
Adrenalina a mille in città per l’inizio delle procedure cautelari tese la prossima settimana all’aggiudicazione dello storico logo
ad una delle società concorrenti alla gara competitiva e per l’attesa della sfida, stavolta quella sportiva, al Viviani di Potenza contro la attuale capolista che sta procedendo ad un ritmo impressionante a suon di gol e di prestazioni che ricorda quel passo tenuto dalla Juve Stabia qualche anno addietro che portò le vespe, a sorpresa, verso la serie B diretta.
Dopo nove giornate, la squadra di mister Tisci ha collezionato sette vittorie ed un pareggio contro il Bari e incassato solo una sconfitta a Salerno, miglior attacco del girone con ventiquattro gol all’attivo e dodici reti subite, mentre gli etnei ne contano diciassette e dieci subite.
Divario in punti e in gol dovuto alla partenza stentata in campionato dei rossazzurri, crollati in casa con Inter e Scafatese e fuori a Monopoli, ma che dopo il pareggio interno contro il Barletta sono riusciti a collezionare quattro vittorie consecutive in linea con il percorso compiuto dai lucani nelle ultime cinque gare.
Gara che rendeva ragione a quell’aria di spasmodica attesa che si e’ respirata alle falde dell’Etna dal fischio finale di Altamura, sfida convincente terminata con un secco tre a zero per i ragazzi di mister Longo e condotta per tutto l’arco della partita nella metà campo avversaria.
Questo sabato l’asticella però si alzava di sei tacche, tanti i punti che distanziavano i lucani dai siciliani e che, anche in caso di una vittoria esterna dei rossazzurri, lasciavano a tre punti il distacco ma inalterata la classifica premiando il Bari in caso di vittoria domenica sul Crotone lanciandolo a pari punti con i potentini in testa alla classifica.
Per questa delicata sfida che ha portato sugli spalti del Viviani il pubblico delle grandi occasioni che approfittavano del divieto di trasferta ai residenti a Catania e provincia per chiedere alle autorità a ciò preposte la concessione al tifo locale anche della curva ospiti assegnando solo dei posti in tribuna ai supporter del Catania residenti altrove, stante i rapporti di amicizia intercorrenti tra le due tifoserie, situazione venutasi a creare per il lungo divieto di trasferta comminato ai sostenitori rossazzurri dopo i fatti di Lecco, mister Longo si schierava ancora con la difesa a tre a protezione di Dini che vedeva Cabianca a destra, Di Gennaro al centro e Allegretto dalla parte opposta con Bruzzaniti e Masciangelo sulle corsie e Quaini con Vallocchia a dettare i tempi della manovra. Trequarti a tre con il capitano Cicerelli a sinistra, dalla parte opposta Insigne e Coda al centro dell’attacco.
Mister Tisci rispondeva con Cucchetti tra i pali, Kirwan, Loiacono, Bura e Russo i quattro di difesa, a centrocampo Ghisolfi, Bando e Castorani con il trio avanzato composto da Petrungaro, Selleri e D’Auria.
Arbitro dell’incontro il signor Zago da Portogruaro che consegnava il primo pallone ai giocatori di casa che dopo appena due minuti, con Selleri, impegnavano Dini in angolo.
Galeotto fu il successivo calcio d’angolo che trovava Ghisolfi indisturbato a colpire di testa portando in vantaggio i rossoblu.
Delirio in campo e sugli spalti da parte dei più di quattromila presenti, record stagionale polverizzato per questa sfida.
C’è da chiedersi quanti gol ancora la nostra squadra debba subire da palla inattiva prima che si venga a capo di come schierarsi in questi momenti?
Subire gol in queste situazioni di gioco non e’ più accettabile in considerazione che non e’ la prima volta che accadono tali distrazioni o errate posizioni che trovano avversari smarcati a due passi dalla porta.
Il gol subito scuoteva i rossazzurri che all’ottavo minuto trovavano Cicerelli in area a ricevere il perfetto cross di Cabianca ma più che un tiro a sfondar la rete il talentuoso capitano appoggiava il pallone a Cucchetti che grato riceveva, ringraziava e rilanciava verso il centro del campo.
