Per qualche dollaro in più

 Scritto da il 23 Agosto 2026 alle 22:26  Aggiungi commenti
Ago 232026
 

Non e’ arrivato neppure Ricci, dopo essere stato vicino al Catania, anche il talentuoso centrocampista ex Sampdoria e nazionale, ha scelto Ascoli e qualche dollaro in più  di stipendio.

Stessa cosa in precedenza ha fatto Vitale il quale, dopo un periodo abbastanza prolungato di accostamento ai nostri colori, ha scelto di vestire granata per trentamila euro di stipendio di differenza da mettere in saccoccia.

In altri tempi forse un tentativo di rilancio la dirigenza etnea lo avrebbe fatto ma in questo periodo di magra e di rubinetti chiusi certamente no.

C’è chi li definisce mercenari, dimenticando che sono solo professionisti e ciascuno fa le sue scelte, pertanto di fronte ad una breve parentesi lavorativa che la vita ha offerto loro grazie alle qualità pedatorie che il fisico gli ha donato, il primo punto nella scelta della nuova destinazione è quello economico, poi a seguire la durata del contratto, l’obiettivo ed il  progetto offerto dalla nuova squadra e, solamente all’ultimo posto di questa ipotetica scala gerarchica, la città, la piazza, i suoi tifosi.

Le bandiere oramai sono rare ed anche i top player che grazie alla loro classe spuntano i cosiddetti contratti faraonici, non rinnegano le squadre dei paesi arabi o americani ben consci di restare poi lontani dai riflettori mediatici giocando in competizioni non di primo livello.

Questo purtroppo il calcio, tra calciatori che si fanno fotografare accendendo un sigaro con una banconota da 500 euro (non le realizzano più proprio per questo?)  e pay tv sempre più a caccia di nuovi clienti, fameliche macchine mangia soldi in linea con le colleghe del calcio scommesse sempre in aumento e con le loro ragioni sociali impresse sulle maglie di tante squadre.

Tutto così diventato business ed altrettanto le stesse squadre,  acquisite in larga parte da fondi di investimento, magnati arabi  e proprietà estere.

I tifosi, i veri innamorati delle loro squadre,  sono stati relegati da tempo all’ultimo posto ed invogliati, tra divieti, stadi obsoleti, difficoltà di parcheggio, a scegliere il video alla materiale presenza sugli spalti.

Anche la scelta di inserire alcune  squadre giovanili di serie A nella terza serie professionistica italiana, sulla base del modello spagnolo che, a dire dei saggi della federazione, avrebbe consentito di donare maggiori fortune alla nazionale e poi imbottite di over e calciatori stranieri, eliminando dal circuito professionistico loghi storici e tifosi appassionati, non fa bene al calcio, e giusta la scelta di tanti gruppi organizzati della serie C di astenersi per protesta da canti e cori alla prima di campionato, segnali comunque che restano inascoltati nella sala dei bottoni della Federazione in cui chi comanda e’ sempre la stessa autarchia di facce conosciute da tempo, con le braccia avvinghiate ai braccioli di tante comode poltrone.

Ma torniamo a noi perché, finalmente, dopo tanto parlare, si torna in campo dal giudice sovrano che stabilirà quali tra le tante società hanno lavorato meglio in sede di campagna acquisti che si avvia oramai allo sprint finale dell’ultima settimana tra  botti o presunti tali.

Alla presenza di più di sedicimila cuori etnei affamati di rossazzurro, malgrado una campagna di rafforzamento non proprio esaltante, il nuovo Catania di mister Longo, dopo le due trasferte ufficiali di coppa Italia e’ sceso in campo contro i nerazzurri under 23 schierandosi con il 4/3/3 che vedeva Rinaldi in porta, Pagliai, Ierardi, Perrotta e Donnarumma in difesa, Jimenez, Quaini e Corbari a centrocampo con Liguori, Leonardi e Cicerelli trio avanzato.

Rispondeva mister Vecchi dopo essere stato battuto in coppa ai rigori dalla neo promossa Vado, con Melgrati tra i pali, Prestia, Stante e Maye in difesa, al centro il quartetto Re Cecconi, Kaczmarski, Fiordilino e Marello, sulla trequarti Mosconi e Mancuso ad assistere la punta Lavelli: guarda guarda, modulo di toscaniana memoria!

