Come una lama nel burro fuso

 Scritto da il 30 Agosto 2026 alle 10:32  Aggiungi commenti
Ago 302026
 

Ovviamente la lama i baldi giovanotti biancoverdi che con il minimo sforzo hanno ottenuto un bel risultato dopo la loro scialba prova mostrata lunedì scorso.

Essi si sono mascherati da affilata lama e, con consumato cinismo, hanno fatto emergere le lacune di una formazione fusa, dopo quindici minuti ben giocati, come il burro dinnanzi alla fiamma.

Fusi nella testa, privi di idee, nei meccanismi, fusi nel corpo, senza mordente, cattiveria,  rabbia agonistica, chi con la testa tra le nuvole, chi con i neuroni altrove, chi senza ossigeno e chi senza voglia di giocare a calcio magari in attesa di qualche chiamata dalla serie B.

Difficile stabilire chi potrebbe guadagnare un serafico sei in pagella, dal portiere alla punta, due persino schierate  dal secondo tempo.

Forse i meno peggio Quaini posizionato come al solito da centrocampista e quel Di Marco che ha accusato al trentasettesimo  un problema al ginocchio e uscito anzitempo dal campo sostituito da Corbari.

Ma che hanno combinato a Norcia? Sì sono allenati davvero? È’ stato il sole catanese a fonderli? Hanno appreso gli schemi e i movimenti che vuol vedere l’allenatore in campo?

Soldi sprecati quelli a Norcia sembra, da quello che si e’ visto in due partite dopo le confortanti prove di coppa Italia Frecciarossa: una involuzione tecnica e fisica impressionante e inspiegabile.

Qualsiasi squadra, subito un gol, si rimbocca le maniche e cerca con rabbia agonistica il pareggio, specie se a formarla sono stati arruolati giocatori che hanno militato in serie maggiori, alcuni dei quali anagraficamente over trenta; invece abbiamo visto esterefatti questo gruppo  sciogliersi diventando burro come dimostrato pure alla prima di campionato.

Se contro l’Inter under 23, tuttavia, erano state la difesa ed il centrocampo a subire le maggiori critiche, oggi a questi due reparti aggiungiamo  anche l’attacco che, malgrado due prime punte, non è riuscito ad impensierire il portiere avversario salvo Cicerelli al primo minuto e con Jimenez al quattordicesimo che anziché segnare saltando con un dribbling il portiere depositando la palla in rete, esaltavano le qualità di Tommasi, entrambi poi scomparsi  dal campo e Leonardi  al settantaquattresimo con un colpo di testa ben respinto in angolo dal portiere. Tutto qui.

Dall’altra parte, invece, grazie ad un pericoloso passaggio orizzontale effettuato da Cicerelli ai limiti della nostra area, il pallone, raccolto da Fall e smistato sulla destra sui piedi dell’accorrente Scipioni lasciato libero da Pagliai che crossava basso in area dove Garritano al diciottesimo  si dimostrava  il più lesto di tutti ed insaccava facilmente tra i difensori etnei immobili come pali della luce.

Stesso copione che vedeva la difesa etnea soffrire l’incursione del trequartista Scipioni che in area serviva un cioccolatino all’ex Greco sempre dallo scoperto lato sinistro, abile a saltare con una finta il due etneo e guardato a distanza ravvicinata dall’immobile Perrotta segnando il gol del doppio vantaggio al cinquantacinquesimo.

Per la cronaca il Catania oggi al San Nicola di Bari, stante i lavori di restailing del Viviani, campo in erba naturale del quale si sono lamentati più i gabbiani abituati nel sintetico, come asserito dallo stesso ex Greco nel post partita, si e’ schierato con il solito 4/3/3 che vedeva in difesa a protezione di Rinaldi, Raimo a destra  e Pagliai dalla parte opposta con centrali Ierardi e Perrotta, a centrocampo il nuovo arrivato Di Marco con Quaini ed Jimenez e in avanti il trio Bruzzaniti, Russo e Cicerelli.

