Esperimenti di bel gioco

 Scritto da il 7 Aprile 2026 alle 09:35  Aggiungi commenti
Apr 072026
 

Settimana tranquilla grazie alla vittoria conquistata a Latina, seppur con qualche sofferenza nel primo tempo. Nella seconda parte della gara, però, un Catania più determinato e alla ricerca dei tre punti è riuscito nell’impresa grazie alla rete di Bruzzaniti, alla sua seconda marcatura consecutiva.

Le chiacchiere da bar della settimana si sono concentrate principalmente sul modulo tattico più efficace: da una parte i sostenitori della difesa a quattro, dall’altra gli scettici, favorevoli a una difesa a tre che lasciasse maggiore spazio alle sgroppate di Casasola, apparso limitato nel ruolo di terzino.

Probabilmente anche il tecnico ha avuto la stessa impressione, schierando Casasola esterno destro con Ierardi a copertura, affiancato da Cargnelutti e Miceli al centro, mentre Celli è stato preferito a Donnarumma.

Tuttavia, più che lo studio del modulo ideale, non si può non tenere conto dell’assenza dei due attaccanti, fuori per infortunio. Assenze pesanti che hanno costretto mister Viali a sperimentare: niente Quaini come regista adattato, ma Di Noia promosso titolare accanto a Di Tacchio, con il trio D’Ausilio, Lunetta e Bruzzaniti a supporto di Caturano.

Non finisce qui: esperimenti anche in difesa, utili per conoscere meglio i singoli, considerando anche la forza dell’avversario, non irresistibile.In panchina Pieraccini e Allegretto, riscoperti dal tecnico Toscano, e fuori anche Ierardi, probabilmente non convincente nell’ultimo incontro. Spazio quindi a Miceli e Cargnelutti centrali, con Casasola e Celli terzini in una difesa a quattro che, al momento, non appare ancora ben amalgamata. Già nei primi minuti, infatti, il Picerno ha provato a impensierire Dini, senza successo.

Mister De Luca, alla guida dei lucani dall’8 marzo, ha schierato un inedito 3-5-2: Marcone in porta; difesa con Del Fabro, Bellodi e Bassoli; esterni Djbril e Gemignani; a centrocampo Bianchi, Franco e Pugliese; in attacco, assente Kanouté, spazio a Cardoni e al capocannoniere Abreu, già a quota nove reti.

Dopo un inizio incerto, il Catania si rende pericoloso con Bruzzaniti al 4’ e con Di Tacchio, ma Marcone risponde presente. Nulla può però al 16’, quando D’Ausilio, ben servito da Lunetta, lascia partire una rasoiata che vale il vantaggio etneo tra il tripudio dei tifosi, accorsi numerosi nonostante il periodo pasquale.

La partita sembra in discesa, ma al 23’ Miceli, spostato a sinistra, si fa superare; il cross arriva ad Abreu che, lasciato libero, insacca di testa, evidenziando le falle di una difesa che fino a poche partite fa appariva insuperabile.

Il Catania reagisce, ma su una ripartenza, dopo una punizione di Franco respinta da Dini, Bianchi, lasciato libero, segna il gol del sorpasso. Risultato ribaltato e rossazzurri in difficoltà, affidati più alle individualità che a un gioco organizzato.

Il primo tempo si chiude dopo quattro minuti di recupero, tra nervosismo e l’ammonizione di Casasola, che, essendo diffidato, salterà la sfida contro il Crotone.

Nella ripresa entra Jimenez al posto di un evanescente e nervoso Di Noia. Si spera in una reazione, ma sono gli ospiti a partire meglio. Al 61’, Casasola sfiora il pareggio con un diagonale, ma un difensore salva sulla linea.

Nonostante i cambi – Corbari e Cicerelli per Caturano e D’Ausilio, poi Quaini e Donnarumma – il gol non arriva. Il risultato resta invariato fino al 97’, quando il Catania esce sconfitto in casa dopo oltre un anno.

Una sconfitta che evidenzia la mancata assimilazione degli schemi di Viali e le carenze, ora anche difensive, di una squadra apparsa smarrita e confusa, sia mentalmente che tatticamente.

I tifosi, generosi come sempre, hanno sostenuto la squadra per tutta la gara, ma alla fine accompagnano l’uscita con fischi. Una sconfitta forse non meritata per quanto prodotto in attacco, ma giusta considerando il valore dell’avversario e la sua posizione in classifica.

Prendersela con il nuovo tecnico sarebbe ingiusto: è un professionista serio, chiamato e pagato dalla Società a proporre un calcio più offensivo, ma penalizzato dalle assenze di giocatori chiave come Forte e Rolfini, oltre a un Caturano lontano dalla miglior forma.