Alle ore 18.00 un Massimino silenzioso, come tantissimi stadi di serie C per la nota protesta contro le squadre under di serie A, accoglieva le due squadre e dopo il sorteggio, il Signor Bruno Spina di Barletta, arbitro di oggi, dava il via al match con i nerazzurri in maglia bianca e profili sociali ed il Catania in rossazzurro con la numerazione per fortuna di colore bianco sulle spalle.

Il primo pericolo al quinto minuto lo corrono gli ospiti per un  cross in piena area di Leonardi non raccolto da Liguori e l’azione sfuma e due minuti dopo era Kaczmarski a salvare sulla linea di porta.

Fase di studio per entrambe le squadre con il Catania che esauriva la spinta iniziale e l’Inter che riusciva a prendere le misure ai padroni di casa e al termine del cooking break al ventiduesimo, Lavelli ci provava spedendo fuori seguito due minuti dopo da Fiordilino con identico risultato.

Il Catania pareva addormentarsi in particolare a  centroampo dove si avvertiva  lampante la mancanza di un uomo di regia ma anche di centrocampisti nel vero senso della parola essendo Quaini un adattato nel ruolo, Corbari una mezzala e Jimenez un trequartista.

Spiace constatare come la dirigenza rossazzurra non sia ancora intervenuta con decisione in questo settore nevralgico del campo e stia ancora, per la quinta stagione, a lasciare al centro lacune sulle quali sguazzavano i più tecnici seppur giovani calciatori avversari.

Si spera che da lunedì si riesca ad acquisire ciò che manca,

magari cercando di proporre ad altre società coloro che oramai hanno fatto il loro tempo alle falde dell’Etna.

Anche la difesa, già in difficoltà a Parma contro tuttavia una formazione di altra categoria, pure oggi non e’ sembrata scevra da colpe con Pagliai e Donnarumma non brillantissimi e bruciata su colpo di testa del difensore Maye da azione da calcio d’angolo al trentanovesimo e poi era Re Cecconi a graziare il Catania al quarantaduesimo calciando fuori da ottima posizione.

Il gol subito non cambiava lo status quo: erano gli ospiti a giocare meglio palla al piede e a lanciarsi anche con interessanti triangolazioni verso la porta difesa da Rinaldi ma proprio allo scadere del primo tempo, un Jimenez improvvisatosi difensore, colpiva in piena area il piede di Lavelli: per l’arbitro tutto regolare ma, chiamato al monitor dalla card di Vecchi, assegnava il rigore che Mosconi trasformava.

La ripresa iniziava con tre cambi in casa Catania: fuori Donnarumma non a suo agio a quattro dietro, Corbari oggi avulso dal contesto e Leonardi che si e’ battuto in area non riuscendo a far male agli ospiti e dentro Raimo a destra con Pagliai a sinistra, Bruzzaniti e Russo.

Proprio quest’ultimo riusciva ad impensierire al cinquantottesimo Melgradi che riusciva in angolo a salvarsi non così al sessantacinquesimo bucato dall’imperioso colpo di testa del catanesino malgrado la  marcatura ferrea dell’autore del primo gol interista.

Il gol dava coraggio agli etnei accompagnati dal tifo del pubblico e Longo si giocava il tutto per tutto retrocedendo Quaini in difesa al posto di Perrotta rientrato in panchina insieme a Liguori per Lunetta e Di Tacchio ma anche con queste sostituzioni il Catania non  riusciva a pareggiare perdendo la prima di campionato in casa contro una buona squadra che aveva anche perso alla fine del primo tempo l’esperto  Prestia, il faro della loro difesa.

Malgrado la sconfitta, i tifosi rossazzurri hanno applaudito i ragazzi di Longo che sono chiamati ad allenarsi in particolare sulla corsa, sulla precisione nei passaggi, evitando la perdita di palloni a centrocampo favorendo i contropiedi  avversari, almeno due dei quali bloccati dall’ottimo Quaini.

In attesa di acquisti di qualità più che di quantità in particolare a centrocampo, occorre rimboccarsi  le maniche e pedalare.