Rispondevano i pugliesi  di mister Colombo con Tommasi tra i pali, difesa a tre che trovava Colombara, Piccinini ed Angileri, a centrocampo Valenti, Greco, Battocchio ed il giovane Tosi, sulla trequarti Scipione e Garritano con in avanti Fall.

Ad inizio ripresa Longo decideva di giocare con due punte di ruolo affiancando Leonardi a Russo a spese di Jimenez . Al minuto  cinquantasette era il turno di Bruzzaniti di sedersi in panchina, unico a crossare in area pugliese da tutte le posizioni ma nel nulla assoluto, tentando anche una conclusione personale non pericolosa verso la porta,  sostituito da Liguori, ben marcato dal giovane Tosi.

Nel prosieguo dello sbandamento etneo, mister Longo richiamava al sessantaseiesimo in panchina Cicerelli per in Lunetta non al meglio e si e’ visto come non lo era, e Raimo per Masciangelo spostando sulla destra, nel suo ruolo preferito Pagliai, ma il nuovo arrivato non pare abbia le caratteristiche di terzino puro, ma sia più simile come tecnica a Donnarumma un buon esterno di centrocampo a quattro o a cinque.

Una partita che ha mostrato l’assoluta necessità, se non si decidesse di ritornare alla difesa a tre, quella di acquisire un terzino sinistro di qualità, coriaceo in difesa e stantuffo sulla corsia di competenza ed un regista qualora Torrasi non possieda queste caratteristiche.

Questo il minimo, in attesa di Coda se no, come da più parti si vocifera, se anche lui affogasse nel burro liquido, saremo davvero ai titoli di coda.

 

  8 Commenti per “Come una lama nel burro fuso”

  1. Ip Address: 2001:1708:2285:9500:ac44:a08c:662b:4277

    Allucinante una partita peggio del‘altra!

    Cicerelli e Jmenez di un altra categoria….., la domanda è di quale?

    Il resto il nulla assoluto.

  2. Ip Address: 5.77.88.77

    Buona domenica, si fa per dire.
    Perché ormai siamo abituati a passare una brutta domenica ogni qualvolta in precedenza ha giocato il Catania.
    Raggio Libero, hai spiegato bene tutto quello che non va in questo Catania, e cioè tutto.
    Ogni volta che vedo scendere in campo i nostri giocatori vedo i loro occhi che non sono certo quelli della tigre ma quelli di un cucciolo di gatto e questo mi fa già scendere le aspettative che ho su quella partita.
    L’unica speranza che ci rimane è quella che il vero Catania costruito finora non sia quello che abbiamo visto ma quello che verrà.
    In ogni caso siamo partiti male, anzi, malissimo.

  3. Ip Address: 2.44.139.168

    E’ fantasioso pensare di ottenere risultati immediati con gli stessi giocatori quando si cambia in modo radicale un modulo da difensivo a propositivo o viceversa. Dini ha subìto il primo gol in casa a metà del girone di ritorno ma non ha potuto fare niente per evitare le sconfitte al Massimino ed altri fuori casa quando la squadra tentava di essere propositiva.
    .
    Giocare a memoria con moduli propositivi richiede sempre tempo, vedi Benevento o lo stesso Crotone di Longo che ha subito pesanti sconfitte all’inizio stagione 2024/2025 ed a Picerno inizio stagione 2022/2023 pur facendo la preparazione precampionato con temperature sicuramente inferiore ai 45 gradi di Catania. Stesso risultato !!!
    .
    Per quanto sopra avevo messo nel conto queste sconfitte, vedi il copia incolla tra virgolette di quello che scrissi il 9 luglio 2026;
    “Avere un modello ed una identità tecnica propositiva, come del resto ha sempre chiesto la piazza, riducendo anche l’età media della rosa da 29 a 25/26, equivale ripartire quasi da Zero.
    Il tecnico Longo credo che sia capace per tentare di costruire un progetto del genere ma temo che la piazza non sia adatta a metabolizzare i tempi necessari, vedi esonero Tabbiani dopo appena due mesi.
    Longo fa giocare a memoria per segnare sempre dentro e fuori casa ma come spesso accade con quel tipo di gioco gli scivoloni anche in casa sono sempre dietro l’angolo. Vedremo !!!!”

