
L’ottima prova fornita dai rossazzurri a Salerno aveva lasciato l’amaro in bocca per non essere riusciti a vincere malgrado otto occasioni e detenendo un possesso palla del 68% .
Nel contempo, la vittoria in trasferta del Benevento a Potenza portava a sette i punti di vantaggio dei sanniti che rendono quasi acquisita per i giallorossi la promozione diretta, a meno di crisi profonde o di importanti cali atletici.
Per la sfida con la seconda in classifica anche il pareggio poteva bastare alla squadra campana quindi il Catania doveva assolutamente vincere per poi sperare in un possibile calo anche psicologico dei sanniti.
Ecco perché la gara di stasera rappresentava per i calciatori etnei, per tutta la società e per noi tifosi, l’ultima spiaggia: o vittoria o play off.
Per non lasciare nulla al caso, mobilitazione generale dei tifosi che in poche ore dall’apertura della vendita dei biglietti avevano esaurito tutti i ticket messi a disposizione per il settore ospiti e chi non c’era riuscito, ha risolto acquistando tagliandi per altri settori, tenuto conto dei rapporti di amicizia tra le due tifoserie.
A corredo dei biglietti anche quanto necessario per raggiungere con vari mezzi il Vigorito, siano essi auto a noleggio, treni o aerei, senza contare prenotazioni alberghiere, trattandosi di incontro serale con orario di inizio alle 20,30.
Tutto organizzato ma la festa veniva resa vana da inaspettate comunicazioni delle Autorità di pubblica sicurezza che, dopo il divieto di domenica alla trasferta ai residenti in Sicilia per l’incontro dell’Arechi, vietavano anche questa di mezza settimana per la presunzione di possibili incidenti tra tifoserie rivali percorso durante.
La Società ospitante ha reso noto che provvederà al rimborso dei ticket venduti, non chiaro se aggiungerà anche i vari diritti connessi ai biglietti, perdendo un introito di almeno ventimila euro, non proprio bruscolini per una società di serie C, ma chi poi restituirà ai supporter rossazzurri quanto speso per viaggi e alberghi?
Anche la Società etnea, unitamente ad altre colpite da paritetici provvedimenti, ha ritenuto doversi muovere nelle sedi opportune per far valere le proprie ragioni e significativa la decisione della dirigenza etnea di disertare anch’essa lo stadio, presidente compreso, in segno di solidarietà con la massa dei tifosi privati, con il biglietto già in mano, di godere di uno spettacolo.
Anche stavolta quindi la squadra etnea doveva fare a meno del suo pubblico e di alcuni importanti elementi della rosa
a causa degli infortuni ma chi disponibile era conscio di giocarsi la serie B in questa sfida serale.
Primo fra tutti il mister che ha proposto il solito più che collaudato modulo, oramai visto e rivisto, conosciuto a memoria dagli avversari ma che con le squadre di vertice ha loro sempre creato problemi e al Vigorito si partiva con Dini assistito in difesa dal trio Ierardi, Miceli e Pieraccini, al centro Quaini e Di Noia con esterni Donnarumma e Casasola e in avanti Jimenez e D’Ausilio in appoggio a Lunetta “falso nueve” atteso che Rolfini non e’ stato portato neppure in panchina, assenza non prevista alla vigilia.
Floro Flores rispondeva con Vannucchi, difesa a quattro affidata a Pierozzi, Scognamillo, Saio e Ceresoli, in mediana Maita e Prisco e in avanti Lamesta, Tumminello e Della Morte in appoggio a Salvemini.
Arbitro dell’incontro il signor Drigo di Portogruaro che dopo il sorteggio assegnava il calcio d’inizio ai padroni di casa oggi nei colori sociali con il Catania in completo bianco.
Il Catania partiva bene e con D’Ausilio ci provava trovando Vannucchi alla respinta.
Il Benevento si faceva vedere con i cross in area etnea ma Dini usciva bene due volte afferrando il pallone con autorevolezza e all’undicesimo si confermava parando su colpo di testa ravvicinato di Tumminello.
Era il Catania a fare la partita affondando dalle fasce mentre i sanniti, forti di due risultati su tre, cercavano di addormentare la partita giocherellando a centrocampo e facendo spesso partecipare alla melina anche il portiere.
L’equilibrio si spezzava al ventiduesimo grazie a Ierardi che interveniva su di un pallone sui piedi di un avversario a centrocampo servendo Donnarumma il cui cross trovava la testa di Lunetta pronto a spedire la sfera alle spalle di Vannucchi.
