
Da un po’ di anni risulta davvero complicato, in specie per lo stomaco e per le coronarie del tifoso rossazzurro, vivere le partite della squadra del cuore.
Dopo gli anni del piccolo Barcellona e quellaevitabile retrocessione dalla serie maggiore, il calcio a Catania non ha avuto più pace, e noi con lui.
Stagione di B terminata con la salvezza sul campo ma trasformata in retrocessione a causa di quelle tentate combine o presunte tali che hanno visto solo il Catania pagare e i suoi tifosi con lui.
Sei anni di serie C tra debiti e illusioni di promozione, la parentesi Lo Monaco poi la Sigi, con i Garibaldini fermati dal fallimento: il Calciocatania ammainava la sua matricola ed il suo logo ma non la storia perché questa non si può cancellare, come rimane scolpita nella pietra vulcanica la vera data di nascita del calcio catanese targata 27/06/1929 avvolto negli attuali due colori sociali.
Quante compresse per bruciori di stomaco abbiamo introitato nel nostro organismo, quante pillole e camomille per le notti insonni dei dopo partita, quanta bocca amara come il fiele al risveglio la mattina dopo.
Quante speranze riposte in campo compresa quella di essere ripescati in B in quell’estate del 2018.
Poi il risorgomemto sportivo affidato dal Comune alla attuale proprietà australiana con ripartenza dal dilettantismo in D e marcia trionfale verso la serie C che rappresentava il ritorno al professionismo, il primo gradino da cui ripartire per raggiungere la serie A in tre anni, queste le promesse della proprietà.
Forse era arrivato il tempo di riporre nell’armadio medicine e composti di varia natura e invece no!
Errori su errori, allenatori, direttori sportivi e calciatori, tanti, troppi, profumatamente pagati, passati come meteore per restare bloccati, malgrado gli investimenti del proprietario e le belle promesse, in una serie C stretta per le dimensioni della città, per la passione dei suoi sostenitori di cui tanti al di fuori della Sicilia, per i numeri degli abbonamenti, di cui 12.080 in questa stagione, malgrado il braccio destro del proprietario avesse annunciato Il ridimensionamento, il liberi tutti,
la via dei giovani, un nuovo corso, sfociato poi nella mancata presentazione entro i termini previsti delle garanzie finanziarie previste dalla Lega.
Si ripresentavano così i nostri mal di pancia, attacchi di tachicardia, notti insonni con ancora quella parola che girava nella testa di ciascuno: PERCHÉ? PERCHÉ questo e’ riaccaduto, tenuto conto della solidità economica del gruppo Australiano? La società era già caduta in questa distrazione due anni prima, scaricando la responsabilità su ipotetiche mezze maniche di sprovveduti contabili.
Alle belle e rassicuranti parole del proprietario espresse alla stampa dopo la cocente eliminazione ai play off da parte dell’Ascoli in quella frettolosa visita al complesso di Torre del Grifo scortato da giornalisti e addetti ai lavori che aspettavano risposte mai pervenute sull’allontanamento e ritorno di Toscano in panchina, delle sue ultime parole, del crollo fisico e mentale della squadra, del mercato di riparazione non aderente alle richieste dell’allenatore: PERCHÉ non sono arrivate?
PERCHÉ i lavori a Torre del Grifo, dopo la avvenuta acquisizione del Catania FC iniziati e poi bloccati non sono stati ancora ultimati? Ancora problemi di fondi? PERCHÉ?
Per la stagione oramai in corso ci si e’ affidati ad un direttore sportivo rampante e ad un allenatore che predilige il bel gioco, giovani che corrono, difesa a quattro: vade retro Satana e fautori della difesa a tre, del motto primo non prenderle, delle frasi a denti stretti in sala stampa.
Ora che le prime uscite in campionato sono state poco lusinghiere, si sente da più parti aleggiare la parola esonero. Ma se si sapevano queste sue caratteristiche, PERCHE’ lo si è voluto?
Adesso l’attuale mister, santificato al suo arrivo anche se privato in conferenza di presentazione della naturale presenza del Presidente o del suo vice, si dice sia in bilico e pronto ad essere fatto da parte come i suoi predecessori Toscano, Viali, Zeoli, Lucarelli, Tabbiani e Ferraro.