    Ora sono altrettanto preparato leggere che secondo alcuni il problema gol subiti si risolve mettendo Dini al posto di Rinaldi e Di Gennaro in difesa. A proposito di quest’ultimo spero che con l’inizio degli allenamenti ritornasse come prima, infatti il caso Di Gennaro è stato costruito dai Giornalai per avallare l’idea preconcetta dello smantellamento; infatti, non esiste una sola dichiarazione ufficiale della Società, Varrà o Longo che dice “fuori dal progetto tecnico”. Idem per i 12000 Abbonamenti che gli ingenui Tifosi lo hanno sottoscritto a “scatola chiusa” dopo aver vissuto tutte le difficoltà emerse. In ogni caso, a mio avviso, c’è tempo per un eventuale rinnovo del contratto Di Gennaro e sarebbe un errore farlo prima di capire se ha superato al 100% l’infortunio.

    Chiudo dicendo che di là del campo rimango concentrato solo su altre direzioni e spero che Varrà venda tutto ciò che pesa troppo nel conto economico per non subire altre penalizzazioni e nel frattempo che qualcuno prenda in considerazione di entrare in tutto o in parte nella Società

  4. Ip Address: 109.53.64.53

    Anch’io pienamente d’accordo con l’articolo scritto da raggio libero. Però permettetemi una cosa , per mia abitudine sono sempre stato ottimista e ricordo quando L’Avellino due stagioni fa nelle prime cinque/sei giornate di campionato aveva appena soltanto due punti , e poi è salita vincendo il campionato

  5. Ip Address: 2.39.143.7

    ?!?!?!………
    Buona settimana a tutti

  6. Ip Address: 2.44.137.247

    Catania Women passa il turno di Coppa Italia battendo fuori casa San Marino per 6 a 1.. Hanno dominato per tutti i 90 minuti con ritmo elevato.

  7. Ip Address: 87.21.170.37

    Sì, Giusto, modulo differente, allenatore diverso con concetti e moduli differenti dal precedente , più zona e meno uomo ma non riesco a capire perché, dopo le confortanti prove contro Vicenza e Parma adesso questa squadra pare reggere per SOLI 20 minuti e poi finisce la benzina. Calo fisico impressionante e crollo psichico quando si subisce un gol.
    Giocatori distratti e non sfruttati nei ruoli loro consoni , vedi esterno basso a sx, Masciangelo inutile nel gioco di Longo, doppione di Donnarumma.
    Qui entra in ballo chi ha scelto i calciatori e vorrei capire se Longo sia stato interpellato ma da quello che vedo mi sa di no .
    Poi quello di presentare Messi in pompa magna , pardon, il nove rossazzurro , dimenticando la presentazione dei nuovi arrivati, mi pare una mancanza di riguardo se non una scorrettezza inaudita

  8. Ip Address: 151.21.207.142

    Si parla di un cambio di proprietà chi è costui Joseph DaGrosa interessato al Catania FC

    Nei giorni scorsi vi abbiamo parlato di un investitore americano interessato al Catania FC. Oggi possiamo aggiungere un nome a quella indiscrezione: Joseph DaGrosa.
    Si tratta di un imprenditore e investitore statunitense con una lunga esperienza nel private equity e, soprattutto, con un passato già importante nel mondo del calcio.
    DaGrosa è attualmente Chairman e CEO di Axxes Capital, società attiva nel settore degli investimenti nei mercati privati. È inoltre fondatore e Chairman di DaGrosa Capital Partners, società attraverso la quale opera in diversi settori, dal real estate allo sport. Tra le realtà legate al suo gruppo figura anche Kapital Football Group, piattaforma dedicata agli investimenti nel calcio e allo sviluppo di club e accademie.