Si dice che “la prima e’ dei bambini” , ma questi, in maglia interista, ci hanno fatto male davvero.

 

 

 

 

  8 Commenti per “Per qualche dollaro in più”

  1. Ip Address: 2.38.150.69

    La partita persa ieri somiglia a quelle viste lo scorso anno con Toscano quando non aveva tanti uomini da mettere in campo e con le spalle a muro tentava di giocare un calcio propositivo, oppure con Viali che con giocatori non adatti pensava con il suo 4 2 3 1 di trasformare le Loro caratteristiche.

    Giocare un calcio propositivo significa sviluppare tantissime azioni per segnare un gol in più di quelli che prendi visto che con questo tipo di gioco diventa inevitabile prenderli..

    Morale della favola Longo tenta di cambiare chip nella testa dei giocatori ma ancora la squadra non sembra adeguata per sviluppare tante azioni da gol ed ovviamente rimane sempre esposta per subirli.

    Concordo con la Redazione per le seconde squadre e trasformazione del calcio da Sport a Business, ma aggiungo anche Oppio dei potenti per impegnare i cervelli delle masse a non pensare a tutto il resto…

  2. Ip Address: 109.54.45.21

    Sconfitta che lascia molti dubbi contro i super valutati dell’Inter U23 , per il resto ieri si notava da lontano la mancanza del centrocampo ( vuoto ) e credo che il solo Quaini non può fare tutto da solo ,invece un certo Jemenez non è altro che solo fumo , cedetelo subito almeno si fa cassa

  3. Ip Address: 109.54.45.21

    Ah dimenticavo ,società sempre più assente

  4. Ip Address: 2001:1708:2285:9500:30df:6975:4134:294a

    Diciamo che per 70/80 minuti li avevamo nel sacco. Anche se per fare un gol ci vuole…..

    Ma un corner con inzuccata e un Jimenez che non ha capito che se da calci in area…. Si becca il penalty….L‘Inter ha vinto

    Tutto qua!

    Io sono per le U23. Almeno questi non vanno in bancarotta (vedi pure il CT)

  5. Ip Address: 109.52.128.73

    Avevo visto al video in coppa la partita dell’Inter under 23 impegnata con il Vado, neo promossa dallaD. Partita finita 1-1 e poi Vado passa il turno per due rigori sbagliati dagli interisti. Ad essere sincero l’Inter non mi aveva impressionato e pensavo che contro di noi avrebbe perso, invece ha vinto. Meritatamente.
    Cosa dire, aspettiamo la fine del mercato ed altri incontri per giudicare. Ieri anche il Monopoli mi e’ parso la brutta copia di quello del passato. Staremo a vedere.
    La cosa che mi fa sorridere che Longo aspetta Di Gennaro, lo ha fatto capire in conferenza stampa e chissà se alla luce della prestazione di Pagliai non si stia mangiando le mani per aver visto andare via Casasola al Brescia.
    Questi pur di levarsi gente con gli attributi per risparmiare dicono le bugie scaricando le responsabilità su Longo che non li voleva .

  6. Ip Address: 2001:1708:2285:9500:88d2:ae1e:fa1a:f223

    Ieri a Corner hanno detto che il CT è pieno di debiti…….
    Questa dirigenza è incapace e lo ha fatto vedere in questi anni.
    Hanno speso tantissimo e rifatto la squadra ogni sei mesi e se è vero quello che hanno detto…..
    Incapaci al quadrato!!!

    E 11‘000 abbonamenti!!!!!!!!!

  7. Ip Address: 2.39.143.7

    ……. unica nota positiva Russo (più concreto di Leonardi).
    Quaini il migliore in campo (ho sempre avuto stima di questo ragazzo) Jmenez, Corbari !?!?
    Non cito i nuovi……
    Forse anche l’allenatore poteva fare scelte diverse soprattutto nel primo tempo.
    Speriamo che non facciano andare via Di Gennaro e Dini
    Il buon giorno si vede dal mattino….
    Buona settimana a tutti

  8. Ip Address: 109.53.64.53

    Il pesce puzza dalla testa. Una buona domenica ❤️🩵

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