Dieci minuti dopo era Coda a graziare Cucchetti con un diagonale di poco fuori dello specchio di porta. Errori, ancora errori sottoporta che inficiano la manovra etnea perché solo il gol alla fine gonfia la rete e ti dona punti in classifica.
Al ventesimo ancora Ghisolfi impegnava Dini e cinque minuti dopo Allegretto guadagnava il giallo per una spinta su Petrungaro ma era al minuto trentacinque che arrivava l’errore arbitrale che negava a Cicerelli un eurogol su perfetto assist di Di Gennaro e, pur richiamato al FVS, il fischietto friulano confermava la sua decisione contestata anche da mister Longo punito con il cartellino giallo dal direttore di gara, lo stesso arbitro che giudicò solo da giallo il fallaccio di Porro su Cicerelli in occasione della gara interna con il Latina dello scorso campionato e oggi pronto a vedere un fuorigioco inesistente anche con l’ausilio del FVS, forse annebbiato dalla pressione del tifo locale sul giudizio finale. L’ingiusta decisione subita, portava gli etnei alla ricerca del gol, arbitro permettendo, ma la attenta difesa lucana consentiva solo un colpo di testa di Coda al quarantatreesimo su cross di Bruzzaniti che si perdeva sul fondo e due minuti dopo un tiro di D’Auria, diretto in porta, veniva spazzato via da un gagliardo Cabianca il migliore dei suoi ed il duplice fischio chiudeva il primo tempo nel quale il Catania raccoglieva solo mosche pur giocando con personalità e carattere.
La ripresa trovava i ventidue titolari in campo e al quarantottesimo, su penetrazione di D’Auria, Dini salvava la propria porta ripetendosi anche al cinquantunesimo.
Da questo momento il Catania aumentava i giri del motore chiudendo il Potenza nella propria metà campo.
Al cinquantaquattresimo Coda veniva strattonato in area ma per il signor Zago tutto normale, non così per la trattenuta di Bruzzaniti su Loiacono dalla parte opposta al sessantaduesimo che, rivista al FVS, portava l’arbitro ad assegnare il rigore prendendosi gli applausi del pubblico locale, Dai nove metri Castorani trasformava consentendo al Potenza di raddoppiare pur immeritatamente per quanto espresso dal campo e per le più che dubbie decisioni arbitrali che diventavano maggiormente nefaste per i rossazzurri quando all’ottantanovesimo annullava il gol in diagonale di Cavuoti subentrato al sessantasettesimo insieme a Caturano per uno spento Cicerelli e l’ex Potenza per Coda, per un presunto fuorigioco dello stesso Caturano.
Da segnalare che al cinquantasettesimo il mister etneo richiamava Quaini e Masciangelo quest’ultimo per un problema muscolare gettando nella mischia Torrasi e Lunetta tentando il tutto per tutto.
La pressione etnea era costante ma il doppio vantaggio dava tranquillità ai potentini che si difendevano con ordine. L
Negli otto minuti di recupero il Catania riusciva ad accorciare le distanze grazie ad una pressione importante con Allegretto capace, da posizione defilata, a calciare un bolide che si insaccava sotto l’incrocio dei pali.
Dopo un prolungamento del recupero per una pallonata al volto rimediata da Di Gennaro, il match si chiudeva, anche grazie all’arbitraggio odierno, con il successo dei rossoblu che consolidavano il primato in classifica spedendo i rossazzurri a nove lunghezze di distanza.
Il distacco tuttavia pare eccessivo per quanto visto oggi al Viviani con il Catania meritevole almeno del risultato di parità ma che deve riflettere sugli errori sottoporta commessi sia nella propria area in fase difensiva che nell’area avversaria
in attacco.
Purtroppo il Catania ha fallito l’occasione di fermare la capolista che anche oggi ha dimostrato di non stare in testa alla classifica per un caso ma a pieno titolo, anche se le sconfitte rossazzurre inaspettate subite con Inter e Scafatese sono ancora indigeste ma dovute ai ritardi societari nel mercato estivo e al cambio del modulo di gioco rispetto alla decorsa stagione.
Errori che si stanno pagando in attesa di conoscere gli eventuali punti di penalizzazione per i ritardi nel presentare le garanzie bancarie.