La rosa è ricca di esterni e trequartisti ancora da valutare da parte sua, ma manca equilibrio. Cercare il bel gioco senza solidità porta inevitabilmente a scoprirsi: la coperta diventa corta e i gol subiti aumentano.

Anche a centrocampo le scelte, come lasciare fuori Quaini per provare Di Noia, non hanno dato i risultati sperati.

In difesa, poi, sperimentare contemporaneamente Miceli e Cargnelutti, escludendo Ierardi, Pieraccini e Allegretto, ha aumentato l’incertezza.

Queste ultime cinque partite sembrano diventate un laboratorio per il “bel gioco”, dimenticando però che esso nasce da basi solide e da un lavoro costruito nel tempo, come dimostra il Benevento.

Nel frattempo, gli infortuni – Aloi, Cicerelli, Di Gennaro, Ierardi, Rolfini, Forte – hanno indebolito profondamente la squadra.

Criticare gli allenatori è facile, ma inseguire il bel gioco con una rosa incompleta è un errore.

Ora si va a Crotone con l’obiettivo di mantenere la seconda posizione. Una gara che, in caso di risultato negativo, potrebbe aprire scenari inattesi.

  10 Commenti per “Esperimenti di bel gioco”

  1. Ip Address: 2001:1708:2285:9500:8845:ef2a:280f:d9a

    purtroppo chista é a zita……………….

  2. Ip Address: 109.55.154.206

    Buongiorno a tutti, stanotte ho sognato che ritornava Mimmo, e il pluriesonerato william con il trolley

  3. Ip Address: 109.52.142.194

    Ho sentito che dopo la partita c’è stato un vertice dirigenziale al Massimino. Forse per questo non e’ andato nessuno dei responsabili societari in conferenza stampa. Meglio per loro chiudersi in una stanza evitando le domande spinose dei giornalisti.
    Se il neo tecnico vede in qualche maniera aspetti positivi nella gara di ieri, o ci prende per i fondelli o e’ troppo presuntuoso per addossarsi le colpe.
    Caro mister, inutile che ora ti appelli ai venti giorni avuti sinora, sei un professionista serio esperto delle tematiche calcistiche quindi se pensavi questo lo dovevi far presente subito che non si poteva cambiare la mentalità ad una squadra in venti giorni e anziché accontentare la dirigenza dalla quale hai avuto un lauto contratto , o avresti dovuto rifiutare o limitarti agli aspetti tattici sostenuti dalla squadra nel passato senza tanti esperimenti che hanno sconvolto la testa dei calciatori. Ma Toscano secondo te era stupido che giocava pensando più a difendersi che ad attaccare? Ma ti e’ stato riferito dalla dirigenza prima di firmare dei lungo degenti?
    Mi sa che a Crotone ti giocherai la permanenza

  4. Ip Address: 149.50.215.130

    Cambiare allenatore in corsa diventa necessità quando una società ritiene aver affidato al tecnico una rosa adatta per ottenere un determinato risultato: salvezza, fare i play off, galleggiare a metà classifica oppure vincere un campionato. Tuttavia spesso la scorciatoia di esonerare il tecnico si utilizza per nascondere mancati obiettivi della società o dirigenti.
    L’Avellino ha esonera Pazienza dopo circa 7/8 partite quando era quasi ultimo in classifica ed affidato la squadra a Biancolino, allenatore che aveva già in casa che conosceva bene le caratteristiche dei giocatori. La società nel mercato invernale con enormi esborsi ha poi ha puntellato laddove era necessario e con l’aiuto della fortuna è salita in B.
    In questo caso la società ha agito bene perché aveva un campionato ancora tutto da giocare e per aver mantenuto grossomodo lo stesso tipo di gioco. Infatti l’Avellino,è salito senza mai esprimere un gioco propositivo e bello da vedere.
    Il Benevento; ha esonerato a sorpresa Auteri dopo aver vinto fuori casa a Siracusa (un giorno forse sapremo i veri motivi); hanno affidato la squadra a Floro Flores altro allenatore di casa che conosceva a memoria tutti i calciatori e modo di giocare. A differenza dell’Avellino però non ha avuto la necessità di rinforzare la rosa durante il mercato invernale con giocatori di primo livello. Il Benevento va in B continuando a giocare con lo stesso modulo propositivo che già adottava anche lo scorso anno quasi con la stessa rosa.
    I suddetti esoneri risultati poi vincenti hanno in comune tre particolari che nel calcio non possono essere MAI ignorati ;
    1) Esoneri effettuati nel girone d’andata con l’ottica di mantenere grosso modo la stessa filosofia di gioco;
    2) Allenatori cresciuti in casa che conoscevano fino in fondo tutte le potenzialità e caratteristiche di ogni singolo giocatore;
    3) Assenza di stravolgimenti tattici significativi delle scelte fatte della società all’inizio della stagione.
    Gli esoneri con annessi stravolgimenti tattici della Salernitana e Catania voluti dalle società quando ormai i giochi erano quasi fatti, rispetto a quelli effettuati dal Benevento ed Avellino, non sono state scelte razionali ma operazioni disperate, studiate a tavolino, per trovare Un Colpevole per giustificare eventuali i risultati non pervenuti .
    Lisciare il pelo con il bel gioco a chi ancora è fermo “Noi siamo il Catania” ed ai giornalai che si occupano del calcio catanese che lo hanno chiesto tramite tv e carta stampata equivale ad utilizzare attrezzi elettrici “non a norma” quindi potenzialmente pericolosi di rimanere fulminati con lo stesso attrezzo costruito in questo dalla Società.