PERCHÉ? Le colpe tutte dell’allenatore o da chi non gli ha messo a disposizione una squadra in tempi brevi tenuto conto che si ripartiva da zero con un sistema di gioco inedito per i veterani della squadra e anche per gli altri neo acquisiti? PERCHÉ aver spinto Casasola, il miglior esterno destro della serie C a cambiare aria? PERCHÉ sostituirlo con un terzino riserva di Alagna dell’Ascoli? PERCHÉ il ritiro di Norcia con la rosa incompleta e poi il resto della preparazione a quaranta e passa gradi del solleone catanese? PERCHÉ Raimo fuori squadra, le cui prestazioni avrebbero potuto far comodo in questo momento? PERCHÉ siamo ancora senza registi e non aver tentato di acquisire le prestazioni di Capolongo in rotta con i granata? PERCHÉ?
Domande queste che non hanno ancora avuto risposta grazie al mutismo ingiustificato e indisponente del proprietario e del suo vice.
PERCHÉ negare ancora risposte ad una città che per amore della maglia ha ridato fiducia a chi si nega ai microfoni abbonandosi in massa malgrado le deficienze di una struttura non più al passo dei tempi? PERCHÉ?
Ora siamo all’oggi, alla partita che ci ha visto impegnati in un terreno di gioco ostico e sintetico che poteva decretare la fine dell’idillio con l’attuale mister e la fine di un progetto mai iniziato e ridotto a brandelli che ci ricorda quello dei tempi di Tabbiani, facendoci ritornare all’anno zero con un nuovo mister, ovviamente lautamente compensato, che chiederà sicuramente a gennaio una nuova rivoluzione in calciatori e ruoli abiurando la tesi sinora sostenuta dei limiti imposti al bilancio dalle nuove regole sul salary cap.
PERCHE’? Per placare una piazza inferocita? Per scaricare gli errori dirigenziali su altri? Senza dare spiegazioni ovviamente, per poi assistere a mille resurrezioni in termini di prestazioni di calciatori incolori a Catania che in altre piazze diventano arcobaleni. PERCHE’ ?
In mattinata si diffondeva la voce che anche Torrasi, per infortunio, non avrebbe potuto far parte della formazione titolare, dopo i noti Di Marco e Pagliai, notizia che allunga la serie dei PERCHE’ le cui risposte sono sempre vaghe e prive di precise comunicazioni mediche.
Assenze che sommate alle arcinote, obbligavano ancora una volta il mister a rivedere la formazione iniziale che prevedeva il ritorno di Dini in porta, Ierardi, Di Gennaro, Perrotta e Donnarumma in difesa,
A centrocampo accanto a Quaini Vallocchia e sulla trequarti Brizzaniti, Cavuoti e Cicerelli in appoggio a Russo.
I padroni di casa, arrabbiati per la sconfitta contro il Sorrento, si predisponevano con Marcone protetto da una difesa a tre costituita da Bellodi, Bassoli e Del Fabro, a centrocampo Pistolesi, Virgilio, Maselli e Franco e in avanti Pugliese e Kanoute con Abreu terminale offensivo.
Si iniziava puntuali alle 18,30 ed erano i rossazzurri a partire alla ricerca del gol conquistando al settimo minuto il primo calcio d’angolo sul quale andava al tiro fuori dello specchio di porta Quaini, stessa cosa faceva Cavuoti cinque minuti dopo su passaggio di Cicerelli.
Al ventunesimo Di Gennaro, rude su Pugliese, subiva il giallo da parte del signor Manzi di Torre Annunziata e al ventottesimo ci provava ma oltre la traversa si spegneva la sua conclusione.
Al trentunesimo Ierardi riceveva il pallone in area e come un panzer sparava una bordata sotto la traversa portando in vantaggio i suoi.
Il Picerno subiva il colpo ed ancora in tilt subiva due minuti dopo il secondo gol per merito di Bruzzaniti tutto cuore e polmoni che tirava in porta trovando la deviazione di Del Fabro che spiazzava Marconi.