Errori su errori sia in campo che fuori che si stanno ripetendo con puntuale costanza che impongono una riflessione, perché non possiamo ancora restare in questa categoria dopo anni ed anni di militanza, conditi anche da un fallimento e con il rischio che una società differente da quella rossazzurra si aggiudichi a metà settimana la gara per ottenere il logo storico che appartiene ai tifosi e alla città.

C’è poco da aggiungere partita interamente falsata dal quel 🤡di Zago , è come abbiamo visto in tanti L’arbitro è andato a Potenza con lo scopo di non fare vincere il Catania
Scusate lo sfogo mattutino. D’accordo con l’articolo di raggio libero, solo su un punto devo contraddirti, non è stato il Catania a fallire l’avanzata della capolista ma il 🤡 vestito di giallo . Tre gol fatti solo uno convalidato un rigore sacrosanto per noi non dato invece alla capolista assegnato un rigore del tutto dubbio
La prova del 9 è arrivata e devo dire, al netto di qualcosa da perfezionare, che ho avuto una buona impressione.
Il Potenza ha segnato 2 gol di cui uno su rigore “benevolo” visto che nei calci d’angolo la tirata della maglia succede sempre in tutte le partite e solo pochissimi poi diventano rigori; il Catania ne ha segnati 3, di cui due regolari ed uno da rivedere visto che il gol venne realizzato dopo tanto tempo dal possibile fuorigioco di Caturano, oltre al fatto che la tirata della maglia l’ha subita anche Coda. .
A mio avviso alla lunga questo Catania riuscirà a riprendere gli 11 punti al Potenza ma questo non significa che arriveremo primi in classifica perché ci sono anche altre realtà più attrezzate rispetto al Potenza tipo Bari e Salernitana: quindi rimane tutto ancora da vedere.
Bravi Dini, Cabianca, Insigne e Masciangelo, sotto tono Quaini e Bruzzaniti. Da Cicerelli mi aspetto che segni i gol facili e non solo eurogol e da Caturano meno chiacchere e più tiri nello specchio della porta. Lunetta, Liquori, Di Gennaro, Allegretto, Cavuoti Vallocchia e Torrasi hanno fatto il proprio dovere.
Potenza ? a mio avviso squadra che sfrutta bene palle inattive e calci da fermo ed inquadrano quasi sempre la porta e nulla di più, ovvero. quello che ancora il Catania non riesce fare come potrebbe.
Sì Vincenzo, con un altra terna arbitrale portavamo l’intera posta in palio ne sono convinto, dimenticavo dí complimentarmi con squadra e allenatore che non hanno sfigurato sempre più convinto che questa squadra gioca in bene e che possiamo toglierci qualche soddisfazione federazione permettendo
Zago è un miracolato, come gli permettono di arbitrare una partita in una categoria professionistica.
Grande prestazikne della nostta squadra ma non sono d’accordo sul considerare il potenza una meteora. Grazie al pareggio tra Bari e Crotone allungano anche con la seconda in classifica e adesso hanno la mente sgombra e squadre abbordabili da incontrare visto che hanno gia incontraro le tre pretendenti piu accreditate per la b.
Concordo partita falsata dall’arbitraggio scandaloso che a parita di trattenute ha premiato i locali magari si e’ tolto qualche sassolino dalle scarpe per le recriminazioni sui social subite lo scorso anno per il calcione su Cicerelli da parte di Porro punito con il solo giallo.
Peccato per zero punti presi a Potenza con la squadra di casa che e’ già in fuga.
Anche per la juve stabia si pensava che sarebbe crollata e invece e’ salita in serie b.
Comunque crediamoci anche se facciamo troppi errori sulle palle da calcio d’angolo e realizziamo meno di quanto meritiamo , vedasi Cicerelli e Coda che auei gol non li possono sbagliare
Giusta disamina, Raggio Libero.
L’arbitro Zago ha continuato a fare errori clamorosi ec sempre a discapito dei Catania? Ha qualcosa contro di noi? Ce lo dica. Il Catania sbaglia troppo in difesa ma soprattutto in attacco. Dini ha salvato la porta molte. Bruzzaniti Usa troppo le mani e quando cerca di saltare l’uomo si imbroglia. Ottimo Cabianca.