1-0 Catania e palla al centro ma dopo tre minuti la doccia gelata arrivava per la punizione di Lamesta che da trenta metri riusciva a battere Dini riportando il risultato in parità.
Il Catania non ci stava e ripartiva con un generoso Quaini regista a tutto campo sgambettato al minuto trentatré da Della Morte che guadagnava il cartellino giallo e dopo un tiro cross di Casasola parato da Vannucchi, il Catania guadagnava due calci d’angolo consecutivi al trentasettesimo ma nulla da segnalare se non il cambio modulo disposto da Floro Flores che passava al 3/4/3 per tentare di bloccare le devastanti corsie esterne etnee.
Il duplice fischio al quarantacinquesimo dell’arbitro decretava la fine del primo tempo ed i diecimila tifosi sugli spalti ed i circa trecento tifosi etnei non residenti in Sicilia, accompagnavano le due squadre negli spogliatoi.
La ripresa iniziava con gli stessi ventidue del primo tempo e dopo appena tre minuti, giallo per Di Noia che al cinquantaduesimo riusciva poi a tirare in porta con Vannucchi pronto alla parata.
Si accendeva la partita con duelli e spinte in area campana e prima Casasola al cinquantasettesimo e poi Quaini un minuto dopo, si vedevano sventolare il cartellino giallo dal signor Drigo.
Proprio Quaini, uno dei migliori sino a questo momento in campo, rimediava il cartellino giallo che lo terrà assente per squalifica contro la Casertana al Massimino per il solito vizio di colpire in elevazione l’avversario col gomito, in una posizione non pericolosa del campo, fallo per il quale la panchina giallorossa chiedeva la prova al FVS per un eventuale cartellino rosso non ritenuto tale dal direttore di gara e l’incontro proseguiva con la prima sostituzione in casa etnea che portava in campo Di Tacchio per l’ammonito Di Noia al sessantaduesimo e dopo quattro minuti era Pieraccini a prendere il quarto giallo per un fallo di mano.
Al sessantasettesimo entrava in campo Caturano per Jimenez che ci provava subito di testa al minuto settantatré ma Vannucchi parava.
Primi cambi per i padroni di casa sei minuti dopo con Mignani e Kouan per Tumminello e Lamesta con Toscano che rispondeva richiamando in panchina Pieraccini per Bruzzaniti passando al 4/2/4 con i due cursori di fascia che si abbassavano in copertura e Ierardi e Miceli a fare i centrali di difesa sperando di riuscire a forzare, con un attaccante in più, la difesa avversaria.
Mossa poco felice perché era il Benevento ad andare in gol al terzo tentativo su doppia respinta di Dini prima su Salvemini e poi su Maita ma non poteva nulla su Mignani lasciato colpevolmente libero di tirare.
Il sorpasso nel risultato, risultava operazione non nuova al Benevento se pensiamo alla loro incredibile rimonta a Caravaggio e in altre sfide a conferma di una rosa completa votata più all’attacco che alla difesa ma per battere questa squadra occorreva necessariamente segnare e quello del gol e’ un limite che la squadra etnea continua a possedere tra infortuni e assenza di centravanti spacca reti.
Il segnale lo forniva ad inizio partita la composizione della panchina rossazzurra, costituita da due portieri, altrettanti centrocampisti, un attaccante, un esterno, un ragazzo della primavera e cinque difensori, limite che rimanda necessariamente ai due mercati, estivo ed invernale, nei quali si e’ avvertito il mancato arrivo di centrocampisti di prima fascia e di attaccanti di categoria superiore in ottimo stato di forma in uno con la prolungata assenza per guai fisici di giocatori importanti.
Sarebbe stato lo stesso Catania con in campo Cicerelli, Di Gennaro ed Aloi e con un attaccante da almeno quindici gol stagionali e perché no, con un Maita o Capomaggio a centrocampo?
Se non da primo posto per le lacune sopra menzionate in organico e per i punti gettati alle ortiche in partite ampiamente alla portata ma affrontate sottotono, questa squadra rimane adesso una delle candidate più accreditate per il salto di categoria passando dalla porta più stretta, a patto che intenda giocare come oggi o domenica scorsa.
Obiettivo primario quindi fare punti partendo da lunedì prossimo contro la Casertana che in serata, battendo la Salernitana, si e’ portata a due punti dai granata, superati in classifica dal Cosenza malgrado l’arrivo di Serse Cosmi in panchina.