    Dal rilancio di Burger King al Bordeaux
    Il curriculum di DaGrosa racconta di un investitore abituato ad entrare in realtà in difficoltà, ristrutturarle e successivamente valorizzarle.
    Uno degli esempi più significativi risale agli anni Duemila, quando insieme ai suoi soci diede vita a Heartland Food Corp., veicolo che acquisì 248 ristoranti Burger King usciti da procedure fallimentari e situazioni di crisi, diventando il secondo più grande franchisee del sistema Burger King. L’operazione portò a un turnaround della società e alla successiva vendita, nel dicembre 2006, a GSO Capital, oggi parte di Blackstone.

    Un’esperienza che aiuta a comprendere il profilo dell’imprenditore americano: individuare una realtà con margini di rilancio, intervenire attraverso capitali e ristrutturazione e puntare successivamente alla valorizzazione dell’investimento.
    Nel calcio il nome di DaGrosa è diventato noto soprattutto grazie ai Girondins de Bordeaux. Nel 2018 GACP Sports, guidata da DaGrosa, acquisì il club francese. L’esperienza, tuttavia, durò poco: GACP uscì dal Bordeaux nel dicembre 2019, circa 13 mesi dopo l’acquisizione.

    Dopo Bordeaux, DaGrosa ha continuato a guardare con interesse al calcio internazionale. Con Kapital Football Group aveva infatti sviluppato un progetto ambizioso basato sull’idea di creare una rete di club e accademie, sul modello di realtà come il City Football Group, con una società principale e diverse realtà collegate in altri Paesi.

    E adesso Catania?

    È proprio questo il punto.
    Secondo quanto abbiamo raccolto, Joseph DaGrosa sarebbe interessato al Catania FC.
    Al momento, però, è doveroso utilizzare il condizionale. Non sappiamo se l’interesse possa trasformarsi concretamente in una trattativa per l’acquisizione del club e non ci sono, allo stato attuale, elementi sufficienti per affermare che DaGrosa sia già seduto al tavolo con la proprietà.
    C’è però un’altra indiscrezione che merita attenzione: un soggetto avrebbe effettuato una due diligence sul Catania. Non siamo in grado di stabilire se si tratti dello stesso DaGrosa oppure di un altro potenziale investitore.
    La domanda, quindi, è inevitabile: si andrà avanti con una trattativa?
    Per il momento non abbiamo una risposta. Ma la situazione del Catania potrebbe diventare più chiara nei prossimi giorni.
    Pelligra dovrà dare delle risposte
    Rosario Pelligra è atteso a Catania e, a nostro avviso, dovrà fornire ai tifosi alcune spiegazioni importanti.
    Dovrà chiarire la questione relativa alla fideiussione, arrivata nuovamente in ritardo, ma anche la situazione dei lavori a Torre del Grifo, rimasti bloccati.
    Una situazione che stride con quanto dichiarato l’ultima volta ai giornalisti presenti all’interno della struttura, quando era stato spiegato che gli interventi stavano procedendo nel rispetto dei tempi.
    Serviranno inoltre risposte sul lavoro dei campi di Nesima e, soprattutto, sui progetti futuri del Catania.
    Perché una cosa è certa: il popolo rossazzurro, nonostante tutto, ha risposto.
    12.000 abbonati rappresentano una dimostrazione di fiducia enorme, al di là del fatto che si possa essere d’accordo o meno con le scelte della società.
    Catania ha dimostrato ancora una volta di esserci.
    Adesso tocca alla proprietà dimostrare di avere un progetto all’altezza di questa piazza.
    E se Pelligra non sarà in grado di garantire al Catania un futuro roseo, allora riteniamo che debba prendere in considerazione una strada precisa: cedere il club a chi possa garantirgli quel futuro che questa città merita.
    Perché il Catania non è soltanto una società sportiva.
    È una passione che, anche nei momenti più difficili, continua a muovere migliaia sarà vero

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