare la sperata rincorsa alla vetta del Catania, incapace anche oggi di vincere.

Malgrado la buona volontà dei giocatori, si  avverte la difficoltà di questa squadra nel trovare la via del gol limitata questa alle improvvisazioni degli esterni che sfruttano le fasce per cross in area difficilmente raccolti dall’unica punta, guardata a vista anche da tre difensori in contemporanea non avendo da offrire marcature ai centrocampisti privi di fornire spinta dal centro e poco incisivi sui tiri dalla distanza, non in linea con le loro caratteristiche tecniche essendo votati più alla rottura del gioco avversario che alla costruzione di una manovra offensiva.

Altro limite la rivoluzione in difesa a causa delle doppie assenze per infortuni di Ierardi e Di Gennaro le cui assenze stanno determinando preoccupanti amnesie difensive che oggi hanno portato al gol di Di Palo, rete che con quei due assenti probabilmente non sarebbe arrivata.

Dovevano essere nove punti in queste partite ravvicinate e mestamente osserviamo che su due di esse, entrambe pareggiate, ne abbiamo conquistati soltanto due, troppo pochi per poter sperare di ritornare con questo passo in testa alla classifica.

Sperare sulla caduta delle avversarie dirette, se poi non si riesce a vincere, e’ inutile, diamoci da fare già contro il Trapani, una città ve lo chiede.

Nel giorno della dipartita di Orazio Russo, un uomo dai profondi valori umani e morali e con la maglia rossazzurra cucita sulla pelle,  giungano le condoglianze alla sua famiglia. Caro Orazio che la terra ti sia lieve.

 

  9 Commenti per “Altra occasione perduta”

  1. Ip Address: 188.155.61.249

    Purtroppo non siamo in grado a vincere contro l’ultima in classifica……

    Ho visto solo il secondo tempo e abbiamo fatto pena

    Peccato che facciamo sempre la stessa cosa!

  2. Ip Address: 95.251.99.145

    Credo che oramai le speranze per la b diretta siano al lumicino. Poteva essere la riscossa con la vittoria a Siracusa e poi con i tre punti col Trapani che avrebbero portato la nostra squadra a soli tre punti dal Benevento ma così non è’ accaduto.
    Tutti in casa Catania dovrebbero riflettere sugli errori commessi ma aspettiamo i due incontri esterni contro Benevento e salernitana per dichiarare ufficialmente l’addio alla promozione diretta. Se si ritrovano chissà. Devono volerlo loro

  3. Ip Address: 217.201.146.25

    Ennesima occasione sprecata!!!
    Un grande abbraccio alla Famiglia di
    Orazio Russo vero Catanese.
    Riposa in pace grande Orazio

  4. Ip Address: 2.44.138.136

    Il mezzo passo falso del Benevento e Salernitana purtroppo non è stato sfruttato come si sperava per una dormita in difesa nel gol subito e solito gol annullato per presunto fuori gioco. La lunetta dell’area rigore certifica la posizione di Pieraccini quando venne effettuato il passaggio..

    In ogni caso è un dato di fatto che in trasferta il Catania risulta meno efficace rispetto a quando gioca in casa e pretendere che possa cambiare proprio in questo momento con un solo titolare su 3 in difesa, con solo Quaini a centrocampo (Jimenez non lo è) significa perdere di vista la realtà. Vorrei proprio vedere come vincerebbe le partite il Benevento se gli venissero a mancare contemporaneamente per TRE mesi Lamesta, Maita ed il bravo difensore centrale..

    I nuovi acquisti ? ancora non sembrano bel integrati con il gruppo e si vede a vista d’occhio ma oltre a questo purtroppo esiste anche il problema della punta richiesta dai Tifosi a fine mercato estivo che sembra un corpo estraneo a tutto il resto della squadra.

    Speriamo di vincere le due partite in casa prima di andare a Salerno e Benevento e poi si vedrà.

    Faccio le mie condoglianze alla famiglia per la prematura scomparsa di Orazio Russo ed a quella di Mimmo Ventura che ha dato i primi calci al pallone insieme a me.
    .

  5. Ip Address: 2.196.94.11

    Oramai c’è poco da commentare si cerca sempre a chi dare le colpe una volta ad arbitraggi incompetenti , poi un’altra volta si da la colpa agli infortuni , la verità è che ieri ho visto per l’ennesima volta una squadra con la volontà di non vincere , ora mettiamoci l’anima in pace e pensiamo a playoff

  6. Ip Address: 2.196.94.11

    Anch’io mi associo al dolore della famiglia Russo. Riposa in pace Orazio 🙏

  7. Ip Address: 2a02:b121:8010:a5e5:6dfb:841f:83a8:7a9e

    Partita non così disastrosa come si vuol far credere.
    Il Catania aveva segnato un secondo goal regolare ingiustamente annullato dall’ arbitro.
    Inoltre il forcing finale ha determinato diverse occasioni da goal che il portiere avversario ha miracolosamente ha annullato!

  8. Ip Address: 78.209.118.175

    E’ incomprensibile come questa squadra, in ogni partita, sia vinta, pareggiara e persa, butta via un tempo. Probabilmente i giocatori non sono sufficientemente motivati e a fine campionato, in qualsiasi modo finisca, va cambiata la guida tecnica, troppo appiattita su un modulo che con le defezioni di Cicerelli, Aloi e non riesce a sfruttare le caratteristiche dei giocatori

  9. Ip Address: 2.44.139.23

    Chi reclama nuovi moduli per massimizzare le caratteristiche dei giocatori o quelli che pretendono bel gioco, tanti gol e sempre vittorie dimenticano che senza centrocampo che unisce difesa ed attacco nessun Tecnico al mondo riuscirebbe ad ottenere risultati migliori da quelli ottenuti fino ad oggi.

    Che modulo avrebbe potuto inventare Toscano a Siracusa con i giocatori disponibili ? 4 attaccanti ( Caturano, Forte, Rolfini, e Bruzzaniti); 2 trequartisti e 2 esterni (D’Ausilio, Jimenez, Donnarumma e Casasola); 1 centrocampista ( Quaini) nel primo tempo e col contagocce Di Tacchio nel secondo ed infine con una difesa formata da un solo titolare.

    Ricordo che con l’assenza di Cicerelli ed Aloi ed solo un pilastro della difesa ( Ierardi ) eravamo primi in classifica a pari punti con il Benevento ma venuti meno anche Di Gennaro e Di Tacchio nelle zone di campo più delicate naturale che la squadra ha perso i punti di riferimento che non si potranno mai risolvere cambiando moduli o Tecnico.

    Dobbiamo solo augurarci che i nuovi arrivati si integrano per dare stabilità in difesa e centrocampo e vedere cosa succede fino alal fine del campionato. .

    .

    .

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