Occorre crederci e ci crederemo. Tutti uniti lottiamo per abbandonare questa categoria che non ci appartiene nella quale siamo intrappolati da oltre un decennio.

Al Benevento bastava non perdere mentre il Catania doveva necessariamente vincere e fino a quando la squadra era equilibrata il Catania ria messo in seria difficoltà il Benevento con le armi che aveva a disposizione.
Toscano per tentare di vincere, giustamente questa volta, ha snaturato l’equilibrio e messo dentro Bruzzaniti al posto di Pieraccini e Caturano per Jimenez; quando si fanno queste scelte contro natura non sempre va bene (vedi Monopoli e Cavese) e può andare anche male (vedi play off con Pescara in casa dell’no scorso ed ieri sera col Benevento).
Ora bisogna fare il possibile per mantenere la seconda posizione che ci permetterebbe entrare nei quarti di finale, il Cosenza cercherà in tutti i modi per riprenderci ed a parità di punti sarebbe in vantaggio.
Siamo quì e speriamo bene.
Purtroppo rimane l’amaro in bocca che questo campionato lo potevamo vincere tranquillamente, ieri sera ne abbiamo avuto conferma. Non ci resta che blindare il secondo posto per poi provare a vincere i la lotteria dei playoff
Giusto e lecito essere ancora ottimisti e sperare in un crollo dei sanniti ma adesso la distanza è tanta dalla vetta . Gli errori si pagano e quelli sono stati commessi in altre date e con avversari diversi , più abbordabili se affrontati come con il Benevento e la Salernitana. Parlo di Sorrento, Foggia , Casarano , Siracusa e Potenza. Gli errori si pagano e vale per tecnico squadra e direttore sportivo che non e’ stato capace di portare un centrocampista e un attaccante degno di questo nome a Catania
-10 fa freddo……..
Di nuovo play off! Purtroppo non riusciamo a lasciare questa serie C.
Il calcio non è scienza esatta, è bello per questo motivo permette inoltre a tutti esprimere il proprio punto di vista secondo come lo vive e sente d’istinto. Personalmente ho la tendenza a separare i Sogni dalla Realtà e sopportare il miei punti di vista con dati oggettivi che Tutti possono controllare.
!) Il Catania nonostante le assenze di Aloi, Cicerelli e perenne indisponibilità di Caturano e Di Tacchio ha chiuso il girone d’andata a 41 punti come il Benevento ed i 10 punti che ci separano provengono da queste 11 partite giocate nel girone di ritorno;
2) Ad oggi il Catania ha perso 4 partite come il Benevento e nelle partite giocate in casa ha ottenuto gli stessi punti del Benevento.
3) Il Benevento è l’unica squadra che non ha sentito la necessità di fare arrivare nuovi giocatori e sta giocando con lo stesso modulo quasi stessa rosa, inoltre a differenza del Catania non ha subito gravi infortuni..
Questi sono dati Oggettivi e prima di cercare i colpevoli o considerare annata fallimentare necessitano riflessioni più approfondite per capire cosa è successo nel girone di ritorno, tenendo sempre presente che le squadre non si costruiscono con le figurine, metto Bruzzaniti a posto di Cicerelli o Lescano per Inglese, oppure cambiare moduli con disinvoltura come se i giocatori fossero robot programmabili a secondo le necessità..
A proposito di Sogni e Realtà sin dall’inizio del campionato ho sempre sperato di potercela giocare fino alla fine e tutto sommato quasi si è avverato. Ora chissà se potremmo farcela entrando dalla finestra..
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Partita intensa dove il Catania ha espresso buone trame di gioco.
Avremmo meritato ampiamente almeno il pareggio.
Questo è il calcio!!!
“Peccato” ma a questo punto è inutile piangere sul latte versato….
Manteniamo questo secondo posto e
prepariamoci ad affrontare i playoff
al meglio continuando a dare il massimo sostegno alla squadra.
I conti si fanno alla fine!!!
Buona domenica a tutti
Se il Catania è rimasto nei piani alti della classifica lo deve ad un superlativo quaini che non sta facendo rimpiangere i vari capomaggio, maita e company ma da solo non basta per colmare i problemi che la squadra si porta in fase di impostazione e conseguentemente in fase offensiva, dove tutti i componenti non riescono ad essere incisivi e determinanti nei momenti decisivi delle partite.