  5. Ip Address: 188.217.54.145

    Squadra sottotono e disorientata
    Non ero d’accordo sul cambio dell’allenatore in questa fase finale del campionato e i risultati al momento confermano il mio dubbio.
    Il secondo posto sembrava in cassaforte………
    Buona settimana a tutti

  6. Ip Address: 79.46.62.234

    Disamina perfetta Vincenzo

  7. Ip Address: 2.44.136.183

    Cataneseanapoli mettiti nei panni di un tecnico disoccupato che ha la passibilità di stare tranquillo fino al 30 giugno 2027 ed è comprensibile che chiunque con quella situazione farebbe volare anche gli asini.

    Il vero punto cruciale rimane che Dirigenti che vivono da una vita con il calcio credere possibile un radicale cambio di progetto tecnico in solo 6 settimane con i giocatori che loro stessi hanno scelto per altro tipo di gioco.

  8. Ip Address: 188.217.54.145

    Penso che l’esonero di Toscano da parte della società non sia dovuto semplicemente ad aspetti tecnico tattici ma è la conseguenza di posizioni contrastanti tra le due parti che dopo la partita con il Sorrento si sono accentute sempre di più.
    Il risultati di Salerno e Benevento, dove avremmo meritato anche di vincere, hanno contribuito a rompere defitivamente il legame.
    Certamente non siamo a conoscenza
    di tutti i retroscena.
    Comunque avrei continuato con mister Toscano (i risultati al momento lo dimostrano)

  9. Ip Address: 2.44.139.255

    Filippo46 a mio avviso i contrasti tra le parti sono iniziati durante e dopo il mercato invernale ed ancor prima che si giocasse con il Sorrento. I nuovi arrivati + Caturano che chiedevano più spazio cavalcando la litania che ogni settimana era sempre presente anche quando si vinceva.

    La sconfitta con il Sorrento arriva quando Toscano ha fatto giocare i 4 nuovi arrivati Cagnelutti, Miceli, Di Noia, Bruzzaniti ed i soliti 45 minuti di Caturano forse per tentare di essere più propositivo nonostante l”assenza di Casasola e Di Tacchio.

    Allora non ho digerito l’operato di Toscano e l’ho criticato apertamente; dopo gli sviluppi ed aver sentito le esternazioni della società ora mi chiedo chi ha fatto quella formazione contro il Sorrento ?

    Se guardi la formazione contro il PIcerno ci sono gli stessi uomini con un Casasola, Di Tacchio e Cicerelli in più.

  10. Ip Address: 2.44.139.255

    Filippo46 a mio avviso i contrasti tra le parti sono iniziati durante e dopo il mercato invernale ed ancor prima che si giocasse con il Sorrento. I nuovi arrivati + Caturano che chiedevano più spazio cavalcando la litania che ogni settimana era sempre presente anche quando si vinceva.

    La sconfitta con il Sorrento arriva quando Toscano ha fatto giocare i 4 nuovi arrivati Cagnelutti, Miceli, Di Noia, Bruzzaniti ed i soliti 45 minuti di Caturano forse per tentare di essere più propositivo nonostante l”assenza di Casasola e Di Tacchio.

    Allora non ho digerito l’operato di Toscano e l’ho criticato apertamente; dopo gli sviluppi ed aver sentito le esternazioni della società ora mi chiedo chi ha fatto quella formazione contro il Sorrento ?

    Se guardi la formazione contro il PIcerno ci sono gli stessi uomini con un Casasola, Di Tacchio e Cicerelli in più.

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