Non finiva qui in quanto anche Cavuoti voleva la sua giornata di gloria e il suo scatto ad anticipare gli avversari su respinta del portiere lo portava sottoporta ad insaccare il pallone del 3 a O al trentaquattresimo minuto.
Solo al trentottesimo arrivava il primo calcio d’angolo per i lucani a dimostrazione della costante pressione etnea. Due minuti dopo arrivava il giallo per Bassoli per gamba tesa su Russo e nel secondo ed ultimo minuto di recupero Abreu di tacco lanciava un invito interessante per Pugliese che non riusciva ad intercettare la palla e l’azione dei padroni di casa sfumava.
Dodici minuti dall’inizio del secondo tempo, Cicerelli palla al piede si accentrava e faceva partire un tiro a giro che finiva in rete.
Al sessantesimo sostituzione per Di Gennaro al suo rientro dopo otto mesi per Allegretto e dopo sei minuti era Cavuoti a lasciare il campo per Insigne.
Due minuti dopo Bruzzaniti si involava verso la porta e siglava il quinto gol che l’arbitro annullava per fuorigioco.
Non sbagliava invece Pugliese al settantacinquesimo segnando il gol della bandiera che diventavano due per un rigore discutibile per fallo in area di Masciangelo che nell’occasione guadagnava anche il rosso diretto dal severo arbitro campano che Abreu trasformava.
Fine partita di marca lucana anche se la migliore azione per la manita capitava prima sul piede di Cicerelli e poi su quello di Coda, bravo in entrambe le occasioni Marcone a non farsi sorprendere.
Si concludeva così un match che ha visto un Catania in palla battere i rossoblu sciorinando una prestazione caparbia e volitiva dopo la scialba prova interna mostrata contro la Scafatese.
Vittoria che ha allontanato lo spettro di un prematuro cambio in panchina rasserenando l’ambiente e la dirigenza ma non i tifosi che sperano in una conferma domenica sera contro il Barletta, squadra solida.
Ottima la prova di Di Gennaro che si e’ dimostrato essere una pedina importante del reparto difensivo, infatti dal momento del suo rientro in panchina, il reparto arretrato ha cominciato a mostrare qualche pericolosa falla, consentendo alla squadra di casa il recupero parziale del risultato.
C’è ancora tanto lavoro per mister Longo ma dei miglioramenti in fase d’attacco sì cominciamo ad intravedere. Speriamo di non aver assistito solo ad un fuoco di paglia per non allungare oltremodo la lista dei PERCHÉ.

Con questa filosofia di gioco difficile non subire gol e che per vincere necessita fare un gol in più..
I dati assoluti dicono che su 8 partite ufficiali subiti 12 gol (con Dini 6, media 2 a partita, con Rinaldi 8 media 1,60 ma anche che con Di Gennaro in campo si potrebbe migliorare (vedi i tantissimi gol subiti era Toscano, Viali son la Sua assenza). Dicono anche che abbiamo realizzato 11 gol ma 8 in due partite ed è quest’ultimo il vero nodo da sciogliere per vincere con continuità le partite.
Dobbiamo sperare che il percorso di recupero Di Gennaro proceda senza intoppi per cercare di subire qualche gol in meno ma soprattutto che gli Attaccanti siano meno spreconi.
Concordo con quanto scritto da Vincenzo .
Se non avessero insistito i tifosi per Cicerelli e Di Gennaro per una loro permanenza, mi sa che il signor AD li avrebbe regalati ad altre squadre, come fatto per Casasola al Brescia e Celli e Pieraccini (perché non riscattato ) alla Salernitana.
Ho visto la partita tra Barletta e Salernitana e i biancorossi mi sembrano tosti, esperti e carichi come la Scafatese. Non ripetiamo gli errori commessi
Vittoria preziosa sotto tutti i punti di vista.
Il punteggio non deve però trarre in inganno (i primi 3 gol sono venuti in un momento di sbandamento degli avversari).
La punta centrale nella fase di non possesso dovrebbe giocare qualche metro più avanti.
Dini nonostante i gol subiti, conferisce maggiore sicurezza al reparto arretrato.
Sprecare certe occasioni si può pagare a caro prezzo!!!
Ottima vittoria contro un’ottimo avversario anche se non mi esalto più di tanto, abbiamo una buona rosa di calciatori e un buon mister che ha tutte le qualità per fare bene, diamogli fiducia .
Comunque con Dini è Digennaro la difesa è molto più forte, e sulla fascia bruzzaniti è meglio di lunetta. Quaini il migliore in campo
D’accordo con Filippo46 che la punta centrale, nella fase di non possesso, dovrebbe stare più avanti ma ieri la squadra ha giocato in modo diverso dal solito e le azioni non nascevano dal basso. Visto meno possesso palla, lanci lunghi verso le fasce stile Toscano e palle calciate senza fronzoli in rimessa laterale.
Con questo modulo ibrido Toscano-Longo dove non necessita far partire per forza le azioni dal basso Dini si troverebbe nel suo habitat naturale mentre Rinaldi a disagio. Longo conosce meglio di Noi le potenzialità di ciascuno ed a secondo i casi saprà come comportarsi.
In un momento cruciale della sua carriera, infatti ci sarebbe stato probabilmente l’esonero se si fosse perso, Longo ha valutato, sulla base delle caratteristiche degli uomini a sua disposizione e delle loro potenzialità fisiche la formazione migliore schierandosi a tre contro il suo credo e lanciando una pesante accusa alla società , infatti ha detto che non aveva terzini , se non adattabili, indispensabili per giocare a quattro.
Ancora errori in fase di mercato perché la mania di aspettare l’ultimo giorno, come i saldi del supermercato, non paga.
Ho visto ieri la partita dello Spezia ed è davvero una bella squadra in tutti i reparti mentre noi dobbiamo crescere partita dopo partita trovando amalgama e risposte fiscixhe iniziando contro il Barletta che da quello che ho visto della partita Barletta Salernitana mi pare una squadra molto ostica molto vicina alla Scafatese come intensità e vigore fisico.
Vorrei dire sommessamente la mia opinione su questo inizio di campionato.
Non siamo chiaramente una squadra di fuoriclasse, ma non abbiamo nemmeno una compagine di brocchi.
Io sono dell’avviso che abbiamo una buona squadra: ho visto belle azioni e sprazzi di bel gioco anche nella partita contro la Scafatese. Con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto anche vincerla e allora non staremmo qui a lamentarci, ma a goderci nove punti. Io sono convinto che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno sia la pazienza, da parte sia dei tifosi che di tutto l’ambiente, perché la squadra è composta in larga parte da atleti che non hanno mai giocato insieme e con un allenatore totalmente nuovo. Diamogli un po’ di tempo e vedrete che, parere personale, faremo faville, non dico come il Napoli di Sarri, ma quasi. 😆
Saluti.
Vorrei fare i miei complimenti a Quaini.
Dall’inizio del campionato non ha sbagliato una partita, sempre tra i migliorii in campo ed in qualunque posizione è stato schierato.
Personalmente ho sempre creduto in questo ragazzo.
Chissà quanti club hanno messo gli occhi su di lui !!!
Spero possa rimanere ancora con noi
a lungo.
Quaini ? Credo che il 99% dei Tifosi hanno a stessa opinione di Filippo46 di prolungare “subito” il contratto che gli scade a giugno 2027:
Personalmente ritengo che lo meriterebbe ma in questo momento proporlo solo a Lui significherebbe innescare una bomba atomica contro Allenatore e DS che gestiscono lo spogliatoio. che richiedono impegno incondizionato.
Tanti Giocatori hanno il contratto che scade a Giugno 2027 ed il periodo ideale per intervenire potrebbe essere Gennaio 2027 quando si avranno le ide più chiare a 360 gradi.
Un saluto dalla STMicroelectronics di Agrate Brianza .. forza Catania
STMicroelectronis
Un abbraccio
e sempre
Fozza Catania …..
Ci ha lasciati Sandro Mazzola.
Quanta storia e quanti ricordi…….
Riposa in pace grande Sandro